Brandelli d’Italia. 150 di conflitti Nord-Sud raccontati da Bracalini

BRANDELLI

 

 

L’Italia unita fu per secoli il sogno retorico-moralistico di letterati e poeti, fu il progetto d’ambizione di Casa Savoia. Ma appena l’Italia venne messa insieme con i pezzi raccolti, il Sud si ribellò e ingaggiò una sanguinosa guerra di secessione. Al Nord i favorevoli all’unità erano poche migliaia, al Sud anche meno. Trent”anni dopo l’unità, l’Italia era già scossa da tentazioni separatiste, sia al Nord che al Sud, e gli argomenti in discussione erano gli stessi di oggi: la corruzione civile, la criminalità organizzata, le clientele politiche, i differenti costumi, l’assistenzialismo.

Nel libro si tenta di spiegare, senza omissioni o interpretazioni, arbitrarie, le ragioni del Nord e del Sud, senza tacere i torti equamente ripartiti, le bugie e le falsità che si sono dette, da entrambe le parti.

Ha scritto del libro Carlo Lottieri: «Nell’imminenza delle celebrazioni del centocinquantenario dell’unità esce da Rubbettino il nuovo libro di Romano Bracalini; libro che in uno stile secco e irriverente copre un secolo e mezzo di storia (dal 1861 ai nostri giorni), ed è incentrato sul conflitto Nord-Sud, palesatosi, quasi subito, all’indomani dell’unificazione.

La narrazione prende le mosse dalla “guerra al brigantaggio” e dal trauma provocato nelle popolazioni del Mezzogiorno alle quali, poi, venne imposto di pagare la quota più alta del debito pubblico assommato dagli stati preunitari,e lo si giustificò come un anticipo sulle spese delle opere pubbliche che i governi borbonici avevano tralasciato di fare. Così ai meridionali, che avevano subito l’occupazione “piemontese” e le distruzioni che ne erano derivare, parve di dover pagare di p iù (più dello stesso Piemonte, lo stato più indebitato) per l’onore di essere stati presi a fucilate. Per anni il dissidio si concentrò sul quesito piuttosto meschino su “chi pagava di meno e chi pagava di più”. Il sentimento di patria non riempiva la pancia.

Il divario non era solo economico ma culturale e di costume. Mafia e camorra erano infiltrate in tutte le amministrazioni pubbliche; e questa volta furono i settentrionali a subire un trauma quando i primi studi rivelarono la dimensione del problema. Le cifre erano spietate. Appena un trentennio dopo l’unità spinte secessioniste venivano dal Nord e dal Sud.(Edoardo Scarfoglio, direttore del “Mattino”, crispino e africanista, giunse a minacciare la guerra tra le regioni del Nord e le regioni del Sud)».

Romano Bracalini è autore per la Rai di servizi speciali e documentari storici. Studioso di storia italiana dell’Ottocento e del Novecento si è dedicato sistematicamente alla riconsiderazione critica del “mito” risorgimentale. Ha fatto parte dell’Istituto lombardo per la pubblicazione delle opere di Carlo Cattaneo. Giornalista e inviato, è stato vicedirettore dell’edizione milanese del Tg3. Ha collaborato a “Il Mattino”. “Il Giorno”, Il Giornale”, “Il Sole 24 Ore”, “Libero”. È autore di numerose pubblicazioni, tra le quali ricordiamo:Paisà (Mondadori 2008), Otto milioni di biciclette (Mondadori 2 007) Mazzini (Mondadori 1993), La regina Margherita (Rizzoli 1983).

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