MARONI SPIATO: UN DOSSIER FORSE PAGATO DALLA LEGA

di GIANMARCO LUCCHI

Visure camerali e appunti scritti a mano. È questo il contenuto del dossier su Roberto Maroni, ordinato dall’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito e probabilmente sequestrato dagli inquirenti delle Procure che stanno indagando su Belsito. Lo rivela Panorama da domani in edicola. Il settimanale, nella sua inchiesta esclusiva, racconta quale fosse il cuore dell’indagine avviata da gennaio. Gli investigatori privati stavano seguendo la pista delle barche di Maroni. Infatti per i detrattori dell’ex ministro dell’Interno – scrive Panorama – queste proprietà potrebbero nascondere affari opachi. Nella loro indagine gli 007 privati di Belsito si sono concentrati su tre natanti, secondo loro, riconducibili a Maroni: un catamarano e due motoscafi. Il primo sarebbe intestato a una società di un presunto prestanome. Uno dei motoscafi, invece, sarebbe stato recentemente trasferito a Portorose in Slovenia. Maroni ha accettato di replicare punto su punto alle accuse di Belsito: «Non ho alcuna difficoltà a farlo, perchè non c’è nulla di segreto e meno che limpido». L’ex ministro racconta, tra l’altro, di non avere nessuna barca a Portorose, ma che per tre anni ha tenuto ormeggiata la sua a Portorosa in Sicilia: «Più che emuli di James Bond questi signori sembrano Qui, Quo, Qua!», ha chiosato Maroni. Ma Umberto Bossi sapeva del dossier? «Gli ho detto che mi sentivo accerchiato e che stavo cercando di capire alcune cose su Maroni. Se mi ha scoraggiato? In realtà non mi ha detto niente», ha dichiarato Belsito a Panorama.

Durissima la reazione di Roberto Maroni rilanciata su Facebook: «Sia chiaro che se mi hanno spiato non mi fermerò fino a quando gli eventuali colpevoli non saranno cacciati. Altrimenti me ne andrò via io: non resterò nemmeno un minuto in più se, una volta accertate le responsabilità, non se ne andranno tutti i colpevoli. A tutti i livelli. E pazienza -continua l’ex ministro dell’Interno- se dovessi scoprire altre amare verità, se cioè dovessi scoprire di essere stato tradito da un amico o da un presunto amico: non ci saranno sconti per nessuno» .

«È incredibile che l’ex ministro dell’Interno sia stato oggetto di attività di dossieraggio. Non è un tentato dossieraggio, è un dossier che io ho visto. Mi sembra molto grave», sopratutto «se qualcuno sapeva o era consenziente. Sembra che sia stato pagato con i soldi della Lega: è la cosa più grave». Lo afferma Roberto Maroni.  «Per quanto riguarda il dossier è ridicolo. Contiene cose inventate e inverosimili. È stato fatto per screditare. Voglio solo citare quanto comparso su Panorama: si è scoperto che avevo una grande barca a Portorose in Slovenia, mentre era Porto Rosa di fronte alle Eolie dove qualche anno fa avevo una barca», spiega ancora Maroni.

«Ai nostri militanti daremo le risorse che stiamo recuperando da questi investimenti un pò azzardati, diciamo così, a partire dai lingotti d’oro recuperati ieri e che verranno liquidati. Così come tutto quello che potremo e riusciremo a recuperare». Lo precisa il triumviro Roberto Maroni, nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio dove la Lega ha presentato una proposta di legge sull’abrogazione dei rimborsi elettorali ai partiti.

L’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito avrebbe confezionato dei dossier anche contro alcuni fedelissimi di Roberto Maroni. Secondo quanto si apprende in ambienti del Carroccio, infatti, Belsito avrebbe messo a punto ‘dossier’ anche contro i deputati leghisti Gianluca Pini, Giovanni Fava e Fabio Rainieri.

PROCURA MILANO: ALLO STATO NON RISULTA UN DOSSIER SU MARONI

Allo stato non risulta tra le carte esaminate finora dagli investigatori che conducono le indagini sulle distrazioni dei fondi della Lega alcun presunto dossier su Roberto Maroni. Così gli inquirenti milanesi riguardo al presunto dossier che avrebbe fabbricato Francesco Belsito. Tra le carte ci sarebbero riferimenti a pagamenti verso società di investigazioni ma potrebbero riguardare attività di bonifiche ambientali e dunque non situazioni anomale.

BELSITO: NON MI SONO MAI APPROPRIATO DI ORO E DIAMANTI. LI AVEVO IN CUSTODIA

«Io non mi sono mai appropriato dell’oro e dei diamanti della Lega. Io ne ero in custodia in virtù dell’incarico di tesoriere ricoperto nel partito»: così l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, ha replicato oggi al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, che a Ballarò ha parlato di «appropriazione» da parte sua.  «Non è dato comprendere come il presidente Cota abbia potuto parlare di appropriazione dell’oro e dei diamanti, visto che gli stessi sono stati acquistati nell’ambito di regolari investimenti dei soldi della Lega, perfettamente tracciabili in quanto provenienti da conti correnti intestati al partito – ha detto Belsito all’ANSA -. Io ne avevo la custodia in quanto tesoriere. Lo prova il fatto che non appena cessato l’incarico mi sono immediatamente attivato per il trasferimento dei beni al nuovo tesoriere». Intervenendo alla trasmissione di Raitre Ballarò, il presidente della Regione Piemonte aveva detto di essere rimasto «sgomento» di fronte al caso Belsito: «Verranno accertate le responsabilità, e noi chiediamo tempi rapidi – ha affermato -. Peraltro questi lingotti sono stati riconsegnati alla Lega perchè sono della Lega. Lui (Belsito) si è appropriato di soldi della Lega per comprarsi quei diamanti. Ma in questa vicenda la Lega è parte lesa».

 

DIAMANTI: I FOGLI D’ORDINE FIRMATI DA ROSI MAURO E DA STIFFONI. I DUE SMENTISCONO

La procura ha acquisito i fogli di ordine e di consegna firmati dai parlamentari della Lega Rosi Mauro e Piergiorgio Stiffoni rispettivamente per 100 e 200mila euro con una nota società di intermediazione di diamanti. Sono in corso accertamenti per capire da dove arrivino i fondi con cui sono stati effettuati tali investimenti, che risultano a titolo personale, tramite due conti aperti a loro nome presso la Banca di Novara nel gennaio 2011. Francesco Belsito avrebbe scelto la stessa società di intermediazione per acquistare 100mila euro di diamanti nel dicembre del 2011. Il pagamento, in questo caso, era stato effettuato da un conto aperto dall’ex tesoriere del Carroccio presso Banca Alletti. Rosi Mauro e Piergiorgio Stiffoni hanno smentito di aver mai effettuato tali investimenti.

 

BOSSI SPINT: MULTE A GO-GO PER I FIGLI DEL SENATUR

Un po’ di diamanti e i cinque chili d’oro sono rientrati. Adesso pare che manchi all’appello un’altra manciatina di brillanti per un valore di 200 mila euro. Dicono che li abbia Rosi Mauro, che intanto s’è trasferita al gruppo misto, e tuttavia rimane vicepresidente del Senato. Ma la ex leghista, ex badande, ex segretaria del SinPa (ex o ancora in carica) ed ex consigliere della cooperativa editrice de la Padania (ex o ancora in carica), insomma la Rosi nega decisamente la storia dei diamanti e minaccia querele. Ce li avrà allora il senatore trevigiano Piergiorgio Stiffoni, ex membro del comitato amministrativo (capperi, ma qui ormai siamo pieni di ex)? Anche lui smentisce. Che se li sia tenuti come argent de poche l’ex (un altro!) tesoriere Belsito, che nel frattempo ha appunto restituito una parte del prezioso malloppo? Chissà chi lo sa, recitava il titolo di una celeberrima trasmissione della tv dei ragazzi di qualche decennio fa.

Intanto nei meandri di via Bellerio ci si dà di gomito per la valanga di multe inanellate dai figli discoli del Senatur. Il Renzino (chissà se è anche un ex Trota, di certo è un ex consigliere regionale) in un solo giorno del gennaio 2011 ha collezionato ben cinque multe a Milano per essere transitato nelle corsie riservate ai mezzi pubblici: in totale oltre 500 euro. Alle contravvenzioni è stato opposto ricorso accampando necessità di fretta istituzionale, poi pare che siano state pagate. Per Riccardo invece (ex pilota, visto che la scuderia l’ha lasciato a piedi), con i soldi cacciati da Belsito, sono state pagate multe per circa 800 euro collezionate a Milano e a Rovigo per eccesso di velocità: si vede che stava facendo le prove di gara.

Siccome Umberto Bossi nell’ultimo Consiglio federale pare si sia impegnato a rifondere i soldi usati impropriamente dai suoi familiari, dovrà cominciare a staccare assegni per queste multarelle. Poi, probabilmente arriverà il resto.

RENZO BOSSI: VIVO IN UN BILOCALE DI 68 METRI QUADRI. ALTRO CHE VILLE

«In questi giorni sembra che io viva in ville con Ferrari e tutto il resto invece abito con Silvia, la mia fidanzata, in un bilocale in provincia di Milano, 68 metri quadrati. Altro che ville di lusso». Così Renzo Bossi in un’intervista esclusiva a Diva e donna. «Io e Silvia – prosegue il figlio dell’ex segretario federale della Lega parlando della fidanzata – abbiamo deciso di vivere insieme da subito perchè facciamo sul serio. La nostra non è un’avventura: è da un anno che stiamo insieme. Non facciamo nulla per farci vedere, ma non ci nascondiamo». Mentre lei aggiunge: «Viviamo in un appartamento intestato a me, ma Renzo contribuisce in tutto: dalla spesa alle bollette. Io so come vive e come ha sempre vissuto: conosco anche la sua famiglia. Sono sempre rimasta nell’ombra, ma ora voglio dire tutto perchè sono stata etichettata in modo negativo. Io non sono quella delle intercettazioni». Poi Renzo Bossi torna sulla politica e afferma: «Sono tranquillo, sereno. Confido nella giustizia: non voglio entrare nei dettagli, ma dico solo che ho appena depositato in procura, a Varese, i documenti. Mi sono dimesso anche se non sono indagato. L’ho fatto per liberare la Lega: in modo che il partito fosse libero di andare avanti nell’ azione politica. Ho dimostrato di non aver nessun attaccamento alla poltrona e ai soldi: proprio ora che mi attaccano per il denaro». E Bossi jr spiega i suoi progetti: «Tornerò a fare il semplice militante. Perchè è questo che mi sono sempre sentito. Non un consigliere regionale. Mi sono candidato perchè la Lega me lo ha chiesto, ora tornerò ad attaccare i manifesti. Mio papà ha dato tutto per questo progetto, io lo porto avanti. La carica che ho non è un problema». «Ora – aggiunge sempre nell’intervista a Diva e Donna – vorrei sapere chi ha detto che avrei litigato con mio padre È falso, i nostri rapporti sono ottimi. Continuo ad andare a casa a Gemonio, tutti i giorni. Ho passato la Pasqua con i miei genitori». «Se ho chiesto scusa a papà? No, gli ho detto che sono a disposizione del nuovo amministratore per portare tutti i documenti e le carte, come mi ha chiesto – conclude -. Non è perchè sono suo figlio che mi crede a occhi chiusi».

 

MARONI: GOVERNO HA INTRODOTTO ANCHE TASSA SULLA SFIGA

«Il governo si è inventato la tassa sulla sfiga, credo sia un record mondiale». Lo ha detto Roberto Maroni in un’intervista a Radio Pianeta ricordando che per finanziare la protezione civile «hanno aumentato di cinque centesimi la benzina», adesso «c’è anche la tassa sulla sfiga».

CARCANO PORTAVOCE DEL TRIUMVIRATO FINO AL CONGRESSO

Il comitato dei triumviri della Lega Nord, composto da Roberto Calderoli, Manuela Dal Lago e Roberto Maroni, ha nominato Fabrizio Carcano portavoce fino allo svolgimento del Congresso Federale.

ROSI MAURO ESPULSA DAL GRUPPO AL SENATO. SE NE VA ANCHE BODEGA

Espulsione-bis per Rosy Mauro ‘cacciata’ anche dal gruppo del Carroccio al Senato. Con un effetto boomerang, però, questa volta. Non tutti i senatori leghisti hanno condiviso la decisione di buttare fuori Rosy Mauro e c’è chi ha voluto manifestare platealmente il suo dissenso abbandonando il gruppo, come ha fatto Lorenzo Bodega vicepresidente dei senatori del Carroccio. Ma, stando alle voci di corridoio, altri potrebbero seguirlo lasciando il gruppo nel caos. Si è saputo infatti che, dopo il verdetto, alcuni senatori sono andati nello studio della Mauro per esprimerle solidarietà. E c’è chi non ha nascosto il forte malumore per quanto accaduto oggi al gruppo della Lega di Palazzo Madama, dove ha la ‘maggioranzà il cosiddetto Cerchio Magico. Decisive dunque le prossime ore per capire quale consistenza avrà la fronda leghista e quali saranno le conseguenze. Tutto questo mentre Roberto Maroni, indefesso, lavora di ramazza nel partito e prepara la successione alla guida del Carroccio. La ‘pasionarià dunque è stata allontanata anche dal gruppo parlamentare, che ha così «ratificato all’unanimità»(recita il comunicato della Lega) la decisione del consiglio federale, ed è stata iscritta d’ufficio al gruppo misto.

«Le recenti e per me assai amare vicende che hanno toccato il cuore della Lega e i sentimenti di coloro che, come me, hanno aderito al movimento sin dalla prima ora, mi hanno condotto ad una scelta dolorosa e irrevocabile». Lo dice il senatore Lorenzo Bodega che ieri ha lasciato il gruppo del Carroccio a Palazzo Madama in polemica con la decisione di espellere Rosy Mauro. «Quando si cade ci si può e ci si deve rialzare – aggiunge – ma la condizione necessaria è che non prevalgano il rancore e la mancanza di riguardo. Io ho conosciuto una sola Lega per la quale ho amministrato la città di Lecco per due lustri e per la quale ho avuto mandato di rappresentanza prima alla Camera e ora al Senato. Ora la situazione è precipitata e io non posso assistere alla giustizia sommaria esercitata contro il nostro leader indiscusso». «Umberto Bossi – sostiene Bodega – ha pagato di persona colpe non sue ma io davvero non riesco ad immaginare una Lega senza di lui ho avvertito troppa fretta in questa ‘operazione di pulizià e sento l’odore di resa dei conti. È un clima nel quale non mi posso e non mi voglio riconoscere e siccome ho scelto la politica per passione non posso o meglio non me la sento di continuare un’avventura troppo lontana da quella che ha caratterizzato molti anni della mia vita». «Resto leghista nell’animo e negli ideali – conclude -, ma lascio ad altri il compito di rappresentare la Lega nelle battaglie di ogni giorno, con l’augurio che superata questa fase dolorosa si torni a intravvedere l’orizzonte federalista e si rafforzino i valori indentitari che hanno distinto la Lega nel panorama politico italiano».

CARROCCIO PERDE PEZZI IN ROMAGNA: VIA DUE CONSIGLIERI PROVINCIALI A RAVENNA

La Lega Nord perde i pezzi in Romagna. Due consiglieri provinciali di Ravenna, infatti, Andrea Liverani e Rudi Capucci (che era vice presidente della Provincia) si sono dimessi. «Le mie dimissioni – ha detto Capucci – non sono però legate alle vicende nazionali, ma a come viene gestita la Lega Nord in Romagna. È stato fatto un totale repulisti, Ravenna è stata quasi azzerrata. Io sono tesserato dal 1991, ma quest’anno non rinnoverò». La polemica è rivolta, in particolare, alla segreteria romagnola, diretta dal parlamentare (vicino a Roberto Maroni) Gianluca Pini. «Dopo tutto ciò che abbiamo fatto – ha aggiunto Capucci – noi non contiamo niente. È triste veder finire tutto così per egoismo».

LEGA BOLOGNA: EX REVISORE DEI CONTI ASCOLTATO DAI PM

L’ex revisore dei conti della ‘Nazione Emilià della Lega Nord, Alberto Magaroli, è stato sentito oggi come teste dal pm Morena Plazzi che indaga sulla presunta cattiva gestione dei fondi elettorali a Bologna del Carroccio. Magaroli, ex consigliere della Nazione Emilia e membro della Commissione di verifica dei poteri, espulso nel settembre 2010, non ha voluto rivelare il contenuto della sua audizione, ma, contattato dall’ANSA, ha spiegato di aver confermato quanto detto in una serie di denunce pubbliche nei giorni scorsi e in esposto del 2010. In particolare, Magaroli aveva puntato il dito sulla vecchia vicenda della settantina di multe prese dal leader del Carroccio emiliano Angelo Alessandri e poi addebitate in parte alla sede ‘regionalè del partito, appunto la Nazione Emilia che ha sede a Reggio Emilia. Contravvenzioni prese tra il 2008 e il 2009 per le quali Alessandri ha sempre negato le accuse. Magaroli è stato sentito per poco meno di due ore. Il pm Plazzi indaga sull’ipotesi del reato di falso in atto pubblico. L’inchiesta è senza indagati.

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6 Comments

  1. basta con queste storie di squallore leghista. ci sono tante altre cose da dire

  2. Dan says:

    Mi sta venendo una certa voglia…. FORZA BELSITO ! E ancora una volta rinnovo l’invito ai magistrati di fare vera pulizia.

  3. berg says:

    Ahahahahaha! davvero esilarante la parte in cui lady trota dice “Renzo contribuisce in tutto: dalla spesa alle bollette”… tutto bello, tutto romantico, peccato che le vostre spese (e chissà che spese visto il tenore di vita di una modella come lei) e le bollette ve le hanno pagate coi soldi pubblici…questa gente ha proprio la faccia come il didietro, la vergogna non sa neanche dove sta di casa.
    Piuttosto ci spieghi quali documenti contenevano quei faldoni che lei e il suo ittico moroso hanno fatto sparire in fretta e furia da via Bellerio.
    Riguardo ai dossier su Maroni c’è poco da dire, comportamento squallido tipicamente italico.

  4. Andrea T says:

    Forza Bobo, non mollare…

  5. silvia garbelli says:

    Beh, ma nel recente ‘raduno delle ramazze’ di Bergamo non si innegggiava a un ‘pollaio da pulire’ ? Dunque, questa è la conferma che si tratta di una ‘guerra fra galletti’.

    E invece di assistere a questo lento e penoso processo di intrighi e dimissioni col contagocce non era molto meglio sciogliere la LN – dignitosamente – tutta in un momento come sostengo da tempo ?

  6. Massimo says:

    A proposito di MULTE ( ma ben più sostanziose ), vorrei se possibile sapere a che punto è la procedura di indagine aperta dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia in relazione alla proroga del pagamento multe quote latte del 2010.
    Se non vado errato nel milleproroghe 2011 Bossi ha utilizzato 5 milioni di € per finanziare tale proroga.
    E nel febbraio 2012 la Commissione Europea ha considerato tale proroga un aiuto di Stato, dando all’ Italia UN MESE di tempo per fornire spiegazioni utili……
    Mi sono perso qualcosa ? Le informazioni sono state fornite ? Grazie in anticipo , sig. Lucchi.

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