LEGA: STEFANI NUOVO AMMINISTRATORE DEL PARTITO

di GL. MAR.

 Il consiglio federale della Lega ha nominato Stefano Stefani nuovo amministratore del partito. Lo ha annunciato l’europarlamentare Matteo Salvini che ha partecipato al consiglio federale della lega e che ha anche precisato che
sarà indicata una società di certificazione del bilancio esterna.

Intanto dalle carte delle inchieste escono intercettazioni sempre più sconvolgenti.  «Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… altro che Cosentino, poi, ragazzo!». Così Nadia Dagrada, responsabile amministrativo della sede di via Bellerio della Lega Nord, parla in un’ intercettazione dello scorso 8 febbraio di uno dei figli di Bossi con l’ex tesoriere Francesco Belsito. Nell’intercettazione dello scorso 8 febbraio, contenuta negli atti dell’inchiesta milanese con al centro l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, la dirigente della Lega Nadia Dagrada parla con lo stesso Belsito e facendo riferimento in particolare alla senatrice Rosi Mauro dice: «È convinta di avere chissà quale potere… Non si rende conto che ormai quest’uomo ha 70 anni… Non ne ha altri dieci davanti, eh!… Per giunta, è vero che continuano a dire ai magistrati di mettere sotto il fascicolo? Ma prima o poi il fascicolo esce eh!». E più avanti, sempre Dagrada: «Sì è così, perchè quando esce una cosa di questo genere sei rovinato!… Il figlio di lui (di Bossi, ndr) che ha certe frequentazioni… Altro che Cosentino». E Belsito: «Quindi tu dici che sarà intervenuto il padre». E Dagrada: «È intervenuto più Silvio e so che ci sono di mezzo anche alti, ma alti Pd e non è che hanno detto ‘chiudi il fascicolò hanno detto ‘manda, ci sono 50 fascicolì, quello era il quinto, gli hanno detto ‘inizia a farlo scivolare ventesimò». E poi Dagrada spiega a Belsito che «il figlio di lui» ha la «macchina con la paletta». E Belsito le chiede: «Ma ce l’ha ancora?». E Dagrada: «Certo! Paletta e lampeggiante, ci sono le foto! prese dalle telecamere per eccesso di velocità per giunta».

In un’intercettazione dell’8 febbraio scorso Nadia Dagrada, dirigente amministrativa di via Bellerio, chiama dal suo cellulare Francesco Belsito che risponde a un numero della Camera dei deputati. La dirigente amministrativa e responsabile del settore gadget della Lega consiglia Belsito «sulle strategie da assumere in occasione dell’appuntamento» imminente con Umberto Bossi. La donna consiglia l’ex tesoriere su quel che deve dire: «Capo, io ti rammento solo una cosa. Che, in questi anni ho dovuto tirar fuori, su vostra richiesta, per tua moglie, per Riccardo, per Renzo, delle cifre che se qualcuno va metterci mano fa… il mio… Tu gli devi spiegare, che tu vuoi proteggere lui e se altri vanno a vedere queste cose… eh, lui è nei guai. Ma quelle sono cifre, cioè, o tuo figlio lo mandavano in galera…». Belsito aggiunge: «… Ah, Rì…». Dagrada: «…O c’era da pagare». Belsito: «… Ah, Riccardo». Dagrada: «Esatto. Poi gli devi dire: poi tua moglie cosa faccio, Gli dico di no? Tu mi dicevi di sì. Fai conto, che ti fai fare l’elenco di quello che hai dato alla scuola Bosina, gli dici…». Belsito: «… E come faccio a saperlo, io adesso non ho niente per capire…».

Negli atti dell’inchiesta milanese con al centro l’ex tesoriere Belsito, gli investigatori scrivono che dalle intercettazioni telefoniche emerge che il denaro sottratto alle casse della Lega è andato «a favore» tra gli altri di «Bossi Umberto» e «Calderoli Roberto». Negli atti dell’inchiesta gli investigatori scrivono che «l’irregolarità della gestione dei fondi della Lega, rileva anche sotto il profilo dell’appropriazione indebita in relazione ai fondi derivanti dal finanziamento pubblico». Infatti, si legge ancora, «come minuziosamente descritto da Belsito e dalla Dagrada in numerose intercettazioni telefoniche (…) rilevanti somme di denaro sono state utilizzate per sostenere esigenze personali e familiari, estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord ed a favore di: Bossi Umberto, Manuela Marrone (moglie), Bossi Riccardo, Bossi Renzo, Bossi Roberto, Mauro Rosy, Calderoli Roberto, Stiffoni, alla scuola Bosina, con sede a Varese (…), riconducibile a Manuela Marrone ed al SinPa (Sindacato Padano) riconducibile a Mauro Rosy, e ad altri soggetti e strutture citate nelle telefonate ed in corso di identificazione».

Francesco Belsito ex tesoriere della Lega indagato dalla magistratura milanese napoletana e reggina «ha acquistato a Milano dei bar per conto di Bossi», utilizzando «fondi pubblici» cioè quelli del partito. È quanto emerge da una telefonata agli atti dell’inchiesta dello scorso 17 febbraio tra l’imprenditore Stefano Bonè e Romolo Girardelli entrambi accusati per altro dalla procura di Reggio Calabria di ricettazione.

Nella cassaforte del tesoriere della Lega Francesco Belsito tra la documentazione contabile sequestrata ieri dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza vi è anche una cartella con l’intestazione “The family”. L’ipotesi degli investigatori è che i documenti siano relativi alle elargizioni ai familiari del leader del Caroccio Umberto Bossi. Gli atti sono all’esame del pm di Napoli, Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock.

Intanto le intercettazioni parlano chiaro sulla deriva della Lega. A febbraio Nadia Degrada, responsabile dei gadget della Lega, parla con Francesco Belsito prima di un incontro con Bossi: «Gli dici (a Bossi, ndr): capo, guarda che è meglio sia ben chiaro: se queste persone mettono mano ai conti del Federale, vedono quelle che sono le spese di tua moglie, dei tuoi figli, e a questo punto salta la Lega (…). Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega».
L’elenco che i due riassumono al telefono poco prima di mezzogiorno del 26 febbraio (e che viene riassunto dai carabinieri) comprende «i costi di tre lauree pagate con i soldi della Lega», «i soldi per il diploma (Renzo Bossi)»; «i 670.000 euro per il 2011 e Nadia dice che non ha giustificativi, oltre ad altre somme ingenti per gli altri anni»; «le autovetture affittate per Riccardo Bossi, tra cui una Porsche»; «i costi per pagare i decreti ingiuntivi di Riccardo Bossi»; «le fatture pagate per l’avvocato di Riccardo Bossi»; «altre spese pagate anche ai tempi del precedente tesoriere Balocchi»; «una casa in affitto pagata a Brescia»; «i 300.000 euro destinati alla scuola Bosina di Varese per Manuela Marrone (moglie di Bossi, ndr), che Belsito non sa come giustificare, presi nel 2011 per far fare loro un mutuo e che lui ha da parte in una cassetta di sicurezza». In altre telefonate la lista si allunga con «l’ultima macchina del Principe (il Trota, n.d.r.), 50.000 euro… e certo che c’ho la fattura!». Oppure con «i costi liquidi dei ragazzi di Renzo» (probabilmente gli uomini di scorta), che Belsito ricorda in «151.000» euro ma Dagrada corregge in «no, un momento, 251mila euro sono i ragazzi, ma sono fuori gli alberghi, che non ti riesco a scindere quando girano con lui, mi entrano nel cumulo e riprendere tutte le fatture è impossibile». Poi c’è la casa di Gemonio, e più precisamente «i soldi ancora da dare per le ristrutturazioni del terrazzo»: «Che io sappia, pare che siano 5-6.000 euro», ridimensiona Belsito alla Dagrada, che teme invece la somma sia molto più alta anche a causa di minacce di azioni legali dai fornitori, e che sprona Belsito: «Gli devi dire poi: capo, c’è da aggiungere l’auto di tuo figlio».

Un fiume di denaro sottratto dalla casse della Lega e che va anche in direzione del Sin.Pa, il sindacato padano di Rosi Mauro: tra i 200 e i 300 mila euro. Prendono così ‘corpo’, negli atti dell’inchiesta che vede indagato per appropriazione indebita e truffa l’ex tesoriere del Carroccio Francesco Belsito, quei «costi della famiglia» e quelle distrazioni di parte dei fondi del partito, utilizzati per le «spese personali» delle persone più vicine al leader. Insomma, una situazione delicata che dovrà essere affrontata dal nuovo tesoriere, la cui nomina è prevista oggi pomeriggio dal Consiglio federale. La scelta pare cadrà su un esponente della vecchia guardia. Ma non si tratterebbe di nessuno dei componenti, insieme a Belsito, del comitato amministrativo federale, vale a dire Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni. Si è parlato anche di Silvana Camaroli, deputato di Cremona e tesoriere del gruppo alla Camera, ma i nomi più probabili sono quelli del bresciano Bruno Caparini (foto sopra), componente del consiglio di sorveglianza di A2A, e del vicentino Stefano Stefani (foto sotto), presidente della Commissione Esteri della Camera e in passato a lungo presidente federale. A stamattina l’ipotesi quasi certa è quella di Stefani, il quale dovrà cominciare a ricostruire quanti soldi possiede la Lega e dove sono stati collocati, si troverà a dover “normalizzare” un vero ginepraio, dove le sorprese potrebbero essere ancora molte. Tra le quali anche l’oscura vicenda di una eredità lasciata al segretario federale della Lega: un appartamento a Milano della defunta signora Caterina Truffelli che avrebbe dovuto essere utilizzato per il  partito e che invece è stato venduto per 480 mila euro. Fin qui tutto regolare, se non fosse che i soldi sarebbero stati utilizzati per l’acquisto nella cascina nel Varesotto dove Roberto Libertà esercita le sue doti di agronomo. E adesso pare che i parenti della defunta Truffelli abbiano presentato una denuncia per uso distorto dell’eredità della congiunta: tutto ruota intorno al reale contenuto del testamento, se cioè la signora Caterina ha lasciato all’alloggio a Umberto Bossi come persona fisica o come segretario federale pro tempore della Lega Nord. La differenza non è da poco.

Oggi, in vista del Consiglio Federale, si fa anche insistente la voce che Bossi potrebbe presentarsi dimissionario, ormai messo all’angolo e troppo a lungo strenuo difensore di Belsito che  potrebbe invece essere espulso. La cacciata dell’ex tesoriere sarebbe la sconfessione totale dell’operato di Bossi, che ormai non sembra più in grado di controllare nulla. E viene descritto dalla intercettazioni come uno che ormai “si caga sotto” facilmente ed è altrettanto facilmente ricattabile per via dei soldi finiti alla famiglia. Anche se pare che lui sapesse poco o nulla, mentre ieri i colonnelli gli avrebbero sbattuto in faccia, grazie anche ai testi delle intercettazioni, che purtroppo è tutto vero. E in particolare Roberto Calderoli avrebbe avuto un pesante scazzo col capo sul curriculum di studio del Trota: Bossi si sarebbe ostinato a difendere Renzo e a dire che è bravo e vicino alla laurea e allora il bergamasco sarebbe sbottato, dicendo più o meno: “Smettiamola con questa storia, lo sanno tutti che è tutto falso, che sono stati spesi quasi 300 mila euro per il diploma e per le lauree che dovrà esibire”.

«Discutere, chiarire e capire le reali condizioni patrimoniali e di liquidità del Movimento (nell’ultimo bilancio pubblicato su LaPadania ed altri giornali risultavano più di 9 milioni di Euro di liquidità non utilizzata) e la situazione delle società ad esso collegate». Lo scriveva nel novembre 2006 Giancarlo Pagliarini, leghista della prima ora, ministro del Bilancio nel primo governo Berlusconi, fuoriuscito dal movimento nel 2007, pur definendosi tuttora «leghista nell’anima e nella testa e ho continuato, in totale indipendenza, a diffondere le idee federaliste». La sollecitazione di Pagliarini, spiega ancora l’ex esponente del Carroccio che è stato anche consigliere comunale, era contenuta in un allegato che, spiega oggi, «avevo mandato a Bossi e a tutti i segretari nazionali della Lega Nord, con un elenco di »cose che non funzionavano« e che suggerivo di discutere ai congressi provinciali, e successivamente a quelli nazionali ed a quello federale». «Qualcuno di voi – scriveva allora Pagliarini in una mail ai vertici del partito – mi ha chiesto di spiegargli quale è il problema del bilancio della Lega. In realtà questa non è una mia domanda. È una domanda che mi hanno fatto dei militanti. La domanda per la precisione era »cosa ce ne facciamo di tutti quei soldi? Perché non li usiamo per le sezioni o per altro?«. Per vostra comodità quel poco che so, e che mi è stato fatto notare da amici e militanti, ve lo riassumo qui di seguito: LaPadania del 30 Giugno ha pubblicato i nostri bilanci al 31 dicembre 2004 e 2005. Credo siano stati pubblicati anche su qualche altro quotidiano. Tra le attività c’è la voce »disponibilità liquide«. Erano 6, 4 milioni di Euro al 31 Dicembre 2004 a fronte di debiti a breve per 0,8 milioni di Euro. Un anno dopo i quattrini non utilizzati sono aumentati di 3,5 milioni di Euro, e così le disponibilità liquide sono diventate 9,9 milioni di Euro, a fronte di debiti a breve per 0,4 milioni di Euro. Quando me lo hanno fatto notare, a caldo la mia reazione è stata: Bene, perbacco! La domanda che mi hanno fatto però è stata: molte sezioni sono in bolletta e fanno sacrifici. Questi soldi perché non vengono utilizzati ma restano lì in banca o in depositi postali?».

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30 Comments

  1. pezzidanovanta says:

    Stefani tesoriere ?!? non molto piu’ intelligente del Trota e con un’ “assoluzione” molto stiracchiata pefr bancarotta fraudolenta.
    Mi sa che alla Lega si vogliono affondare da soli. Rob de matt, francamente….

  2. gigi ragagnin says:

    godo come un riccio. sarò forse un pervertito ?

  3. Dan says:

    Come sospettavo, la cosa non è tanto partita dalla denuncia per l’investimento in Tanzania quanto dal nervoso di vedere le sezioni ai minimi termini. Se dall’alto avessero avuto un po’ più di furbizia e le avessero tenute meglio probabilmente non sarebbe partita nessuna denuncia o anche solo semplice soffiata ad una magistratura che, ha fatto capire, erano anni che scalpitava dietro un’occasione d’oro per mettere mano nei conti della lega.

  4. beniamino says:

    La lega ha fallito, non ha fatto niente se non peggiorare le condizioni di vita del nord..ora Monti farà il resto..comunque sia Bossi ha utilizzato il partito come un dittatore, purtroppo incapace di fare qualsiasi atto di coraggio al quale molti del nord aspettavano…lui ha lavorato per se stesso e per quella famiglia “particolare che tiene”…Maroni non può prendere le redini della lega perchè altrettanto incapace di portare avanti le aspettative della gente del nord…lui, come leghista e ministro degli interni ha dato il via all’ invasione di clandestini nel nord…e il meno leghista di tutti assieme a tosi, filonapolitano, li stesso zaia si sta dimostrando una nullità politica per causa della politica di bossi e l’ indole sottomessa dei Veneti a roma o a milano…quindi meglio che la leghetta sparisca prima che la facciamo sparire noi con altri sistemi…

  5. Rodolfo Lais says:

    Stefani…….dalla padella alla brace ! LA LEGA E’ MORTA DEFINITIVAMENTE , ma purtroppo non si vede all’orizzonte nessun moviemento capace di portare avanti in maniera seria il discorso iniziato tanti anni fa ….

  6. Lucafly says:

    Con Stefano Stefani tesoriere l’opera è compiuta, altro cadregaro…..

  7. Milanesun says:

    Altro che Triumvirato. L’unica cosa che possono fare è calare il sipario tanto la voglia di cambiamento per il nord rimane enorme ed anzi negli ultimi 30 anni è aumentata.
    Al posto della lega nascerà un nuovo soggetto oppure tanti soggetti regionali.
    E’ solo un bene che la lega lasci il posto ad altri soggetti

  8. Brixiano says:

    La Lega ha da molto tempo perso di vista l’obiettivo, cioè l’indipendenza. Ammesso e non concesso che Bossi ceda la guida a Maroni e ai suoi, dove vogliamo andare? Maroni è, come si dice da noi, un “tàia e medèga”, un cerchiobottista patentato che aspetta solo di potersi rialleare con i terroni del Pdl.

  9. Giuseppe says:

    Triumvirato con Calderoli e Giorgetti, cioè con quelli che sapevano più di qualcosa, specie il primo, e avrebbero potuto e dovuto controllare? Non si va da nessuna parte… essendo già difficile andare da qalche parte.

  10. Giuseppe says:

    Stefani? Mamma mia! Manca solo quello.

  11. Lucafly says:

    Stimatissimo Gianluca Marchi
    Mi sorge un dubbio…ma tutta questa storia non serve anche per coprire o oscurare la vicenda Lusi…PD inchiesta partita da roma procura notoriamente indicata come di destra cosi si dice…..
    naturalmente le accuse alla gestione Lega sono pesanti e mi chiedo il Cialtrone e la sua famigliola li fanno ancora entrare nella sede di via Bellerio….e il Trota cosa aspettano a farlo dimettere da consigliere Regionale…….a dimenticavo lui copre le magagne di altri praticamente in Brianza si dice tu non gurdare nelle mia finestra e io non guardo nella tua.
    e cosi sai

    • gianluca says:

      Non so se questa storia serve a coprire qualcosa d’altro. Non lo so e poco mi interessa. Ciò che resta è che la Lega s’è trasformata in questa cosa che emerge anche dalle intercettazioni. E ora non c’è più tempo da perdere se qualcuno vuol tentare di salvare il salvabile. E ridare dignità a chi c’ha creduto spassionatamente.
      marchi

      • sante says:

        ki c’ha creduto è solo un testicolo…
        ……………………………… anke se “spassionatamente”.
        la LegaNord deve essere annikilita=”morire politicamente”.
        è stato un virus ke ha “devastato”
        i poki&rari neuroni in circolo.
        nessuna pietà ma solo damnatio memoriae
        SerenissimiSaluti

  12. Veritas says:

    Si nota un gran numero di “cerchisti” , nei commenti,: ma quanto si danno da fare!

  13. Lucafly says:

    E si certamente RINNOVIAMOCI….. cosi avremo modo di mangiare altri 25 anni PAGLIACCIO………..atacco alla gloriosa storia della Lega, Maroni ci fai o ci sei dimmi una sola cosa gloriosa della lega,”semmai ingloriosa….e si certo i militanti…quei bravi ragazzi che ti reggono il moccolo mentre tu Banchetti da 25 anni..VERGOGNATI SEI ESATTAMENTE COME BETTINO CRAXI SE NON PEGGIO!!!!!!!!!!!
    IL povero Bossi e come Scaiola loro nan sanno mai Niente
    quello che mi disgusta che questi signori abbiano avuto il modo anche di arricchirsi sulle spalle di persone come il sottoscritto (militante dal 90 al 2010) con tessera lega lombarda del 1987……a firma Bossi Castellazzi.
    quando vi toglieranno la scorta ” a breve” per mancanza di fondi paese Fallito allora ci sara da ridere.
    Amen

  14. Miki says:

    Subito dimissioni dei barbari sognatori maroniani indagati Pini e Boni

  15. Dan says:

    Certo che il Trota ha un acume veramente da primato (o forse è meglio dire da primate): nel prevedibile tentativo di difendere se stesso e la propria famiglia, fa presente che c’è un giro di revisori dei conti che dovrebbero garantire l’ordine e la correttezza dei bilanci. In questo modo praticamente sta dicendo agli inquirenti che non devono ridurre il cerchio delle indagini ma semplicemente espanderlo.
    Era dai tempi di Vittorio Emanuele che non si vedeva in giro un furbo così…

  16. Miki says:

    L’amante giornalista di un tal colonnello con quali soldi veniva pagata…….????

  17. Miki says:

    Io ho l’impressione che ci sia ancora molto sotto…. Nessuno ha fatto caso alle dichiarazioni di ieri di Belsito: “non ABBIAMO nulla da nascondere….” Sottolineo quell’ABBIAMO….. Se parla Belsito ho l’impressione che anche qualche nanetto con gli occhialini rossi fa brutta fine…… Chi vuol capire capisca…. Occhio, gli scheletri nell’armadio li hanno tutti…. barbari sognatori compresi…..

  18. Marco says:

    Bossi & Son poco fa al TG5

    A) il trota dichiara (come riportato in quest’articolo): “La mia famiglia deve ancora finire di pagare la ristrutturazione della casa di Gemonio, i lavori sono stati fatti quando il mio papa’ era ancora in ospedale”.

    Ma allora da quanti anni questo ipotetico imprenditore edile sta aspettando il pagamento del dovuto? Forse addirittura dal 2004? Non lo potevano pagare ratealmente, magari sfruttando la baby pensione della Sig.ra Marrone?

    B) Bossi Umberto, invece, avrebbe dichiarato che di quei pagamenti per la ristrutturazione della casa di Gemonio, eseguiti utilizzando soldi del partito, lui non ne sa proprio niente ed è pronto a denunciare chiunque lo abbia fatto; possibile che se ne sia uscito con una dichiarazione così ridicola?

    • Marco says:

      A quanto pare le dichiarazioni del Bossi al punto B sono state successivamente rettificate (ma ormai la frittata è fatta e i numerosi comici da strapazzo che pullulano in rai hanno già arricchito il repertorio); ecco la nuova versione, riveduta e corretta: ”Non sono mai stati spesi i soldi della Lega per ristrutturare casa mia, denuncerò chiunque sostenga il contrario perché oltretutto non ho ancora finito di pagare le ristrutturazioni e quindi soldi della Lega non sono stati spesi”.

      Il ragionamento, comunque, resta curioso: poichè la ristrutturazione non è ancora stata pagata integralmente i soldi della Lega non sono stati spesi…

  19. Ferruccio says:

    Quelle strane fermate ad Arezzo ( DELL’ EX TESORIERE

    BALOCCHI) all’uscita casello autosole di Monte San Savino…..

    Visti i recenti articoli apparsi sul quotidiano Libero del 25 e 26 Febbraio su gli “AFFARE DEI TEMPLARI LEGHISTI” e “LA LOGGIA SEGRETA DEI GRAN MAESTRI LEGHISTI.”…

    Sarebbe opportuno sapere con chi si incontrava Balocchi ad Arezzo visto che anche alla sig. Sapori è stato risposto dallo stesso Balocchi ……SE TOCCANO ME CROLLA LA LEGA !!!!!

  20. mauro says:

    Ma Miki ci è o ci fa?

  21. Miki says:

    E’ ormai evidente che si tratta di un complotto di Maroni per far fuori Bossi. Se il Capo avesse cacciato a calci nel culo lui e tutti i caregari barbari maroniani fascisti democristiani mezze checche come Tosi, Pini Salvini etc… il problema non sarebbe nato.

  22. sciadurel says:

    Bossi si deve ritirare, non solo per gli scandali degli ultimi 10-12 anni (credinord, croazia, coop.verdi, tanzania, ecc…) ma per TOTALE FALLIMENTO POLITICO

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