Umberto Bossi è ora che la smetta di sparare boiate

di MATTEO CORSINI

“Il punto di non ritorno è già passato, non possiamo restare in Italia: c’è solo una strada, la secessione.” Questa dichiarazione di Umberto Bossi non risale agli anni Novanta, ma allo scorso 29 luglio. Ebbene sì: dopo aver passato buona parte dell’ultimo decennio al governo del Paese assieme a Berlusconi (per di più inventando per se stesso un improbabile ruolo di ministro per le riforme) senza raggiungere alcun risultato apprezzabile, e dopo essere stato più o meno spodestato da Maroni, Bossi non si limita a trascorrere con “the family” le vacanze estive, bensì, imperterrito, continua a frequentare le feste leghiste, ripescando la secessione.

Anni e anni in cui l’ormai ex Capo ha alternato fasi federaliste a fasi secessioniste; anni dei quali, per i non leghisti o i non nostalgici, resta ben poco, a parte la corresponsabilità per l’Imu e le sceneggiate sulle sedi secondarie dei ministeri al Nord (invece di abolire quelli di Roma!).  E questo volendo tacere sull’uso del denaro dei contribuenti arrivato copioso sotto la voce “rimborsi elettorali”, oppure quello finito in mille rivoli clientelari in tutta la penisola.

Tutto sommato potrei concordare se avesse pronunciato quelle parole durante un pranzo a casa sua: il punto di non ritorno è già passato, non possiamo restare in Italia: andiamocene altrove (e smettiamola di sparare boiate).

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10 Comments

  1. Giacomo says:

    Tutte le secessioni di Bossi.

    https://www.facebook.com/notes/giacomo-consalez/secessione-di-gio%C3%A0nn-bagoss/10150270875208128

    Da leggere dal basso (la prima secessione) all’alto (la penultima, 2011)

  2. maurizio ratti says:

    La frase è giusta, ma detta da lui in questa nuova fase politica perde di efficacia perchè l’ha ripetuta troppe volte nel passato.

  3. gino paolini says:

    Finira’ prima o poi come la favola di “al lupo, al lupo!”… Non ci credera’ piu’ nessuno.
    La Lega di Bossi, dopo aver preso per i fondelli migliaia di militanti, con “un volto nel Palazzo e uno in piazza”, come scriveva Machiavelli, e’ corresponsabile delle gravi devastazioni che hanno portato questo Paese al collasso. Altro che mettersi di nuovo alla testa della protesta!… Puo’ ormai comparire solo in un processo, nel quale dovra’ rispondere delle cose che ha fatto con il nano di Arcore.

    • Veritas says:

      Le vere devastazioni le hanno fatte i predecessori, attenzione: quei vecchioni che resistono ancora nel Palazzo e che hanno appena spedito diverse elargizioni al sud, l’ultimissima per l’Irpinia!!!

  4. Mercanzin Marco says:

    Concordo. Ma non la smetterà mai purtroppo. Conosce i suoi polli, forse ormai pochi, e sa come inchiappettarli per l’ennesima volta.
    Ma , se gli pagassimo un’altra notte di sesso sfrenato……. Magari stavolta ci resta definitivamente. E se ne va pure felice ……

  5. Fabio says:

    Vero, la lega dovrebbe smettere di pensare ad immigrati e quant’altro e pensare solo ed esclusivamente a come riuscire ad ottenere l’indipendenza del Nord, poi si penserà dopo a queste quisquilie.
    E’ anni ormai che non vedo articoli sul sito ufficiale con progetti secessionisti solo parole.
    Speriamo che si sveglino

  6. gigi ragagnin says:

    forse stavolta abbozzi l’ha davvero capita, troppo tardi per essere credibile. da uno che ha lavorato indefessamente per più di vent’anni a consolidare l’unità d’italia, deve essere un disconoscimento di una intera vita.
    lo capissero anche i padioti …

  7. Alberto Pento says:

    Coanto macaco sonti stà a votar sto pajàso, ke vargogna, li me torà pal kulo anca en purgatorio.

  8. Alberto Pento says:

    On singano ke vive robando li ori ente le caxe lè sento olte mejo de sta dexgràsia de Bòsi.
    On fanfaron magna a maca cofà Bòsi el fa pì dano de on milion de singani ke vive robando.

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