Bossi: referendum diverso da Catalogna, noi non chiediamo indipendenza ma autonomia

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“Il referendum non e’ della Lega, e’ di tutti. Penso che tutti si rendano conto che non possono per esempio distruggere la societa’ lombarda, tanto e’ vero che molti partiti dicono di Si’ al referendum, anche se non c’e’ stato nessun accordo”. Lo ha detto il presidente della Lega Nord, Umberto Bossi, in un’intervista all’ANSA sui referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto. E’ un caso diverso da quello della Catalogna, ha risposto Bossi: “La nostra e’ una richiesta autonomista, quella e’ indipendentista”.

“Maroni e Zaia hanno capito – ha aggiunto Bossi sul doppio voto del 22 ottobre – che il prossimo anno puo’ essere disastroso, quindi bisogna trovare soldi in tempi brevi. L’indipendenza sarebbe una cosa lunga, quindi il referendum per l’autonomia e’ venuto di conseguenza a questo ragionamento”. Seduto alla sua scrivania nella sede di via Bellerio, alle spalle una foto con Gianfranco Miglio, Bossi ha ricordato che “la Lega e’ partita con un giornale che si chiamava Lombardia Autonomista, quindi la Lega e’ nata autonomista”. Ma perche’ la fase secessionista della seconda meta’ degli anni Novanta e’ fallita? “Perche’ non c’era l’accordo all’interno della Lega – ha risposto il fondatore -. Il coraggio e’ venuto meno. E questo ha dato la forza allo Stato che ha cominciato a randellare pesantemente, ha persino fatto un processo a me accusandomi di aver rubato i soldi alla Lega e allo Stato, ma non e’ assolutamente vero”. Ora, per Bossi, i due referendum del 22 ottobre “sono fondamentali, un’occasione da non perdere”. “Il Si’ – ha aggiunto – vuol dire che Maroni e Zaia sono nelle condizioni di andare a trattare con Roma con grande forza, soprattutTo se pigliano molti voti. Per esempio dimezzando il residuo fiscale, perche’ la Lombardia ha bisogno di investire altrimenti rischia di andare incontro alla crisi piu’ grave d’Europa”.

“La Lega e’ ancora partito del Nord? Si’, tanto e’ vero che fa i referendum. A parte qualche sbandata, pero’ finche’ ci sono io…”. Cosi’ ha detto il presidente della Lega, Umberto Bossi, in un’intervista all’ANSA sui referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto. Bossi vede come un rischio l’ambizione di arrivare a guidare per la prima volta il governo con un esponente del Carroccio, chiunque egli sia. “Primo – ha risposto -, perche’ non abbiamo mai avuto una simile esperienza in passato. Secondo, perche’ la Lega andrebbe a prendersi tutte le responsabilita’ dei danni che hanno fatto gli altri. Prendiamocele qui le responsabilita’, nelle Regioni.

“No, Berlusconi ci ha dato i voti per far passare il federalismo fiscale, ha mantenuto la parola. Poi e’ stato bastonato dal presidente Napolitano”. Cosi’ Umberto Bossi ha risposto alla domanda se l’alleanza con Berlusconi abbia penalizzato la Lega. “Con questa legge elettorale bisogna trovare l’accordo”, ha aggiunto, “penso che di questo passo le liti per comandare fra Salvini e Berlusconi faranno incazzare la gente, alla gente interessa che il Paese venga guidato bene”.

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2 Comments

  1. FIL DE FER says:

    Mi chiedo e Vi chiedo, come mai Bossi non ha mai chiesto l’autonomia quando poteva essere un primo passo utile per migliorare la situazione???
    Se allora si fosse battuto per ottenere una maggiore autonomia del Veneto e della Lombardia….oggi forse non saremmo al punto in cui siamo arrivati, cioè dover sentire fregnaccie dell’ultima ora.
    Sono anni che vado dicendo che se il Veneto si scollasse dall’italia il suo PIL schizzerebbe al cielo…..
    con 20 miliardi di residuo fiscale sai che politica economica e fiscale potremmo fare…?!!!!
    Diventeremmo una Regione autonoma tra le prime se non la prima in Europa con un PIL da far invidia anche al PD e loro accoliti che non la vogliono, ma a parole dicono di SI?
    WSM

  2. L.I.F.E. FEDERALE says:

    SCOPI SOCIALI DEL SINDACATO L I F E IN LOMBARDIA

    Siamo una associazione nata nel Veneto a tutela dei Piccoli e Medi Imprenditori,
    avendo il sostegno e la partecipazione attiva di Volontari Imprenditori che hanno da anni deciso di tutelare i diritti delle loro attività, oppressi dalla burocrazia e dalla fiscalità eccessiva degli enti statali e parastatali,traendone risultati soddisfacenti nello svolgere
    tali compiti.

    Finalità dell’associazione è quella di garantire a tutte le imprese e a tutti lavoratori autonomi pari opportunità sul piano civile,economico e anche politico,ottenere regole certe ed uguali per tutti,,in un regime di concorrenza basata su i principi che devono dare benefici consistenti, riconoscendo i nostri diritti e non sottostare alle imposizioni burocratiche e fiscali di uno Stato oppressore !

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