BOSSI: LA GENTE VUOLE LA PADANIA. MA LUI L’HA MAI VOLUTA?

di GIANMARCO LUCCHI

Mario Monti resta quello che «ascolta solo le banche e l’Europa centralista», denuncia Umberto Bossi che a Marcallo con Casone ha inaugurato «viale Padania» dando dei «senza speranza» a quei residenti che lo hanno contestato con in mano il tricolore. Ma il Professore, a suo dire, almeno una volta ha anche cercato di avvicinare la Lega. «Mi telefona – ha sostenuto il segretario del Carroccio parlando dal palco – e mi dice: una domenica ci vediamo davanti alla chiesa del Sacro Monte a Varese con le nostre famiglie. Io gli ho risposto: e magari c’è anche la Rai, così si vede che anche la Lega è con te…». Bossi ha poi confermato tutto ai giornalisti, cui ha assicurato di aver detto di no al premier perchè «non sono mica Berlusconi, un avversario è un avversario». Non si sa come e quando questa telefonata sia avvenuta. E sta a vedere se non sia una delle tante fanfaronate a cui il Senatur ci ha spesso abituato. Sta di fatto che che a Bossi interessa acuire con immagini sempre più evocative la distanza con il premier, per dire che proprio nulla li può accomunare. Nemmeno le comuni origini varesine, su cui in questi giorni il Senatur ricama aneddoti e ironie, come quello sul presunto appuntamento all’antico santuario e anche chiamando Monti «il signore di Varese» o dicendo che «quella disgrazia è pure di Varese».

Anche per questo Bossi ha ribadito che la Lega vuole ricorrere alla piazza per «far sentire la rabbia» della gente «che non arriva alla fine del mese». Nei gazebo a raccogliere firme per leggi di iniziativa popolare, come quella spiegata oggi sullo spacchettamento delle banche fra chi specula e chi investe, ma anche davanti a Montecitorio.

Stamattina per la verità la piazza non è stata troppo tenera con l’ex ministro delle Riforme, perchè a Marcallo con Casone si è ritrovato (con Cota, Gibelli e il sindaco leghista Olivares) a dover inaugurare viale Padania davanti a una ventina di persone che con tricolori e striscioni gli urlavano: «Vergogna, buffoni la Padania non esiste», anzi la «Padania è come Disneyland, ocopoli e topolinia». Bossi non li ha quasi guardati, facendosi scappare un «disgraziati» a mezza voce ammiccando ai militanti che invece lo invocavano. «L’Italia la vogliono solo i pochi rimasti, non c’è speranza per i tricoloristi che perdono tempo, perchè vengono forze potentissime che non vogliono l’Italia ma la Padania», ha scandito dal palco che dominava una rotonda di periferia addobbata da almeno 40 bandiere con il Sole delle Alpi. «Padania, antico nome geografico», recita la nuova toponomastica di Marcallo con Casone. Peccato che per far maturare questa Padania Bossi in questi ultimi quindici anni ha molto parlato, ma ben poco agito. Anzi spesso ha agito in senso opposto.

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9 Comments

  1. Maurizio says:

    Tutto vero: il movimento si è fatto prendere per i fondelli due volte, la prima quando ha presentato un referendum relativo al federalismo ( personalmente una boita pazzesca), senza capire che comunque le regioni a statuto speciale lo avrebbero comunque bocciato ( anche e soprattutto al nord). La seconda quando ha continuato a seguire Berlusconi fidandosi di promesse mai mantenute. Oggi il PDL appoggia Monti, voglio proprio vedre con che faccia si presenterà alle prossime elezioni ( se ci saranno, visto il Presidente della Repubblica che ci ritroviamo…).
    Poi, la dirigenza è assolutamente da azzerare per incapacità, siamo partiti da un signore che manovrava i fondi ed oggi butta fango su tutti per “salvare la pelle”, e finiamo ai diamanti ed ai lingotti d’oro. Ma Castelli dove viveva ?, su Marte ? (e non solo lui). Un discorsetto andrebbe fatto anche sulle fin troppo loquaci segretarie di Via Bellerio. Ma se si vuole fare pulizia, perchè si espelle Rosi Mauro e Renzo Bossi no ? Maroooniii, dove sei?

  2. Filippo83 says:

    La Padania, geograficamente, esiste, anche se non è così omogenea come si crede (o meglio, come si vuole far credere, a Milano come a Napoli). Purtroppo, o per fortuna se si è “unionisti”, la Lega Nord finora è risultata, a esser buoni, incapace di farne una entità statale.

  3. dante says:

    Bossi non centra. Diciamo la verità. La Padania non la vogliono neanche la maggioranza dei Padani.
    E chi la vuole ha le idee confuse. Non siamo nenache in grado di compatirci con i Veneti che i Lombardi non li vogliono. L’hanno dimostrato più di una volta. Basta legger i post su questo giornale. Adesso c’è Lombardia Indipendenza. Ma i Lombardi tra poco avranno le mogli con il velo. E al massimo concederanno una repubblica islamica fatta da Marocchini Rumeni Albanesi e bande di Sud Americani.
    E’ anche dubbio che gli svizzeri ci vogliano Saremmo il cantone rosso con l’articolo 18 e la costituzione social-comunisto-cattolica che garantisce (!!!???) che il lavoro è un diritto.
    L’indipendenza verrà. Ma oggi non ci sono nenanche un minimo di presupposti.

  4. Ferruccio says:

    Il ballista di Gemonio ha sempre voluto la PANZANIA…. infatti è da più di 20 anni che racconta BALLE e PANZANE al grande Popolo del Nord

    • druides says:

      Tanto per cominciare, se non ci fosse stato il “ballista di Gemonio” adesso non avremmo neanche la speranza di un minimo di libertà e indipendenza.
      Tutti gli indipendentisti dell’ultima ora, gli devono almeno il merito di aver sollevato il problema.
      Ora, però, si sta aprendo una nuova finestra, quella dell’annessione della Lombardia alla Svizzera.
      Saremo capaci di arrivare almeno alle 500000 firme, o come sempre i Padani, Insunbri o Lombardi (a seconda di come vogliamo semtirci) si dimostraranno dei pusillanime, capaci solo di lavorare e farsi sodomizzare dai parassiti latini?

      • gioannlumbard says:

        Druides, hai ragione. Se gli indipendentisti sono questi l’italia e gli italiani possono dormire sonni tranquilli. Sono solo antileghisti e basta a loro dell’indipendenza, secessione ed autonomia non interessa niente.

      • Non entro troppo nel merito perché non sono Lombardo, ma se voi per indipendenza intendete un cambio di padrone, non è che siete ferratissimi in materia (naturalmente dalla lombardia italiana, o svizzera se vi pare, vanno tolte le province venete). Comunque la lega non può certo coprire 20 anni di ladrocinio e tradimento con il fatto di “aver parlato di cose interessanti”, và trattata come l’anticristo, punto.

  5. Giorgio Milanta says:

    Bossi sarà quel che sarà, ma se contro la Padania i padroni del vapore sono costretti a mandare le zecche, allora vuol dire che sono ridotti peggio dell’ex ministro delle riforme.

  6. Daniele Roscia says:

    I lombardi sono pragmatici, dopo 8 anni di governo leghista con il mafioso di Arcore, i risultati si vedono: i falsi ministeri a Monza ed ora l’intestazione di un viale. Monti mi sembra un gigante al confronto, come si vede anche in Lombardia ci sono persone per bene.

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