Bossi il più intervistato dai cronisti: la guerra la vince il popolo, non i manipoli. Poi: Matteo non rompere con Silvio

di ANDREA TURATIfoto (3)

Sarà, ma il politico più intervistato dopo la manifestazione di piazza del Popolo, l’uomo più ricercato dai giornalisti si chiama ancora Umberto Bossi. Alla ricerca di contenuti e di commenti, di spunti, la stampa ha dato la carica al Senatur. Da Lettera 43 al Corriere a Repubblica, è stato un accaparrarsi la voce roca e debole del Bossi che passeggiava inquieto su e giù per il palco. L’unico volto noto tra i tanti sconosciuti che hanno calcato la scena del sabato pomeriggio romano.

“Neppure le colonie avevano pagato un prezzo così alto alla madrepatria”, commenta Bossi parlando con Sala su Repubblica. E sulla destra…. “Purtroppo trovi gli alleati che puoi. La colpa è anche della sinistra che manda i centri sociali a fare casino”. Salvini? “È un ragazzo capace ma giovane e il compito di Salvini non può essere solo quello di vincere le regionali. Deve impedire che la Lega si spacchi. Basta con la guerra tra Zaia e Tosi. Tosi come anche Berlusconi non vanno emarginati. Nel Veneto non possiamo fare a meno dei nostri alleati. Altimenti Zaia rischia di perdere. Ascoltino un pò anche Tosi e lo dico io che con lui non sono mai andato d’accordo”. Ma è chiaro, Bossi: “la guerra la vince il popolo, non i manipoli”.

Nei giorni scorsi Paola Sacchi, già firma di Panorama, ha interpellato il Senatur, che ha detto: “Non devono regalare gli alleati a Tosi”. Più politico di così… si muore.

E al Corriere in diretta da piazza del Popolo, eccolo ancora a dire che, circa l’abbraccio con Casa Pound… “Io non avrei potuto mai farlo per la storia di combattenti della resistenza della mia famiglia”.

“Luca Zaia è forte e credo che possa vincere a mani basse anche da solo, senza alleati. Però, secondo me, non deve succedere lasciando Berlusconi a guardare da fuori. Altrimenti, Forza Italia dovrà fare patti con qualcun altro. Non ci vuole una rottura, bisogna pensare al dopo”, commenta Bossi nell’intervista al Corriere della Sera.

Salvini ha due possibilità: Casa Pound, la corsa solitaria o l’alleanza con Berlusconi, tenendo dentro casa Tosi.

Il Veneto non è tutto, il vecchio Bossi lo ha avvertito.

 

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2 Comments

  1. Albert says:

    Si , ma il problema ( dramatico !) e che , i vari Morosin Busato o Chiavegato se non uniti , dovrebbero alméno essere alleati per rispetare e rispechiare il sentimento profondo ( uno e indivisibile !! ) del popolo indipendentista veneto .Allora si la partita sarebbe tutta da giocare…..Invèce !

  2. Paolo says:

    Si parla spesso del Veneto, ma siamo sicuri che le cose vadano come dicono loro? Con i partiti indipendentisti che hanno a capo persone come Morosin, Chiavegato e Busato, la partita è tutta da giocare!

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