Bossi fino a quando si lascerà calpestare da Salvini?

baviera

di STEFANIA PIAZZO – In molti si chiedono cosa farà Umberto Bossi dopo il parricidio di Pontida, in una progressiva emarginazione che toglierebbe dignità al peggior nemico. I tempi passano, i partiti cambiano, e al Senatur molti non perdonano di aver infranto un sogno, una ambizione. Visto che il Nord non si può liberare, Salvini ora prova a fare gli italiani. Grande Nord non lo dice apertamente, ma nella partita aperta del dopo Lega, Bossi o resta davanti alla macchinetta del caffè di via Bellerio, in Lega Lombarda, solo, oppure decide di parlare di politica ed essere ancora un patrimonio per l’antisistema. Avrà ragione Salvini a dire che la gente non la pensa più come Bossi? Il mondo è cambiato. Ma non è detto in meglio.

E’ facile piacere alla gente seguendo il vento dei populismi. Più difficile, quando tutto ti rema contro

E allora c’è qualche domanda da porre al nuovo partito, dopo aver archiviato la Lega (ne resta il nome, ma non la sostanza), movimento che nacque per difendere le ragioni del Nord e oggi mutata in partito nazionale di Salvini (tanto per citare la definizione ormai storica che ne dà Ilvo Diamanti).

Perché l’undicesimo distretto industriale del mondo  accetta di subire la tassazione più alta del mondo? Perché un operaio lombardo deve accettare di staccare ogni anno allo Stato un assegno di 11mila euro a fondo perduto, così, per coprire i debiti e i ladrocini del suo apparato? Perché una pensionata deve rinunciare ad incassare duemila euro al mese di pensione se non dovesse buttar tutto dentro l’Inps, che paga per quelli che non hanno mai versato una lira? Persino il Corriere della Sera lo evidenzia, spiegando  che il Nord quanto a previdenza, paga per gli altri.

Forse si fa prima a ricostruire dalla macerie. Sempre che il Nord abbia voglia di non diventare sonnambulo.

Prendiamo la Germania, ad esempio. La Baviera è un land ricco ed efficiente. Gode di autonomia conquistata con una costituzione federale. Nella sua bandiera campeggia una scritta, e questo lo diciamo ai tanti giovani che da settembre a ottobre ricalcano nelle sagre paesane l’oktober fest bavarese, e che magari lo hanno fatto anche sotto i tendoni di Pontida.

Nella bandiera della Baviera, che non è indipendente, non è secessionista, campeggia una scritta fondamentale per chi varca il confine regionale. Freistaat Bayern. Libero Stato di Baviera.

Monaco non è in pace con Berlino, ma ha fissato dei paletti chiari. Autonomia. I bavaresi non smettono di rivendicare sempre più spazi di autonomia e libertà fiscale. Questo è federalismo. Ma dal palco di Pontida non si è sentito parlare di bandiere. Neanche la domanda: vi piacerebbe essere come in Baviera? Macché, il nuovo corso, fa sapere Salvini, reputa un errore la strategia di 25 anni di Lega, incagnata solo al Nord. Quindi, il modello va superato. D’altra parte appena nel giugno scorso Panebianco in prima pagina sul Corriere della Sera rimarcava il grave pudore dei politici di citare ancora il Nord come questione politica, nonostante la crisi dell’Italia duale. Un Paese senza leader, aggiungeva il politologo, con buona pace della felpa di Salvini. Perché l’abito non fa il monaco.

 

 

 

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One Comment

  1. RENZO says:

    Cara Stefania
    La domanda è una sola
    da vecchio militonto gazebista
    Perché siamo arrivati fino qui?
    WSM

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