Bossi, era ora! Pirro/Maroni non sfonda e ci era rimasto solo Crozza

di ROBERTO BERNARDELLI* 

E io dico: era ora. Era ora che Umberto Bossi lo dicesse a voce alta che Maroni e la sua dirigenza hanno affossato il progetto originario della Lega. Una Lega sannitizzata, che ha desertizzato le urne, il consenso, che festeggia la conquista di 4 Comuni in cambio di altri 4 persi. Roba da non crederci. Una vittoria di Pirro dietro l’altra, una sconfitta maturata bruciando tutti gli eserciti uno in fila all’altro.

Noi  non siamo dei nostalgici, degli adulatori di un totem, non entriamo nel merito della dialettica sulla guida della segreteria, sono questioni della Lega. Diciamo, anche brutalmente, che sono “affari loro”, ma affermiamo anche che è un bene per gli ideali, per l’obiettivo della libertà della nostra terra, progetto che noi e una infinita moltitudine di cittadini non hanno mai abbandonato, tornare a ribadire le ragioni per cui si deve far politica al Nord, in Lombardia. Col cuore, come fa il ruggito del vecchio leone che, ancora una volta, scuote e spariglia gli equilibri. Per favore, non stiamo qui a rimestare l’acqua nel mortaio con i Belsito, i figli, e tutto il resto. Con le responsabilità dell’ex leader. E’ una storia che la storia giudicherà e che, sfruttata a dovere, ha smantellato come era nell’intento originario, un partito che nel gennaio del 2012 era al 14%. Sapeva, chi ha dato la stura a tutto questo, che ciò avrebbe innescato la caduta degli dei e creato un vuoto incolmabile dal vuoto che ne è seguito e i risultati lo certificano. Non si nasce leader. La morale di tutto questo è stato creare le condizioni di un Nord sbrindellato, de-idealizzato. Al punto che per sentire parlare la lingua della Lega dobbiamo ascoltare Crozza una volta alla settimana. Dobbiamo affidare ad un comico la rappresentazione reale delle vanità, delle grandezze e delle miserie umane e politiche del Nord. Manà!

Gad Lerner ora ha intervistato un uomo che non ha bisogno di altra notorietà. E allora, dopo l’uscita pubblica su Repubblica, mi sono preso la briga di andare a rileggere quanto scrisse proprio Lerner sul suo blog.

Ecco: “Stamattina vado al Palaforum di Assago, voglio ascoltare di persona l’ultimo discorso di Umberto Bossi come segretario della Lega. In fondo sono stati più di vent’anni anche della mia vita, dedicati con lealtà al contrasto di una posizione culturale oggi palesemente sconfitta, ma ancora in grado (la Lega) di influire sulle sorti del paese, e non solo delle sue regioni settentrionali. Ieri al congresso federale, il primo dopo oltre dieci anni, la scena se l’è presa Mario Borghezio con le sue comiche riflessioni sulla padanità colorata di Mario Balotelli: questo è il livello, tale è l’anacronismo dei tagliati fuori dalla storia. Da Bossi mi aspetto un tratto di maggiore sincerità sull’identificazione fra la sua famiglia e il movimento di cui è fondatore, che l’ha portato a vivere come naturali comportamenti scandalosi. Da Maroni? Da Maroni mi aspetto la politica; temo, la solita politica”. Era il 1° luglio 2012.

Così Lerner l’11 aprile 2013: “Questo pomeriggio a Varese il fondatore della Lega, Umberto Bossi, ha avvertito che se venisse confermata l’espulsione del suo sodale Marco Reguzzoni dal partito potrebbe andarsene anche lui. Ora io so bene che la follia di Bossi è rappresentata anche dalla commistione inaccettabile fra i beni del movimento e i beni della sua famiglia che l’ha trascinato nel disonore. Ma senza quella follia di Bossi la Lega non è più nient’altro che una ruota di scorta della destra. Perfino la conquista della presidenza lombarda (accompagnata da un crollo elettorale di più della metà dei voti) non è bastata a rimediare questa palese constatazione. La rottura fra Bossi e Maroni evidenzia certo la follia del primo, ma anche la nullità di Bobo”.

Ebbene, più che lo scontro tra Titani, noi avvertiamo il tentativo di non perdere l’ideale, di non gettare un quarto di secolo di lotte nel rimpianto di ciò che non è stato, in cambio di una gestione burocratica del Nord e delle sue questioni. Finita la saga dei volti “nuovi” che hanno invecchiato precocemente quel partito,  disperso la credibilità e riuscendo a far spiccare più giovane tra tutti ancora Bossi, per quanto provato, sta a dire che lo spazio di ricostruzione c’è ed è ampio quanto questo territorio e le sue ambizioni mancate.

Lo spazio è politico, lo spazio è culturale, e lo spazio è anche di informazione. L’Indipendenza non è una enclave, anche questi spazi devono servire a interrogare e dare corpo al dissenso di tutti,  a un “era ora” critico quanto si vuole ma non distruttivo. Chi ha demolito non è amico del Nord. Soprattutto di chi persevera nella supponenza della “verità”, il popolo non sa e non saprà che farsene al prossimo giro elettorale. Caro Pirro!

*presidente Indipendenza Lombarda

 

 

 

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25 Comments

  1. a says:

    Ma la Macroregione ?

  2. Riccardo says:

    Maroni non è un leader, d’accordo, è un conducente, un traghettatore. La realtà è quella dei numeri, le lega ha raccolto zero in venti anni. Punto. Abbiamo visto ampolline, corna, misspadania, trote che massacravano congiuntivi, abbiamo visto tanti furboni atteggiarsi a grandi politici, ma fatti zero. Tutto il resto è opinionismo sindacabile, punti di vista. Ha abbandonato la padania? Quale padania? Andate davanti alle banche il 16 di ogni mese a guardare i padani in fila per pagare gli f24, è quella la pdania? Non scerziamo. Non siamo una nazione, siamo divisi, pieni di paura, invidiosi tra di noi, pronti a svendere la nostra terra per una bella somma la famiglia Bossi, cioè quella del nostro papà morale, lo ha dimostrato. Basta leader, basta parole forti, basta mantra politici, solo fatti, macroregione, disubbidienza fiscale, eliminazione del sostituto d’imposta. Il resto sono tristezze.

    • Giuseppe says:

      Sostanzialmente d’accordo con Riccardo.
      A Bossi, il primo ad averci traditi, e alla sua plurima famiglia siculo-varesotto-pugliese dedico lo spot apparso su facebook e prodotto dalla famiglia biscottiera svizzera Doria, quella che ha incorporato il fratello minore, politicamente parlando, s’intende, dell’attuale re dello Stato italiano, Giorgio I^ da Napoli:

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    • Miki says:

      Forse in Spagna e in Scozia ci hanno messo meno tempo? Solo per intavolare la trattativa intendo..

  3. Veritas says:

    Bossi l’ha creata, Bossi la sta uccidendo, la Lega. Ma non sa quello che sta facendo, La sua fiducia su Maroni va a giorni alterni, si contrinua contraddire, ma che testa ha? Lerner, la persona che in un suo programma costrinse Bossi ad andarsene di brutto, come può Bossi avergli concesso un’intervista del genere?
    Si informi bene, i leghisti duri e puri esistono ancora ma non lo vogliono piu’: lo dicono alla loro radio e, infatti, hanno sospeso i vari “fllo diretto”.

  4. Orgetorige says:

    Bello il pezzo di Bernardelli, ma gli ricordo che fuori dalle mura leghiste non è mai cresciuto un filo d’erba, nessuno ha mai superato percentuali da prefisso telefonico, comprese le formazioni di cui fa parte Bernardelli. Le microleghe hanno sempre fallito, la Lega invece, tra alti e bassi, ha sempre saputo ripartire. Il Bossi delle origini è finito la sera dell’ictus, in quel dannato marzo del 2004. E comunque già allora si vedevano all’orizzonte le muraglie innalzate da Fini e Casini contro il federalismo, da un lato, dall’altro un leader indebolito, non solo fisicamente, che cominciava ad affidarsi a consiglieri e famigliari. Un bel mea culpa lo dovrebbero fare tutti gli alti dirigenti dell’epoca, che non fecero mai sufficienti pressioni per convocare il congresso federale per la successione. Unica eccezione, il buon Speroni, che pochi mesi dopo l’ictus si lasciò scappare un “Sarebbe ora di fare un congresso federale, lo statuto prevede la scadenza triennale”. Tutto il resto è cronaca… Ora non resta che fare un bel reset e ripartire da Salvini, Zaia, Cota, Tosi, Pini, Bernardini.

  5. alessandro says:

    E i diamanti?????

    • Miki says:

      Solo il chairman di Finmeccanica (l’obeso con la faccia da nduja) sa dove sono.
      Alle sezzzioni piu’ lecchine PARDON: meritevoli. Tipo …Mestre

  6. Balabiott says:

    Traditore a chi?lui c ha imposto l Unione cn berluskaz dopo la marcia su Roma,sulla secessione e’sparito sul più bello, il federalismo l ha svenduto alla pari dell accordo di salvare cosentino dal carcere. Ha candidato il trota che nn sa nemmeno fare un cerchio cn un bicchiere.Bossi, nn rovinare il rispetto che abbiamo ancora in te. Hai sbagliato e devi ammetterò! Solo i grandi ammettono le colpe e cercano d rimediare.nn si scarica merda su maroni!

    • Veritas says:

      Infatti, Maroni non avrebbe fatto saltare il gverno nek1994, ed è molto probabile che a quest’ora il federalismo l’avremmo ottenuto: abbiamo fatto un grosso piacere ai cattocomunisti e perso alcuni anni preziosi.

    • Miki says:

      Anche perche’ con tutte le scope che ha e’ un attimo ripulirsi..

  7. Malgher says:

    Caro sig. Bossi per oltre trent’anni (30) hai giocato con le aspettative della gente, blaterando di secessione ma molto attento a non spingerti in avanti più di tanto per ottenerla; hai avuto comportamenti da opportunista utilizzando il nome di Gandhi (ignorando che la storia dell’indipendenza indiana è stata lastricata anche di violenza); hai lasciato sul bacchettone i serenissimi che invece hanno dimostrato di avere saldi principi e ottimi coglioni.
    Caro sig. Bossi li hai lasciati marcire in prigione senza mai tentare di difenderli (che delusione) e da buon italiota hai calato le braghe quando a Verona, processato, avevi la possibilità di creare l’origine perché la Padania diventasse un problema internazionale facendo nascere una coscienza di popolo. Da buon caga sotto ti sei, invece, SOTTOMESSO alle leggi dello stato italiano come un coniglio qualunque e non come un leader di un movimento il cui obiettivo era e dovrebbe essere l’INDIPENDENZA (ma tant’è non sono tutti come i patrioti irlandesi: provare ad immaginarti mentre fai lo sciopero della fame in galera oggettivamente mi fa ridere) e per paura ti sei affidato a pseudo avvocati, tipo il Brigandì (che squallore) .
    Per cui caro balabiot:
    tra eridano (termine italiota del fiume Po), le ampolle,scopate extra coniugali, figli sfigati ma attenti a ciapa’ sghei a sbafo, tante parole ma pochi fatti, ora è giunta l’ora di andartene a fare in culo.

  8. Vittorio S. says:

    Bossi è un bidone: perfino peggio di Maroni. È anche una persona malata, ormai. Lasciamolo perdere.

  9. Vinsil says:

    sì, va beh, ma: Bossi è un accentratore, quindi non può volere il Federalismo; Maroni è un centralista, quindi non può volere il Federalismo – insomma, dai, non ce n’è 🙁

  10. arcadico says:

    Quello di cui il Nord (e a ruota il Paese nel suo complesso) ha bisogno è … chiarezza!

    Quindi, personalmente, ben vengano queste esternazioni!

    Da ex-militante (ignoto) ho sempre lavorato SOLO per il bene di un non-movimento (quando mai lo è stato) come la base tutta!

    Ora questa base (mi faccio umilmente interprete del pensiero: onestamente) si è sentita tradita nel suo sentire da quella Real Politic così pervicacemente portata avanti da una ‘sedicente’ classe dirigente che aveva come orizzonte mentale (oggi lo si percepisce molto bene) il proprio conto corrente!!

    Il giudizio così tranciante nasce da eventi vissuti e visti perifericamente (leggi quel di Lecco e territorio)!

    Oggi, semplicemente, si raccoglie quanto seminato in questi anni: contrapposizioni personali, rincorsa a cadreghe ben remunerate e soprattutto epurazioni in puro stile stalinista della base stessa di quegli elementi che semplificando chiamo … gli operativi!!!

    Oggi la base … delusa, mortificata, sfiancata ed epurata assiste silente come la fin troppo mitizzata Bellerio!!

    Certamente ‘spiace’ (per chi ci credeva veramente e nonostante tutto crede ancora) ma oggi occorre uscire

    dall’equivoco in cui lentamente si è caduti!!!

    Il Nord ha bisogno di tutto ma cosa prioritaria di … chiarezza!!

    Interna, esterna e di esempi comportamentali che oggi … mancano!!!

    Ad una lenta fine agonizzante ormai, eufemisticamente, fortemente ipotizzabile meglio che prenda il posto una veloce … chiarificazione!!

    La Base, il Nord, il Paese lo … esige!!!

    Tutto il resto è … para-noia!!!

  11. Maurizio says:

    Non giriamo la frittata; la stura all’inconcludenza della lega e la responsabilità di un’alleanza che si sapeva si sarebbe trasformata in una stretta mortale è palese responsabilità di Umberto Bossi e del suo circondario di yesmen. Maroni ha raccolto i cocci e ha cercato di incollarli. Io Bossi non lo seguo di sicuro…ma complicherà di sicuro il lavoro di Maroni in Lombardia. Perchè proprio adesso, senatùr??

  12. bruno says:

    Allora, carissimi, nominatemi qualche vero leader che veleggi dalle vostre parti … li tenete ben nascosti a quanto vedo.

    O meglio, se ce ne fossero sarebbero già emersi

  13. Giuseppe says:

    Bah! Bernardelli, ci dica piatto piatto cosa pensa e cosa intende. Così, tanto per la chiarezza.

  14. Euskaldun says:

    Ma stiamo scherzando? Ormai oltre a rubare i nomi ad altri movimenti e gufare, altro non fate!

    • Vercingetorige says:

      Euskaldun, torna nella tua sede ad “adorare” le foto di Bobo e Giancarlo.
      Bravo Berardelli, ben detto: questo giornale era troppo genuflesso alla Lega 2.0.
      A proposito, Marchi (ri) tira fuori la storia del simbolo venduto al Berluska oggi sembra più attuale che mai!!!!
      Viva la Padania, servi di Roma fuori!!!
      Viva indipendenza lombarda!

  15. Carlo says:

    Sono diventato leghista grazie a un discorso di Bossi del 1998 ma andare da una persona viscida come Gad Lerner che ci odia e che ha sempre odiato anche Bossi a sparare a zero sul movimento è stata una grande cazzata, scusate ma da militante la penso così… quando faccio i banchetti mi prendo del ladro da un’anno e mi vengono sempre ricordati Belsito e il Trota… è quello che è successo lo scorso anno che ha fatto perdere i voti, non la gestione Maroni, è bene non dimenticarlo…

    • Michele says:

      Sono al 100% d’accordo con te, Carlo.
      Cosa non fa Lerner pur di spalare fango sulla Lega Nord… Persino dare spazio al nostro Bossi e mettere zizzania.

      Mi stupisco come Bernardelli possa andare dietro a Lerner?..

    • Miki says:

      Be’ su La Padania sono mesi che Umberto Bossi non interviene. Chissa’ per decisione di chi?

  16. Federico Lanzalotta says:

    Non si nasce leader.

    proprio così, con buona pace delle anime belle tutte onestà e distintivo, con l’onestà senza un vero leader politico non si va da nessuna parte e tanto meno si arriva ad un obiettivo.

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