Bossi: “Faccio come Re Salomone, adesso il bambino è suo”. Di Maroni

di GIANMARCO LUCCHI

A sorpresa, dopo che il suo intervento aveva lasciato un po’ sconcertati, Umberto Bossi è tornato sul palco a conclusione del discorso di Roberto Maroni: “Due parole sole perché qualcuno non ha capito. Per spiegare prendo spunto dalla storia di Re Salomone quando da lui si presentarono due donne che rivendicavano un bambino. Non riuscendo a metterle d’accordo, il Re disse tagliatelo in due. Ma una delle donne per salvarlo disse: no, datelo all’altra. Così ho fatto io oggi: il bambino ora è suo” rivolgendosi a Roberto Maroni. Tutto questo il vecchio capo l’ha detto con la voce rotta e poi, quando è stato attorniato dai dirigenti, è scoppiato a piangere. Così è stata segnata la sconfitta definitva del vecchio capo, che ha tentato di ottenere una sorta di salvacondotto per i suoi chiedendo una quota del 20% nello statuto, ma la richiesta è stata respinta al mittente. E al momento del voto sul segretario contro Maroni si sono espressi solo in due o tre, tra cui la deputata padovana Goisis. Nemmeno un fedelissimo come Marco Reguzzoni ha avuto il coraggio di alzare la mano contro Maroni: ha abbandonato la sala prima della votazione. Al momento corrono voci che i bossiani di ferro, non avendo ottenuto la modifica dello statuto con la quota del 20%, stiano pensando di organizzare una scissione. Ma appre ai più un’operazione disperata…

 

E’ arrivato tardi, ha fatto uno discorso più striminzito del solito e se ne è andato quasi scocciato. Questa l’apparizione di Umberto B ossi stamane al congresso della Lega.

”Qualcuno ha aperto la fortezza della Lega dall’interno. Siamo qui in conseguenza dell’attacco della magistratura. Lo dicevo: ‘se non riescono con la forza cercheranno con l’oro’. E’ facile capire chi e’: e’ l’amministratore sbagliato”, l’ex tesoriere Belsito”. Lo ha detto Bossi parlando dal palco.  “La Lega non ha rubato nulla, i ladri sono altri, i farabutti romani” e, dalla platea dei militanti e’ partito qualche fischi. “Nessuno ha rubato, qualcuno ha aperto fortezza da dentro”, ha aggiunto il Senatur.  “Tutto quello che e’ accaduto nella Lega, e’ stato studiato a tavolino”, ha aggiunto Bossi riferendosi alle inchieste della magistratura. “La Lega non ha rubato niente – ha insistito – io pensavo fosse troppo scemo il nostro amministratore per essere legato alla ‘ndrangheta. Se era cosi’, pero’, chi lo sapeva lo doveva dire… i servizi segreti lo sapevano”.

“Chi alzava le scope avrebbe fatto meglio a non farlo perche’ non aveva capito che la cosa era organizzata”. Cosi’Bossi ha ricordato la serata del 10 aprile a Bergamo in difesa dell'”orgoglio padano” durante la quale migliaia di militanti agitavano le scope in segno di pulizia all’interno del partito. “Se si andasse in fondo -ha sottolineato Bossi- si capisce che avrebbero fatto meglio a non alzarle troppe. C’era addirittura uno, un po’ ridicolo che alzava la scopa e gridava ma poi il suo autista al posto di farlo pagare al Comune lo faceva pagare alla Lega”.

 ”Voglio vedere se avete fatto degli imbrogli” sullo Statuto ha detto il presidente prima di scendere dal palco. Subito è stato raggiunto da Luca Zaia, presidente del congresso, che ha cercato di rassicurarlo: ”Nessun imbroglio. E’ stato votato all’unanimita’ ”. ”E questo e’ gia’ preoccupante”, ha replicato Bossi.

 “A Roberto Maroni chiediamo di darci una mano a traghettare la Lega fuori da questo momento di difficoltà. Perché è inutile che ci nascondiamo: se siamo qui è perché qualcosa è successo. Abbiamo sbagliato e quando si sbaglia, come si dice a casa mia, si chiede scusa, ci si cosparge il capo di cene e si ricomincia a lavorare pancia a terra”. Il governatore del Veneto Luca Zaia, intervenendo in mattinata alla seconda giornata del congresso federale della Lega in attesa dei discorsi di Umberto Bossi e Roberto Maroni, è colui che più ha infiammato la platea, oggi sì affollata, che ha cercato di non nascondere i problemi sotto il tappeto e di tracciare alcuni linee a cui dovrebbe rispondere la nuova Lega.

“Dobbiamo pensare ai militanti – ha continuato Zaia – che sono l’unico vero segreto della Lega, evitare le sedi faraoniche e dirottare più soldi sul territorio e soprattutto quando annunciamo una battaglia, dobbiamo portarla a casa”.

“Se lo slogan che campeggia sullo sfondo è Prima il Nord, ebbene allora diciamo apertamente che la Lega e il Nord hanno altre priorità che stare a discutere dei gusti sessuali o del colore della pelle, perché oggi i problemi del Nord sono ben altri. E se Grillo viene dato al 20 per cento dobbiamo fare mea culpa, perché alcuni dei nostri hanno votato pe ril movimento 5 Stelle. E tuttavia noi siamo l’unico partito  che può portare avanti le istanze del Nord, che dobbiamo dare la priorità nei posti di lavoro alla nostra gente, che dobbiamo assegnare le case popolari prima ai nostri cittadini,  e che dobbiamo dire agli extracomunitari bene se vieni a lavorare altrimenti torna a casa tua”.

Parlando degli amministratori locali del movimento Zaia ha detto: “Io sono quello della Lega dei tombini e ne sono fiero. Come partito siamo cresciuti anche per questo. Ma adesso, e mi rivolgo direttamente a Maroni, facciamo partire una vera scuola quadri, perché non si può mettere in lista una persona solo perché è segretario di sezione. E poi diamo un taglio ai doppi e tripli incarichi, consentendo così di crescere ai nostri giovani mandandoli dove magari non si prende nulla ma dove si capisce cosa significa amministrare”.

Zaia ha concluso affermando: “Giolitti dice che se a un sovversivo dai un posto di governo, questo diventa un burocrate. Questo non deve mai accadere in Lega”.

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9 Comments

  1. Unione Cisalpina says:

    Depravato ! … vero immondo patrigno … dopo aver stuprato x anni la nostra kara bambina Padania,
    konsegna il bambino (partito) ridotto a lekkino (sukkiakazzi) di roma ladrona, korrotta e perversa …

    proprio una scena di depravazione totale…

    Bossi Bossiiii !

  2. lorenzo says:

    CHE TRISTEZZA !!!

  3. germano says:

    ma se bossi ha fatto il parlamentare per vent’anni,prendendo lo stipendio per ipotesi 12000 euro al mese,144000 euro all’anno,2.880.000 euro in tutto,pensate che avesse bisogno dei soldi del finanziamento pubblico ai partiti per rifarsi il balcone di casa o dare la paghetta al figlio?io ho visto bossi rovinarsi la salute facendo tre comizi al giorno per vent’anni,avra’ sicuramente sbagliato nei metodi e nelle strategie ma dire che bossi ha impiegato la sua vita per interesse personale non lo posso e voglio credere. MA QUESTA E’ SOLO LA MIA OPINIONE….

  4. Dan says:

    Bossi: Non ho rubato nulla: erano soldi miei ! Il terrazzo l’hanno tirato su dei bravi militanti padani. I cinquemila euro al mese per il trota erano la paghetta per i distinto sulla pagella, tutto scritto a statuto.

    Ma vaff…. Bossi, ritieniti fortunato se non ti vengono a linciare

  5. Johnny88 says:

    Lo slogan corretto per Maroni, il prefetto tricolore, potrebbe essere “Io non c’ero e se c’ero dormivo”. Ridicoli

  6. Maurizio says:

    Bavosamente penoso,zeppo d’ipocrisia e distante dalla realtà….che maroni !

  7. LEOLAM says:

    IL CARROZZONE LEGA NORD ormai non e’ piu’ credibile la mangiatoia romana in tutti questi anni di permanenza se l’e’ mangiato tutto , e i fatti non si sono mai visti, questo partito e’ un cane che abbaia alla luna.

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