Bossi: comando ancora io! I maroniani: mettiti in riga!

di GIANMARCO LUCCHI

Umberto Bossi ha lanciato il sasso in piccionaia con l’intervista concessa al Fatto Quotidiano dove in pratica sostiene che il capo è ancora lui e che ogni decisione sarà presa insieme da lui e Maroni. Altro punto dolente toccato dal vecchio Senatur è stato quello delle espulsioni, dove lui rivendica potere assoluto mentre il suo successore precisa che Bossi ha competenza, in base al nuovo statuto, solo per quelle che matureranno dopo il 1° luglio scorso. Per le altre vale il ricorso ai probiviri.

Ma un Bossi sempre più ingombrante non si è limitato al Fatto, ha rilasciato un’intervista anche a Vanity Fair:  “Sfortunatamente e’ di Varese. Lo chiamano professore, ma io vedo due orecchie lunghe lunghe”. Sono le parole dell’ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi a proposito del Premier Mario Monti. Nell’intervista  al settimanale in edicola da domani il Senatur torna a usare la metafora del giudizio di Salomone per spiegare che ha lasciato il suo “bambino”, la Lega, a Maroni per evitare il peggio: “C’era il rischio concreto che la Lega si spaccasse”. E adesso questo rischio non c’e’ piu’? “L’unita’ ora deve venire prima di tutto. Ho detto ai miei di stare tranquilli”. Le faccio un po’ di nomi: lei puo’ dire quello che vuole. Silvio Berlusconi. “Lui – replica Bossi – si e’ messo dall’altra parte, da quella di un governo che e’ contro gli interessi del Nord. Ora ci sentiamo molto raramente”.

Roberto Formigoni? “Perche’ dovremmo mandarlo a casa? – chiede Bossi nell’intervista a Vanity Fair – Formigoni non e’ dei nostri, ma ha fatto gli interessi del Nord. Non lo mando a casa. Anche perche’ dopo di lui potrebbe arrivare di molto peggio”. Belsito. “E’ stato messo li’ come quinta colonna per distruggere la Lega”. E nessuno di voi si e’ mai accorto di niente? “Mi sono fidato di Balocchi (il precedente tesoriere della Lega, ndr) che me ne aveva parlato. Poi, c’era tutta una cordata favorevole a Belsito”. Suo figlio Renzo. “Io ho dato l’esempio: mi sono dimesso. E si e’ dimesso pure lui. Gli servira’ per crescere, per imparare a prendere le sue responsabilita’”. Ci spiega, una volta per tutte, la storia del simbolo della Lega? Una ex giornalista della Padania in un libro sostiene che lei l’abbia “venduto” a Berlusconi: “Tutte balle: era mio e ora e’ del Consiglio federale, e’ della Lega. Era mio perche’ l’ho inventato io. Erano i primi anni ’80 – ricorda Bossi – ci fu una riunione a Milano per decidere il simbolo. Mi ricordo di uno che propose di usare il tricolore, ma rovesciato. Proposta buttata nel cestino. Allora io tirai fuori una foto che avevo fatto a Legnano, alla statua di Alberto da Giussano. Un’inquadratura da sotto, cosi’ che si vedesse lo spadone ben alto. Spavento’ molti: ‘E’ un simbolo di guerra’. La spuntai. Come la spuntai io quando dovemmo decidere il nome del nostro territorio, per superare i campanilismi piemontesi, lombardi, veneti, emiliani. Fu allora che nacque il nome Padania”, conclude l’ex leader del Carroccio.

Roberto Maroni replica anche se non direttamente.  ‘‘La legge elettorale va cambiata, cominciando con la reintroduzione del voto di preferenza”. Lo scrive sul proprio profilo di Facebook spiegando che ”come nuovo Segretario della Lega voglio restituire ai cittadini elettori il diritto di scegliere chi li rappresentera’ in Parlamento”. Quanto alla soglia di sbarramento, ”che qualcuno vuole innalzare al 5% per far fuori la Lega”, ”No problem”, risponde Maroni sottolineando che ”lo sbarramento non ci fa paura: la Lega uscita dal Congresso Federale e’ in forte ripresa di consenso rispetto all’epoca degli scandali (Renato Mannheimer ci dava ieri al 7%). Stiamo lavorando bene e con grande intensita’, nuova squadra, facce nuove e pulite: avanti cosi’, decisi e convinti”.

Oggi, comunque, dopo le dichiarazioni al Fatto Quotidiano, si è scatenato il fuoco di fila di sbarramento da parte degli esponenti più vicini a Roberto Maroni.  Nel ribadire il ruolo del neo segretario è intervenuto anche Roberto Cota, un tempo considerato vicinissimo al Senatur, oggi in sganciamento e avvicinamento al nuovo vertice. Invece Roberto Calderoli punta il dito contro i media rei di voler tentare di dividere la Lega.

CALDEROLI – ”Il tentativo fin troppo evidente da parte dei media e dei loro mandanti di creare una frattura tra Bossi e Maroni e quindi nella Lega e la ripresa della pubblicazione di intercettazioni telefoniche finalizzate a screditare la Lega e i suoi componenti, testimoniano l’ennesimo tentativo di voler fermare una Lega in forte ripresa nei sondaggi e nei consensi”. Lo afferma Roberto Calderoli, Responsabile Organizzativo Federale e del Territorio per la Lega Nord. ”L’essere tornati a superare il sette per cento nei sondaggi – osserva Calderoli – e’ andato evidentemente di traverso a qualcuno. Non riusciranno a fermarci perche’ la Lega e’ unita e nessuno di noi, dai massimi vertici fino ai sostenitori, deve cadere nel tranello di questi illusionisti. Abbiamo fatto un congresso, abbiamo un segretario e un presidente, i cui ruoli sono definiti da un statuto approvato all’unanimita’. Pensiamo a fare la rivoluzione, a risolvere la questione settentrionale e a liberare il Nord, tutto il resto sono balle”, conclude.

TOSI – ”Il capo della Lega e’ Maroni. Punto. Questo vale per tutti i militanti, Tosi e Bossi compresi”: lo ha detto Flavio Tosi, che riguardo poi alle questione interne al Carroccio relative alle espulsioni, Tosi ha rilevato: ”le beghe interne non interessano alla gente”.

CANER – “C’e’ stato un congresso  dal risultato chiaro: ha sancito che il segretario federale e’ Roberto Maroni con pieni poteri”. Lo ha sottolineato il vice segretario vicario della Lega Nord, Federico Caner . “Dall’altra, Umberto Bossi e’ una figura importante – spiega Caner – e’ il padre fondatore del movimento. La sua figura rimane forte perche’ il garante dell’unita’ del partito, credo quindi che siamo riusciti a garantire un equilibrio interno. Bisogna capire Bossi dal punto di vista umano, e’ una persona che crede nel movimento – ha concluso il vice segretario vicario del Carroccio – e ha il profondo rispetto di tutti i militanti e dirigenti”.

SALVINI – “In Lega sono i militanti che decidono e i nostri militanti si sono espressi chiaramente al congresso federale di Assago decidendo chi fa che cosa ed eleggendo Roberto Maroni quale segretario federale, con tutti i poteri che ne conseguono”. Lo afferma il segretario nazionale lombardo Matteo Salvini in una nota. “Girando in un lungo e in largo sul territorio in questi giorni sto avvertendo ottime sensazioni, decisamente positive – ha proseguito Salvini – riscontrando entusiasmo nella nostra base e constatando che molti di quelli che si erano detti delusi e si erano allontanati ora stanno rientrando. E anche dai sondaggi arrivano sensazioni positive. Per cui – ha concluso – non perdiamo in inutili polemiche e pensiamo solo alle cose concrete e a lavorare tanto!”.

PINI – “Mi pare che il Congresso Federale abbia definito in maniera chiara e nettissima tanto i ruoli quanto i poteri. Se poi c’è ancora qualcuno in Lega che pensa di giocare sulla pelle dei militanti e mettere in discussione tanto la strategia di rilancio della questione settentrionale, quanto il fatto che la Lega non è più un Movimento patriarcale, è bene che inizi a fare i conti con la realtà e con la base, per nulla propensa a piroette”. Lo ha scritto sul proprio profilo Facebook Gianluca Pini, segretario della Lega Nord Romagna nonché uno dei primi dirigenti nazionali della Lega Nord vicini all’ex Ministro dell’Interno a chiedere nel gennaio scorso un ricambio al vertice del movimento. “L’unità del movimento . Ha aggiunto Pini- deve essere uno dei nostri pilastri, ma anche la concretezza e la chiarezza non possono essere poste in secondo piano”.

RANIERI – Roberto Maroni è il segretario “con pieni poteri” e “detta la linea”. Lo ha detto Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano del Carroccio e segretario nazionale della Lega Nord Emilia, secondo il quale a Umberto Bossi va il “merito di aver fondato il movimento”, per questo “rimane il garante dell’unità”. “Il primo luglio, ad Assago, si è svolto il congresso federale della Lega Nord. Un momento importantissimo della vita del movimento che si è concluso con l’elezione del nuovo segretario federale e del nuovo consiglio federale – ha ricordato Raineri -. Il risultato scaturito dal voto di Assago è chiaro: il nuovo segretario federale si chiama Roberto Maroni ed è un segretario con pieni poteri”. A lui, secondo il rappresentante del Carroccio emiliano “il compito di dettare la linea del movimento e di guidare la Lega Nord”. Mentre “Umberto Bossi, al quale tutti rendono il merito di avere fondato il movimento, in qualità di presidente federale, rimane il garante dell’unità della Lega”. “Chiunque affermi cose diverse da queste mente sapendo di mentire e va contro la volontà del congresso” ha concluso Rainieri.

COTA – ”Abbiamo fatto il Congresso federale e Roberto Maroni e’ stato eletto Segretario del partito con tutti i poteri che gli competono per guidare il movimento. E’ partito con determinazione e concretezza. Siamo tutti in squadra con lui, una squadra vincente”: lo ha detto Presidente della Regione Piemonte e Segretario nazionale della Lega Nord Piemont, Roberto Cota. ”Umberto Bossi – ha aggiunto Cota – e’ il padre fondatore e il Presidente della Lega e – ha concluso – ha il ruolo di garante dell’unita’ del movimento”.

VIALE – Il segretario della Lega Nord della Liguria, Sonia Viale, ha detto oggi che l’ex tesoriere della Lega, Francesco Belsito, ”non potra’ mai piu’ rientrare nella Lega Nord”. Lo ha precisato in seguito a voci secondo cui l’ex tesoriere, espulso dalla Lega, potrebbe in futuro essere riammesso nel partito. ”Intendo ribadire come Segretario della Lega Nord Liguria che Belsito, come ligure, non potra’ mai piu’ rientrare nella Lega Nord, e con lui tutti i suoi seguaci – ha dichiarato Sonia Viale -. Con il Congresso abbiamo cambiato pagina, non come hanno fatto tutti gli altri partiti che hanno sempre e solo cambiato il nome ed il simbolo mantenendo intatta la nomenclatura, ma esattamente all’opposto mantenendo il nome ed il simbolo, e quindi il progetto, e rinnovando la guida politica. Ora il Segretario Federale con pieni poteri e’ Roberto Maroni ed e’ a lui che il movimento fara’ riferimento per la linea politica”.

FUGATTI – “L`obiettivo della Lega è di diventare il primo partito del Nord e per farlo dobbiamo tornare a parlare con una sola voce, che oggi è quella del segretario federale Roberto Maroni. Abbiamo celebrato un congresso storico ed emozionante, nel quale i militanti hanno eletto il segretario federale e i vertici del movimento i cui poteri sono stabiliti dallo statuto. Ora non resta che seguire uniti la strada indicata nel congresso e porre al centro del dibattito politico la questione settentrionale”. Lo dichiara in una nota il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera Maurizio Fugatti.

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9 Comments

  1. lorenzo pontiggia says:

    Berlusconi, Bossi, Maroni e tantissimi altri sfruttano l’ignoranza degli elettori che non usano la RIFLENTE (Riflessione-mente), ma credendosi intelligenti=furbi fan pagare a tutto il Popolo, poi paradossalmente sono i primi a piangere, dando colpa a coloro che non hanno votato i “furbi, megalomani, politichesi, demagoghi che solo a parole fantutto, ma per tornaconto!

  2. Arcadico says:

    Qualcuno dimentica un fatto: l’effetto calamita dei grillini!!

    Senza una attenta lettura, non deformata da una contropropaganda penosamente effimera, di questo nuovo soggetto politico che ha cortocircuitato l’assetto politico instauratosi nel ’94 sarà ben difficile recuperare l’attenzione dell’elettore del nord sulle battaglie leghiste.

    Alle politiche ne vedremo sicuramente delle belle!!!

    Dalla trasmissione in onda su La 7, a me pare, che i media ben difficilmente faranno sconti di alcunchè sui fatti interni della Lega!!

    Perchè se è vero che si è fatta un minimo di pulizia questa sembra dettata solamente dall’urgenza del pressing mediatico-giudiziario mentre un movimento che si rispetti il pressing dovrebbe attuarlo verso il cancro che lo sta divorando da anni dall’interno!!!

    Sempre che voglia sopravvivere alla propria deriva partitocratica!!

  3. Pavana says:

    Opera della portavoce di Bossi? Diabolica… Duello mortale tra donne…. Ma il Carcano da che parte tira perche questo e molto importante!

  4. Dan says:

    Come affermavo fin dal principio, Bossi continuerà a fare il padrone del vapore fino a quando non verrà espulso a calci.
    Bobo “mezzasega” Maroni ha preferito farlo presidente ? Se lo succhi per bene adesso

    • Feroldi says:

      Ma chi sei ? Frank Provost il re del capelli? Ragioni da parrucchiere infatti Maroni fu costretto a tenere Umberto per via dei ricatti incrociati! Sveglia

      • Dan says:

        Ricatti incrociati ? Allora si deduce che neppure Bobo, l’agitatore di scope, è così pulito come si spaccia di conseguenza non ci sarà mai una lega 2.0 dalla quale ripartire.

  5. Il Lucumone says:

    Bossi e Maroni: due furbacchioni !
    Se stiano ancora a perder tempo con la storiella dei due …di Pisa siamo cotti !
    Ma è mai possibile che il popolo del Nord si faccia sempre prendere per i fondelli dai furbetti dell’oratorio ?
    I transafricani gongolano: più pirla del padano c’è solo un padano leghista!
    Sveglia !!!

  6. Neverwinter says:

    Ve lo avevano annunciato su queste pagine che i Fratelli nella notte si erano organizzati e che la battaglia sarà grande! Ecco: basta una intervistino e scatta il fuoco di sbarramento! Chi dirige la comunicazione ha fatto un errore mortale..,, eh eh eh e che dire di vermer Cota il finissimo pittore di leccardia o del furbo Salvini ????? Geni! Alla prossima Fratelli la notte sta per finire….

  7. Ferruccio says:

    Bosssi o Maroni nulla cambia……

    In Lega comanda e comanderà solo Berlusconi….

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