Bossi attacca Calderoli: democristiano. E lui: vi espello tutti e due…

di ALTRE FONTI

Quando la banda del liscio si è fermata per il comizio, il palco era solo la più banale delle strutture assemblate per l’occasione. Sono bastati venti minuti per trasformarlo nel palcoscenico di una terapia di gruppo, di uno psicodramma collettivo in cui due dei pezzi più grossi della Lega si sono detti pubblicamente in faccia quello che pensavano del partito e di loro stessi.

La scena: Festa della Lega di Spirano, nei campi attorno a San Rocco, domenica sera. Prima uscita pubblica del segretario provinciale Daniele Belotti, per il quale è stata preparata una torta a sorpresa, comizio di Umberto Bossi come pezzo forte della serata, e ospite a sorpresa Roberto Calderoli: «Non ci dovevo nemmeno venire», dice con l’aria di uno capitato per caso. L’Umberto arriva con il canonico ritardo, sferra pugni alle mani di chi le porge, bacia i bambini. Padrone di casa il sindaco Giovanni Malanchini che, forse fiutando l’aria, sfoggia una maglietta con Bossi e Maroni che si stringono la mano. Il vecchio leader va direttamente al palco e comincia stroncando il governo e difendendo tra la perplessità generale l’acquisto degli aerei F35 che «avrebbero portato lavoro in Piemonte». Poi passa a un pezzo forte di questi giorni, l’attacco alla gestione Maroni: «C’è gente che manda circolari per dire di mettersi in cravatta e non indossare niente di verde, che preferisce lo slogan Prima il Nord, mentre invece solo la Padania può dare la vera identità. Non si sbatte fuori la gente, perché se non si può parlare non c’è democrazia». Calderoli, subito dopo, inizia elogiando il neoeletto Belotti e promette: «Se va in galera per avere difeso la Lega e l’Atalanta io vado in galera con lui».

Bossi sembra inquieto: quando Calderoli elogia Invernizzi per la «serata delle ramazze» fa un’espressione schifata, e quando sente parlare di Flavio Tosi, invita il segretario del Veneto ad andare a quel paese (eufemismo). Ed è qui che l’ex ministro decide di parlare chiaro: «Tosi è un fratello padano. Noi abbiamo perso il senso di fratellanza. Umberto, quello che dici tutti i giorni su Maroni non va d’accordo con la fraternità e la riconoscenza». Bossi si fa ridare il microfono e chiarisce: «Nella Lega attuale la riconoscenza è la virtù del giorno prima. Qui c’è gente che tratta la base a calci. Adesso ti ridò il microfono ma non dire stronzate». Ma Calderoli non si ferma, cercare di assumere un tono scherzoso ma va giù pesante: «Avevi detto che non volevi fare come Salomone che rischiava di dover tagliare il bambino in due. Ma con quello che dici ogni giorno su Maroni, qui tagli il partito a pezzi con lo spadone. Dovresti ringraziare Maroni, che ha anche vinto in Lombardia». E Bossi: «Sì, grazie a Berlusconi». Calderoli: «Ma va. Maroni ha vinto e se il partito è al 4% è perché la gente vede che litighiamo. Basta litigi a casa nostra. Chi se ne frega se lo slogan è Prima il nord o la Padania, l’importante è la libertà e tenere i soldi a casa nostra». E allora il senatùr si lancia: «Sei un democristiano».

L’ex ministro tiene botta: «Questa non me l’avevano ancora detta. Ma ti sfido: al prossimo congresso tu e Maroni ve ne andate con un sorriso e lasciate il posto a un giovane, che ho già in mente». Come risposta Bossi si affaccia al palco e grida tre volte “Padania!”, per sentire il pubblico rispondere ogni volta: “Libera!”. Poi si gira soddisfatto: “Questo è il vero partito, non quello dei cravattari. Io metterò una norma contro le espulsioni». Calderoli non si placa: «Sono state espulse in tutto dieci persone, dici che sono troppe, magari erano poche. Ma senza quella norma avremmo ancora Belsito». Bossi: «Chi espelle ha solo paura». Calderoli: «Ma sei d’accordo almeno sulla fratellanza?». Bossi: «Certo». Calderoli: «Allora Maroni è tuo fratello?». Bossi: «Maroni l’ho creato io». Calderoli: «Io vi avviso: se mi fate girare le scatole vi espello tutti e due. Lo so anche io che era più facile essere fratelli quando si era in un partito che aveva il 12%. Bossi: «Forse perché una volta c’era un certo Bossi come segretario». Calderoli: «Tu sei il papà e noi siamo tutti tuoi figli. Ma bisogna essere un papà vero, non di quelli che vanno tutte le sere al bar a giocare a carte». Con un certo sollievo alla fine il microfono arriva nelle mani di uno stupefatto Belotti, al quale tocca la chiosa finale: «In vent’anni di Lega non avevo mai visto niente del genere».

da: bergamo.corriere.it  di Fabio Paravisi

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22 Comments

  1. Nazione Toscana says:

    W la topa può andar bene come slogan?
    Questa e’ la lega delle ramazze.
    Mai senza Bossi.

  2. sandrino speri says:

    Da filosofo del linguaggio faccio una e più che sufficiente considerazione linguistica che rivela però molto di più:il massone Calderoli chiama “fratello padano”Tosi,più massoni di così….non si può…La lega si rivela quello che è sempre stata….e che è tuttora.

  3. lucafly says:

    Non mi interessa cosa riporta l’articolo l’unica cosa che vedo è la foto con SCEMO E + SCEMO. AMEN

  4. Miki says:

    Grave errore dire “è la stessa cosa Padania o prima il Nord o vattelapesca”: significa non avere capito un tubo o più probabilmente che qualcuno ha bisogno di un po’ di ferie.

    (voglio proprio vedere che gggiovane proporrebbe Calderoli: magari mi stupisce in positivo, cioè non ToSalvini o altri mostri mitologici)

  5. Miki says:

    Ciumbia,coraggioso l’articolista: un mezzo fotomontaggio; firmato “altre fonti” (!) e uno sbrodolamento di “pare che/si dice/con l’aria di chi è capitato per caso”… Ora nessuno pretende Montanelli dalle pagine di questo sito “open source” (trad: pago,mi iscrivo come socio sostenitore,sproloquio quello che mi pare);

    PERO’ …almeno un nickname usatelo.

  6. Nazione Toscana says:

    Non si butta via nulla. C’è bisogno di tutta la nostra gente. Anche del babbo.

  7. Dan says:

    Quand’è che la base si schifa completamente e li manda a cagare tutti ? Padri putativi, padri che giocano a carte, “fratelli”, cravattari e tutti gli altri pallonari vestiti di verde o meno ?

    • Miki says:

      Dunque: segato in due,strangolato da slogan viscidi, tipo macronazione-Norditaglia e pure mandato a quel famoso paese.
      Pover bagaj!

      Secessione!

  8. Alessandro says:

    Sono dispiaciuto per quanto sta accadendo nella Lega Nord e vedere che una intera classe dirigente non è all’altezza della situazione e della battaglia che prometteva di vincere è triste. Indipendentisti rimbocchiamoci le mani e, seriamente, mettiamoci a lavorare: c’è molto da fare ma, inutile non ammetterlo, molto è stato fatto in passato con la Lega Nord (e molto, grazie allo stesso partito, si sta disfacendo)

  9. paolo says:

    Copia e incolla dal Corriere! Basti pensare che il Corriere infanga solo la Lega almeno abbiate il coraggio di avere Vostre fonti prima no? Per il resto Bossi mi sta piacendo ultimamente!

    • gianluca says:

      Fenomeno, leggi a quale rubrica appartiene questo articolo? Sai cosa è una rassegna stampa? La vedi mai la televisione come la gran parte dei gonzi italioti? Beh allora forse (ma molto forse) saprai che in rassegna stampa si riportano articolo di altri media e non li si lavorano, né li si toccano

      • paolo says:

        Tanto vale leggersi il Corriere o è lecito attendersi approfondimenti in un sito che tratta di Indipendenza e non di stampa di regime!

        • gianluca says:

          libero di leggere quello che vuoi e noi di fare gli approfondimenti che riteniamo opportuni

          • Lucky says:

            Approfondimento?

            • AUVERNO says:

              Quell’articolo rende perfettamente la situazione della Lega oggi (interessante anche l’intervista a Calderoli, sullo stesso giornale. Letta su Dagospia). Averlo pubblicato è sacrosanto, visto che comunque un certo interesse per la Lega qui ce l’hanno quasi tutti, e considerato che L’Indipendenza non può sguinzagliare inviati a destra e manca.

      • Miki says:

        Si cita (no scimmia) la fonte o è un’usanza che la netiquette non prevede più? Gli arricciamenti di naso di Paolo sono anche i miei: mettetemi tra i cattivi ma è così

      • Miki says:

        Ma (sovvennemi or ora) la fonte c’è: bergamonews. Mi cospargo il capo di cenere per quanto affermato da me medesimo meco sopra.

        Urge visita oculistica : )

    • Miki says:

      Anche a me: negli ultimi 27 anni!
      Padania LIBERA

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