MLNV: “Ecco la nostra versione dei fatti sull’inchiesta della procura”

di SERGIO BORTOTTO*

Con riferimento ai recenti atti di aggressione posti in essere dalle autorità poliziesco/giudiziarie straniere italiane a Treviso contro il MLNV, in data 14.09.2012 è stato notificato al Presidente del MLNV il decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale straniero italiano a Treviso (che si allega in copia). Da tale documento  si deduce l’intento persecutorio/giudiziario deliberatamente posto in essere contro questo Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto (MLNV) a scopo politico.

Considerata l’esiguità e l’inconsistenza probatoria degli elementi raccolti in tutti questi mesi d’indagine e di cui gli investigatori italiani hanno tentato di enfatizzare con l’ennesima vergognosa sceneggiata mediatica, appare ora molto sospetto e tendenzioso l’attribuire a questo MLNV intenzioni future e addirittura la responsabilità di gravi delitti contro la persona che però, ancora una volta, non vengono specificati. Tale decreto precisa che le fonti probatorie deriverebbero dalle indagini svolte dalla digos, anche tramite operazioni di intercettazione (vero e proprio spionaggio), ma anche dalla documentazione acquisita con i sequestri operati;   ancora una volta però gli inquirenti sono vaghi nel precisare gli elementi probatori derivanti da quello che loro definiscono documentazione acquisita e che persistono a non voler precisare (basti vedere il verbale di sequestro realizzato nelle quasi dodici ore di forzata segregazione in questura … un tempo più che sufficiente per catalogare e precisare almeno i 96 fogli numerati e siglati (???) e le 75 fotocopie (e ribadiamo fotocopie ?) con vario materiale informativo, con disegni e progetti per divise e struttura organizzativa del MLNV … mancava forse loro il tempo di essere più precisi come lo sono stati per catalogare cappellini, magliette, adesivi, brochure, volantini, biglietti da visita, computers e perfino i due velcro apposti sulla pettorina di Rufus , il cane con cui si svolge la sicurezza presso il Consorzio Parco Commerciale di Villorba, e solo perché riportavano la scritta in lingua Veneta “SICURESA” e il logo del MLNV, (questo non è forse razzismo istituzionale italiano???) Ma c’è di più.

E’ grottesco e paradossale ciò che avrebbe dichiarato pubblicamente lo stesso questore straniero italiano a Treviso CARMINE DAMIANO asserendo di condividere gli scopi del MLNV, ma non il metodo … (è improvvisamente diventato indipendentista anche lui???). Con la solita furberia, tesa ad  eludere gli imbarazzanti esiti investigativi, il questore pur facendovi riferimento non ha precisato quali sarebbero i metodi del MLNV ritenuti illegali e scoperti nel corso delle indagini … perché???

Ancora una volta si giustifica quest’ennesima aggressione al MLNV come un atto dovuto e necessario per stroncare sul nascere un’organizzazione criminale che avrebbe potuto… Lo stesso pubblico ministero italiano Valmassoi avrebbe dichiarato pubblicamente in un’intersita televisiva: “NON CI SONO ELEMENTI PER POTER SOSTENERE ALLO STATO DEGLI ATTI CHE POTESSERO REALIZZARE NELL’IMMEDIATO ATTI VIOLENTI O DI MINACCIA PERO’ CI SONO TUTTI GLI ELEMENTI PRESUPPOSTI AD UN EVENTUALE EVOLUZIONE IN QUESTO SENSO”, ma questa è una sua fantasia!!!

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Tanto per non smentire l’abitudine alle bugie e la propensione a mentire alla pubblica opinione in un’altra intervista il Questore straniero italiano Carmine Damiano avrebbe invece sconfessato la precedente dichiarazione contestando al Vice Presidente del MLNV Dott. Paolo Gallina l’incompatibilità del suo ruolo di pubblico ufficiale in ambito italiano con le idee da lui proclamate militando nel MLNV… “RITENGO CHE SIA INCOMPATIBILE CON I DOVERI DI UN PUBBLICO UFFICIALE IN RELAZIONE ALLE IDEE CHE LUI PROCALAMA E AL METODO PER PERSEGUIRE QUESTE IDEE.”.

C’è ora da chiedersi perché in questa intervista attacca le idee e gli scopi per cui è stato costituito il MLNV e insiste nel ribadire che il metodo sarebbe illegale … ma ancora una volta non lo precisa.

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Altra contraddizione grottesca è la dichiarazione in merito al decantato ordinativo di sessanta divise (sessanta/60 ?) che nessuno del MLNV ha mai ordinato.

L’unico recente ordinativo riguardano 48 polo, marca FRUIT OF THE LOOM, di colore bianco, con gli stemmi del MLNV, la bandiera di San Marco e l’indirizzo del sito web del MLNV (www.mlnv.org): “…ESSENDO MAGGIORE IL NUMERO DELLE DIVISE (60) SI PUO’ PRESUPPORE CHE L’ORGANIZZAZIONE STAVA AUMENTANDO IL NUMERO DEGLI ADEPTI…”

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Alla luce di quanto suesposto e considerate anche le “insolite” ingerenze nelle recenti comunicazioni mediante i profili dei social/network, appare inquietante che, a fronte del concretarsi dei bizzarri e stravaganti risultati investigativi sotto il profilo sostanziale, ora si tenti di giustificare l’ennesima farsa giudiziaria sulle eventuali intenzioni del MLNV attaccando i presupposti giuridici del suo costituirsi secondo le norme del diritto internazionale, adducendo a pretesto inesistenti condotte illegali per la commissione di gravi delitti contro la persona di cui addirittura se ne attribuisce la paternità di non meglio precisate analoghi atti pregressi: “… ritenuto che, a prescindere dalle esigenze probatorie … la libera disponibilità di dette armi e munizioni da parte degli  indagati verrebbe ad aggravare le conseguenze del reato, oltre ad agevolare la commissione di ULTERIORI e gravi delitti contro la persona”… perché ancora una volta gli inquirenti omettono di precisare quali sono i delitti contro la persona che il MLNV avrebbe già posto in essere al punto da giustificare l’ipotesi di ULTERIORI analoghi reati.

Fin dal suo costituirsi il MLNV, vero e proprio soggetto di diritto internazionale qualificato dalla legittimazione internazionale basata sul diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto, non ha mai nascosto nulla della propria struttura organizzativa;  dai propri siti internet è possibile contattare il responsabile di ogni settore con tanto di nominativo, ruolo e riferimenti di contatto … NULLA DI SEGRETO. Come precisano le stesse norme del diritto internazionale, questo MLNV agisce in nome dell’intero Popolo Veneto e come aggregato organizzato di individui diviene destinatario legittimo delle norme del diritto internazionale; il più delle volte trattasi di un gruppo di esseri umani uniti da vincoli etnici, religiosi, culturali e storici. Al Movimento di Liberazione Nazionale viene riconosciuto – tra gli altri – il diritto di usare la forza contro l’oppressore, e di fare la cd guerra di liberazione per l’ottenimento dell’indipendenza.

Il Movimento di Liberazione Nazionale necessita di una qualche forma di organizzazione, ovvero di una qualsiasi struttura: questa è legittimata ad agire a suo nome sul piano internazionale. L’articolo 96.3 del Primo Protocollo di Ginevra del 1977 dispone infatti che i popoli, come tutti i soggetti di diritto internazionale (ivi compreso il Movimento di Liberazione Nazionale), devono disporre di un apparato istituzionale che possa gestire le loro relazioni internazionali. Lo stato straniero occupante italiano ha ratificato queste norme con la legge 881/77. Preliminarmente preme rilevare come nel mondo giuridico vi siano per ogni singola fattispecie due tipi di valutazione, ovvero in fatto e in diritto (de jure e de facto.

Si è deciso di costituire il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto, nel mese di settembre del 2009, semplicemente perché nel caso specifico della Repubblica Veneta ne ricorrevano tutti i presupposti, sia in fatto che in diritto, previsti e contemplati dalle norme del Diritto Internazionale. Infatti, gli scopi per i quali vengono generalmente riconosciuti i Movimenti di Liberazione Nazionale sono: la lotta per liberarsi dalla dominazione coloniale, da un regime razzista o da un’occupazione straniera. E’ fin troppo evidente, indubitabile e incontrovertibile, come nella Repubblica Veneta tutte queste tre condizioni sussistano palesemente e senza alcuna ombra di dubbio.

La Repubblica Veneta, infatti, è di fatto oppressa dalla dominazione coloniale dello stato straniero italiano a far data dal 1866: è inconfutabile e sotto gli occhi del mondo intero come lo stato straniero occupante italiano, oltre ad aver imposto sul Territorio della Repubblica Veneta – anche con la repressione militare e quei suoi artifizi truffaldini che da sempre lo contraddistinguono – la sua amministrazione, le sue istituzioni, le sue forze armate e le sue svariate e variegate forze di polizia; oltre a sfruttare tuttora tutte le risorse possibili – anche umane, finanziarie, fiscali, economiche, patrimoniali, paesaggistiche, etc. – della Repubblica Veneta, abbia addirittura imposto un modello culturale, di mentalità, di usi e costumi completamente estraneo e alieno a quello proprio della Veneta Serenissima, nonché un modello linguistico straniero, imponendo il romanesco attraverso lo strumento mediatico radio-televisivo di stato con i suoi strumenti subdoli di propaganda (programmi contenitore/spazzatura, fictions televisive, etc).  Lo stato straniero occupante italiano si è spinto al punto di fissare una delle sue ricorrenze al giorno 25 aprile (giorno dedicato a San Marco), con il solo e unico scopo di soffocare, annullare e cancellare quella che per la Repubblica Veneta, il Popolo Veneto, e la sua Capitale, Venezia, è stata nei millenni la Ricorrenza Nazionale più sentita, partecipata e più importante: il giorno dedicato al Santo Patrono cui la stessa Repubblica Veneta era da sempre votata con totale devozione, San Marco Evangelista. Lo stato straniero occupante italiano si è premurato di censurare, occultare e cancellare da tutti i testi di storia, compresi quelli imposti per le scuole di ogni ordine e grado, tutta la storiografia Veneta e quella dedicata alla Serenissima Repubblica Veneta.

Con una censura senza pari, lo stato straniero occupante italiano è riuscito ad occultare a tutti gli studenti Veneti gli oltre 1.500 anni di vita, di storia e di gloria della Repubblica Veneta. Vi sono addirittura testi universitari di Diritto Internazionale pubblico, di autori, docenti, e giuristi stranieri italiani, che pur dissertando sulla genesi dei vari stati europei e mondiali nel corso dei secoli, evitano con cura di menzionare la Veneta Serenissima Repubblica. Lo stato straniero occupante italiano si è poi da sempre rivelato un regime razzista, soprattutto e proprio nei confronti del Popolo Veneto, basti solo pensare a come sono stati e sono a tutt’oggi discriminati, calpestati e banditi tutti i Veneti dai pubblici concorsi. Considerato che il percorso della costituzione del Movimento di Liberazione Nazionale trova, sotto il profilo giuridico, la sua ragione di esistere nello stesso tessuto normativo del Diritto Internazionale, ogni conseguente e deliberato atto di aggressione contro questo MLNV è una violazione delle stesse norme del diritto internazionale.

*Presidente del MLNV

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8 Comments

  1. Giovanni says:

    Be’, bisogna ammettere che lo straniero oppressore “taliano” ha fatto un buon lavoro anche con voi, a giudicare dalla lingua in cui avete redatto questo documento. Un buon italiano, non c’è che dire.

    Anche perché a volerlo scrivere in veneto c’è solo l’imbarazzo della scelta: meglio il mestrino o il trevigiano? A me non dispiace nemmeno la parlata del Polesine, senza dimenticare quella di Montebelluna.

  2. luigi bandiera says:

    Ea nostra storia e kultura in man de i komunisti…

    Lexar kua’:
    http://www.ilgiornale.it/news/ecco-pci-militarizz-nostra-storia.html

    Ocio, no xe tuto ne’..?

  3. luigi bandiera says:

    Me sento verme davanti a sti patrioti me fradei veneti.

    Mi a go fato calcosa ma no cosi’ tanto par el me popoeo.

    Brai e WSM.

    Dixaria de altro ma de sti tenpi de merda mejo esar cauti.

    Ko xe ora semo qua seben a un paso daea tonba.

    Inparemo da i invaxori musulmani, deso dormimo ma ko risevaremo l’ordine konbateremo..!

    FORA DAE BAE STRANIERO..!!

    Saeam

  4. Alberto Pento says:

    Mi no gò gnaon problema a darve na man.
    Ai fradeli parioti (da “pare” e no da “patre-” come patria) no se pol negarghe na man.
    Li tajani e la Taja li xe el mal asoludo!
    Gnaona otoretà tajana la val pì de merda de on bon veneto.

  5. Kornt says:

    Bravi! Indipendenxa suito!!

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