Boom di prestiti per le vacanze, così si sfugge al redditometro

di REDAZIONE

Successo dei finanziamenti per le vacanze. Pesa la crisi, ma anche la paura del redditometro. E’ quanto emerge da un’indagine dell’Adnkronos, che evidenzia come l’incremento a doppia cifra dei finanziamenti, oltre che alla minore disponibilita’ di liquidita’, possa essere legato anche a una scelta fiscale. Chiesto un preventivo a dieci agenzie di viaggio per una vacanza ai Caraibi, importo medio di 10mila euro, in sette casi e’ stata proposta la formula del finanziamento. E, in cinque di questi casi, l’operatore di turno ha fatto riferimento, piu’ o meno diretto, al rischio che la spesa in contanti possa essere intercettata dagli ispettori del fisco.

La migliore offerta e’ risultata un finanziamento per 60 mesi, con una rata mensile di 203,54 euro e un Taeg dell’8,95%. L’importo totale dovuto e’ di 12.336,07 euro. Ovvero, oltre 2300 euro di interessi. In un caso e’ stato proposto un finanziamento a tasso zero, ma con una ‘commissione’ da pagare all’agenzia di circa mille euro. In
sostanza, se la paura del redditometro rischia di diventare una psicosi, puo’ anche diventare una fonte di guadagno. Lo e’ sicuramente per le finanziarie che offrono prestiti e, indirettamente, anche per le agenzie di viaggio, che sempre piu’ spesso li propongono per pagare i pacchetti che offrono.

Ad invogliare i clienti sono anche la caratteristiche del prestito vacanze. La cifra richiesta viene accreditata direttamente sul conto corrente, senza nessuna spesa di istruttoria. A differenza di altre tipologie di prestito, non e’ necessario fornire spiegazioni per l’utilizzo del denaro. In sostanza, si riesce a finanziare il 100% del viaggio e anche di piu’, senza dover fornire documentazione aggiuntiva alla finanziaria. Secondo le analisi di Prestiti.it, nel primo semestre del 2012 banche e finanziarie hanno concesso oltre 24 milioni di euro di finanziamenti per le vacanze.

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5 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Non mi pare sensato.
    Metter il carro davanti ai buoi non è sensato.
    E’ meglio portare i soldi legalmente o illegalmente all’estero,in una banca straniera, e poi pagare spese del genere dall’estero.
    Quando dico estero intendo paesi extra-europei.

  2. sandrolibertino says:

    Ma è possibile che le vacanze si possono togliere dal fisco, mentre la prima casa no???
    Consiglio andiamo ad abitare TUTTI in roulotte o camper

    • Dan says:

      Se non fosse per il freddo (dieci centimetri di espanso, più rivestimenti e moquette varie dentro il camper lo trasformano in un guscio di noce) un pensierino sarebbe proprio da farsi.
      A quel punto molto meglio farsi una baracca partendo dalle casettine che vendono nei fai da te.

  3. gabriella says:

    BENISSIMO, ANDIAMO A CORTINA.

  4. Dan says:

    Io vorrei capire solamente come si fa a pensare di andare in vacanza (ed a farsela finanziare per di più) quando non si hanno i soldi per mangiare.
    L’intero sistema è andato a scatafascio perchè è stata accettata una cultura basata sul debito, sul pagherò ma niente si continuano a fare finanziamenti per andare al male, per comprare l’iphone, l’ipad che starsene a casa ed essere felici di poter tenere acceso il riscaldamento, che andare avanti con il telefonino normale e permettersi un tablet normale pare brutto.

    “E, in cinque di questi casi, l’operatore di turno ha fatto riferimento, piu’ o meno diretto, al rischio che la spesa in contanti possa essere intercettata dagli ispettori del fisco.”

    Ci credo molto poco a questa cosa.
    Parlando qualche giorno fa con una persona attiva nel settore dell’informatica di consumo è saltato fuori che il ricarico medio che il negoziante fa sul telefonino è del 10% ma se il gingillo è proprio un iphone tale ricarico scende al 6%. Eppure aprono in giro negozi di prodotti apple centrici (non apple store, quelli più piccolini) contro ogni plausibile convenienza.
    Cosa c’è sotto ? Probabilmente, essendo la maggior parte degli iCosi venduti attraverso finanziamento, è probabile che la finanziaria stacchi un cospicuo bonus al negoziante, che può così compensare il misero 6% (sarà pur vero che un 6% di 900/1000 euro equivale ad un 10% di 500, ma intanto devi trovare il pollo che ti da due stipendi per un telefonino).
    Sarà così anche per le agenzie di viaggio ? Usare lo spauracchio del fisco per incassare degli extra non dovuti ?
    Anche le compagnie energetiche lavorano tanto di finanziaria: non mandano bollette per mesi, fanno accumulare le cifre, mandano la botta e aspettano tranquille la proposta di rateizzazione, quando invece dovrebbero dare ai clienti la possibilità di gestirsi autonomamente le spese comunicando di mese in mese i consumi in modo da ricevere le fatture corrette.

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