BELSITO HA RESTITUITO 5 KG D’ORO E 11 DIAMANTI

di REDAZIONE

L’ex tesoriere Francesco Belsito ha restituito alla Lega, tramite un autista del Carroccio, l’Audi A6 utilizzata da Renzo Bossi, cinque chili di lingotti d’oro e 11 diamanti.Da quanto trapela, la restituzione potrebbe configurare un’attenuante dell’ipotesi di appropriazione indebita contestata a Belsito. Non è emerso, tuttavia, dove l’ex tesoriere custodisse lingotti e diamanti, che non erano stati trovati durante le perquisizioni. In ogni caso, in base ai documenti bancari acquisiti dalla procura sugli investimenti fatti da Belsito con i soldi della Lega, mancherebbero ancora all’appello 200mila euro in diamanti. Il sospetto degli inquirenti è che siano nella disponibilità del vice presidente del Senato Rosi Mauro appena espulsa dalla Lega e dell’ex membro del comitato amministrativo del Carroccio Piergiogio Stiffoni in base a un documento bancario in cui risulta la loro firma come destinatari dei diamanti acquistati da Belsito. Si tratta dunque di un indizio, ma non sufficiente per un’iscrizione nel registro degli indagati.

BONI: “MI DIMETTO, MA NON HO OBBEDITO A NESSUNO”


Quella delle dimissioni è stata una «scelta maturata nel tempo, sofferta, che ho preso io con la mia famiglia. E per una volta non ho obbedito nè a Maroni, nè a Calderoli nè a Bossi». Lo ha detto Davide Boni. Il presidente dimissionario del Consiglio regionale della Lombardia ha ricordato di aver ricevuto «anche ieri la fiducia» dei triunviri della Lega e di aver incontrato in via Bellerio anche Umberto Bossi. «Maroni e Calderoli – ha concluso – sono stati i primi a telefonarmi oggi per ringraziarmi».

Eppure, in una nota precedente, aveva sostenuto: «In funzione di quanto ha fatto il mio Segretario federale, Umberto Bossi, che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per il movimento, faccio anch’io un passo indietro, precisando che nessuno me l’ha mai chiesto, in totale autonomia».

«Se devo essere polemico lo sono con Vendola e con Errani e non con Filippo Penati». Davide Boni, presidente del consiglio regionale «dimissionario», ha risposto così a chi gli chiedeva un commento alle polemiche attorno alla scelte di Filippo Penati, che, indagato per corruzione, ha lasciato il Pd e siede ora in consiglio regionale nel gruppo misto. «Se vogliamo fare un parallelismo Errani è il mio alter ego nella conferenza delle Regioni», ha spiegato Boni, precisando che dimettendosi da presidente del consiglio regionale lascerà anche la carica di coordinatore dei presidenti delle assemblee regionali. «Ho sentito un dovere in questo momento in cui il mio partito è continuamente sui giornali». Davide Boni ha spiegato così le sue dimissioni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia. «Ne ho sentito il bisogno», ha poi aggiunto l’esponente della Lega in conferenza stampa, aggiungendo che «non c’è stato altro, la mia situazione giudiziaria non è cambiata rispetto a 5 settimane fa» e «sono estraneo» a quella vicenda.

Boni ha spiegato che le sue dimissioni dal Pirellone saranno depositate domattina, mentre il sostituto (che sarà sempre leghista) verrà eletto l’8 maggio, nella prima seduta del Consiglio regionale. Di conseguenza, Boni lascerà anche la presidenza della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. «La Lega è la mia vita, da domani tornerò alla politica attiva, che mi mancava», ha sostenuto l’esponente della Lega spiegando in una conferenza stampa i motivi delle sue dimissioni. Ma non c’è solo questo che, a suo dire, lo ha indotto a fare un passo indietro che era stato evitato più di un mese fa. «Dopo 35 giorni – ha detto facendo riferimento all’informazione di garanzia ricevuta per un presunto giro di tangenti – la situazione non è facile, soprattutto a livello personale, soprattutto avendo una famiglia». Boni ha assicurato di essere comunque «sereno».

«Il triumvirato, sia in precedenza, sia in occasione della riunione con i Consiglieri regionali, durante la quale sono state discusse le dimissioni di Monica Rizzi, non ha mai chiesto le mie dimissioni, rinnovandomi la fiducia», tiene a preisare Boni spiegando che «fin da subito la Segreteria politica federale, alla quale ho dato le mie spiegazioni, mi ha concesso fiducia incondizionata, confermandola nel tempo». «Dopo 22 anni di militanza -continua Boni- non posso e non voglio però fare altro, ancora una volta, che seguire l’esempio del mio Segretario federale, Umberto Bossi, al quale già rimisi il mandato un mese fa».

Durante la conferenza stampa, a chi gli ha chiesto in quale area del movimento si colloca, Boni ricorrendo a una battuta a seguito della notte passata in bianco ha risposto: “In questo momento vorrei essere un barbaro dormiente. Sono un leghista, punto”.

ACCETTATE DIMISSIONI DI RENZO BOSSI

Il consiglio regionale della Lombardia ha accettato, con voto unanime da parte di tutti i partiti, le dimissioni da consigliere di Renzo Bossi. Al suo posto già da ora siede in consiglio Clotilde Lupatini. Prima di votare il capogruppo del Pd Luca Gaffuri, annunciando il voto favorevole alle dimissione di Bossi Jr, ha sottolineato la preoccupazione del suo gruppo «per una legislatura nata male e che deve terminare il più presto possibile». Voto favorevole anche da parte della Lega, il cui capogruppo Stefano Galli ha invitato «tutti i partiti a fare autocritica. La Lega si sta muovendo coerentemente -ha detto- mentre da parte del centrosinistra c’è un consigliere del Pd ormai decaduto ma che siede ancora tra questi banchi. Sembra che tutto il male sieda da una parte e tutto il bene dall’altra.».

ISCRITTI AL SINPA? SONO NELL’ORDINE DI DECINE DI MIGLIAIA

Gli iscritti al Sindacato Padano (Sin.Pa) sono «nell’ordine di decine di migliaia». Così Alessandro Gemme della segreteria generale del sindacato, a margine di una audizione al Senato, taglia corto sul numero di tesserati al Sin.Pa, al centro delle attenzioni al seguito dell’inchiesta sulle distrazioni di fondi dalle casse della Lega. Al riguardo Gemme aggiunge: «il numero di iscritti è una cosa che mi appassiona poco, e poi qualsiasi cosa diremmo verrebbe strumentalizzata». Quanto alle ultime vicende che hanno interessato il Sin.Pa, il sindacalista afferma: «oggi non ci sentiamo minacciati, siamo un pò dispiaciuti perchè siamo un sindacato che lavora sul territorio da vent’anni» e le notizie circolate hanno fatto sì che «i nostri iscritti siano un pò smarriti, e molti sono arrabbiati». Comunque, prosegue Gemme, «noi continuiamo il nostro lavoro di sindacato». Alla domanda se la leadership di Rosi Mauro, segretario generale del Sin.Pa, fosse oggi in discussione, Gemme risponde di «no», anzi il sindacalista esprime «schifo per quello che sta accadendo a Rosi Mauro». Sulla presenza e la diffusione del Sin.Pa in Italia, il sindacalista spiega: «siamo un pò dappertutto nel nord del Paese, siamo soprattutto in aziende del settore privato, mentre la nostra presenza è marginale nella pubblica amministrazione». Per fare alcuni esempi di aziende con iscritti Sin.Pa, Gemme cita alcune realtà di Milano come «Sea, Amsa e Atm». Inoltre il sindacalista fa anche sapere che c’è una presenza anche in grandi aziende come «Fiat e Poste Italiane» dove, però, sottolinea come ci siano stati dei problemi perchè «non è stato riconosciuto il tesseramento con trattenute in busta paga e quindi si è proceduto con il tesseramento diretto». Al riguardo, evidenzia, «abbiamo anche vinto una causa a Brescia per Poste». Quanto al numero di dipendenti del sindacato, Gemme chiarisce che «di fatto non ci sono veri e propri dipendenti, ci sono funzionari sindacali, volontari, con un coordinamento basato soprattutto su Rsu e Rsa».

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15 Comments

  1. FRANCESCO BUFFA DESIGNER says:

    Che i politici che defraudano i soldi dei contribuenti italiani ritenendoli dei perfetti imbecilli, lo sapevamo perfettamente, ma tutto deve avere un limite! – adesso l’esagerazione ha superato questo limite! – un politico convinto che gli italiani, magistratura compresa siano ancora al di sotto della comune imbecillità, nel corso della trasmissione “Ballarò” ha dichiarato con il massimo candore, pubblicamente, che “La Lega ha deciso che i diamanti restituiti da Belsito – saranno venduti e il ricavato andrà alle sezioni” – in altre parole, per sanare l’incidente, pensano di essere così furbi da riciclare un corpo di reato a proprio uso e consumo, mentre la giustizia e gli italiani derubati, dovranno stare a guardare. questo degrado elevatissimo esclusivamente italiano, sicuramente non ammesso neanche in un paese da terzo mondo, non ha certamente bisogno di ulteriori commenti!

  2. barbara says:

    Ecco adesso siamo alla terza repubblica? Si dice così x chiudere un brutto periodo…giusto? Poi gli stessi personaggi sono puliti per altre careghe..giusto? Si siamo in italia

  3. Ferruccio says:

    Sono tornati i LINGOTTI ed i DIAMANTI….

    Ma non era tutto un COMPLOTTO contro la Lega???

    Facciamo parlare i muri del NORD

    LEGA VENDUTA …BOSSI TRADITORE…..

  4. Miki says:

    E adesso subito le dimissioni anche del barbaro sognatore Maroniano Gianluca Pini!! Pulizia, pulizia!!

  5. silvia garbelli says:

    E invece ANCHE con Maroni la LN resta il solito strumento
    della partitocrazia italiana : avrebbe dovuto ‘devolvere’ i fondi di finanziamenti della trance rifiutata per pagare tutti
    i soci – NON ANCORA RIMBORSATI – della sua dimenticata banca CrediEuroNord !!

    Questa sarebbe stata non l’impossibile verginità ritrovata ma una seria e onesta volontà di cambiamento : SVEGLI ,
    Signori ! BASTA FARSI ILLUSIONI !

    • Ric 81 says:

      avrebbe dovuto o non avrebbe dovuto…….sta di fatto che quei soldi la lega non gli prende, e non penso che ci guadagni molto elettoralmente con questa mossa. Nessuno dice che è un partito che non si sia comportato esattamente come gli altri, sta di fatto che bisogna dare al tempo a Maroni la possibilità di rinnovare il partito.Di errori in passato come il caso rimborsi, credieronord e tanti altri sono stati commessi, è chiaro che se fallisce anche lui il partito scompare. Resta il fatto che di amministratori bravi la lega in tutto il nord ne ha messi tanti, e questo penso non possa essere contestabile, bene io non penso sia solo un illusione, penso che da loro possa ripartire la forza per un nuovo movimento, poi ognuno illuso o no può pensarla come crede, magari votando veneto stato, lega lombarda veneta, piemont libero ecc.può avere più frutti, come dare scheda bianca o astenersi, oppure criticando aspramente la lega e lasciare che Monti continui a imporre delle tasse al nord(e basta) senza fargli la minima opposizione perchè tanto tutto fa schifo.

    • Veritas says:

      Brava Silvia, hai proprio ragione, l’avevo pensato anch’io.

  6. Ric 81 says:

    Ladroni o non ladroni la lega con la nuova guida Maroni anche se azzoppata sta uscendo molto bene dalla vicenda rimborsi. Ditemi in quale altro partito ci sia un dimissionario indagato. I più maligni diranno che lo fanno per rifarsi una verginità, posso capirlo però resta il fatto politico che questi si sono dimessi e in italia questo rimane pur sempre un primato. Ieri i giornali di tutti gli schieramenti erano ben lieti di mettere in prima pagina le nuove accuse rivolte alla lega sui diamanti senza sentire gli interessati che hanno dopo rifiutato ogni addebito di accusa. Ieri se ci fate caso in molti giornali regnava il fatto della nuova scoperta delle 7 procure che indagano sui diamanti e subito dopo il fatto che ABC(alfano bersani casini) hanno dichiarato che il finanziamento dei partiti deve rimanere. Ricordo che la stessa lega ancora forse per rifarsi la verginità, rimane pur insieme a di pietro gli unici partiti che rifiutano l’ultima tranche di finanziamento. Secondo me poi sarò un ottuso Maroni sta facendo il vero cambiamento di un partito che se non era per l’inchiesta giudiziaria sarebbe morto pian piano sotto le grinfie del cerchio magico.

    • Ferruccio says:

      Rik 81 ….ci sei o ci fai…!!!!

      Boni ha dato le dimissioni da presidente del consiglio regionale….
      Non da consigliere regionale……come ha fatto il Trota

      Rik 81…
      La cadrega di Boni è salva !!!!

  7. Leghisti di Novi says:

    LA PROSSIMA VOLTA CHE INERVISTATE ALESSANDRO GEMME….

    potete chiedergli di quante consulenze gode?? potete chiedergli in quanti consigli di enti di secondo grado siede?

    potete chiedere se corrisponda le vero che sia anche consulente della presidenza del Senato? e se si, potete chiedere su cosa sia consulente???

    Siamo stufi di italiani che vivono alle spalle dei Padani…

  8. Roberto Lamagni says:

    caro Federico.. siccome come hai sostenuto anche tu è un quotidiano di area indipendentista per forza deve affrontare di più le notizie dei movimenti che si ispirano all’indipendenza.. e purtroppo per il momento la lega nord è ancora il più grande partito che fa notizia nel bene e nel male.. i quotidiani come L’INDIPENDENZA vivono se hanno i lettori e i sostenitori.. per questo non deve essere un giornale per soli intellettuali ma per tutti.. compreso il popolo leghista che credimi legge L’INDIPENDENZA più della padania..

    • Federico Lanzalotta says:

      non sono d’accordo, se lo scopo è quello di sottrarre voti, la Lega è bravissima a farlo da sé, soprattutto negli ultimi tempi.
      La Lega è un partito centralista fino a prova contraria, altro che federalismo.
      Domandare ai segretari di sezione… 🙁

  9. Federico Lanzalotta says:

    e chissenefrega.
    Incomincio ad essere stanco di leggere merda sulla lega e suoi accoliti qui su l’indipendenza, non m’importa nulla dei loro guai e beghe.
    C’è tanto da fare, da proporre, da far conoscere per LA CAUSA a cui si richiama il titolo di questo pregevole quotidiano online, l’unica voce per chi voce non ne ha.
    Forza con le iniziative, diamo voce alle proposte che saranno presentate a Jesolo, non abbiamo tempo per inseguire le vicende leghiste.

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