Boni: Il Nord sta morendo. Ma non facciamolo sapere

di Davide Boni – Sapete qual è la notizia del giorno? Non è il Mes che sta deviando l’attenzione dai problemi reali del Paese. Ieri sera un’amica mi ha chiesto preoccupata: “Ma che fine faranno i miei risparmi in titoli di Stato?”. A questo arriva il terrorismo della propaganda politica, a far credere che i nostri soldi in banca non avranno più valore. Sappiamo  che non è così e che un’abile regia della comunicazione persuade i cittadini che tutto il loro destino è in mano ad un fondo salva stati che è in vigore già da sette anni.

A me pare invece che la notizia, drammatica, e ovviamente lontana dai riflettori, ce l’abbia proposta ieri in prima pagina il Sole24Ore. Il titolo è “Il Nord manifatturiero nella morsa della crisi” e la ripresa a pagina 2, con cui il quotidiano economico decide, di fatto, di aprire il giornale.

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Crescita zero sapete cosa vuol dire? Vuol dire che non c’è lavoro. Che le imprese non aprono, semmai chiudono, licenziano, fanno fatica a pagare la somma mostruosa di tasse che abbiamo sul gobbone mentre solo la Lombardia ha un residuo fiscale di 54 e passa miliardi. Ma tranquilli, il problema è il Mes. Settimane di discussione, di strategia della distrazione di massa. E dopo o prima del Mes le nocciole turche. Il Nord, cari amici, non fa Pil, non ce la fa più. La frenata di Pil ed export, scrive il Sole, è esteso a tutto il Nord manifatturiero. Dal Piemonte alla Lombardia al Veneto. E arriva in Emilia. Non ce la si fa a reggere il passo con le rivali europee, ricorda il Sole. E chissà perché. Abbigliamento, tessile, trasporti. Siderurgia, meccanica. Un bagno di sangue. “La situazione è preoccupante lungo la fascia prealpina che spazia da Brescia, Bergamo, Monza e Brianza, Lecco e Varese”.

Ma il nemico sono le banche tedesche, la Merkel e Macron e non questo Stato che usa il lavoro degli altri per non lavorare e alimentare un sistema che ci fa tornare alle battaglie delle origini. Ve lo ricordate l’assistenzialismo e un colonialismo culturale ed economico che ci tiene schiavi di Roma? Ecco, quello lì. Da lì si deve ricominciare, perché dopo 30 anni, siamo punto e a capo.

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Penso che andrà sempre peggio. Ormai la ruota sta girando all’incontrario e farle invertire la rotta sarà dura, durissima e se non ci si riesce………..
    WSM

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