Bombe a Volgograd: a Stalingrado siamo ancora dalla parte sbagliata

di STEFANIA PIAZZO

E che se ne frega se in poche ore a Vogvograd sono morte 38 persone nell’ennesimo attentato alla vigilia delle Olimpiadi invernali. E’ talmente alta l’attenzione della stampa che persino il Corriere della Sera liquida la notizia in quarta posizione. Tanto, la Russia è lontana. In meno di 24 ore due esplosioni terroristiche di matrice islamica. La pista è quella Saudita, e quando si pronuncia Arabia si legge anche America. Non è un mistero.

Putin, senza fare analisi di geopolitica troppo sopraffine, paga la cambiale della sua vittoria in Siria, laddove gli Usa hanno dovuto fermarsi per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale (ad esclusione del Vietnam, che fu l’ecatombe più nota). Eppure si tace. E si tace quindi su Vogvograd. Sul valore di una rappresaglia che sembra essere la risposta di un blocco, quello mondialista, alla vittoria siriana del presidente russo. Troppo semplicistico? Chissà. Ma è vero o non è vero che la Russia non è allineata oggi al nuovo ordine mondiale?

Ma la storia torna sempre, e torna per chi come i media di Stato e delle finanziarie ha la memoria corta. Dica, la stampa, libera, apparentemente indipendentista, quando torna utile, che cos’è Volgograd se non la storica, antica, vecchia e stanca Stalingrado. Ma dica che quella battaglia segnò 10 milioni di morti. Quella in cui i nostri alpini vennero mandati a morire più per il freddo, per la fame, per gli scarponi di cartone che per mano del nemico. Fu generale Inverno a massacrare le vite. Quando si pensa alla fine della guerra non si guardi solo allo sbarco in Normandia o allo sbarco in Sicilia. Si vada là, a Volgograd, a Stalingrado, dove il terrorismo fu armato 60 anni fa dai generali che congelarono fino alla morte un popolo disarmato.

Stalingrado-Volgograd è il simbolo di una battaglia perenne contro chi resiste. E ancora una volta, viene da dire, si combatte dalla parte sbagliata.  Contro chi non si allinea ai poteri che già controllano l’Europa, e contro chi a piedi nudi voleva solo difendere una libertà. I generali sono sempre gli stessi, la guerra è quella della tempesta valutaria, della fame. E della memoria storica perduta. Volgograd, quarta notizia in cronaca, dopo gli sciatori morti sotto la neve dei desideri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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17 Comments

  1. Giorgio da Casteo says:

    Grazie Stefania per averci fatto capire cosa sono oggi gli USA
    Nemici,occulti, di chi non si allinea alle loro destabilizzanti finalita’.Poteri ed interessi dell’alta finanza ai quali, nel corso della loro non lunga storia,hanno tentato di opporsi ben cinque presidenti : Jefferson, Jackson,Lincoln,Gorfield,J.F. Kennedy.
    Sono stati tutti assassinati. Buone feste e WSM

  2. indipendentista padano says:

    La putinfilia è una malattia senile di un leghismo terminale che non ha più niente da dire e si aggrappa a scalcinatissimi miti esotici. I 38 morti degli attentati saranno passati inosservati, ma dei 150,000 civili ceceni uccisi dalle forze armate russe nell’ultima guerra di INDIPENDENZA proprio non si parla. Dei 700,000 ceceni dispersi per il mondo e mai rientrati in patria idem. Del governo fantoccio imposto da Mosca in Cecenia e affidato al narcos Kadirov nemmeno. Del genocidio subito da daghestani e ceceni sotto Stalin non c’è traccia sui libri di scuola nè sui manuali universitari. Detto questo, l’oligarca Putin è ormai spu**anato oltre ogni misura e ha dimostrato di essere quello che è: il Berlusconi russo, tante chiacchiere e zero risultati. Fino a ieri faceva il ganzo puntando gli iskander ancora funzionanti (si presume) sull’Europa e poi non è capace di evitare attentati in una città a rischio come quella. Da bravo ciancione è preso a modello dai ciancioni belleriani in cerca disperata di voti per superare l’inverno. Il modello da cui attingere sarebbe la Russia putiniana dove la vita media per gli uomini è 62 anni (meno di molti paesi africani)? I governi Polo-Lega ci hanno portato in quella direzione. Missione compiuta, come direbbe Bobo.

    • Carlo De Paoli says:

      I solito “comunista” (Kapò), in costante servizio contro il proprio popolo, si è espresso ancora.
      Non gli basta i morti che l’attuale politica delle Banche, svolta da individui, nemmeno votati dal popolo: Monti e Letta, (Goldman & Saks), hanno provocato in Italia ed in giro per il Mondo nell’opera di globalizzazione a favore delle banche, quasi tutte in mano a gente della medesima “razza”, indovina quale!, no, pretende condannare coloro i quali da questo ferale processo vogliono rimanerne fuori!
      Il comunismo, strumento ebraico, viene brandito dagli individui più squalificati della nostra società contro quelli che sono anche i loro interessi.

      Vedi lettera sottostante!

      E il rabbino Baruch Levi così scriveva a Carl Marx nel 1848:
      «Il popolo ebraico, considerato nel suo insieme, sarà egli stesso il suo proprio Messia. La sua signoria sul mondo sarà raggiunta mediante l’unificazione delle altre razze umane, la eliminazione delle frontiere e delle monarchie, che sono i bastioni del particolarismo, e mediante l’istituzione di una repubblica mondiale, che accorderà dappertutto i diritti civili agli ebrei. In questa nuova organizzazione dell’umanità, i figli di Israele diventeranno dappertutto, senza incontrar ostacolo, l’elemento direttivo (…). I governi dei popoli compresi in questa repubblica mondiale, con l’aiuto del proletariato vittorioso, cadranno tutti senza difficoltà in mani ebraiche. La proprietà privata verrà soffocata dai dirigenti di razza ebraica, che amministreranno dappertutto il patrimonio statale. Così la promessa del Talmud sarà adempita, cioè la promessa che gli ebrei, venuti i tempi messianici, possederanno la chiave dei beni di tutti i popoli della Terra»

      (Revue de Paris, anno XXXV, numero 2, pagina 574).

      Lascio a voi giudicare, comunistelli da strapazzo, e complici, se qui non si preconizza e si progetta la «eliminazione fisica o culturale della diversità e dunque scomparsa di popoli e culture», la più feroce discriminazione razziale, lo sfruttamento del prossimo, la violazione ripetuta dei diritti umani.

      • Giovanni S. says:

        L’indipendenza non si smentisce nemmeno a Capodanno: SITO DELLE MERDE LEGHISTE E NAZISTE.

        • Leonardo says:

          E’ che noi non censuriamo i commenti, neppure quelli delle merde di altro genere. 🙂

          • Giovanni S. says:

            Menti sapendo di mentire. I commenti critici , soprattutto quelli indirizzati a Oneto, seguace delle idee naziste del volontario-uncinato-pluridecorato-( e quindi assassino d.o.c.) Georg Klotz , sono state sistematicamente censurati.I “nazi-eroi” antisemiti, esaltati da voi leghisti, non devono essere contestati. Meglio la censura !

        • Carlo De Paoli says:

          Se si deve parlare di merde è bene fare almeno i giusti accostamenti: le merde vanno comparate riconoscendole dalla puzza.
          in questo caso non si può dubitare che Comunismo e Nazional-Socialismo rappresentano un accostamento più omogeneo rispetto quello proposto da G.S.
          Comunismo e Socialismo rappresentano i due socialismi che si sono confrontati nel secolo scorso.
          Il primo era internazionalista, il secondo nazionalista.
          Tutti e due, in maniera diversa, si contrapponevano al liberismo, che non è quello entro il quale stiamo vivendo.
          Se G.S. non è in grado di distinguere i due “socialismi”, almeno dall’odore, non vorrei trovarmi a tavola con Lui e dovermi “fidare”dei suoi “gusti” avrei paura di morire avvelenato.

          Parlare di queste cose “da grandi” implica la capacità di usare il cervello e non la pancia, o altro organo del corpo.
          Non sono legato a “fedeltà” partitiche, quindi non mi lancio a testa bassa a sostenere una tesi qualunque, ma desiderio spiegarmi, in maniera quanto più razionale, il perché delle cose.
          I miei dubbi sono cominciati quando il ministro del tempo, Mancini, in combutta con altri colleghi europei, promulgò quella legge che comminava la galera per chi avesse messo in dubbio la Shoah.
          Ho sempre saputo che la storia si indaga vagliando testimonianze o consultando documenti.
          Per questo preciso episodio storico, e solo per questo, ci impongono di credere a quanto dicono persone interessate, come fosse un dogma di Fede: chi non crede va in galera.
          Mi spiace, ma io non sono seguace di questa religione!
          Naturalmente c’è chi “butta giù” di tutto, ma io non mi sederò a tavola con persone dotate di tali palati.
          Ho trovato, tempo fa, un articolo, uno dei tanti sull’argomento, che descrive la famosa Rivoluzione di Ottobre, ho estrapolato alcuni periodi mettendo, per che volesse leggere il servizio intero, il link di riferimento.

          I CRIMINI DEI BOLSCEVICHI
          Nota di Isabella Fanfani: Marx, Engels, Lenin e Trotsky furono i quattro ebrei che collaborarono alla distruzione della Russia cattolica degli Zar e sostituirla con un Comunismo ateo durante il quale 66 milioni di cattolici russi perirono nei gulag gestiti dalla Cheka.
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          La parola “Cheka” non è solo un acronimo in russo che sta per “ Commissione Speciale per la Lotta alla Controrivoluzione ” ma anche un espressione Yiddish che sta per macellazione animale. Come fu indovinata questa espressione!
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          Lenin, uno psicopatico sifilitico
          I Menscevichi, o “popolo maggioritario”, volevano uno stato, sociale, socialista e pacifico e proprietà statali industriali limitate come in Svezia.
          I Bolscevichi, o “popolo minoritario” (cioè in maggioranza Ebrei) volevano un regno di terrore e di totale nazionalizzazione sotto Lenin e Trotsky.
          I Menscevichi misero solo una condizione: che Lenin si spieghi in merito alle accuse di furto dal Partito. Quando la conferenza iniziò e Lenin fu sfidato a dare un resoconto, egli si alzò, infilò le mani nelle tasche e proclamò che la sua posizione nel partito era così elevata che non doveva nessuna risposta ad alcuno.
          Trotsky, un altro assassino di Cattolici
          Il grande rivale di Lenin era un uomo che quasi lo superava in quanto a perfidia, malvagità e amore sadico per le fucilazioni: l’Ebreo Lev Bronstein, che ora si fa chiamare Leo Trotsky).
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          Famosa citazione di Trotsky (1917):
          “Dobbiamo trasformare la Russia in un deserto popolato da negri bianchi sui quali imporremo una tirannia come quelle che nemmeno i più terribili despoti orientali hanno mai immaginato. La sola differenza è che questa sarà una tirannia di sinistra, non una tirannia di destra. Sarà una tirannia rossa e non bianca.
          Intendiamo dire letteralmente “rossa” perché verseremo tali fiumi di sangue che faranno impallidire le perdite umane subite durante le guerre capitaliste. I più grandi banchieri oltre-oceano lavoreranno il più vicino possibile a noi. Se vinciamo la rivoluzione, costituiremo il potere del Sionismo sulle macerie del funerale della rivoluzione e diventeremo una potenza tale davanti alla quale il mondo si inginocchierà. Conosceremo che cos’è il vero potere. Col terrore e con bagni di sangue, ridurremo l’intellighenzia russa ad uno stato di totale torpore e idiozia e ad una esistenza di tipo animale.”
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          http://www.darkmoon.me/2011/i-crimini-dei-bolscevichi-di-isabella-fanfani-scrittrice-free-lance-losanna-–-svizzera/

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          In questi ultimi anni, gli ebrei nel mondo stanno esprimendo un’ansiosa preoccupazione circa lo spettro dell’anti-semitismo nei territori dell’ex Unione Sovietica. Ci dicono che, in questa nuova ed incerta epoca, sentimenti sepolti di odio e rabbia contro gli ebrei stanno ritornando a galla.
          Secondo un indagine sull’opinione pubblica condotta nel 1991, ad esempio, la maggior parte dei russi voleva che tutti gli ebrei lasciassero il paese (4)
          Ma in che modo il sentimento anti-ebraico è così diffuso fra i popoli dell’ex Unione Sovietica?
          Perché così tanti russi, ucraini, lituani e altri incolpano “gli Ebrei” per così tanta disgrazia?

          UN SOGGETTO TABU
          Sebbene gli ebrei, ufficialmente, non rappresentassero più del 5% della popolazione totale del paese (5), essi ebbero un ruolo altamente sproporzionato e probabilmente decisivo nel neonato regime bolscevico, dominando di fatto il governo sovietico durante i suoi primi anni. Gli storici sovietici, assieme alla maggior parte dei loro colleghi occidentali, per decenni preferirono ignorare questo fatto. I fatti comunque non si possono negare.
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          Ad eccezione di Lenin (Vladimir Ulyanov), la maggior parte dei
          comunisti di rilievo che presero il controllo della Russia dal 1917 al 1920 erano ebrei.
          Leon Trotsky (Lev Bronstein) capeggiò l’Armata Rossa e, per un certo periodo, fu capo degli Affari Esteri Sovietici.
          Yakov Sverdlov (Solomon) era il segretario dirigente del Partito Bolscevico, e in qualità di presidente del Comitato Esecutivo Centrale, era anche capo del governo sovietico.
          Grigori Zinoviev (Radomyslsky) capeggiò l’Internazionale Comunista (Comintern), l’agenzia centrale per la divulgazione della rivoluzione nei paesi stranieri.
          Altri ebrei di rilievo erano il commissario della stampa Karl Radek (Sobelsohn), il commissario degli affari esteri Maxim Litvinov (Wallach), Lev Kamenev (Rosenfeld) e Moisei Utitsky (6).
          Lenin era invece di origine russo-calmucca, ma era un quarto ebreo in quanto suo nonno materno, Israel (Alexander) Blank, era un ebreo ucraino che venne in seguito battezzato dalla Chiesa Russo-Ortodossa (7).
          Internazionalista convinto, Lenin vedeva i vincoli etnici o culturali con disprezzo. Aveva poca considerazione per i suoi stessi cittadini.
          Una volta disse: “ un russo intelligente è quasi sempre un Ebreo oppure qualcuno con sangue ebraico nelle vene “ (8)
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          Comunque, per quanto comprensibile e forse perfino difendibile possa essere stata l’ostilità ebraica verso il regime imperiale, il notevole ruolo ebraico nel ben più dispotico regime sovietico è invece meno facile da giustificare. In un libro pubblicato recentemente circa gli ebrei in Russia durante il 20° secolo, la scrittrice russo-ebraica Sonya Margolina arriva a definire il ruolo ebraico nel sostenere il regime bolscevico come “il peccato storico degli ebrei“ (28). Sottolinea, ad esempio, il ruolo di primordine degli ebrei come comandanti dei campi di concentramento e di lavoro sovietici, detti Gulag, nonché il ruolo dei comunisti ebrei nella sistematica distruzione delle chiese russe.
          Inoltre, continua: “ gli ebrei del mondo intero sostennero il potere sovietico e rimasero in silenzio davanti a qualsiasi critica da parte dell’opposizione “.
          Alla luce di ciò, Margolina offre una triste profezia:
          “La partecipazione esageratamente entusiasta dei bolscevichi ebrei nella sottomissione e nella distruzione della Russia è una colpa che verrà vendicata.

          • Giovanni S. says:

            Questi feroci Ebrei ! Autori di tutti i peggiori complotti e misfatti della storia ! Una schiera di indomiti eroi nordici, dal biondo crine, guidati dal prode Adolf, tento’ di porre fine ai loro millenari misfatti ! Guerrieri coraggiosi come Himmler, Heidrych, Eichmann sono caduti sul campo dell’onore , dopo un’impari lotta. Persino il nobile triestino Odilo Lotario Globocnic, fulgido esempio di civiltà austro-padana, dopo aver ucciso 1.500.000 orrendi esemplari di questa laida schiatta, cadde sul campo di battaglia. Anche il grande medico nordico, il generoso dottor Mengele, nonostante l’amore e la pietà dimostrati per i pargoli giudei, ha dovuto soccombere, schiacciato dall’avanzata inarrestabile di questi perfidi parassiti orientali. Sono riusciti a prevalere ed a sopravvivere persino all’ultimo pogrom scatenato dall’intrepido zar rosso, Josif Vissarionovich. Salvatosi a stento dal veleno somministrato dai malefici medici di Sion. E ora chi potrà fermare quest’orda occulta di invasori dalla pelle olivastra e dal naso adunco ? La ricca Padania sarà la prossima vittima dei mefistofelici figli di Sem ? P.S. De Paoli, le ” narrazioni” antiebraiche di Mattogno sono più intriganti di quelle della Margolina .Perché non le ha citate ? Lei rischia di essere censurato dalla “Padania” per scarsa coscienza razziale celtico-germanica…

            • Tumn says:

              Delirio totale, ma lei la Storia la legge a rate e poi spara? Non basta leggere qualche nome e titolo nei libri per farsi una cultura.

    • Pedante says:

      Infatti Putin è un multiculturalista non così diverso dai leader occidentali. Migliaia di prigionieri politici, colpevoli solo di essersi espresso a favore della propria etnia, quella russa. Imperialista più che nazionalista.

  3. Riccardo says:

    Gran bel pezzo, chiaro e controcorrente, ma anche L’Indipendenza, come il Corriere, pubblica la notizia in quarta posizione. Ma, poi, non si dice Volgograd
    ?

  4. Dan says:

    A dire il vero gli usa si sono un tantino smarcati dai sauditi quando hanno cominciato a rompere troppo contro Assad.
    Putin dal canto suo già in passato ha ricevuto minacce proprio dallo stato arabo che le sue olimpiadi rischiano di fare il botto e gli ha risposto con la stessa pacatezza con la quale è pronto a girare la chiavetta ed a fare il disarmo nucleare sovietico sulla testa di Riad.
    Svariati leader europei hanno già dato forfait e non si presenteranno a Sochi.
    Qualcosa mi dice che succederà e dopo finalmente si muoveranno tante cose

    • indipendentista padano says:

      E’ più facile che a Putin gli espodano in mano, le armi nucleari, qualora decidesse di usarle.
      L’arsenale che la Russia ha ereditato dall’Urss è una bomba ad orologeria che si guardano bene dal toccare e muovere troppo, dato che non riceve manutenzioni da oltre 20 anni. La tragedia del Kursk è solo uno dei tanti esempi. Pensa a quando Putin cercando di imitare Bush provò a entrare in Georgia e si impantanò a Gori dopo poche ore, sotto il tiro dell’artiglieria georgiana. La cosa venne spacciata dalla disinformazione russa come una tregua “unilaterale” e tanti gonzi ci credettero, anche da noi. La verità è che lo stato russo è un baraccone spaventoso con una verniciata di design zarista che tanto suggestiona gli occidentali. Mettete piede fuori dalle rotte strettamente turistiche e vi ritrovate in un mondo dove vaiolo e tubercolosi sono diffuse a livello pandemico. E’ il modello lazzaretto a cui i mutandari verdi vogliono portarci?

      • Dan says:

        Questo lo dicono a te, lo dicono a noi.
        Stiamo pur sempre parlando di una super potenza mondiale non di una korea del roftl con una dinastia di re sole.
        Abbiamo, ci hanno trasmesso, sempre un’idea di russi e sovietici deficienti, con lo sguardo perso in un bicchiere di vodka quando non sono persi a vendere ak ai bambini soldato o a farsi spupazzare da qualche puttana alcolizzata come loro.
        Tra loro e gli americani non si sa chi fa più a gara a fare la parte del pezzente (vedi gli usa che trainano il rottame di boing con le bare vuote onde simulare il ritorno in patria dei soldati caduti) poi al momento buono tirano fuori il mazzo reale.

  5. renato says:

    Grazie per aver ricordato, tra gli altri, gli alpini italiani uccisi dal generale inverno, aiutato nel massacro dai generali italiani presenti nelle retrovie e nei ministeri.

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