Bolzano festeggia simbolo fascista, Sud Tiroler Freiheit in rivolta

fascioriceviamo e pubblichiamo

In occasione dell’inaugurazione del Centro di documentazione nello scantinato del monumeto alla vittoria, simbolo del fascismo, il portavoce del Gruppo Consiliare della SÜD-TIROLER FREIHEIT , Cristian Kollmann, accusa la Giunta Regionale e il Consiglio Comunale di Bolzano di voler relativizzare il presente e di tenere strumentalmente calma la popolazione.

Simili procedure sarebbero usuali in Sudtirolo e soprattutto a Bolzano. Esse deriverebbero da carente senso della giustizia e sensibilità democratica da parte dei responsabili. Questi si preoccupano di reinterpretare il Fascismo  italiano attualmente attivo e conseguentemente di minimizzarlo.

Kollmann dice testualmente:”Sia che si tratti di rilievi mussoliniani, di monumento alla vittoria oppure di toponomastica pseudoitaliana, questi simboli sono e rimangono umiliazione e offesa spercialmente per i Sudtirolesi! Sia una scritta luminosa con contenuti estranei al contesto sia un Centro di Documentazione  nello scantinato non interrompe certamente  la potenzialità di tali simboli. I veri vincitori sono una volta di più Mussolini, Tolomei e i loro moderni sostenitori, in quanto essi possono tranquillamente conservare la massima visibilità  e schernirci”.

 

Esattamente nella data in cui il museo sottostante il tempio fascista a Bolzano viene aperto, cioè il 21 luglio 1942, morì  il 72enne pastore Johann Spechtenhauser per una fucilata di un milite confinario diciottenne.

Se i politici non hanno il coraggio di scalpellare questo relitto inneggiante a quell’era, dice Roland Lang del “Südtiroler Heimatbund”,dovrebbero almeno ricordarsi dell’assassinio di Spechtenhauser.

Poi possono farsi coraggio nascosti nello scantinato.

 

L’anziano pastore doveva portare il sale alle pecore quel 21 luglio 1942. Per questo motivo era partito di mattina presto dalla baita per recarsi dagli ovini nell’alpeggio. A circa 2300 nmetri di quota, sopra la località di Mitterkas, una fucilata ruppe tuttavia la quiete degli animali al pascolo e dei verdi declivi. L’anziano pastore cadde a terra e morì poco dopo.

Questo semplice pastore fu una delle numerose vittime del fascismo disprezzante la vita umana, il quale nel suo delirio di grandezza voleva annientare tutto quanto non fosse italiano. Con grande probabilità il colpo era partito dal fucile di una baldanzosa guardia di frontiera diciottenne fascista. Tutti veneravano il Duce, il quale aveva fatto imprimere le scritte razziste  sul suo monumento a Gries presso Bolzano che attualmente sono ancora protette:

„Hier stehe, du Zeichen, an den Grenzen des Vaterlandes, hierhin brachten wir den Anderen Sprache, Gesetze und Kultur.“

“Qui sono i confini della patria: pianta le insegne. Da qui nobilitammo gli altri con la lingua, con le leggi, con le arti”.

72 anni dopo il suo assassinio si tengono a Bolzano grandi discorsi antifascisti sotto il tempio fascista. Si parla di democrazia, superamento del passato e pacifica convivenza in una libera Europa.- Ci sarà mai anche un “Padre nostro” per il povero Johann Spechtenhauser, che proprio 72 anni fa fu assassinato dai fascisti?

Il Centro di Documentazione appare vincitore, sostiene il Südtiroler Heimatbund: Il celato museo sotterraneo darà al monumento fascista la certezza di esistere per i prossimi mille anni.

Il “Südtiroler Heimatbund”  sarà presente alle ore 8 del 21 luglio p.v. presso l’ingresso del museo per manifestare la propria opinione sul Centro di Documentazione.

Roland Lang

Obmann des Südtiroler Heimatbundes

Responsabile del Südtiroler Heimatnun

 

 

 

 

 

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One Comment

  1. Rodolfo Piva says:

    Auspico che i Patrioti Sudtirolesi riescano a ridurre in briciole l’infame monumento alla vittoria. Così l’argomento sarà chiuso una volta per tutte. Esattamente come fecero, anni or sono, altri bravi Patrioti Sudtirolesi quando fecero saltare per aria la casa e la tomba di quel farabutto e vigliacco fascista di nome Ettore Tolomei

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