LE PROTESTE DEI TIR DILAGANO DA SUD A NORD

di REDAZIONE

Le manifestazioni degli autotrasportatori cominciate la settimana scorsa in Sicilia si sono spostate oggi nel resto dell’Italia. Da mezzanotte gli autotrasportatori hanno bloccato il traffico in Abruzzo, in Piemonte, nelle Marche, in Puglia, in Lombardia, nel Lazio, in Campania, in Calabria: molti caselli sono ostruiti, impedendo l’accesso e l’uscita dalle autostrade e dalle tangenziali. In tutta Italia i presidi in corso sono all’incirca 60: i tir si accostano ai lati delle autostrade impedendo del tutto il passaggio delle auto o limitandolo a una sola corsia, e fermando gli altri tir, i furgoni e i mezzi commerciali. Le proteste dovrebbero proseguire fino a venerdì: i manifestanti e i sindacati chiedono misure contro l’aumento dei prezzi dei carburanti e i pedaggi autostradali, e interventi contro Equitalia.

Le manifestazioni vedono sovrapporsi, così come era accaduto in Sicilia, i sindacati degli autotrasportatori al cosiddetto “movimento dei forconi”. L’unica sigla sindacale a dissociarsi finora è stata la CNA-FITA, che ha invitato gli autotrasportatori a non aderire. “In queste ore la prima preoccupazione è per chi si sta trovando di fronte ad azioni violente che mettono a rischio l’incolumità di chi si trova per strada a lavorare. Ci risulta la presenza di frange estreme che stanno dando vita a tafferugli e scontri. La Cna-Fita invita quindi le forze dell’ordine al massimo controllo possibile per evitare incidenti. È chiaro che, nonostante il Governo abbia dimostrato di voler risolvere questioni che si trascinano da troppo tempo, vi è qualche professionista dei fermi che cavalca la disperazione degli autotrasportatori per ragioni d’opportunità”. Il ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, ha detto che segue “con molta attenzione” le proteste perché “nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso”. Ma ha anche aggiunto che non saranno tollerati blocchi stradali.

Nel frattempo in Sicilia la situazione sta migliorando. Dopo cinque giorni di sciopero ieri molti impianti hanno ricominciato a erogare carburante: la gran parte dei blocchi è stata rimossa e la parte di autotrasportatori che voleva proseguire la protesta si è trasferita nel resto del paese. Restano presidi simbolici in molte città, e resta però bloccato il porto di Catania, al quale sarebbe permesso l’accesso soltanto ai mezzi carichi di merci e non ai mezzi vuoti che desiderano lasciare l’isola. Allo sciopero dei tir si unisce oggi quello dei tassisti, che hanno interrotto il loro servizio dalle 8 alle 20 in tutte le città italiane. I tassisti chiedono un nuovo incontro con il governo per discutere della licenza part-time e dell’Authority delle reti, incaricata di decidere proprio sull’assegnazione delle licenze. Allo sciopero non partecipa Confartigianato Taxi.

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One Comment

  1. Trasea Peto says:

    ha senso chiedere di abbassare il prezzo del carburante a chi lo ha appena aumentato per pagare i loro debiti?

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