Bitonci: emendamento alla legge stabilità per finanziare il referendum Veneto

di REDAZIONE

«Ho presentato un emendamento alla Legge di stabilità perchè i 10 milioni di euro che il Governo vuole stanziare in favore della minoranza slovena in Italia siano destinati al referendum per l’autodeterminazione della Regione Veneto. Per la prima volta pongo il tema referendario a Roma. Il Parlamento riconosca il diritto dei nostri cittadini di esprimersi». Ad affermarlo in una nota è il presidente dei senatori della Lega Nord Massimo Bitonci, a margine del dibattito sulla Legge di stabilità. «Sfido tutti i parlamentari eletti in Veneto a votarlo. Non si tratta di essere contrari o meno all’indipendenza del Veneto, ma di riconoscere ai veneti la possibilità di decidere del proprio futuro», spiega Bitonci.

«All’emendamento 9.4000, comma 27-bis -rileva-, propongo di sostituire le parole ‘per le finalità di cui all’articolo 8 della legge n.38 del 23 Febbraio 2001 e di 500 mila euro per le finalità di cui all’articolo 21 della medesima leggè con le parole ‘per lo svolgimento di un referendum popolare per il diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto, nel rispetto del principio di cui all’art. 10 della Costituzione e in attuazione del disposto di cui agli articoli 1 e 3 della legge 25 ottobre 1977, n. 881»’.

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10 Comments

  1. pierino says:

    10 milioni d euro… ma dovrebbero andare al TLT ?
    se li mandano per cercar d opprimere ancor piu il territorio Libero meglio dirottarli subito

  2. Salice triestino says:

    Sacrosanto il diritto all’autodeterminazione del Veneto, ma i soldi destinati ai triestini e friulani di lingua slovena non si toccano.

    Questi cittadini di lingua slovena non hanno chiesto volontariamente di essere cittadini italiani, lo sono diventati perchè l’Italia ha occupato ed annesso territori ex-asburgici, che sono appunto di lingua slovena, e lo sono da almeno 14 secoli.

    Stiamo parlando in particolare di Trieste, di Gorizia, dove parte della popolazione autoctona è di lingua slovena, e dove è spesso vittima di provocazioni ad opera dei fascisti locali.

    La Lega Nord degli anni ’90 stampava a Trieste volantini e manifesti bilingui italiano-sloveno, ora invece si allinea sempre più ai fascisti.

    E non dimentichiamoci che quei soldi non sono mica destinati a chissà quali loschi affari, ma servono, tra le altre cose, al mantenimento delle scuole pubbliche con lingua d’insegnamento slovena, dall’asilo alle superiori, che si trovano nelle città di Trieste e Gorizia. A Trieste esce anche un quotidiano in lingua slovena, c’è un teatro stabile, c’è il canale apposito della Rai, ci sono decine e decine di associazioni culturali, e ci sono istituzioni prestigiose che rischiano la chiusura perchè non si riesce a pagare il personale.
    Quindi una situazione simile a quella del Sud Tirolo, ma senza autonomia e tanti ma tanti meno soldi.

    Ci tenevo a spiegarlo, perchè mi sa tanto che siano in molti anche in ambiente indipendentista in Veneto ed oltre, a non sapere nulla di queste cose, e quindi è facile confondere i nostri sloveni con degli immigrati dell’altro ieri.

    Pian e ben, più cultura e serietà, e i soldi no se toca! El Veneto se li meriti e li zerchi da altre parti! Fè una coleta, e vedemo quanta zente xe disposta a tirar fora fliche dela scarsela. Figuremose se Roma xe disposta a pagar el referendum.

    • Aquele Abraço says:

      Tutto giusto, Bitonci ha perso un’occasione per stare zitto. Se l’intenzione era di fare una provocazione in quel bordello della Madama che frequenta a sbaffo, più coerentemente con i valori leghisti (se ancora sono tali) poteva aspettare un po’ e chiedere che quei 10 milioni di euro fossero sottratti agli 816 che sicuramente saranno stanziati dai parassiti capitolini per ripianare il buco di bilancio di Roma Capitolante.

    • Guido says:

      Anche noi Veneti non abbiamo chiesto di essere cittadini italiani. Inoltre vorrei chiedere quanti milioni di euro stanzia la Slovenia in favore dei cittadini Sloveni di lingua Veneta che abitano In Slovenia.
      Grazie per l’eventuale risposta.

      • jabba says:

        Ecco dove poter risparmiare per finanziare il plebiscito,tagliamo qui :
        http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pdf/pratiche/9/pda/PDA_0081/1000_5Ftesto_20presentato.pdf
        Restaurare quattro chiese non serve per ottenere protettorati od altro come qualcuno potrebbe pensare,essendo indipendentista veneto a casa degli altri, e patriota tricolore in Veneto.

      • Salice triestino says:

        Una cifra esatta non la so, sono sicuramente di meno, ma in proporzione di più, se consideriamo che i cittadini sloveni di lingua italiana (non viene riconosciuta come veneta) non sono neanche 4000, distribuiti in tre diverse municipalità, mentre a Trieste e Gorizia i cittadini di lingua slovena sono circa 65.000, con molti meno diritti, diversi da comune a comune, da provincia a provincia, nonostante alcuni siano spettanti per legge, ma che non sono mai stati implementati nella pratica.

        Da dire inoltre che la minoranza italiana in Slovenia è la seconda meglio tutelata in Europa, dopo quella svedese di Finlandia.

        Nei comuni dove vige il bilinguismo in Slovenia, c’è il bilinguismo integrale, vengono mantenute una radio ed una tv pubblica (RTV Koper-Capodistria), la toponomastica nonchè la cartellonistica, le insegne dei negozi ed addirittura la pubblicità sono bilingui, ed i cittadini possono esprimersi nella loro lingua anche nei tribunali ed in qualsiasi ufficio pubblico. Nelle scuole della maggioranza slovena è obbligatorio lo studio dell’italiano considerato lingua d’ambiente. La minoranza italiana ha diritto anche ad un seggio garantito al parlamento di Lubiana, cosa che i Triestini di lingua slovena non possono avere nemmeno in Consiglio regionale. E potrei continuare a lungo.

  3. Cosa ke no se fa e ke no se dixe par la carega!
    Ma sora de tuto coxa ke no se farà e ke no se dirà mai!

  4. erik says:

    Ben fatto.

  5. gigi ragagnin says:

    questo qua è fuori di testa.

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