BITONCI: LA LIBERTA’ NON SI ARRESTA, ORA TOCCA AL REFERENDUM VENETO

di MASSIMO BITONCI*

Domenica si è tenuta la più importante consultazione elettorale europea, da Maastricht ad oggi. Non mi riferisco alle primarie del Partito Democratico italiano, il cui esito, per molti scontato, dipende dalla capacità dei burocrati, vecchi e nuovi, e delle lobby economico-finanziarie, collegati ai diversi contendenti, di convogliare al seggio militanti e cittadini, sulla cui buona fede non discuto. Parlo delle elezioni di Catalogna: condivisa da numerosi osservatori internazionali, nonché dallo stesso primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, questa opinione non “buca” gli schermi delle televisioni italiane. Il perché è noto.

Con il voto di domenica la Spagna e l’Europa intera, così come l’hanno costruita i burocrati di Bruxelles, rischiano di perdere un pezzo pregiato. Troppo perché se ne parli. E, quel che è peggio per chi intreccia e dispone i destini di tutti noi, manovrando le politiche di stati cosiddetti sovrani, costretti dalla crisi a cedere sovranità senza passare per le urne, la vittoria degli indipendentisti potrebbe innescare un processo a catena.

Al di là delle legittime aspirazioni di libertà e indipendenza del popolo catalano, infatti, la consultazione mette radicalmente in discussione l’ideologia dello stato nazione, dell’assoggettamento dei popoli a patrie che esistono solo nelle prebende degli impiegati di governo e nelle clientele che coltivano per assicurarsi anni di pacifica sottomissione dei contribuenti. L’ordine innaturale dei confini fra stati, che hanno più tratti in comune con l’esterno piuttosto che con l’interno, potrebbe mutare. La libera circolazione delle merci e delle persone, dopo 150 anni di segregazione, potrebbe compiersi davvero, e non solo nelle visioni solidaristiche di politici che hanno fatto dell’assistenza del cosiddetto diverso il loro ‘core business’. Soprattutto, e questo è fondamentale per il Veneto e per i veneti, troppo spesso offesi nella loro specificità culturale e linguistica dai “vicini” italiani, si libererebbero le identità dei popoli e delle comunità europee, tenute in naftalina da costituzioni e leggi centraliste, più preoccupate di non perdere qualche pezzo, che non di garantire la libertà.

In Catalogna la componente indipendentista è riuscita a conquistare ben 87 seggi su 135. Forte di una maggioranza assoluta, potrebbe addirittura anticipare la convocazione di un referendum sull’indipendenza della Regione addirittura al 2014. Referendum che, con quello Scozzese, costituirebbe un ulteriore precedente da prendere a modello anche in Veneto. Sì, perché il Veneto e la Catalogna, più che la Scozia, hanno tratti comuni; in primis il fatto di subire, in quanto periferia produttiva, un trattamento fiscale predatorio da parte dello Stato centrale.  Ogni anno ciascun catalano versa al governo di Rajoy 2000 euro di tasse che non torneranno indietro. La cifra, se paragonata al residuo fiscale Veneto, è comunque bassa: ogni nostro concittadino paga a Roma tre volte tanto. Sulla scorta di quanto accaduto in Catalogna, è ora che i veneti, rivelata queste ed altre ingiustizie, lavorino perché l’estorsione fiscale tenda allo zero e l’autodeterminazione diventi realtà.

Parlamentare e Segretario Lega Nord sezione Città di Padova 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

6 Comments

  1. giannarcixo says:

    Pironti guarda la pagliuzza di Bitonci e non si accorge del trave che gli perfora l’occhio.
    Chiede a Bitonci cosa ha fatto per l’Indipendenza Veneta senza dire cosa ha fatto lui per l?Indipendenza Veneta.
    Di fatto vs ha solamente messo il bastone tra le ruote a chi è il solo movimento politico che si è fattivamente impegnato.
    Se si parla di referendum in Veneto è solamente per l’enorme lavoro svolto da Indipendenza Veneta nonostante i boicottaggi di lega e vs.
    i Veneti non sono mai stati dei parassiti per questo non si faranno rappresentare da loro.

  2. danese mauro says:

    Credo necessiti nel breve un dialogo con quanti desiderano arrivare dove li porta il cuore. Ora xe el tempo… e forse il chiedere di partecipare come “osservatori interessati” a convegni internazionali di Indipendentisti …a parte i fischi iniziali comprensibili di
    sfogo potrebbero portare a “costruire” un domani

  3. Trasea Peto says:

    Và ben, bel discorso, ma eora par cosa tegnerse in bon la carega xò Roma?

  4. Alessandro Pironti says:

    Veneto è chi Veneto fa…..,
    La speranza non esiste Onorevole , serve Decisione verso quelli che non ci sentono , e non perché sordi ma solo in Malafede .
    Stasera a Vicenza in Piazza dei Signori alle 20,30 daremo il nostro contributo alla causa dell’ Indipendenza Veneta..
    Per chi vuole partecipare l’orario è dalle 20.30 ….
    ***************** Veneto Stato ******************************

  5. massimo says:

    Sono Piemontese con un po’ di invidia e molta felicità, mi auguro che il popolo Veneto si sollevi come e + rispetto ai Catalani e che possa ottenere l’indipendenza da roma ladrona.

    W l’autodeterminazione dei popoli per la sovranità nazionale piena.

    Massimo

Leave a Comment