Bitcoin, ragioni e dubbi di una nuova moneta contro lo Stato

di FRANCESCO SIMONCELLI

Nelle ultime settimane avete potuto assistere ad una critica completa del sistema Bitcoin dal punto di vista dell’economia Austriaca. Io più che altro ho preferito farmi da parte e lasciare che fosse il lettore a farsi un’idea di quello che potrebbe avere tra le mani se decidesse di entrare nel mondo delle criptovalute digitali. Qui di seguito farò un elenco riassuntivo degli articoli più importanti che ho tradotto sul tema, per chi se li fosse persi:

Sin da quando Nixon ha chiuso la finestra dell’oro nel 1971, gli individui hanno cercato in ogni modo possibile di divincolarsi dalle pastoie del denaro fiat. E’ emerso ogni tipo di moneta, tutte quante finite nella pattumiera della storia. Nessuna è riuscita a scardinare l’attuale cartello tenuto in piedi dalle banche centrali. L’esigenza di una moneta avulsa da questo sistema centralista si è fatta più impellente di recente, soprattutto con la lezione del bail-in arrivataci da Cipro.

L’oro è stato il metallo prediletto dalla popolazione in casi come questo, ma l’esempio di NotHuas ci riporta coi piedi per terra suggerendoci di fare attenzione a tutto ciò che può essere facilmente confiscato dal potere dello stato. Sarebbe stata utile una moneta che avesse avuto tutte le caratteristiche dell’oro, storica protezione contro i periodi inflazionistici, ma che sarebbe stata impossibile da confiscare. Bitcoin, potremmo dire, è nato per questo.

Tutti desideravano una moneta simile, ma nessuno ci aveva mai pensato. Almeno non prima che ci pensasse Satoshi Nakamoto. Il bello del libero mercato è questo: lasciato libero di agire permette all’inventiva ed alla creatività umana di sopperire alle esigenze mutevoli degli individui.

Ma rimane un ultimo scoglio da superare, uno più grande della volatilità stessa a cui è stato sottoposto Bitcoin. E’ un problema vecchio di circa 200 anni che ancora fa presa sulle persone e le influenza ad agire di conseguenza. E’ una mantra che ha quasi sempre disinnescato una qualsiasi emancipazione dal suddetto problema, mandando in paranoia tutti gli spiriti di buona volontà. Credo anch’io, infatti, che se non si sorpassa questo macigno qualsiasi nuova proposta di libertà finirà nel dimenticatoio. Inaugurando su Freedonia la prima sottotitolazione personale di un video, ce lo facciamo spiegare da Peter G. Klein.

PETER G. KLEIN E IL DUBBIO IDEOLOGICO SULLA LIBERA MONETA

 

PS: per chi non sapesse come attivare i sottotitoli, dopo aver premuto play cliccate sul secondo pulsante tra quelli che vedete in basso a destra.

In collaborazione con http://johnnycloaca.blogspot.com

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12 Comments

  1. intanto l’UE prepara la propaganda contro Bitcoin:
    http://www.youtube.com/watch?v=czdYM8pE5Fk

  2. pippo says:

    Io ho comprato con 10.000 euro 100 BITCOIN a 100 dollari e li ho rivenduti a 1000, poi ho comprato 400.000.000 di DOGECOIN a 0,000000025 e li ho rivenduti a 0,000000225 ricavando 900 BITCOIN che al prezzo attuale valgono circa 730.000 dollari.
    Saluti

  3. legn de Balìs says:

    Molto meglio il collier bar del Club Méditerranée: ci si diverte all’aperto e lo prende in quel posto solo chi lo desidera !

    Ho un malloppetto di “Leghe” (cartacee e metalliche) scambiate a suo tempo con volgarissime (ma circolanti) lirette: qualche saggio biologo dell’ edelweiss potrebbe cambiarmele in bitcoin ?

    Zur Hölle fahren !

  4. eridanio says:

    Grazie Francesco Simoncelli

    Apprezzo molto il tuo umile operare al servizio della divulgazione.
    Molta gente si è abituata a farsi un’idea leggendo quel che traduci.
    Al limite delle tue possibilità hai fatto qualcosa di concreto.
    La soddisfazione per te sia anche il fatto che hai arricchito molte persone a prescindere dalle tue e loro reali intenzioni.

    Per quanto riguarda Bitcoin e più in generale tutto il diversificato mondo del sedicente “criptoconio” le opportunità di sfruttare una comunicazione cifrata esclusiva e selettivamente escludente deve ancora mostrare al vasto pubblico le proprie diffuse proprietà e caratteristiche.
    Come la metafora monetaria veste bene dei banali bit firmati con certificati digitali, la metafora del contratto, dell’asta, o di altri scambi meglio noti nella realtà contemporanea saranno da stimolo per lo sviluppo delle transazioni che potranno perdere le storicamente precarie barriere di ogni geografia politica.
    Siamo solo all’inizio e l’aspetto monetario iniziale, man mano che la gente comprenderà lo strumento, perderà gran parte del suo carattere speculativo rivelandosi più utile come strumento di rappresentazione di altri beni e servizi. Questo lo porterà ad essere scambiato nelle sue evoluzioni prossime da ogni persona o impresa. Rinascerà la finanza con i suoi nuovi intermediari, adeguati allo strumento e non viceversa. Il mercato godrà su basi di regolazione e consistenza più distribuita di una resistenza di livello nettamente superiore a quella dei giorni nostri.
    Complessivamente un completamento della teleradiocomunicazione. La comunicazione individuale e distribuita ed ora digitale consente di iniziare e concludere comunicazioni da parte di ogni individuo con un altro individuo senza interposizioni improprie o indesiderate. Cos’è l’economia se non la libertà di iniziare e concludere scambi volontari anche a livello individuale senza interposizioni improprie o indesiderate.

    Dove l’intermediazione pubblica non può entrare o dove non può presidiare le libere azioni degli individui, lo stato deve cedere il passo all’iniziativa volontaria individuale o collettiva, senz’altra possibilità di far ulteriore danno.

    Prima passa il messaggio prima camperemo o camperanno meglio. Potersi permettere di essere responsabili delle proprie azioni sarà la più grande conquista dell’uomo dopo le idiozie decerebranti della responsabilità sita altrove; dopo aver conquistato la Luna mentre si stava perdendo il senno.

  5. Mauro Gargaglione says:

    «Sì, ipocriti liberal, è una guerra culturale!»
    M.N. Rothbard

  6. Mister Libertarian says:

    Bitcoin è comunque una notevole innovazione imprenditoriale, un bel tentativo di creare una moneta sottratta alle manipolazioni delle banche centrali.

    Può anche darsi che non abbia successo, come tante novità che compaiono nel mercato.

    Non capisco però le feroci critiche a priori provenienti dal campo liberale e austriaco, come quelle di Gary North.

    Se non gli piacciono i bitcoin che non li usi, e che si tenga i suoi dollaroni stampati dalla Fed.

  7. erik says:

    In italia siamo restii all’innovazione, ma credo che il bitcoin (o altre criptomonete) saranno sempre più comuni dopo le sempre più pressanti iniziative di controllo. Come del resto succede già in Argentina. I vantaggi notevoli sono un totale anonimato, tramite i servizi di laundry o fog, abbastanza rapide transazioni, quasi zero costi di commissione.

    • Eric prior says:

      Per la massima gioia della criminalità, organizzata e non !!!

      Il povero padano, se cadrà nella rete, farà la fine di quei geni (pubblici col danaro nostro e privati col danaro da analizzare) che avevano investito nei “derivati” !!!

      I ball i én ball, i danèe i èn danèe !!!

      Zùca marìna !!!

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