Anche la dittatura Birmana apre agli investimenti stranieri

di REDAZIONE

Il presidente birmano Thein Sein ha firmato, ieri, l’attesa legge sugli investimenti stranieri, nuova tappa nel processo di apertura che sta compiendo il paese, giunta alla fine di mesi di dibattiti su come rilanciare un’economia esangue.

In base al testo di legge votato dal parlamento, un investitore straniero potra’ d’ora in avanti acquistare il 99% di una società birmana. Nella prima bozza votata a settembre la quota si fermava al 50%. Tra i settori che beneficeranno della nuova legge ci sono soprattutto l’agricoltura, la pesca, l’industria e il turismo.

A conferma del fatto che la comunità internazionale riconosce alla Birmania di aver compiuto progressi in termini di apertura ai mercati, la Banca mondiale oggi ha dichiarato di aver accordato al paese 245 milioni di dollari sotto forma di donazioni (80 milioni) e prestiti senza interesse (165 milioni).

La Birmania occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciato sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Dopo il colpo di stato del 1988, è controllato dal regime militare. E’ uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione di circa 50 milioni e mezzo di abitanti, ma l’ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1984. Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata Naypyidaw, cioè “sede dei re”.

Nel settembre del 2007 sono cominciate nuove proteste di piazza capeggiate da monaci buddhisti, tese a un cambiamento in senso democratico del regime del paese, e sfociate in gravi incidenti con vittime, tra cui il reporter giapponese Kenji Nagai.


Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

One Comment

  1. mr1981 says:

    Dal 1989 il nome ufficiale dello stato noto come Birmania è Myanmar…

Leave a Comment