Bilancio Ue: l’asse Londra-Berlino mette all’angolo la Francia

di REDAZIONE

Mai prima d’ora il bilancio europeo era stato inferiore a quello del periodo precedente. Mai prima d’ora a guidare il gioco, e di fatto il futuro per i prossimi sette anni di tutti i paesi Ue, era stato l’asse Londra-Berlino, che ha eclissato lo storico, e finora portatore di prosperita’, motore franco-tedesco. ”Abbiamo messo un limite alla carta di credito Ue”, ha dichiarato trionfante il premier britannico David Cameron al termine di oltre 25 ore di negoziati non-stop. E l’intesa che taglia nei fondi a favore della crescita e rende il bilancio europeo inferiore all’1% del pil Ue, ha riconosciuto la cancelliera tedesca Angela Merkel, e’ un ”buon compromesso per i paesi contributori netti”. Che per la maggior parte s’identificano con gli stati rigoristi del Nord – Olanda, Svezia, Danimarca, Austria – piu’ l’Italia e la Francia. E infatti la partita si e’ giocata con una formazione inedita: venuta meno la coppia d’attacco Francia-Germania, quest’ultima si e’ messa a fare catenaccio con la Gran Bretagna, aiutata dai paesi ‘satelliti’ che gia’ l’avevano spalleggiata a novembre facendo fallire il vertice. Londra, ha tenuto a mettere in chiaro Cameron, non e’ stata ”isolata” nella sua battaglia sul bilancio Ue, ma ha avuto come ”alleati” gli ”olandesi, gli svedesi e i danesi”, e ha ”lavorato” insieme alla Merkel.

Frau Angela si e’ attribuita invece pubblicamente il ruolo di mediatrice: durante i bilaterali di ieri, erano lei e Van Rompuy a ricevere insieme ‘in confessionale’ i leader dei 27. ”Ho fatto grandi sforzi per fare da ponte tra posizioni spesso lontane – ha detto la cancelliera – Credo che la Germania non abbia fatto solo il suo interesse, ma abbia lavorato per il successo generale”. E questo ha anche gia’ ipotecato i negoziati con l’Europarlamento, che per la prima volta ha di fatto il potere di veto sull’accordo raggiunto al vertice Ue sul bilancio 2014-2020. ”Mi sono sentita col presidente Martin Schulz nel corso della giornata e ci terremo in contatto”, ha gia’ avvertito. Cameron, forte di questa finora inedita ‘alleanza’ con Berlino e di quello che buona parte della stampa britannica non ha esitato a definire ”trionfo”, ha lanciato un secondo avvertimento: d’ora in poi a Bruxelles si lavorera’ cosi’. L’accordo sul bilancio 2014-2020 ha dimostrato infatti, ha sottolineato il premier britannico, che ”e’ possibile fare passi avanti reali verso le riforme nell’Ue”, quelle promesse nel suo discorso di Londra dove ha annunciato il referendum ‘dentro o fuori dall’Ue’ per il 2017. E la Francia? Relegata da Cameron al rango di ”dibattiti e discussioni”, con giusto il beneplacito per l’operazione militare in Mali.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment