BIGNASCA (Lega dei Ticinesi): UN MURO PER DIVIDERCI DA COMO E VARESE

DI REDAZIONE*

Un tempo dava consigli a Umberto Bossi suo gemello italiano. Oggi Giuliano «Nanu» Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi, coeva del Carroccio italiano, invoca un muro proprio al confine di quella Insubria, fra il Varesotto e il Comasco, da dove sono sempre venuti i capi lumbard.

Bignasca ha teorizzato la soluzione del muro per fermare le migliaia di frontalieri italiani che ogni giorno attraversano il confine per lavorare nella confederazione elvetica, sottraendo occupazione agli elvetici e non pagando abbastanza tasse a Berna. Domenica scorsa dalle colonne del suo giornale, Il mattino, s’è spinto anche a fare due conti di quanto l’opera potrebbe costare, rapportandoli ai benefici che lo stop agli italiani: «Costruire un muro che ci separi dalla ‘Fallitalia’ (così ci chiama il leghista ticinese), della lunghezza di 25 chilometri, l’altezza di quattro metri e lo spessore di 40 centimetri costa circa 50 milioni di franchi, espropri compresi».

Ma con il corrispettivo di 60,4 milioni di euro, Bignasca si è detto convinto di poter bloccare gli italiani «il cui numero continua a esplodere, siamo a 55mila secondo le cifre ufficiali, senza contare il ‘nero’, e padroncini (cioè i lavoratori autonomi che lavorano là, nda)». Senza dimenticare, ha aggiunto, che colo muro si fermerebbe «anche la criminalità e i finti asilanti».

Non solo, a fronte del costo una tantum e un po’ di manutenzione, «si risparmierebbe un bel po’ in controlli doganali». Un investimento, più che una spesa: «Ce lo ripagheremmo in pochi anni, se solo riuscissimo a smettere col politicamente corretto e l’internazionalismo».

Bignasca accelera perché, da qualche anno, non ha più il monopolio dell’offerta politica xenofoba, da quando cioè l’Unione democratica di centro, nessuna parentela con quella nostrana in quanto populista e nazionalista, ha cominciato a essere forte anche in Ticino oltre che a Zurigo e a Berna, scavalcando a destra, in tema di immigrazione, i leghisti di Lugano. «Bala i rat», ovvero «ballano i topi» recitavano i grandi cartelloni Udc del 2010 che ritraevano i frontalieri come i ratti nel groviera elvetico.

Ma un altro motivo che spinge Bignasca a rialzare il tiro sui dirimpettai è la crisi leghista: finché di là dal confine, proprio a Varese, c’era un Carroccio fortissimo, non si poteva esagerare, anche perché molti di quegli italiani, nell’urna, votavano Bossi e Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega lombarda, correva spesso a Lugano a cercare di far regionare.

Ora che Alberto da Giussano è dato in calo elettorale e ora che al comando c’è Bobo Maroni che, sarà pure amico dei pasdaran varesotti di Terra Insubre, ma è un secessionista all’acqua di rose, meglio tornare a parlar di muri da tirar su: padroni a casa nostra, anche noi.

Il muro ticinese oltre a proteggere il cantone da Mafialand, altro conio del Nanu, impedirebbe però agli svizzeri italiani di sconfinare.

I ticinesi dal franco in salute non potrebbero per esempio venire a prendersi gli sconti benzina dell’Esselunga (in questi giorni le targhe elvetiche abbondavano alle pompe comasche).

Fine anche per l’aperitivo a Milano, a Como, o a Varese, alcuni evitando di pagare i pedaggi autostradali e facendosi beffe delle multe stradali, ché nell’uno e nell’altro caso è praticamente possibile per avere indietro le somme dovute (solo a Como, sono 4mila le sanzioni al codice della strada non pagate ogni anno, secondo il quotidiano La Provincia).

La barriera bignaschiana poi bloccherebbe, o renderebbe difficile, il controesodo dei capitali italiani arrivati con lo Scudo di Giulio Tremonti e ora in partenza per la paura di nuove tasse. Insomma sarà il caso che Bignasca faccia tutti i conti: hai visto mai che il muro convenga tirarlo su anche da quest’altra parte?

*www.italiaoggi.it   di Goffredo Pistelli

 

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9 Comments

  1. Dan says:

    “della lunghezza di 25 chilometri, l’altezza di quattro metri e lo spessore di 40 centimetri”

    Specifica addirittura lo spessore. Portone in legno di quercia, fossato con i coccodrilli e guardie accompagnate da tigri feroci no ?

  2. roberto manzoni says:

    NANU L’HA FATTA FUORI DAL VASO ! Quando poi parla di mafialand vien da ridere ! Se c’è lupgo accogliente al mondo per i maneggioni / mafialendari il TICINO è in pool position . Non fa testo l’è anca lù un barlafus !

  3. Lorenzo says:

    Metti pure il muro buffone.
    Almeno non si vedranno più i suv degli svizzeri sfrecciare in Italia.

    PS. Finchè la gente ti porta il denaro sottratto alle tasse, proveniente da situazioni illegali ti va bene vero?

    La svizzera esiste esclusivamente perchè vive dell’illegalità degli altri stati grazie alla scusa della privacy…

    • Bacchus says:

      In Svizzera vivono quasi 500’000 italiani, magari tutti quei suv targati CH che sfrecciano in Italia sono di loro proprietà. Se invece parla dell’autostrada Venezia-Trieste, magari sono di tutti i balcanici che risiedono nella Confederazione Elvetica. Da una targa non si deduce la nazionalità del guidatore, da un commento come il suo si deduce il livello intellettuale dello scrivente…

      • joseph says:

        balle! in tangenziale ovest le facce da pirla dei guidatori di suv targati CH non sono nè italiane nè balcaniche, ma tipicamente svizzere, vengono a rompere i maroni in italia tutti i weekend perché in svizzera non c’è nulla e cmq la comprova che siano svizzeri è data dal fatto che guidano malissimo, di solito si piazzano in corsia di sorpasso viaggiando a 90 all’ora…

  4. piero says:

    Certo, per alcuni versi hanno ragione a volersi allontanare il più possibile da “Mafialand” (italia) e dalla Lombardia ormai sempre più italianizzata/meridionalizzata….dovrebbero però ricordarsi che i lombardi prima che italiani sono lombardi e che anche i ticinesi….sono lombardi…

  5. lucafly says:

    ” I ticinesi dal franco in salute non potrebbero per esempio venire a prendersi gli sconti benzina dell’Esselunga (in questi giorni le targhe elvetiche abbondavano alle pompe comasche).

    Meglio ridere per non Piangere.

    • Bacchus says:

      Infatti sono andato a leggere il testo dell’offerta dell’Esselunga: con una spesa di 50€ si riceve un buono di 8€ da spendere per un rifornimento minimo di 40€. Quindi al massimo rappresentano un 20% di sconto. Per il rotto della cuffia può essere magari vantaggioso per un rifornimento di diesel, la benzina nel Canton Ticino costa comunque molto meno…

  6. Cosmo says:

    Nano, non Nanu.

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