Bianchini: il programma per la scuola se fossi ministro

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di SERGIO BIANCHINI – Un bell’articolo di Giovanni Cominelli analizza di recente la mancanza di proposte per riorganizzare la scuola distrutta.
Io al contrario le ho. Naturalmente i grandi intellettuali le considererebbero banali. Ma io no.  Eccole di nuovo, dico di nuovo perchè le avete conosciute e viste nascere negli ultimi 10 anni.

Io credo anche di sapere perchè le grandi idee riorganizzanti non nascono e ormai nessun intellettuale si propone come ministro dell’istruzione. Ma non voglio fare il …grande intellettuale. Ho macinato sotto. Per decenni. Sotto i petali, nel letamaio.

Il programma che applicherò( modestamente) quando sarò ministro della pubblica istruzione.

1)Concorsi per assunzione del personale fatti per aree distrettuali( 200-300 mila abitanti). In totale 2 o trecento distretti invece delle attuali 100 province che hanno numeri enormemente diversi. Vedi Milano.

2) Mobilità del personale solo dentro il distretto o area del concorso. Fine dei trasferimenti nazionali. Chi vuole cambiare fa un altro concorso nell’area desiderata. Come fa il personale dei comuni o delle province.

3) Dirigente di distretto o area sostituisce il provveditore agli studi provinciale e coordina i 20-30-40 presidi sotto di lui

4) Introduzione docente a tempo pieno gradualmente fino a circa metà dei docenti con lo stesso numero di ore di cattedra ma presente a scuola 36 ore settimanali per relazioni con genitori, territorio, progettazione e verifica col preside.

5) Riduzione delle superiori a 4 anni col metodo usato oggi subdolamernte all’estero o nelle sperimentazioni italiane e cioè la formula delle 40 ore settimanali per 4 anni. Solo che le “ore” sono di 45 minuti e quindi alla fine sono 30 ore settimanali per 4 anni ma non varia il peso specifico delle discipline.

6) Riduzione delle ore nella scuola di base con lo stesso metodo a massimo 24 ore settimanali a classe intera e l’introduzione delle attività opzionali come già aveva timidamente tentato la Moratti smentita poi dalla Gelmini

7) promozione quasi obbligatoria alle elementari e medie con corsi massicci di recupero mirato anche 1/1 fatti col tempo docenza risparmiato dagli stessi insegnanti del mattino

8) La Ripetenza rimane alle superiori ma per carenze in una o due materie promozione con voto negativo evidente in pagella, fine quindi del 6 politico. Anche alle superiori corsi di recupero massicci col tempo docenza risparmiato portando il lavoro a classe intera solo al mattino per massimo 4 ore o 4 e mezza.

9) scuole professionali di 4 anni con qualifica anche dopo 2 anni cioè al termine dell’obbligo scolastico.

10) Esternalizzazione delle supplenze a società o partite IVA individuali. Sufficiente la laurea. Supplenti rimangono a carico di ditte esterne. La scuola valuta e gestisce ma solo il personale di ruolo è statale. Il tirocinio avverrebbe quindi automaticamente dall’esterno tramite le aziende esterne che pian piano selezionerebbero il personale migliore per loro. Questo personale poi volendo facilmente supererebbe i concorsi distrettuali o di area.

11) presentazione annuale dei libri di testo più usati a livello distrettuale e di seguito regionale e nazionale e grande dibattito pubblico permanente, culturale e universitario sui 3-4 testi più diffusi per ogni materia e sulla loro adeguatezza ed efficacia reale.

12) 3000-4000 euro per alunno ai genitori o alle scuole paritarie. Allo stato un alunno oggi costa 8000 euro all’anno e le paritarie prendono, tutto sommato, circa 500 euro per iscritto. Per evitare scuole ghetto nelle paritarie, anche islamiche, insegnante di lettere inviato dallo stato.

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One Comment

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Non sono così competente da poter approvare o bocciare tali proposte. L’importante è discuterne perché la scuola ha estremo bisogno di essere riformata dalla base e riorganizzata nella sua interezza, specie a livello locale. Voler continuare a gestire la scuola come se fosse un pollaio in cui contano più le galline che i pulcini…..e dove i sindacati ormai non sanno che pesci prendere è velleitario. Sicuramente nei 12 punti toccati c’è sicuramente dell’interessante. Ma la cosa che mi sta più a cuore e scusatemi se è poco è la materia della Storia che nelle scuole italiane è semplicemente costruita ad hoc con un ostracismo verso i Popoli che abitano la penisola italica.
    Questo è il testo inviato a Luca Zaia, nostro governatore: “”Ecco proprio sulla scuola voglio parlare. L’autonomia del Veneto che langue colpevolmente ancora al Consiglio dei Ministri dal febbraio 2019 , porta con sé ancora una volta l’ostracismo dell’Italia verso noi Veneti. Prima di morire vorrei vedere i miei nipoti poter studiare a scuola la storia della nostra Serenissima che dopo oltre 1.100 anni di Antica Nazione Europea viene relegata a Repubblica “marinara”..(?!). Sulla scuola vogliamo l’autonomia allo studio della storia quella vera e non quella costruita a tavolino. VERGOGNAAAA, altro che frecce azzurre, olimpiadi e via dicendo…..tutto bello, ma la verità è che viviamo ancora in un paese comunista che combatte le diversità interne all’italia e chi non la pensa come loro sono “fascisti”. I veri fascisti sono coloro che non esaltano, valorizzano, promuovono le varie comunità o meglio Popoli che esistono all’interno dell’Italia. Caro Zaia informa il tuo capo SALVINI che i giochetti al giorno d’oggi durano poco e senza autonomia sulla scuola nel Veneto la Lega potrà scordarsi i voti dei Veneti !!!!!!! Basta ostracismo verità , giustizia e libertà!!!! WSM “”
    Pur dispiaciuto di dover scrivere a Zaia con questi toni, ormai il tempo è scaduto e senza autonomia per il Veneto credo che l’italia è già incamminata verso la sua disgregazione e non per colpa dei Veneti ma di coloro che non vogliono vedere in faccia la realtà delle cose. Siamo già due o tre italie. Siamo già tra cittadini di serie A – B e C , siamo già ai ferri corti con la classe politica e la magistratura, quella politicizzata. Siamo già alla frutta. E poi, siamo noi persone razionali o chi sta a roma che sono irrazionali ? domandiamocelo e se la risposta è quella che noi siamo razionali allora chiudiamo la pagina dell’Italia unitaria e apriamo un altro libro dove pur federate tra di loro le varie regioni italiane possano esaltare le proprie origini, potenzialità, caratteristiche, peculiarità e via dicendo e vedremo che l’Italia potrà diventare veramente la numero 1 al mondo con buona pace di tutti.

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