Bernardini risponde: la Lega ha mancato mille occasioni, ora la svolta o la morte

 di MANES BERNARDINI

 

Il canditato alla segreteria federale della Lega Nord ha risposto alle dieci domande formulate da Gilberto Oneto e dalla Redazione de l’Indipendenza.

 

1) La cultura e l’impiego corretto e saggio dei mezzi di comunicazione sono stati fino a qui fortemente trascurati dalla Lega. Anche il linguaggio impiegato lascia spesso molto a desiderare (“il nostro paese”, “Alto Adige”, “la nostra Italia” eccetera). Come intende rimediare a questa carenza?

 

“Voglio mostrare che la Lega ha un’altra antropologia. Se per colpa di qualcuno ha dato l’immagine di essersi omologata, deve tornare a parlare con il linguaggio delle identità. Forte, radicale. Bisogna tutelare le nostre comunità padano-alpine. Dobbiamo togliere le incrostazioni di vent’anni e recuperare le idee di sempre, che parlano di indipendenza, mantenimento delle risorse sui territori, sicurezza, stop all’immigrazione, lotta senza quartiere alle mafie. Il problema del linguaggio nasconde un problema sostanziale: quest’Italia non è mai esistita, è una macedonia di popoli frullata da Roma che deve essere superata. Il problema è chiamare le cose con il loro nome. La Lega ha mancato migliaia di occasioni, ora il tempo è scaduto. O la svolta, o la morte.

Nei tempi antichi ogni cosa aveva un nome; ogni spada aveva un suo nome; ecco, nelle terre padane, ogni terra e ogni comunità deve avere un nome, il suo.

Chi chiama ‘Alto Adige’ il sud Tirol, è uno che non ha ancora capito nulla.

 

2) Dispiace dover imitare le provocazioni di certi avversari, ma vorremmo sapere con esattezza fin dove arriva la Padania alla cui identità si fa riferimento e  di cui intende sostenere l’indipendenza. In particolare dovremo ancora vederla stiracchiata fino a comprendere Toscana, Marche e Umbria?  Vedremo ancora la Lega presentarsi in terre anche più lontane?

 

La Padania ha confini precisi. Sono quelli etno linguistici che corrono sulla linea appenninica sino al Montefeltro.

Esistono poi popoli cugini che per ragioni socioculturali ci sono affini; penso ai Toscani, agli umbri, ai marchigiani.

Con loro possiamo stringere una alleanza socioeconomica e di reciproca simpatia e affinità.

Toccherà a loro dimostrare di essere più vicini ai popoli padano-alpini che alla cultura strettamente mediterranea dell’Italia.

 

3) Come intende affrontare con concretezza e chiarezza il tema dell’immigrazione?

 

“L’immigrazione è un’emergenza perché le politiche di Monti e della sinistra ne stanno minando ogni regola e perché in tempi di crisi il carico dei nuovi accessi sul sistema pubblico è insostenibile. La ricetta è: lotta senza quartiere all’immigrazione clandestina, respingimenti, forte azione in Europa, dove è necessario pretendere che siano tutti a farsi carico del problema immigratorio. E poi: i detenuti stranieri devono scontare le pene nei Paesi d’origine, servono controlli sui soldi spediti all’estero – per questo i money transfert devono essere trasparenti e il denaro fatto circolare deve essere tracciato -, nuove regole per l’accesso alle case popolari che garantiscano priorità ai residenti storici. La Lega ha una responsabilità enorme perché è l’unico movimento che porta avanti queste istanze. Fallire vuol dire consegnare la nostra terra all’invasione allogena e al suo alleato, il centralismo romano.

 

4) Come intende finalmente allacciare rapporti di collaborazione seri con gli altri movimenti autonomisti e indipendentisti esteri, con quelli storici all’interno della Repubblica italiana, e – soprattutto – con tutte le realtà minori nelle varie regioni padane?

 

“La Lega che ho in mente porta nel proprio simbolo i loghi dei movimenti indipendentisti oggi presenti sul territorio della repubblica italiana, la cui esperienza fondamentale troppo spesso è ignota ai nostri militanti e alla nostra gente. La grande arca della Lega deve chiamare a sé chiunque condivida con noi l’ideale indipendentista e mettere a frutto le esperienze e il consenso che – sui territori – i singoli movimenti riscuotono. Da Eva Klotz agli autonomisti sardi: condividiamo idee e progetti. Non ha senso stare divisi. Insieme possiamo puntare ad avere la forza di assestare al centralismo romano un colpo decisivo. Ma per far questo è necessario avere il coraggio di una scelta netta: stop ad alleanze con i partiti che di quel centralismo sono espressione”.

 

5) Quale sarà l’atteggiamento leghista nei confronti della attuali Regioni a statuto speciale e – in particolare – verso le aspirazioni indipendentiste del Sud Tirolo? Ci saranno ancora alleanze contro natura con roba del genere “Forza Alto Adige”?

 

“La risposta è ‘no’. Vale quanto detto prima. I nostri interlocutori, per quanto mi riguarda, dovranno essere i movimenti che credono in un progetto indipendentista. L’indipendenza si crea staccando cordoni ombelicali (con lo stato centrale), non negoziando privilegi, non con i compromessi. La sfida numero uno è trattenere i nostri soldi sui nostri territori e sbloccare gli investimenti. Quando la gente vedrà che con i soldi delle proprie tasse si potranno azzerare le liste al nido, migliorare le case popolari e garantirle a tutti, realizzare grandi opere, rilanciare l’economia e il lavoro, il consenso arriverà automaticamente. Senza il baraccone romano sulle spalle potremo ridurre le tasse, impresa finora mai riuscita. A quel punto sarà scissione naturale”.

 

6) Quali saranno i rapporti con i partiti italiani? Continuerà l’esperienza dell’alleanza con  la destra e con Berlusconi? Si faranno ancora alleanze elettorali? Si aspira ancora ad andare a Roma e magari a (sotto)governare?

 

“Come detto, per quanto mi riguarda l’esperienza delle alleanze con i partiti centralisti deve essere chiusa immediatamente. Per tagliare il cordone ombelicale è necessario non avere ‘compromissioni’ con Roma. I cosiddetti ‘governativi’ possono essere soggetti a troppi condizionamenti per condurre il movimento, che deve poter camminare con le proprie gambe, libero da vincoli, guadagnando consenso con le battaglie sui territori. La presenza a Roma deve essere necessariamente temporanea e funzionale alle battaglie dei territori”

 

7) Inizialmente la Lega si era duramente opposta alla Tav in coerenza con il grande consenso che aveva in Valle Susa, poi si è fatta trascinare dalla corrente di regime. Quale posizione intende prendere sulle cosiddette “grandi opere” come la stessa Tav o l’Expò, e sugli altri costosi interventi  “calati” sulle realtà locali?

 

“In Francia le grandi opere passano attraverso la fase del débat public, una condivisione con e per i territori. Da noi prevale la logica imperialista, salvo poi correre ai ripari, come si sta facendo in Val di Susa. I progetti devono essere condivisi. La gente con i propri soldi deve poter fare ciò che vuole e ciò che è funzionale alla propria economia (non a quella dei poteri forti o di Bruxelles), ovviamente nel rispetto dell’ambiente”.

 

8- Come intende liberare il partito dall’ingombrante presenza di gente  che rappresenta la perpetuazione anche simbolica di un passato poco felice? Che ne sarà di vecchi dinosauri impoltronati da decenni e di certi giovani velociraptor bene incistati nella italica brodaglia? In particolare, come intende risolvere il problema del cuneo italione di Tosi?

 

“Non sarò io a far fuori (politicamente) i ‘vecchi dinosauri impoltronati’. Sarà la forza dei tanti militanti che in buona fede animano il movimento, e che resistono, nonostante tutto. Il loro entusiasmo è il miglior antidoto ai baroni. Quanto a Tosi ha un progetto ambizioso in testa, ma ci deve dire come metterà insieme i 20mila forestali della Sicilia con i sistemi – che funzionano – del suo Veneto. Ci deve spiegare come l’inefficienza può essere sconfitta senza gravare sui sistemi virtuosi. Personalmente la vedo molto dura. Aspetto di leggere il programma. Si badi bene però: l’autonomia non si compra, ci spetta di diritto, perché noi siamo in credito di 152 anni con lo stato romano”.

 

9) Come intende chiudere la squallida stagione delle compromissioni e della cattiva gestione del partito?  Renderà pubbliche tutte le faccende che hanno coinvolto dirigenti ed esponenti, indagherà sulla destinazione di ogni singolo centesimo transitato nel partito? Farà un pubblico catartico processo ai pochi o tanti che hanno insozzato decenni di lotta indipendentista? Che ruolo intende dare anche in questo ai concorrenti che lei batterà nella corsa alla segreteria?

 

“La linea negli anni si è appannata e il collegamento tra eletti nelle diverse istituzioni spesso manca del tutto. I dipartimenti sono uno strumento potentissimo, sono i centri studi del movimento, i cui frutti devono essere messi a disposizione di tutti. La loro azione deve essere rilanciata. Serve inoltre più formazione, per tutti. Quanto alle responsabilità dei singoli la magistratura sta facendo il suo corso. A livello politico la commissione disciplinare, dal mio punto di vista, dovrà essere guidata da un soggetto super parte, magari un uomo come Oneto, che conosce per filo e per segno la storia leghista ma che da esso, per ragioni comprensibilissime, si è staccato, pur seguendone giorno per giorno, il difficile percorso attuale. La Lega deve essere un movimento rivoluzionario che guarda alla meritocrazia e alle competenze: basta con gli amici degli amici. Finiamola con le monarchie assolute e con i vassalli del sovrano …”.

 

10) Ci illustri il percorso (o i percorsi) che intende tentare per l’obiettivo dell’indipendenza. Che ruolo avranno  i Consigli regionali, i referendum popolari, le pressioni dell’opinione pubblica? Insomma, descriva il percorso che intende seguire per soddisfare l’impegno descritto dall’Articolo 1 dello Statuto.

 

Non ho ricette magiche. E chi dice di averne mente. Le complessità del nostro mondo sono immense. Vi posso rispondere solo con la frase del Prof. Miglio, che deve rimanere la freccia luminosa di ogni nostra battaglia: con il consenso della gente si può fare di tutto, cambiare governo, sostituire la bandiera, unirsi a un altro paese, formarne uno nuovo.

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27 Comments

  1. Cery says:

    DICE UN DETTO: “CHI NASCE QUADRATO NON PUO MORIRE TONDO”…LA LEGA E’ ESATTAMENTE QUELLA CHE SI E’ DIMOSTRATA FINORA ED E’ IMPOSSIBILE UN CAMBIAMENTO, QUINDI TRA CAMBIARE E MORIRE SICURAMENTE IL DESTINO E’ QUELLO DI MORIRE E NON DI CAMBIARE, ANZI LA LEGA E’ GAI MORTA ED MORTA QUADRATA ESATTAMENTE COME E’ NATA…

  2. ALTEREGO says:

    Non è che non esistano più i leghisti, non esiste più la lega!
    Abbiamo finalmente due persone (Bernardini e Stefanazzi) che dicono qualcosa di leghista, e che NON VOGLIONO PIU’ ALLEANZE CON IL CENTRODESTRA,
    questa è la strada da perseguire.
    Maroni in sostanza ha già estromesso dalla corsa queste due persone perché danno fastidio alla sua linea, è inaccettabile, vuole Salvini come continuatore della linea filo italiana.
    Maroni ha fallito in pieno ma ha la poltrona di governatore, tramite Salvini vuole continuare la linea politica che gli consente il mantenimento della posizione di potere, il tutto a solo suo vantaggio. Padania, indipendenza chi se ne frega. Questo non lo dobbiamo dimenticare.

  3. Rodolfo Piva says:

    Sempre interessanti le risposte dei candidati alla segreteria federale della Lega Nord alle dieci domande di Gilberto Oneto. Ciò che è stupefacente è come possano citare il Prof. Miglio come loro punto di riferimento quando non si sono opposti, anni fa, alla sua messa in disparte (con insulti) da parte dei boss della lega con in testa il sig. Bossi. Per quanto concerne la cultura identitaria che sembra cosa che interessa loro tantissimo, era sufficiente, negli anni passati, sostenere La Compagnia Padana e con essa le sue pubblicazioni spingendo i leghisti a leggere, documentarsi ovvero a studiare. Dove erano i candidati alla segreteria federale quando, alle recenti elezioni provinciali in Sudtirol i leghisti locali si sono accomunati ai fascistoidi residuali tricoloriti bolzanini ? Al sig. Bernardini, in particolare, ricordo che la Dr.ssa Klotz ed il suo partito ambiscono al distacco dallo stato italiota e non credo siano interessati ad interagire con chi non si è schiarito le idee circa autonomia o indipendentismo che sono due cose parecchio diverse. Concludo invitando colui che risulterà eletto come segretario federale a fare un grande atto di umiltà. Indica una riunione a cui invitare tutti coloro che nel corso degli anni sono stati messi in condizione di doversene andare dalla lega e che, in parte, hanno dato vita a movimenti indipendentisti. A tutti questi chieda scusa per i dispiaceri che la vecchia dirigenza ha causato loro e per gli anni inconcludenti che la lega ha trascorso a roma in compagnia di Forza Italia + Alleanza Nazionale = popolo delle libertà.
    Cordiali saluti
    Rodolfo Piva

  4. Marco says:

    Bernardini e Stefanazzi (in ordine alfabetico) mi sembrano le due uniche medicine di quel malato incurabile chiamato Lega.
    Sono gli unici che porterebbero di nuovo ossigeno alla causa vera ed ultima.

    L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA!!!

    tutto il resto sono cazzate

    • cosa farebbe un vero leghista senza il santone di turno? Senza l’uomo della Provvidenza? Senza il leader che trascina l’amorfo gregge coi suoi impareggiabili rutti al microfono?

      • Giancarlo says:

        Sì, e Stefanazzi avrebbe anche un fisico del ruolo perfetto per recitare la parte di Erik il Rosso o Braveheart davanti alle folle celto-germaniche. Magari intanto il suo vice Sofo (del tacco, I presume) andrebbe a trattare con i vari FI, Ncd, Fratelli d’Italia, La Destra e, perché no, quelli transitati nel gruppo misto e frattaglie varie (non si può mai sapere). Le sue credenziali sembrerebbero ineccepibili.

        • L'incensurato says:

          Allora la maglietta nera con scritto terra Insubre (che ultimamente mi provoca dei pruriti alle mani “inspiegabbbili”) non era cosi casuale?

      • L'incensurato says:

        Questa me la salvo per la prossima volta che il C. si spaccerà per “Leghista diluso”. Aggrazzie Consà!

  5. Gianfrancesco says:

    “La Padania ha confini precisi. Sono quelli etno linguistici che corrono sulla linea appenninica sino al Montefeltro”.

    “Chi chiama ‘Alto Adige’ il sud Tirol, è uno che non ha ancora capito nulla”.

    “I nostri interlocutori, per quanto mi riguarda, dovranno essere i movimenti che credono in un progetto indipendentista”.

    GRANDE MANES!!!!!!!!

  6. Franco says:

    Di sicuro meglio, meno propagandista e più serio e preciso nelle risposti che non Salvini

  7. paolo roggero says:

    suggerisco a tutti di leggere con attenzione il programma di Manes Bernardini.
    mi rammarica il fatto che, colui che è il miglior candidato alla segreteria, debba essere penalizzato da una carenza di informazione che fa comodo ad altri
    diceva Giulio Andreotti :
    ” a pensare male si fa peccato, ma in genere ci si prende “

  8. Toscano DOC says:

    “Toccherà a loro dimostrare di essere più vicini ai popoli padano-alpini che alla cultura strettamente mediterranea dell’Italia.”

    Una precisazione …da toscano:

    E’ dall’Unità d’Italia che lo stiamo dimostrando, tanto che siamo stati sempre tra i territori che hanno dato a Roma più che ricevere… questo in termini puramente economici ma c’è di più.. e’ in termini di immagine “venduta” all’estero che siamo riusciti a controbilanciare quella negativa che veniva proiettata da alcuni territori devastati e degradati della penisola, in particolar modo dal meridione d’Italia, contenendo i danni che avrebbero potuto per sempre relegare l’Italietta ai margini del mondo.. tanto che all’estero, per esempio, le uniche regioni conosciute anche col nome tradotto sono Sicily e Tuscany: la prima per la mafia e la criminalità la seconda per le eccellenze! molto anche di quello che in questi anni è stato prodotto nel c.d. Nord di Maroni è stato venduto grazie all’immagine positiva del Made in italy che parte dai nostri territori, dalla nostra storia e della nostra civiltà conosciuti fino nei più remoti angoli del pianeta!
    per questo fin dall’origini della Lega, la Toscana è stata riconosciuta tra le regioni che certo avrebbero avuto da guadagnarci dal federalismo e anche dall’indipendentismo, e ciò prescindendo dalla collocazione geografica (Nord o Centro, questione che appassiona solo chi fa le previsioni metereologiche) o da considerazioni etno-lingustiche (prive di risvolti pratici e che interessano solo gli studiosi della lingua)! Il fatto poi che la nostra regione abbia una storia come stato indipendente di secoli fece ritenere anche ai leghisti della prim’ora (Miglio per primo) che la Toscana meritasse un più di autonomia rispetto alle altre regioni della Padania.

    Questo solo per puntualizzare da parte di un toscano orgoglioso a Lei e agli altri che non dobbiamo dimostrare niente a nessuno…

  9. Albert Nextein says:

    Anche per lui, leggere il programma di Forzaevasori ed accettarlo senza eccezioni.
    Altrimenti io resto del mio parere.
    La lega è morta 20 anni fa, e tutti costoro danno fiato alle trombe solo per interesse personale.

  10. Riccardo Pozzi says:

    Bernardini, se Oneto ha ragione ti hanno già fatto fuori.
    Adesso tira fuori tu le…. caratteristiche degli uomini della bassa.
    Do you remember Po day?

  11. pippogigi says:

    Le parole dei candidati fin qui presentatesi sono tutte belle, però cozzano con le parole di Bobo Maroni che da per scontata l’alleanza con l’italico centrodestra, una alleanza in bianco, sulla fiducia e senza aver visto un programma e che in ogni caso non conterrà la conditio sine qua non: l’indipendenza della Padania.
    Da nessuno dei candidati ho letto che intenda chiedere scusa al popolo padano per gli inganni e gli errori della Lega: aver fatto perdere vent’anni non è cosa da poco.

  12. Riccardo S. says:

    Complimenti. Direi il miglior candidato!

  13. mv1297 says:

    Tante belle parole, caro Salvini (spesso ti ascoltavo in Radio Padania)
    C’è una sola cosa che non hai capito
    Il tempo è scaduto per qualsiasi tentativo attraverso il sistema corrotto e marcio italiota.
    Devi dire chiaramente ed in modo inequivocabile, che si dovrà perseguire immediatamente l’indipendenza dallo Stato mafioso, criminale, centralista romano. Punto!
    Mi dispiace per te se non hai ancora capito in quali situazioni socioeconomiche siamo adesso.
    Un drastico e definitivo taglio con lo Stato centrale. In fin dei conti, il professor Miglio te l’aveva detto già decenni fa.
    E allora cosa aspetti ancora? La tua coerenza fa acqua (del Po?)

    • Gianfrancesco says:

      Mi sa che tu hai sbagliato candidato e articolo, chi parla qui è Bernardini e non Salvini, e mi sai che non hai letto le sue risposte perchè non lo puoi accusare dicendo che

      C’è una sola cosa che non hai capito
      Il tempo è scaduto per qualsiasi tentativo attraverso il sistema corrotto e marcio italiota

      Infatti se tu avessi letto le sue risposte sapresti che per Manes

      l’esperienza delle alleanze con i partiti centralisti deve essere chiusa immediatamente. Per tagliare il cordone ombelicale è necessario non avere ‘compromissioni’ con Roma.

      • mv1297 says:

        Gianfrancesco, Salvini o chicchessia, la sostanza non cambia. A Roma non si va più. Basta con le parole, ma solo fatti. Ma fatti duri con una rivolta fiscale e blocco totale fino a che i politici romani strisceranno per terra e chiedere clemenza.
        Italia, kaput!

    • lory says:

      ero anch’io un’ascoltatore e condivido tutto! credo che Salvini sia fuori tempo massimo.

      • Gianfrancesco says:

        si, ma che cavolo c’entra in un articolo di Bernardini?????

        Ma ce la fate a capire che Bernardini e Salvini sono due persone diverse??????? che dicono cose diverse??????

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