Bernardelli: Salvini e Di Maio, “abbiamo scherzato, ci vogliamo riprovare”. Noi invece pensiamo ad un Nord libero

padania salvinidi ROBERTO BERNARDELLI – Abbiamo scherzato, sembrano dire Di Maio e Salvini. I giochi, appena finiti, paiono di nuovo riaprirsi. Basta leggere le cronache convulse delle ultime ore.

Carlo Cottarelli “ha semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista e nessuno ha parlato di rinuncia all’incarico”, osservano fonti del Quirinale replicando a quanti gli chiedono se il premier incaricato stia valutando una sua rinuncia al tentativo di formare un governo. Il premier incaricato tornerà al Colle in mattinata. “Stiamo approfondendo alcune questioni sulla lista dei ministri, ma non ci vorrà molto” aveva affermato lo stesso Cottarelli entrando alla Camera.

Ed ecco il colpo di scena.

“Siamo pronti a rivedere la nostra posizione, se abbiamo sbagliato qualcosa lo diciamo, ma ora si rispetti la volontà del popolo perche’ noi l’Italia la vogliamo salvare. Un maggioranza c’e’ in parlamento, fatelo partire quel governo, basta mezzucci perchè di governi tecnici e istituzionali non ne vogliamo”, ha detto Luigi Di Maio parlando a Napoli. “Per quanto riguarda l’impeachment – ha aggiunto – prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza”.

E non è finita qui.

“Spero che si vada alle elezioni il prima possibile ma in una situazione politica molto difficile resta una posizione coerente ma collaborativa con il presidente della Repubblica Mattarella per uscire a risolvere quella che è l’attuale crisi che stiamo vivendo”, ha aggiunto Di Maio.

Pronta la replica.

“Se voi non mollate io non mollo e noi al governo del Paese ci andiamo. Dovremo aspettare un mese, tre, ma ci andremo”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in un comizio a Siena. “Non so che governo nascerà – ha aggiunto – ma ci hanno impedito di fare un governo che rappresenta 17 milioni di italiani. Io volevo essere il ministro dell’Interno per riportare un po’ di sicurezza ad esempio approvando una legge sulla legittima difesa”.

Interviene anche Giorgia Meloni. “Una maggioranza in Parlamento c’è, ed è formata da M5s e Lega: “Era pronta a fare un governo – ha scritto su Facebook – e aveva stipulato un contratto di governo. Noi siamo stati critici però arrivati a questo punto siamo anche disponibili a rafforzare quella maggioranza con FdI, perché crediamo che bisogna fare tutto quello che c’è da fare in questo momento per tirare fuori l’Italia dalla situazione di caos nella quale rischia di gettarsi. Presidente, ci rifletta perché non avremo molto altro tempo”.

Morale della favola…

Il pressing generale per il voto a fine luglio ha messo in stand by Carlo Cottarelli. Nel corso dell’incontro al Quirinale, il presidente del Consiglio incaricato ha fatto il punto della situazione con il Capo dello Stato che ha deciso di prendere tempo per valutare fino a che punto ci sia convergenza tra le forze politiche entro luglio. Un giro di consultazioni rapido e informale che coinvolgerebbe lo stesso Cottarelli che andrebbe a riferire al presidente della Repubblica entro la mattinata. L’ipotesi riguarderebbe il voto per il 29 luglio.

Come finirà? Intanto finisce con la conclusione che l’unica cosa che conti è liberare il Nord da questa politica, e fare politica per la sua libertà. E’ decisamente meglio lavorare per l’indipendenza di casa nostra.

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3 Comments

  1. Cristiano says:

    Prima o poi Germania e Francia capiranno che per distruggere definitivamente l’Italia e controllare la penisola da fuori basta usare l’UE per passare ad una macroregione meridionale quei 40 miliardi di euro annui che i settentrionali non vogliono più passargli. La contropartita che chiederanno ai meridionali sarà di comprare prodotti tedeschi al posto di prodotti settentrionali, mettere i soldi in banche francesi al posto di banche settentrionali (Unicredit & co), fargli controllare direttamente il gasdotto libico ed il futuro gasdotto salentino, chiudere l’ILVA constringendo i settentrionali a comprare acciaio dalla Germania e via dicendo. Il Nord Italia alla fine perderà molti più soldi di quelli guadagnati con l’autonomia fiscale, continuerà ad avere un debito pubblico mostruoso, ed avrà anche meno peso nelle negoziazioni con l’UE, essendo un paese con 20 milioni di abitanti in meno. Anzi, sapete che vi dico, secondo me qualcuno a Bruxelles, Parigi e Berlino ci stà già pensando da un po.

  2. LIFE fEDERALE Associazione Imprenditori says:

    Commentare quello che avviene a livello statale è un puro sfogo verbale più che giusto,ma non materaiizza nulla,auguri !
    E.Ricci LIFE

  3. mumble says:

    Salvini e Di Maio si sono spaventati di arrivare a prendere il 60% dei voti insieme, voti di gente illusa dalle polverine magiche e dalle pozioni vendute da questi saltimbanchi, ma di non trovare più l’italia. Con lo spread a 300 e la Borsa che si stava inabissando con la prua diretta sotto i 20.000 punti, non so cosa avrebbero raccontato in campagna elettorale. Ora, speriamo che questo ciclo (inevitabile) di rigurgito assistenzialista e meridionalista si compia finalmente senza subire altri tentativi di aborto. E noi, approfittiamone per iniziare un’altra traversata che, credo, non sarà lunga perché i due guaritori imbroglioni andranno fuori strada alla prima curva.

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