Bernardelli: Roma come Londra e Madrid. Negano diritto a indipendenza e autonomia

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scoziadi Roberto Bernardelli – Non c’è pace per le libertà e i diritti in Europa. Non c’è pace in Catalogna e non sembra esserci tregua in Scozia dove la richiesta di indipendenza torna ad agitare la politica. Davanti alla petizione per un nuovo referendum, Londra si mette già di traverso.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha infatti già dichiarato che non accettera’ una petizione per indire un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia se sara’ rieletto capo di governo del Regno Unito alle elezioni del 12 dicembre.
La ferita così si riapre mentre la Gran Bretagna è nel caos politico più imbarazzante del secolo. Intervistato da Sky News sulla possibilita’ di un secondo
plebiscito, come sostiene il primo ministro scozzese Nicola Sturgeon, Johnson ha risposto: “No, non voglio che ce ne sia uno”.
“Non credo che la gente in questo paese pensi che i referendum siano il modo migliore per mantenere l’armonia. Ne abbiamo fatto uno nel 2014” in Scozia, ha detto il primo ministro.
Non contento, ha aggiunto: “A inglesi e scozzesi e’ stato detto nel 2014 che questo e’ stato un evento unico per una generazione”, ha aggiunto. Cinque anni fa, il 55% degli elettori scozzesi scelse di rimanere nel Regno Unito, rispetto al 45% che scelse l’indipendenza.

Così come Roma, e Madrid, Londra ritiene che gli stati siano immodificabili. Roma nega il referendum del 2017 di Veneto e Lombardia. Madrid nega alla Catalogna di dare vita ad unaa realtà indipendente voluta e chiesta da milioni di catalani. E Londra chiude già le porte ad un secondo referendum scozzese per l’indipendenza. Nel 2012, l’allora primo ministro britannico, il conservatore David Cameron, aveva concordato con l’ex primo ministro scozzese Alex Salmond un cambiamento giuridico che ha permesso la consultazione. Sturgeon, leader del Partito nazionalista scozzese (SNP), ha anticipato questa settimana che intende chiedere a Londra i poteri necessari per organizzare un nuovo plebiscito dopo le elezioni generali di dicembre.

All’inizio della pre-campagna, Sturgeon ha detto che un buon risultato della sua formazione alle urne sara’ interpretato come sostegno per quel referendum, cosi’ ha chiesto il sostegno degli elettori “per garantire che la voce della Scozia sia ascoltata. Dalla vittoria del Brexit nel 2016, il PNS ha sostenuto un nuovo referendum, considerando che l’uscita dall’Unione Europea modifica le condizioni alle quali gli scozzesi avevano deciso di rimanere nel Regno Unito due anni prima.

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