Bernardelli: Quota 100 è il furto del secolo. Pensioni tagliate del 30% fino a 185mila euro in meno. Diteci dov’è la riforma?!

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di ROBERTO BERNARDELLI – Aboliremo la Fornero, dicevano. Sì, per peggiorarla. La cosiddetta riforma di Quota 100 è solo una gabola economica, truffaldina. Le pensioni del Nord sono in attivo, perché non si può ridurre l’età pensionabile nelle regioni virtuose? Perché non si avvia la riforma di una previdenza regionale? Niente da fare, il governo ha deciso che  si potrà staccare sino a cinque anni e 4 mesi prima, ma il taglio dell’assegno potrà arrivare al 30%, influendo fino al 35% sulla ricchezza media.

Leggo su un dossier commissionato dal Corriere della Sera, organo indipendente, che “la ricchezza pensionistica complessiva, cioè i vitalizi che saranno incassati in base all’aspettativa di vita media, potrà ridursi di oltre un terzo, pari a circa 185.000 euro per chi ne guadagna 2.000 netti al mese. Le simulazioni realizzate in esclusiva per L’Economia da Progetica, società di consulenza indipendente in educazione e pianificazione finanziaria e previdenziale permettono di cominciare a farsi i conti in tasca sulla convenienza di aderire a Quota 100, la misura di revisione della riforma Monti-Fornero discussa in questi giorni dal governo, ma non ancora varata”.

La convenienza non c’è.  Quota 100 prevede una finestra di uscita di tre mesi dal raggiungimento dei requisiti — almeno 62 anni di età e 38 di contributi, nono sono ammesse altre combinazioni — per i lavoratori privati e di sei per i dipendenti pubblici. Avrà una durata di tre anni, sino alla fine del 2021. Per i lavoratori che la utilizzeranno scatterà il divieto di cumulo fra pensione e redditi da lavoro, esclusi quelli di natura occasionale sino a 5 mila euro l’anno. «La prima tabella evidenzia, in colore verde, le generazioni che potranno beneficiare del nuovo requisito — spiega Andrea Carbone, partner di Progetica —. Sono persone nate tra il 1952 e il 1959, che abbiano iniziato a lavorare, ipotizzando una vita lavorativa continua, tra i 20 ed i 29 anni. In azzurro sono evidenziati invece coloro che staccano con la pensione anticipata, tenendo conto dei 3 mesi di finestra. In giallo infine coloro che continueranno a usufruire di quella di vecchiaia, che dal primo gennaio 2019 scatta a 67 anni».

Ma non è finita qui. «Per tutti gli altri, sia in pensione anticipata che con il requisito di vecchiaia, non cambia praticamente nulla — dice Carbone —. Per alcuni gruppi anagrafici gli effetti sono rilevanti: quando una misura è temporanea, come quota 100, si crea sempre qualche scalino». In questo caso le differenze sono notevoli. «Per due coetanei del 1959 — prosegue Carbone, — la differenza tra aver iniziato a lavorare nel 1983 o nel 1984 può portare alla necessità di lavorare per ben 5 anni e 2 mesi in più. Chi ha cominciato nel 1983, a 24 anni, può infatti raggiungere i 38 anni di contributi nel 2021, ultimo anno di quota 100. Chi ha iniziato l’anno dopo, invece, dovrà attendere il normale requisito per il pensionamento di vecchiaia».

A 67 anni almeno. Perché ogni due anni il requisito anagafico sarà aggiornato in base alla speranza di vita. E così se speravate di arrivare a 67 anni, strisciando, ora sperate di arrivarci se va bene a 70.

Leggo ancora dal dossier che…. Quota 100 conviene ? Per un lavoratore, da un punto di vista puramente economico, la risposta è no. “Proviamo a metterci nei panni di un lavoratore dipendente che guadagna 2 mila euro netti al mese, che a giugno compirà 61 anni e che ha iniziato a lavorare 37 anni fa. L’anno prossimo, nel 2020, maturerà quota 100 e potrà andare in pensione a 62 anni e 3 mesi, al termine della finestra trimestrale. La pensione netta di 1.244 euro verrà percepita, secondo gli ultimi dati Istat, per poco più di 21 anni, per un totale, tredicesime incluse, di 344.133 euro. Con le regole Fornero invece, il lavoratore dovrebbe aspettare il 2026, quando avrà 67 anni e 7 mesi. La sua ricchezza a vita media sarebbe la seguente: per cinque anni e 4 mesi continua a lavorare, guadagnando 2.000 euro netti al mese, pari a circa 138.000 euro tredicesime incluse. La somma delle pensioni nette di 1.761 euro, considerando che la speranza di vita di un uomo a 67 anni e 7 mesi è di circa 17 anni, sarebbe di circa 390.000, per una ricchezza complessiva di 529.083. La differenza tra anticipare o meno sarebbe quindi di quasi 185.000 mila (529.083 meno 344.133)”.

Insomma, spacciano per un regalo il furto del secolo

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Poi si parla di LADRI e LEGITTIMA DIFESA.

    Gia’, e se lo stato e’ il LADRO che non entra in casa rompendo finestre o porte blindate.
    Come difendersi..?
    Gia’, lui e’ DIABOLIK e entra elegantemente per la sfesa (eh, la sfesa) della POSTA.
    Si, con la lettera di vario colore per farti capire meglio che e’ lui… contenente il bollettino postale da pagare il piu’ presto possibile.
    O per una multa o per una tassa o pizzo di stato per l’appunto.
    Nessuno che ne parla…
    Si parla tanto di BENEFICENZA. DI SOLIDARIETA’ (con i nostri sacrifici) e via cosi’ discorrendo.
    E’ il sistema che va cambiato… TUTTO..!
    Si pensi alla famiglia giudiziaria…
    Va ben, siamo liberi di esternare ma mai toccare le vesti dei potenti.
    Ti farebbero mettere in galera oltre che rubarti tutto quel che hai.

    Saluti ed auguri.

  2. luigi bandiera says:

    Alessandro G,
    Discorso perfetto.

    Io ho provato a scriverlo ma nessuno ha raccolto.
    Dicevo che ci sono due categorie:
    1) quella dei VERSANTI (uno sopra l’altro e quindi reali).
    2) i FIGURANTI IL VERSAMENTO (nemmeno un TOIN).

    Non la vogliono capire e insistono sul far pagare sempre a quelli che gia’ pagano per se e per gli altri (statali e para e affini).
    Pagheranno sempre i soliti (i versanti) ma almeno sia ricognosciuto sto fatto e li si aiuti in qualche modo. ESEMPIO: COL RITORNO DELLA SCALA MOBILE per altro gia’ messa male dall’ultima volta che funziono’.

    Va che chi VERSA si stanca e cambia direzione del voto.

    Succedera’ che lo stato si dividera’ in due alla Cecoslovacchia maniera.

    Non vale che chi URLA (alla Tarzan maniera) ha ragione, ma vale che: chi VERSA deve aver ragione..!

    E chi versa se non il settentrione..?

    At salüt

  3. Alessandro Guaschino says:

    La riforma Fornero è una vaccata colossale, quindi qualsiasi cosa è meglio. Mi spiego: si è fatto pagare il collasso previdenziale a chi ha sempre pagato e versato i contributi, senza toccare nulla agli altri e si è ipotizzato che con l’allungarsi della vita media si sia allungata anche la vita lavorativa, invece che il periodo di anzianità. Infine la disoccupazione giovanile, anche a causa di questa sciagurata e ignorantissima legge, è schizzata alle stelle a causa del mancato turn over.
    La cosa giusta sarebbe stata abolizione della Fornero e scissione della previdenza sociale in due: da una parte chi ha sempre versato, dall’altra tutte le prestazioni assistenziali (assegni familiari, cassa integrazione, assegni sociali, prestazioni per parte non versata di pensioni d’oro, baby pensioni e pensioni statali). La seconda deve essere finanziata dalla fiscalità generale con le risorse messe ogni anno in finanziaria, senza alcun aggravio per chi appartiene al primo gruppo. Il primo gruppo viene analizzato e se la gestione è attiva si va in pensione con le vecchie regole, quota 100, senza alcuna penalizzazione.
    La riforma attuale, quindi, in parte è positiva perché supera la “vaccata” e va verso una gestione simile ad un fondo pensionistico privato: decidi quanto versare e per quanti anni e in base a quanto hai versato riceverai una pensione corrispondente, prima vai in pensione e meno riceverai. Semmai nessuno tiene conto che con l’introduzione dell’Euro e conseguente raddoppio dei prezzi senza adeguamento dei salari, tutti i versamenti pensionistici successivi alla riforma Dini e precedenti l’introduzione dell’Euro andrebbero rivalutati in conseguenza dell’aumentato costo della vita.

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