Bernardelli: ognuno paga e mantiene le sue strade… Che ne dite dell’indipendenza stradale?

 

di ROBERTO BERNARDELLI- La catastrofe che ha preceduto il crollo del ponte Morandi a Genova è stato l’ennesimo scontro di treni che bloccò, ricordate, la linea ferroviaria pugliese. Prima di allora,   crollaron 5 ponti. Che fece a quel tempo il governo di sinistra?  Tagliò gli investimenti ed eliminò TUTTI i fondi alle Provincie (che gestiscono una parte importante della rete stradale): poi ammise candidamente: “sulle provincie abbiamo tagliato troppo”. E nel frattempo, mentre il governo litigava con Trump per la posizione sul clima, riceveva una procedura di infrazione dall’Ue per i suoi ritardi nell’applicazione delle direttive sulle emissioni auto. E infine regalava 600 milioni all’Alitalia, pontificando giornalmente (con competenza, è un medico !) circa la linea industriale (romanocentrica) che la compagnia di bandiera deve tenere.

Poi è arrivata la tegola del ponte, il problema delle concessioni, dei pedaggi e degli utili non reinvestiti in opere e manutenzione come Dio comanda.

Questo è un paese in cui non si dimette mai nessuno. La nostra risposta? Il federalismo stradale, ognuno paga e mantiene le sue strade (non come oggi che i caselli del NORD pagano tutta la rete autostradale e gli stipendi a gente del genere).

Che ne dite, amici!?

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One Comment

  1. caterina says:

    e’ una buona idea per le strade di campagna o i percorsi tra i boschi in montagna , ma la vedo un po’ difficile per le strade e le ferrovie dove si muove tutto il traffico passeggeri e merci… Se uno stato con le nostre tasse non vi provvede a che serve? Aboliamolo e ci penseremo noi, regione per regione… saremmo sicuramente piu’ efficienti, se non altro perche’ ci interessa da vicino e abbiamo la situazione sotto gli occhi…
    Le uniche strade che contano agli stati di oggi sono quelle telematiche per spiarsi fra di loro o entrare nei nostri conti per spillarci i soldi…

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