Bernardelli: le elezioni italiane non cambiano nulla. Meglio l’indipendenza!

di ROBERTO BERNARDELLI –

Oggi in Italia il cittadino-suddito è schiavo dello Stato come lo era sotto il fascismo, che aveva soppresso le libertà costituzionali, di cui gli italiani, per la verità, hanno sempre fatto a meno. Non eravamo liberi sotto il fascismo, non lo siamo sotto questa pseudo democrazia italiana, in cui la sola libertà concessa è quella di rubare. Esercizio in cui gli italiani sono sempre stati insuperati maestri.

Le elezioni recenti o imminenti imminenti non cambieranno nulla:  l’Italia resta sempre ostaggio della oligarchia partitica: in apparenza nuova ma con tutte le sembianze del vecchio. Nel 1981, in una intervista alla Repubblica, Enrico Berlinguer, segretario del PCI, dichiarò: ”I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta i più loschi”. I partiti, proseguiva Berlinguer, hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti di previdenza, le banche (vedi MPS), le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la RAI-TV, alcuni grandi giornali. Non si fosse chiamato Enrico Berlinguer, gli avrebbero dato del qualunquista. I partiti del malaffare, cui alludeva il segretario comunista, erano anzitutto la DC, il PSI, il PSDI. La morte prematura avrebbe evitato al povero Berlinguer di vedere il suo PCI unirsi al banchetto. Rubare in Italia è il tratto comune a tutte le epoche. Rubano i partiti, rubano i politici. Si direbbe che non fanno altro, non trovando il tempo per fare le riforme. Di conseguenza il vecchio Codice Rocco fascista è ancora in vigore; ed è ancora in vigore il reato di vilipendio, reato che nei paesi civili non esiste. Così va in galera chi brucia il tricolore o offende il capo dello Stato o un pubblico ufficiale, esattamente come sotto il fascismo. In Inghilterra la regina è difesa dalla legge comune, esattamente come l’ultimo dei suoi sudditi. Sotto l’impero asburgico il reato di vilipendio non esisteva. Regina e imperatore erano uguali davanti alla legge. Nei tribunali italiani campeggia la scritta mendace: ”La legge è uguale per tutti”. Fosse vero non ci sarebbe bisogno di scriverlo.

Lo statalismo fascio-comunista domina incontrastato la repubblica che ha ereditato gran parte del suo peggior passato. Il felice vincolo del malaffare lega l’Italietta di ieri alla repubblica ladrona di oggi. Per la verità nemmeno gli italiani credono troppo nel valore dell’onestà che solitamente viene attribuita ai fessi, ma si illudono o fanno finta di essere migliori dei politici che li governano. Di conseguenza il Parlamento è un covo di ladri e meglio sarebbe chiuderlo o buttarci sopra un pitale, come raccomandava D’Annunzio che aveva la mania dei gesti eroici ma al riparo dai pericoli. Sempre sulla Repubblica, il 18 agosto 1986 (mancano quattro anni a Tangentopoli), Alberto Cavallari, scriveva: ”Quali conseguenze dobbiamo tirarne? La prima è senza dubbio di riconoscere che sapevamo già di essere avviati verso questa meta dato che negli anni Cinquanta uomini come Giuseppe Maranini ci avevano avvertito sul rischio “partitocratico” che correva un regime mancante di seria regolamentazione costituzionale del potere partitico”. In trent’anni si è passati dalle denunce al crollo del sistema. Ma i partiti non demordono, ad ogni tornata aumentano di numero, come per partenogenesi; meglio sarebbe dire per scissione dell’atomo vista la percentuale di parecchi di essi; con tutto ciò la vecchia oligarchia resta abbarbicata al potere sotto altre forme. Andare a votare? Sarebbe meglio andar via!

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7 Comments

  1. Paolo says:

    Se il Veneto si staccasse sarebbe la sua salvezza politica-economica-sociale. Magari a ruota lo sreguirebbe il Trentino e il Friuli, per fare uno stato federale simil-Svizzera sulla falsariga della Repubblica di Venezia.

  2. giancarlo says:

    La commedia politico italiana prosegue senza crisi alcuna, Anzi se ne inventano continuamente di nuove pur di fare gli interessi personali o di partito.
    Quindi alcun dubbio sul fatto che l’indipendenza rimane sul tappeto più che mai.
    Senza una revisione della costituzione su basi federali siamo destinati molto ma molto male.
    Ma i politici a roma capiscono qualcosa o sono solo persone opportuniste che si sono presentate alle elezioni per essere eletti al fine di trovarsi il “lavoro” più redditizio che c’è sul mercato italiota ???????
    Per decenni si è legiferato male e talvolta in male fede pur di perseguire più gli interessi di partito che quelli del paese ed ora in qualsiasi posto di ficchi il naso troviamo disastri, disorganizzazioni, sprechi, ruberie, dipendenti statali squallidi che speculano su tutto persino sull’orario di lavoro, mafie e mafiette, caste e castine in ogni dove persino nelle università che dovrebbero essere il fulcro del paese per il suo sviluppo futuro……meglio non continuare la lunga lista poiché sarebbe inutile ormai. Anche i commenti stancano perché inutili a far cambiare la cultura di questo paese condannato alla derisione internazionale solo perché ci sono politici inetti, cialtroni, incompetenti ma solo capaci di parlare con dovizia di argomentazioni talvolta inconcludenti di cui possiamo anche oggi ammirare i risultati concreti. Cioè il fallimento di qualsiasi loro politica perché interessava loro arricchirsi che servire il paese.
    WSM

    • Paolo says:

      Le persone sperano che un giorno da noi verrà il messia a liberarci e a portarci la libertà quella vera. Solo chiedendo si può ottenere qualcosa, ma tutti sperano che siano gli altri a chiedere per noi. Magari quelli della porta accanto!

  3. LOMBARDIA NOSTRA AUTONOMIA E FEDERALISMO says:

    L’autorevolezza e potere dei politici stanno per finire perchè si comportano come se fossero i detentori del potere e non i “servitori dello Stato” e quindi della collettività,cioè di tutti noi,questo è iamissibile,perchè noi siamo i detentori del potere e noi decideremo a chi dare il potere !

  4. luigi bandiera says:

    Le elezioni in italiA E’ SOLO UNA LEGITTIMAZIONE DELL’OCCUPANTE TALIBANO QUA AL SETTENTRIONE.

    Sarebbe ora di finirla.

    Bacio le mani…

  5. FRONTE LOMBARDO UNITO says:

    La crisi dello Stato italiano dimostra il feudalesimo politico e l’immaturità dei nostri governanti,spndiamo solo parole,ma pochi fatti,ma subiamo le conseguenze !
    FRONTE LOMBARDO UNITO

  6. Luca Casartelli says:

    L’incipit “Oggi in Italia il cittadino-suddito è schiavo dello Stato come lo era sotto il fascismo, che aveva soppresso le libertà costituzionali, di cui gli italiani, per la verità, hanno sempre fatto a meno. Non eravamo liberi sotto il fascismo, non lo siamo sotto questa pseudo democrazia italiana, in cui la sola libertà concessa è quella di rubare. Esercizio in cui gli italiani sono sempre stati insuperati maestri.” dice tutto.

    “Siamo” così. Lottiamo contro una dittatura per andare sotto una peggiore.
    Un po’ come i partigiani comunisti che lottavano contro il Fascismo, per mettere al suo post il ben peggiore Comunismo di Tito.

    Complimenti per l’articolo.
    Padania Libera.
    Ed indipendente.

    Saluti

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