Bernardelli: fatto l’accordo con Giannino perché è contro il sistema

di GIANLUCA MARCHI

Unione Padana si presenta alle prossime elezioni con una propria lista solo al Senato in Lombardia, una presenza di testimonianza perché sarebbe del tutto velleitario pensare di poter raggiungere lo sbarramento dell’8%. Questa scelta è stata presa per riaffermare la presenza del simbolo, visto che invece alle regionali, complice anche una complicata raccolta delle firme (imposta per la verità da una normativa demenziale), il movimento ha deciso di siglare un accordo con Fermare il declino di Oscar Giannino nell’intento specifico di sostenere la candidatura a consigliere regionale del professor Marco Bassani (collaboratore anche di questo giornale), presente come indipendente nelle liste di Fid per il collegio di Milano.

Nei giorni scorsi ha creato un vivace dibattito l’endorsment di Gilberto Oneto che, proprio da queste colonne, ha invitato i lombardi al voto disgiunto: Maroni per la presidenza e Bassani per il consiglio in modo da avere un vero indipendentista al Pirellone. Un’uscita, quella del nostro editorialista, riconfermata ieri dirante il convegno da noi organizzato a Milano e al quale hanno preso parte anche il segretario federale della Lega e lo stesso Bassani (ne diamo conto in altra parte del giornale). Il giorno successivo all’articolo di Oneto il segretario nazionale di Unione Padana, Giulio Arrighini, ha preso le distanze dal voto disgiunto a Maroni, motivando il giudizio negativo col fatto che, in caso di vittoria, il leader leghista si troverebbe ostaggio del Pdl e di compagni di viaggio coi quali Up non condivide nulla. Eppure alcuni mesi fa i dirigenti di Unione Padana si incontrarono con Roberto Maroni per confrontarsi e verificare se vi fossero le condizioni politiche per compiere un tratto di strada insieme e le premesse erano sembrate buone, poi invece i rapporti si sono interrotti.

Ne parliamo con Roberto Bernardelli, ex deputato leghista negli anni Novanta, poi fondatore di Lega Padana Lombardia e oggi presidente di Unione Padana.

“In effetti – ci dice – due mesi fa o forse più ci siamo visti con Maroni che ci ha illustrato il nuovo corso della Lega, della volontà di riunire intorno ad essa i movimenti indipendentisti, pezzi in uscita dal Pdl e altre liste civiche secondo quello che veniva deifnito il modello Verona. La cosa poteva avere un certo interesse, e noi abbiamo creduto, erroneamente alla luce di quanto è successo dopo, all’avvio di una fase di forte ripensamento da parte della Lega stessa. Sono però passate pochissime settimane e ci siamo dovuti ricredere di fronte alla scelta di rinnovare l’alleanza col Pdl e con gli altri annessi e connessi”.

Non pensa che Maroni si sia ritrovato fra i piedi le elezioni lombarde molto prima del programma naturale (2015) e quindi non abbia avuto il tempo per lavorare al modello Verona e sia stato costretto a scegliere: o perdere o tentare di vincere accordandosi col Pdl?

“E’ chiaro che la situazione è precipitata a seguito della scoperta delle infiltrazioni camorristiche in Regione Lombardia, ma possibile che la Lega, da anni e anni alleata di quei personaggi nel governo regionale, non si sia mai accorta di nulla? Dov’era l’ex ministro degli Interni rispetto a questi episodi, possibile non ne sapesse nulla? Sono aspetti che lasciano perplessi. Certo, c’è stata un’accelerazione della crisi a complicare il quadro, ma è anche vero che laddove la Lega già governa, vedi Piemonte e Veneto, non è che si sia assistito a a passi concreti verso il processo di indipendenza o verso la costituzione della macroregione o euroregione che sia”.

Perché, secondo lei, scarsa volontà o cattive alleanze?

“Ammesso e non concesso che questi obiettivi li si perseguono davvero, il problema è che le alleanze scelte dalla Lega sono contro natura. Quando ci si allea con Fratelli d’Italia, la Destra di Storace, il Pdl stesso che è un partito centralista, il Grande Sud è difficile pensare di ottenere ciò che Maroni dice di voler ottenere, anche perché le trattative con questi partiti hanno riflessi nazionali. Quindici anni o quasi di governo con Berlusconi stanno lì a dimostrare che non è stato ottenuto nulla. Anzi, dobbiamo dire che per la Lombardia e il Nord in generale la situazione è peggiorata. Vogliamo fare qualche esempio? La battaglia persa di Malpensa, che non solo non è diventato un hub (a vantaggio di Fiumicino), ma è precipitato ad aeroporto di serie B. Dov’era Maroni in quel caso e in molti altri tipo il salvataggio di Nicola Cosentino o la cancellazione sostanziale del falso in bilancio? Posso riconoscere a lui il merito di aver compiuto una battaglia efficace contro le mafie, salvo però non essersi accorto delle infiltrazioni della criminalità in Lombardia. Non sono riusciti nemmeno a togliere il canone della Tv dopo tutto il can can fatto allora, e io sono uno di quelli che bruciò il libretto Rai. Hanno invece fatto la battaglia delle cadreghe, per posizionare propri uomini dovunque, ma senza un progetto da realizzare. E non parliamo della situazione economica: le nostre imprese falliscono anche per le sciagurate scelte del governo Berlusconi, di cui la Lega era la stampella fondamentale. E adesso la Lega arriva a proporre di mantenere sul territorio il 75% delle tasse: no no no,  il 99% dobbiamo trattenere e dare a uno Stato che non serve a nulla non più dell’1%. E per finire: ma dove è finito il federalismo per il quale il Carroccio si sarebbe tanto battuto?”.

Detto questo, Maroni cosa avrebbe dovuto fare secondo voi?

“La battaglia per l’indipendentismo passa attraverso un duro contrasto con tutti i partiti centralisti e romanocentrici. La battaglia si fa contro queste persone, non ci si allea con loro: è una follia”.

Eppure il Maroni che oggi criticare è la stessa persona alla quale due e più mesi fa avete fatto un’apertura di credito: il Maroni del modello Verona poteva essere credibile e solo l’abbandono di quel disegno vi ha fatto cambiare idea?

“Assolutamente sì. Tutti possono essere folgorati sulla via di Damasco e cercare una nuova strada dopo quindici anni di politica fallimentare. Uno può rendersi conto che una certa politica è sbagliata e decide di cambiare, e noi come Unione Padana, nella nostra modestia, eravamo pronti a essere partecipi di tale cambiamento. Invece si è deciso di rincorrere di nuovo il Cavaliere e di fare una campagna elettorale di promosse, il 99% delle quali non potrà essere mantenute”.

E tuttavia il progetto di Euroregione sembravate allora poterlo condividere…

E lo si può ancora condividere, a patto che venga perseguito da un cartello di forze omogenee e non con un insieme di partiti che la pensano in maniera diametralmente opposta. L’esperienza della Catalogna ci insegna che le forze separatiste e indipendentiste stanno andando verso il referendum perché sono maggioranza in quella regione: sono di centrodestra e di sinistra, ma hanno un obiettivo comune. Poi, una volta raggiunto, torneranno a dividersi. Ma dove vuoi andare se ti allei con forze che il centralismo ce l’hanno sparato in testa, con tutto il rispetto per chi la pensa così!

Dunque dalle sue parole devo presumere che stavolta non la pensate come Gilberto Oneto che si è espresso per il voto disgiunto a Maroni e Bassani?

“Ho grande rispetto dell’amico Gilberto e delle sue battaglie, ma stavolta io e Unione Padana la pensiamo diversamente. Noi abbiamo fatto un accordo con Fid perché condividiamo gran parte delle cose che dice Giannino: la sua battaglia contro lo Stato ladro che invade tutto, contro la burocrazia folle di questo paese, contro l’immanenza dei partiti e della politica che vogliono essere dappertutto e spartirsi tutto. Giannino è per un passo indietro della politica e per uno Stato leggero”.

Ma non è indipendentistia…

“Vero, non è indipendentista, ma è contro il sistema. Noi dobbiamo cercare di fare cartello con tutte le forze che sono contro il sistema. Non c’è solo Fid. Penso che dopo le elezioni vi sia la possibilità di creare un collegamento fra forze che hanno alcuni punti in comune: ho letto per esempio i programmi di Magdi Allam e di Samorì e vi sono diverse cose condivisibili. Come sono condivisibili anche molte delle cose che dice Beppe Grillo, il quale ha una forza dirompente, ma non si capisce che progetto abbia. Noi e altri dovremmo invece avere la stessa idea di Grillo di distruggere l’esistente e poi proporre un modello nuovo, che è quello dell’autonomia del Nord”.

Nell’accordo con Giannino l’aver poi scelto specificamente di appoggiare la candidatura di Bassani è perché lui rappresenta un qualcosa di diverso anche dentro Fid?

“Assolutamente sì. Noi siamo presenti al Senato come battaglia di testimonianza e per dimostrare che in Lombardia c’è un movimento indipendentista. Per la Regione, anche per colpa di una legge demenziale, non siamo riusciti a presentare le liste e allora la scelta di Bassani è stata naturale: lui si candida come indipendente in un movimento che è contro il sistema e fuori dal coro, e soprattutto si tratta di un allievo di Miglio, che per noi è il punto di riferimento ideologico che ci ispira nel nostro progetto e nel nostro sogno. Noi non riscopriamo Miglio in maniera strumentale come fa la Lega”.

 

 

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21 Comments

  1. Rinaldo C. says:

    Comprendo il problema della composizione dlle liste e poso capire che l’unica strada per essere presente in Lombardia è quella di appoggiare Bassani vero indipendentista come Unione Padana movimento politico indipendente. Certamente chi ha scritto i vari commenti, io non vado a votare, io metto scheda bianca, o nulla sbagliano sempre perchè hanno il dovere ed è un diritto di votare. Il modo più utile è di andare a votare e rifiutare la scheda elettorale se non ci credete domandate alla prefettura locale l’ordimanza (D.P.R 30 Marzo 1957 n.361, Art. 104) è un modo per rifiutare la scheda e farla verbalizzare e in calce mettere che i partiti e i politici presente nelle liste non mi rappresentano.
    Questa è la vera ribellione pacifica verso lo stato Italiano, verso i politici italiani e nel contempo abbiamo votato ed è valido il nsotro voto, mentre chi da indietro la scheda con frasi o in bianco, alla fine questi voti andranno al partito che avrà più voti. Lombardi, Piemontesi, Veneti, Friulani, Liguri, Emiliani, popoli del nord sveglia è così che rifaremo la nuova patria chiamata Padania idipendente da Roma. L’Italia è la vecchia ed inutile patria e non è la nostra.
    Popolo del nord se tutti fanno quello che faccio io rifiuto la scheda alla fine vinciamo noi e saremo il nuovo movimento indipendentista presente al nord, perchè in questo modo facciamo veramente una pacifica rivoluzione e ricordate non dovete prendere la scheda in mano altrimenti è nulla. In Lombardia votate U.P. per Bassani a livello nazionale rifiutate la scheda.

    Rinaldo Cometti

    • Castagno12 says:

      Caro Rinaldo C. quello che Lei ha proposto, fa il gioco di Lorsignori.
      Una percentuale di elettori, anche alta, che riifiuta la scheda, non porterà mai la vittoria.
      A Lorsignori bisogna togliere la terra sotto ai piedi.
      Ho ripetutamente dato indicazioni al riguardo. Comunque non è difficile capire il da farsi.

      Andare al seggio e poi rifiutare la scheda elettorale è un comportamento sbagliato, sbagliatissimo.
      Chi ha scelto questa soluzione, ovviamente intende rifiutare i due Sistemi che sono fra loro legati.

      1) Il “sistema” gestione italia – governo e opposizione
      (per entrambi, si fa per dire)

      2) Il Sistema Governo Mondiale che condiziona quello indicato al punto (1).

      Quando si rifiuta la scheda, significa che la propria presenza al seggio è già stata registrata: si viene conteggiati nel dato: AFFLUENZA ALLE URNE.

      I Mondialisti, per vari motivi, sono interessati ad una ampia affluenza alle urne.
      Per Loro è fondamentale poter poi comunicare anche una alta percentuale di votanti. E’ chiaro il concetto ?
      Il dato riguadante la quantità delle schede rifiutate viene poi puntulmente trascurato.
      E i Mondialsti sventolano il dato che fa il loro gioco: l’alta affluenza alle urne sta ad indicare che il popolo fa ancora affidamento sui politici per la soluzone della crisi.

      In realtà le scelte dell’elettorato sono ininfluenti perchè quelli del Governo Mondiale poi fanno quello che vogliono.
      Hanno creato la crisi che intendono gestire al meglio, nel Loro interesse.

      Molti italiani tremebondi temono che, non votando, l’italia possa restare senza governo.
      Questi “distratti” (si fa per dire) ignorano che gl’italiani mantenuti (che sono un esercito) non disertano il seggio: corrono a riconfermare il loro “Protettore”.

      Ma chi non va a votare, può sentirsi in colpa per non aver fatto nulla.
      E qui sta il problema: dovrebbe fare tante altre cose che non vuole fare.
      Andando al seggio – indipendentemente da quello che poi fa – pensa di aver fatto il suo dovere di cittadino.

      Una scelta suicida, per I NON MANTENUTI !

  2. Castagno12 says:

    Bernardelli sorprende sempre. Riguardo al FiD (Fermare il Declino / Oscar Giannino) afferma : ” … un Movimento che è contro il sistema e fuori dal coro … “.
    E no, non ci siamo proprio. Non si può equivocare. Il giocare con le parole non serve per modificare la realtà.

    Per Sistema si intende l’organizzazione transnazionale che, utilizzando meccanismi dannosi per i popoli, si arricchisce a dismisura.
    Meccanismi che sono applicati ai settori Finanza, Economia e Salute.

    Impropriamente si utilizza il termine “sistema” anche per identificare la “Gestione italia”.
    Giannino è contro l’attuale “sistema” italia.e la sua opposizione finisce lì.
    E non potrà sortire risultati utili in quanto, in italia, qualsiasi tipo di governo è tuttora vincolato, o meglio, è sottomesso al Sistema (quello del Governo Mondiale) che impone l’Emissione di Valuta a debito, Bankitalia Privata, Signoraggio Privato, primario e secondario, ecc.
    Giannino è saldamente vincolato a detto Sistema.

    Ieri, in coda all’articolo di Romano Bracalini, nel mio commento postato alle 3:42 pm, avevo segnalato, a beneficio dei lettori disinformati che:
    – A Radio 24, alcune settimane fa, Giannino, conduttore della trasmissione “9 in punto”, ad un ascoltatore che gli aveva chiesto spiegazioni circa il fondamentale problema “Emissione di Valuta a Debito”, aveva risposto, urlando: “Sono tutte sciocchezze, non ha alcuna importanza il fatto di chi emette valuta”.
    Questa l’inqualificabile risposta di un giornalista / economista che, giustamente, vuole fare il “politico” in italia. –

    Comunque detta informazione avrebbe dovuto essere superflua per Bernardelli che, con Giannino, ha stipulato un accordo.
    Bernardelli, quale politico e presidente dell’Unione Padana, è tenuto a conoscere il programma del FiD, tuttora fedele al SISTEMA (quello che comanda) per bocca del suo numero 1, Oscar Giannino.

    Per la precisione, anche Grillo, fra gli inutili per la nostra causa, è fuori dal coro.
    In definitiva, L’Unione Padana ha realizzato, con il FiD, un accordo all’italiana !

  3. andrea says:

    Caro Won,
    Gigi ragagnin è una persona intelligente è ha capito tutto.
    Non te la prendere sennò le banane storte che pianta il trota le addrizzi male.

    • minoli says:

      ma il più intelleigente sono io che non vado a votare! Anzi ci vado e annullo in maniera inequivocabile che è anche meglio. Perchè comunque vada Maroni ha vinto e se non vince la Lega 2.0 ha già gli amici al governo come Errani con cui già fanno affari e che sarà ministro. Ciuci scannatevi voi per uqesta Italia che vi sfancula. State assitendo al teatro mentre dietro al palco vi ciulano il portafoglio e la vita. Intelligentoni!

  4. liuk says:

    Leggendo queste cose viene quasi voglia di votare Maroni…ma non temete,faremo scheda bianca unica via per opporsi ll’italia(per una volta il iccione torinese ha fatto una proposta giusta)

  5. andrea says:

    Won sei uno spettacolo,
    scommetto che hai studiato insieme al Trota ?
    Lui però essendo un pò più intelligente di te si è messo a fare l’agricoltore su un terreno della padania vicino a Pontida.
    Pare che pianta zucche e banane storte, poi chiama te per addrizzarle.
    Continua a votare Lega nord che avrai il federalismo, l’autonomia, l’autodeterminazione,l’indipendenza.
    Ahahahahahahah!!!!!!
    Continuare a votare Lega Nord che raggiungerai tutti questoi obbiettivi, perchè a Via Bellerio
    pensano solo a fare gli interessi dei padani militonti.
    Ahahahahahahah!!!
    Tu sei furbo e hai capito tutto, del resto sei solo poco meno bravo del Trota…

  6. Druido Lombardo says:

    Perché sulla home page di Unione Padana non si parla ne’ di Lombardia ne’ di indipendenza? Chissà!

  7. Enrico Sarnek says:

    Concordo con Federico e aggiungo che unione padana non è un partito indipendentista

  8. Unione Cisalpina says:

    Gli indipendentisti al massimo possono presentare liste nella propria Patria, con Roma non si tratta, contro Roma si combatte dalla propria Patria.

    sottoskrivo

  9. ingenuo39 says:

    Giannino? Penso che voglia andare a Roma solo per i soldi, perchè come succede da quando mondo è mondo da soli non si fa niente, al massimo si puo ricattare una maggioranza.

  10. won says:

    Dove siete luridi troll comunisti? Vi siete nascosti? Paura vero? Ma dove si nasconde il vostri candidato? Noi siamo in campo con tutto lo squasdrone, Lega domina e vince. Voi finiti. E con voi tutti i traditori e gli increduli che hanno tentennato: Salvini grande segretario! Maroni grandissimo presidente. Sondaggi alle stelle. E lunedì il botto!

  11. LucaF. says:

    Credere che FiD guidata dal mazziniano Giannino sia contro il sistema solo perché corre da sola significa non conoscere la storia fondativa di FiD, chi la finanzia e i tentativi di apparentamento cercati nei mesi scorsi con i partiti di mezzo arco parlamentare.

    • LucaF. says:

      Perché l’UP non ha offerto a Bassani la sua candidatura prima di FiD?.
      La cosa desta sconcerto ed è incoerente più per l’UP che per FiD.
      UP sostenendo Bassani sostiene più o meno apertamente FiD il quale è un partito unionista ed italiano.
      FiD sta usando l’UP e la sua organizzazione presente sul territorio per promuovere FiD al Pirellone.
      UP cosa ci guadagna da tale appoggio?

      • M. Perin says:

        UP non aveva le firme, ci guadagna riuscendo a mascherare il fallimento di non riuscire nemmeno a presentare la propria lista. Infatti Lega padana – UP pensionati lombardi esistono DA 20 ANNI, come el caro Comencini. Però Comencini almanco riesse a presentarsi alle elezioni. Ghe scrito sopra, “non avevamo le firme”.

  12. giannarcixo says:

    Bernardelli (pensionati padani) si allea con Giannino che è capo di un partito italiano.
    Nel senso che guarda a roma e ci vuole andare per cambiare. Ma quale cambiamento può avvenirre a roma?
    Non l’abbiamo ancora capito che a roma non si cambia?

  13. poche idee e confuse.
    UP, a Roma non si va. punto.
    e nemmeno ci si presenta al Senato !!!!

    Gli indipendentisti al massimo possono presentare liste nella propria Patria, con Roma non si tratta, contro Roma si combatte dalla propria Patria.

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