Bernardelli: La mia PadaniaExit. Ora diritto al referendum anche a casa nostra

europa fallita

di ROBERTO BERNARDELLI –  C’era un vecchio motto che ogni tanto risuonava sui prati di Pontida, anni fa. “La libertà vince!”. Che fine ha fatto tra la nostra gente!? Non è il passato. Infatti è successo. Il buongiorno di un caldo fine settimana di giugno è la notizia che oltre Manica ‎la Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Unione Europea. Questo è il momento giusto!

E’ il momento di promuovere il diritto al referendum anche in Italia e soprattutto in Padania. 
Dobbiamo uscire dalla logica delle banche e dei gruppi di potere burocratici, così come afferma Nigel Farage, leader dell’UKIP, commentando la vittoria del referendum: “è l’independence day della Gran Bretagna, è la vittoria della gente vera e per bene, contro le Banche e le multinazionali”.
Ora dobbiamo tornare allo spirito della Padania delle origini, dobbiamo subito ‎dare la possibilità di poter realizzare il referendum anche in Italia perché è il popolo sovrano che deve scegliere se restare in un‎’Europa lontana dai popoli e più vicina alla Finanza o trovare la propria strada. Indipendente, naturalmente.
 Non è un caso che l’ex sindaco di Londra, Boris Johnson in conferenza stampa dopo il referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito, abbia semplicemente dichiarato che “il popolo ha scelto il proprio destino”.
Ed è lo stesso Cameron dimissionario a dire che “Il Regno Unito può sopravvivere anche fuori dall’Europa”. Non ne dubitiamo.
Fateci caso: le banche non hanno festeggiato la volontà popolare. Un tizio che si chiama Donald Tusk, che è presidente del Consiglio europeo, che sfido chiunque a riconoscere per strada così come a conoscerne il ruolo, ha detto invece che l’Europa tirerà dritto. Dove non sappiamo, visto che l’Europa è un cumulo di spazzatura di disposizioni imposte agli stati, di regole fiscali per avere tutti anche lo stesso debito e lo stesso pil.
Il popolo britannico, nonostante la cappa della massoneria e della finanza della City, ha avuto il coraggio di cambiare, e lo ha fatto forte di un elemento che l’Italia non ha: l’identità.
L’Inghilterra ha avuto il coraggio di dire: non siamo come voi. Possiamo governarci meglio da soli. E lo si è visto: dal 2011 dopo l’entrata in vigore del fiscal compact, al quale la Gb non ha avuto obbligo di aderire, il suo Pil è cresciuto di 2-3 punti percentuali, quello europeo è crollato.
Ora aspettiamo l’effetto domino.
Non è arrivarto, paradossalmente, dall’effetto del referendum scozzese, non è arrivato dal referendum catalano, processi tuttavia innestati e prossimi a trovare successo, perché la storia va in quella direzione.
Ad aver abbattuto il muro inviolabile dogmatico dell’Europa è stato il Regno più conservatore, ma non per questo che vive nel passato. Semplicemente difende le sue tradizioni, la propria libertà e indipendenza dagli altri. E’ un diritto. Un diritto umano.
E a casa nostra?
Sentite cosa ha dichiarato il governatore Luca Zaia:
“Il contagio referendario sarà il mood in tutti i Paesi, l’Italia compresa. D’altra parte – si chiede ZAIA – fino ad oggi, quando mai si è chiesto direttamente agli europei che cosa pensavano di questa ‘costruzione’? E’ ora di farlo. Dal voto in Gran Bretagna non esce una bocciatura dell’europeismo”, ma una bocciatura ”di questo modello europeo, cioè di un’ Europa dei grandi burocrati che l’hanno fondata sulla negazione della sovranità popolare e quindi la negazione della democrazia”.
Adesso ci aspettiamo che la Lombardia alzi la testa, che rivendichi la propria autonomia e che il governatore lombardo inizia a parlare meno sommessamente  sottovoce del referendum che deve chiedere ai lombardi se restare fessi o se andarsi a riprendere quello che Roma prende da sempre. Tanto per cominciare, ripartiamo da lì. Degli Expo, serviti ad altri per farsi eleggere, non ce ne può fregar de meno…
Presidente Indipendenza Lombarda

 

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5 Comments

  1. Borbonico says:

    Pe l’indipendenza ci vogliono le palle che voi non avete…sono negli Stati del nord italia come lombardistan e venetistan gli arabi fanno il bello e cattivo tempo e voi muti ! Lasciate l’indipendenza ai maschi con gli attributi…

    • Ric says:

      Esatto , complimenti .
      Infatti anche gli arabi , esattamente come i veri maschi con le palle , possiedono l’attributo che sottintende in grado di procurare l’indipendenza .
      Peccato che servano altre palle per progredire , cioè capacità e passione al lavoro ed al bene comune , rispetto di se stessi , del prossimo , non come merce da sfruttare o come terra da conquistare .

  2. Ric says:

    Mi piace che abbia menzionato la frase da ultime parole famose del burocrate che , per demonizzare la strizza che incute il popolo quando si dimostra tale , per darsi coraggio con un “noi tireremo diritto “ ha evocato , neanche a farlo apposta , le scritte sopra i portoni delle nostre case che leggevo da bambino , lascito del famoso ventennio.
    È la visione plastica del parallelismo con gli ismi del’ 900 accomunati da trasversale e sostanziale mancanza di libertá e disprezzo delle persone , delle genti , in luogo ove gli usurpatori a qualsiasi titolo usando un lessico sostantivato di “popolo” o meglio “popolino” bollavano e bollano con disprezzo , boria e tracotanza da stampa , media ed istituzioni sic. , come di manifestazione deleteria da scongiurare demonizzare e rifuggire .
    Mi suona come nelle rogazioni religiose fine anni 50 inizi 60 alle processioni di paese : “ a folgore tempestate , liberamus Domine “ ( dai fulmini della tempesta liberaci o Signore ) .
    Così la nemesi si riprende l’antico vigore e , ciò che si immaginava progresso svela il volto dell’ambiguo progressismo , arma di condizionamento ideologico a tal punto da indurre alla vergogna anime belle e mantenuti , nighittosi recalcitranti snob dell’intellighenzia parassitaria a disprezzare nel volgo la genesi di marginale pochezza ed umiltà .
    Ecco questo mondo , che è divenuto tanto e che nel frattempo si è andato egemonizzando con interessi del mondialismo , poteri trasversali , mafie d’immigrazioni interne ed estere , favorite dal collante di status a logica levantina e che ci imprigiona a qualsiasi titolo , in questa occasione mostra al mondo il suo fallo di reazione scorretto , dimostrando che il punto dove è stato colpito è quello giusto .
    Come faccio a non ricordarmi di Armando Diaz , anche se c’entra poco ma mi piace collegare la sensazione emotiva e l’effetto : ….” Quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risale in disordine e senza speranza le valli che aveva disceso con orgogliosa sicurezza “ .
    Concludendo , a proposito di banche e moneta , al nord ora stanno sperimentando come sono le attivitá finanziate dalla ndrangheta e come funziona quel tipo di economia …….per strada la gente ti dice : “ vedi tutti quei bar e ristoranti , non c’è né uno che non sia finanziato dalla Banca dell’Aspromonte “ .
    Per capirci , il referendum è cosa inerente a civiltá democratiche e non esteso a popoli in schiavitù ed allo sbando autodistruttivo !
    L’Europa è composta da almeno quattro macro ceppi razziali che come massimo si dovrebbero federare sviluppando forme di cooperazione e nulla più ; il concetto di Europa è venduto come un feticcio , veicolato come strategia alle competitività mondializzate , ma , oltre che ad essere una scatola vuota è una grande illusione ideologica , romanticismo per sfaccendati e storytelling per allocchi .

  3. Venetian guy says:

    finchè continuerete a parlare di fanta-Padania (e non di entità reali come Lombardia e Veneto), continueranno soltanto a ridervi in faccia tutti quanti… ma forse, è proprio questo il vostro scopo: ridicolizzare ovvero neutralizzare la battaglia indipendentista. E’ per questo chè è nata la lega nord.

  4. Antonio says:

    Non serve referendum vari. Il lombardoveneto non e itaglia . E non lo e mai stato. Anzi devono pagare i danni per l’occupazione.wsm

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