Bernardelli, Grande Nord: perdono i populismi e Noi con Salvini al Sud. Centrodestra vince, ma per andare dove?

grande norddi ROBERTO BERNARDELLI – L’orizzonte è meno cupo di prima. Anche se le elezioni amministrative sono una partita spesso a sè, l’esito rappresenta un chiaro segnale: perdono i populismi, Grillo arretra, l’astensione esonda, Noi con Salvini al Sud non sfonda, il centrodestra compatto elegge sindaci o va al ballottaggio. Torna un paese bipolare, in cui destra e sinistra si fronteggiano. Ma per andare dove? Per fare cosa? La Le Pen nel voto politico in Francia perde quasi tutto il consenso, andrà bene se riuscirà a portarsi a casa da 1 a 4 deputati… La Gran Bretagna della Brexit antieuropa è in crisi!

Insomma, la gente è andata a votare per stanchezza quello che c’era prima o addirittura se ne è andata al mare.

Di federalismo e lavoro non parla più nessuno. Vaghi programmi. Buoni fino alla prossima tornata elettorale. Niente che faccia la differenza tra centralismo e autonomie. E’ uno scontro tra centralisti di destra e centralisti di sinistra. Del Nord non importa più a nessuno. Salvini si preoccupa anzi di dire:  “Abbiamo eletto un sindaco in provincia di Messina, a Santeramo di Bari abbiamo ottenuto l’8% all’Aquila oltre il 6%”, con Noi con Salvini.

Ammazza che rivoluzione!

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5 Comments

  1. caterina says:

    sono dell’idea che, quando si tratta di scegliere un sindaco della propria città o paese, quelli che votano, e tutto sommato hanno dappertutto superato il 60 per cento, votano per persone che conoscono e i partiti classici e strombazzati c’entrano poco…
    Diversamente, in elezioni politiche, laddove non si intravvede la possibilità di vincere, o quasi, eventualmente con alleanze precostituite, non si andrà neppure più a votare… lo abbiamo appena visto in Francia dove a votare per il parlamento si è recata alle urne un risicato 50 per cento dei francesi… già tanto ha vinto Macron, giovane rampante e con le idee chiare e quelli che ci sperano hanno votato… tutti gli altri stanno per ora a guardare.
    D’altra parte per andare in parlamento solo per litigare e non combinare niente rispetto alla propria visione di governo, non ne vale la pena… salvo sperare di procurarsi come da noi stipendi assicurati che non so se a Parigi uguagliano quelli di Roma

  2. Mario says:

    Giuste le critiche per la mancanza di prospettive. Ma il Grande Nord ha un programma completo e articolato? Sarà mancanza d’informazione da parte mia, ma confesso di non avere nemmeno capito se come territorio e popolazioni interessate il Grande Nord coincida con la Padania, dalle Alpi alla Linea gotica o si limiti al Lombardo-Veneto.

    • Stefania says:

      Per quanto ho inteso, il progetto territoriale prende in considerazione le tre macroregioni di Miglio. Rappresentavano allora e uniscono ancora oggi in modo omogeneo tre diverse aree culturali economiche e sociali.

  3. giancarlo says:

    Sono d’accordo con l’analisi di Bernardelli.
    Ecco perché c’è bisogno di un nuovo soggetto politico che identifichi e tuteli il Nord italia.
    Dopo che il M5S ha fatto il voltagabbana sulla legge elettorale i cittadini sono nauseati anche da loro.
    Non sono diversi dagli altri, ma anzi dimostrano incompetenza e approssimazione.
    Come la Lega Nord preferiscono stare all’opposizione che andare al governo.
    Tutti sanno che prima o poi arriverà il cerino a bruciare le dita di chi starà al governo.
    Oggi, nessun partito è in grado di fare un programma per il futuro che non c’è più.
    La programmazione non esiste se non quando si decide di spendere sull’onda delle emergenze, queste amate emergenze che permettono di mangiare e bruciare denaro pubblico come si è visto in decenni di depauperamento del paese. Da suolo, alle acque,, all’aria, agli alimenti. Tutto è fatto in favore di pochi a danno dei molti. Così non può continuare.
    Il Grande Nord se saprà strutturarsi con uomini ( perché è sempre una questione di uomini) all’altezza dei compiti…che sono tanti e difficili da svolgere, potrà avere un grande successo qui da noi in Veneto e in tutto il nord italia.
    Gli italioti si dimostrano sempre più incapaci di scegliere e votare i cambiamenti.
    Se a l’Aquila il PD continua ad essere votato, vuol dire che gli Aquilani si meritano quello che hanno.
    Così pure le zone terremotate e via dicendo.
    Forza e coraggio che adesso che il M5S è in caduta libera è il momento di sferrare l’attacco sia a loro che al centro destra che proprio perché Berlusca lo dirige ancora sarà incapace di qualsiasi riforma valida e di intaccare lo strapotere del PD, specie a livello economico-finanziario.
    “Dobbiamo salvare il nostro futuro” ……questo dovrebbe essere lo slogan del Grande Nord. !!!!!
    WSM

  4. Riccardao Pozzi says:

    Condivido completamente la domanda. E’ il questione centrale degli ultimi venticinque anni.

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