Bernardelli: Governatore Fontana, dimettiti. Lombardia vada al voto

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di ROBERTO BERNARDELLI – Poche settimane fa il vicepremier Salvini aveva invitato la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, a dimettersi. E’ indagata nell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l’assessore alla Sanità, il segretario regionale del partito democratico Gianpiero Bocci e altre persone. Il Pd, il suo partito, ora sta giocando al rinvio del voto in aula per ratificare la decisione  ma resta il fatto che, subito, a caldo, la governatrice ha fatto un passo indietro.

“Mi sono dimessa per senso di responsabilità – aveva affermato – , ribadisco le mie dimissioni, non dettate da motivi personali bensì politico-istituzionali…. per senso di responsabilità e lealtà verso le istituzioni e per non rendere ancora più fragile il rapporto tra politica e istituzioni”.

Oggi tocca ad Attilio Fontana, indagato per abuso d’ufficio nella storiaccia giudiziaria che sta toccando il Pirellone, con arresti e la direzione antimafia che indaga. Il governatore lombardo sta al suo posto e, anzi, Salvini, a differenza della solerzia con cui aveva chiesto alla governatrice del Pd di farsi da parte, qui prende le sue difese. Perché se tocca “ai tuoi”, allora la storia cambia.

Questo è uno strano paese. Ve la ricordate Josefa Idem, ministro dello Sport, che diede le dimissioni per l’Ici non pagata della palestra? Io credo andrebbe promossa una causa di beatificazione.

E vi ricordate il ministro per lo sviluppo economico, Federica Guidi, che si dimise?  Poi  la procura di Roma chiese  l’archiviazione dell’indagine che coinvolgeva  Gianluca Gemelli, ex compagno dell’ex ministra,  accusato nel marzo del 2016 di aver approfittato della carica di Guidi per interessi economici personali legati al progetto di un centro di estrazione petrolifera in Basilicata. Io qui proporrei “santa subito”.

Cara Lega, la doppia morale non appartiene ai sistemi democratici. E’ uno stile che è abito in altri sistemi. Ai nemici il gulag, agli amici l’immunità.

E invece, proprio per marcare la propria diversità, e la propria libertà rispetto a cariche e ruoli, in questi momenti occorre mettersi di lato. Non è da tutti, ma lo è se la Regione Lombardia viene anche solo lambita per errore dal pensiero che cosche e amici delle cosche sognino anche per un momento di provarci… In altre situazioni, avremmo assistito al tuonare di via Bellerio, per tornare al voto. Quante volte accadde, in passati governi lombardi del centrodestra? Ma ora, tutto tace. Si è sempre innocenti fino a prova contraria, e noi confidiamo che il governatore ne uscirà a testa alta, essendo uomo per bene, ma ancora una volta la politica pretende di avere immunità e salvacondotti speciali che i comuni mortali non hanno.

Solo il sospetto e le trame che hanno portato alle indagini, dovrebbero far arrivare al voto, al rinnovo del governo regionale. Ma nessuno vuole lasciare posti e dimettersi. Aspettiamo pazienti la caduta degli dei. Ma non vorremmo che fosse la via giudiziaria a imporre per necessità nuove urne. Non è meglio avere il coraggio di rimettersi in gioco, subito?

 

 

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