Bernardelli e il Nord: Bossi? Un genio. Salvini? Da cinepanettone!

Foto LaPresse - Mourad Balti Touati 21/02/2017 Milano (Ita) - Piazza Missori 1 Cronaca Roberto Bernardelli all'hotel Cavalieri Nella foto: Roberto Bernardelli - Foto LaPresse - Mourad Balti Touati 21/02/2017 Milano (Ita) - Piazza Missori 1 Cronaca Roberto Bernardelli all'hotel Cavalieri - fotografo: Mourad Balti Touati

rassegna stampa

di ANDREA LORUSSO (da pugliain.net) Simpatico, non in linea con lo stereotipo del “milanese imbruttito”, ci immergiamo in una lunghissima e piacevole chiacchierata, così prorompente che spesso sono stato costretto a limare e tagliare. Una specie di Emiliano, però col suo feudo elettorale nelle valli bergamasche.

Roberto Bernardelli, milanese classe 1949, non proprio un neofita delle esperienze politiche. Anzi, ci troviamo di fronte un curriculum lungo, anzitutto imprenditore del settore alberghiero. Entrerà in politica agli inizi degli anni Ottanta nella Lega Autonomista Lombarda, con cui si è candidato alle elezioni politiche del 1983. Nel 1987 fonderà il partito “Pensionati”, con il quale racimolerà incarichi come Consigliere Comunale a Treviglio e assessore al Comune di Milano.

Successivamente si presenterà con la “Lega Casalinghe-Pensionati” nel 1992 per il Parlamento, senza fortuna. Rientra in Lega Nord e diventa deputato. Quando nasce la coalizione “Blocco Padano”, Bernardelli si intesta la lista “Pensionati Padani” e poi “Pensionati Nord”. Nel 2000 viene eletto consigliere regionale in Lombardia, ma l’anno successivo in contrasto con la linea di Bossi verso Berlusconi, lascia nuovamente il partito e fonda la “Lega Padania Lombardia”.

Nel 2004 è candidato Presidente alla Provincia di Milano con la sua ultima creatura, più “No Euro” e “Fronte Cristiano.” Ma sarà un flop con l’1,8% dei consensi. Non pago, nel 2008 nasce “Lombardia Autonoma” poi rinominata “Unione Padana”.

Passato per un arresto nel 2014 di qualche giorno con l’accusa di “associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra”, per le amministrative del 2016 si ricandida nelle liste della Lega Nord per Milano, ma la liaison è durata poco.

Bernardelli, lei è tornato a pieno nel dibattito politico dopo gli strali di Bossi verso Salvini. Quanto sarebbe importante l’adesione del Senatur al suo progetto?

Diamoci del tu! Saltiamo i formalismi. Allora, siamo noi che aderiamo al sogno di Bossi. Quando è nata, la Lega era un movimento assolutamente territoriale, che difendeva gli interessi del territorio, dei lavoratori, e che faceva per l’appunto lobby di territorio.  Come fa lobby di territorio la classe politica del Sud, tutto si può dire da voi, tranne che non ci sia una classe dirigente che non curi gli interessi del proprio elettorato. Mentre i nostri cazz**i polentoni, non sono capaci manco di far quello!

Però non mi hai risposto sull’adesione di Bossi…

Bossi è un uomo libero, abbiamo un’amicizia da trent’anni, se farà parte della partita o meno rimarremo comunque amici. Di Umberto la cosa più importante sono le idee. Ma la sua adesione non è una conditio sine qua non, noi sul progetto andiamo avanti. Certo, lui è una eccezione, per me lui ha avuto una grande genialità e quindi gli si possono perdonare centomila cose.

Il 27 Maggio presenterete un nuovo soggetto politico, una settimana dopo il Congresso della Lega. Hai già contezza di adesioni imminenti? Tipo lo sfidante perdente (alle Primarie) Gianni Fava?

Noi vorremmo evitare l’adesione di politici di professione. Io faccio l’imprenditore, voglio fare una politica dal basso e non avere fra i cogli**i chi non ha mai lavorato un’ora in vita sua e quindi non capisce né le dinamiche del mondo del lavoro, né altro. Un Salvini che non ha mai lavorato mezz’ora in vita sua, che risposte deve dare? Io faccio impresa anche al Sud eh, anche a Caserta!

Vuoi fare un po’ il Berlusconi del Nord…

Io voglio la società civile, di tutti sti “bla bla bla” non ho bisogno, sono dei parassiti. E vedrai che prenderemo iniziative molto popolari. Questi parassiti ci svuotano le tasche, anche a te giornalista che paghi le tasse! Lorusso, questi ci mangiano vivi eh!?

Lo so, lo so.

Non parlo mica a vanvera!

Il Carroccio è ai suoi massimi storici, sta facendo alleanze importanti a livello internazionale, e sta evolvendo in una metamorfosi di respiro Nazionale. Non credi sia anacronistico e fuori tempo massimo, una ridotta di nostalgici padani ed espulsi?

Noi non siamo la Lega 2 la vendetta! Deve arrivarmi gente dalla sinistra, dal centro, dalla destra, ma non vogliamo essere una brutta fotocopia della Lega, con quelli trombati nella Lega. Tutto il rispetto per Fava (domanda precedente, ndr), ma non aggreghiamo coi rancori. Io meno parlo di Lega e meglio sto! Ognuno ha il suo progetto, Salvini fa il “lepenino”, faccia il partito Nazionale! Che idea grandiosa! C’è già Forza Italia, Fratelli d’Italia…  Sono vasi comunicanti, si rubano i voti a vicenda ma poi la somma è sempre la stessa.

Non pescano mai nell’altro bacino, quello dell’astensione. Ci si rosicchia a vicenda.

Certo! Non smuovono un voto in più, ma qual è la logica!? Noi vogliamo prendere quella gente che ne ha i cogli**i pieni, e che non vota Grillo. Su alcune cose hanno stra-ragione! Marine Le Pen ha preso una musata che non è servita a niente. Quando Salvini andò da Trump, lui non sapeva manco chi fosse. Quando ha parlato col Ministro degli esteri russo, è tornato pure con le pive nel sacco. In Corea del Nord è andato con Razzi dicendo: “Lì c’è qualcosa di interessante!” (ride, ndr). Siamo al cinepanettone, Salvini  va bene per un cinepanettone!

Dopo trent’anni si potrà fare un Referendum sull’Autonomia di Lombardia e Veneto. Allora cos’è che vorresti, la Secessione?

Lasciamo perdere la storia della Secessione, io per quella roba lì mi son fatto pure 15 giorni di galera!

Circa il “tanko” (1997, usato dai Serenissimi per l’assalto al campanile di San Marco)

Esatto. Comunque ci sarà un Referendum consultivo per una maggiore autonomia della Regione.

Lo voterai?

Certo! Farò anche campagna elettorale, però ascolta, vogliamo una Italia federale seria? Con regioni concorrenziali tra loro? Dove ad esempio la Puglia abbia delle condizioni fiscali migliori per gli investimenti e lo sviluppo? Dove le differenze salariali vengano compensate? Gli Stati Americani sono in concorrenza intelligente tra loro. Sarebbe una grande vittoria per tutti, Nord e Sud! Invece no! Tutto a Roma.

Fondasti un partito per non entrare nell’euro e ora dici che uscirne sarebbe deleterio per le tasche dei contribuenti. Ravvedimento operoso o strategia di distinguo?

No, amico. Quando io ho fondato il partito “No Euro” stavamo per entrare, errore clamoroso, cambio disastroso, le famiglie sono state veramente in difficoltà. Oggi onestamente uscire dall’euro per le nostre PMI, che trasformano merci, significherebbe comprare le materie prime con le lirette. Ci compri le nocelline dal Nord Africa. La svalutazione ti favorirebbe nelle esportazioni, ma le materie prime costerebbero così tanto da vanificare il tutto. Benzina, elettricità, si comprano in dollari e quanto ci costerebbero? Una follia! A discapito dei trasporti, dei consumi interni, dei costi interni. Non c’è onestà intellettuale nel parlare di queste cose.

Ho comprato un bilocale, ho fatto un mutuo con la banca e ho chiesto loro: “Se tornassimo alla lira, cosa accadrebbe?” E loro: “Sono ca**i tuoi!” Primo, il suo immobile varrà un 20-25% in meno, però lei pagherà per lo stesso valore di prima. E poi le banche stanno correndo ai ripari, hanno previsto una clausola di salvaguardia, che se un immobile dovesse essere svalutato sotto una certa soglia, viene fatta la rivalutazione della quota capitale. E quindi andremo a pagare di più la stessa casa!

In sintesi, uno può andarsi a suicidare, ma suicidare l’intero Paese è troppo! I pensionati vanno ancora dietro al discorso no euro, perché hanno vissuto l’impatto negativo della transizione. La Grecia ci ha provato. E gli effetti? Svalutazione degli immobili, dei salari, i bancomat non sputavano più denaro, gli armatori hanno portato i soldi all’estero.

Però loro non avevano tutta questa intenzione di uscirci, dall’euro. Ci stanno guadagnando, sono debitori, noi creditori verso l’Unione Europea.

Inizialmente volevano uscire dalla moneta unica, dall’Europa, non accettavano i conti della Troika. Era successo di tutto! Quello che dici è anche vero, però un conto è rinegoziare i rapporti con la UE, un conto è uscirne. La Merkel è una con due cogli**i così, fa gli interessi del suo popolo.

Siamo noi che non facciamo i nostri interessi.

Bravissimo! Mi hai tolto le parole di bocca, sono i nostri ca**o di politici, io ragiono da imprenditore e dico quello che penso! Basta ipocrisia, cosa ci ha portato? Prendi Renzi, qualche piccolissima cosa l’ha fatta, perché negarlo? I nostri politici si comportano da tifosi, si dividono in squadre.

Una cosa buona quindi, del Governo Renzi?

La decontribuzione per le nuove assunzioni. Io ho avuto il colpo di fortuna di aprire un albergo quando è stata varata questa cosa, mi è servita! Sull’Articolo 18 solo Salvini (forse una reminiscenza di quando militava tra i Giovani Comunisti Padani) ha virgolettato dicendo: “L’Articolo 18 è uno strumento in mano ai potenti.” Ma nessuno gli ha spiegato che si applica dai 15 dipendenti in su, e non credo sia un “potente” un imprenditore con 16 addetti! Poi, nessun buon imprenditore manderebbe via un lavoratore bravo, che determina valore aggiunto per la sua azienda.

Non tutti però sono virtuosi, serve una rete di protezione.

Ma io mando via il lavativo, perché questo suo non lavoro, ricade sugli altri e danneggia l’azienda.

Però ti faccio un esempio, anche da noi ci sono moltissimi imprenditori che se ne fregano dei lavoratori, fanno ritorsioni e diviene facile licenziare un dipendente, anche bravo!

E sono pure disonesti! A me è capitato che mi ringraziassero quando liquidavo il TFR. Ma di cosa stiamo parlando? È un vostro diritto, non ho fatto niente di speciale. Eppure molti non lo versano. Questi danneggiano anche l’imprenditore onesto, perché poi hanno un costo complessivo del lavoro inferiore.

Quindi converrai con me che servano delle reti di protezione, delle regole comuni, non tutti sono virtuosi come te.

Certo, però stabilite in maniera chiara, dando la possibilità reale di assumere o licenziare. Il reintegro, oggi per fortuna le cose sono un po’ cambiate, in passato era assurdo. A me il Tribunale del Lavoro di Milano mi fece reintegrare un dipendente che rubò, con questa motivazione: “L’importo essendo piccolo, non mette a rischio la tenuta dell’azienda.” Ma cosa vuol dire? Posso avere in un albergo un dipendente che ruba? Io rispetto tutti i diritti e pretendo i doveri. È rarissimo che mi sia capitato di licenziare, comunque.

Poi c’è anche un Mondo di folli, a Caserta hanno una Reggia tra le più belle del Pianeta e se ne fottono!

Napoli resta una grande ferita, come sineddoche.

È migliorata nel tempo, sta crescendo il turismo, però non valorizzano il territorio. Io vengo spesso giù, una volta mi capitò, restando sul tema Reggia, di dover andare in bagno e sentirmi rispondere: “Quello degli uomini è guasto da sei mesi”, e allora, dico io, avete trecento dipendenti e non troviamo un idraulico?

 Come si fa grande il Nord? Dimmi tre punti cardine.

Recupero del residuo fiscale: 100 miliardi l’anno! Se comprendessimo l’Emilia sarebbe pure qualcosa di più. E con quei soldi defiscalizziamo le imprese, lasciamo più soldi in tasca ai dipendenti. Poi non è che io dica cose da Premio Nobel! La propensione al consumo di un operaio con 200 euro in più in tasca, è molto superiore! In America la trattenuta sulla busta paga è del 7%, Lorusso! Quanto è da noi?

Minimo al 23%

Solo il 7% lì! Se riuscissimo ad abbassare le tasse anche alle imprese, potremmo agevolare chi torna ad investire nel Paese, mentre per chi delocalizza si impenna l’aliquota. Un po’ alla Trump, mi sembra non male! Però lui lo può fare perché in America le tasse sono più basse. Da noi come fai? Uno i conti in tasca se li fa!

Ultima domanda, un giudizio franco su Salvini?

Prima di tutto, la cosa che apprezzo di più è l’onestà. È una persona onesta, e in politica l’onestà è merce rara. Sono sicuro che sia un politico che non ruberebbe mai e questo ripeto, è merce molto rara! Io poi con lui ho fatto dieci anni in Consiglio Comunale.

È un ragazzo che sa comunicare, ma sul programma non condivido assolutamente niente! Pure sugli immigrati! Fa tanti filmati e poi non da nessuna soluzione concreta. Che ci siano rom e clandestini, lo sappiamo tutti. Dammi una soluzione possibile e credibile! Mi sono stufato di chi non ti da mai una soluzione vera.

fonte: http://www.pugliain.net/bernardelli-nord-bossi-un-genio-salvini-cinepanettone/

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6 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Scusate, ma non ho sonno… e cosi’ scrivo.

    Mi e’ tornato a mente che dicevo del TUONO. Bossi TUONAVA e mai parlava.

    Cosi’ mi e’ venuto di dire che qua se non si TUONA niet pioggia e niet lampi.
    Va ben, prima ci sono i lampi poi i tuoni… io facevo i conti dove poteva essere il temporale basandomi sui tempi e dei lampi e dei tuoni.
    I lampi seguono la velocita’ della luce; i tuoni del suono.
    E noi che velocita’ seguiamo..?
    Quella del SEGNARE IL PASSO..?

    Vero, segnamo il passo e perche’..?
    PERCHE’ NON SI TUONA..!!!!

    Bisogna provocare terremoti… o almeno dobbiamo far fare il tintinnio ai lampadari col nostro parlare.
    Un tempo, mi raccontavano i vecchi, c’erano cantanti che facevano vibrare i lampadari di vetro.

    Oggi, nemmeno una foglia, di vetro.

    No ghe xe pi gnente de naolta. Tuto spasa’ via.
    Ne omeni e ne femane… in giro.

    Diversi omani e femane dixaria che semo tuti kompagni.
    Quindi gnente pi’ femane e gnanca pi’ omani.
    Basta farghe far fioi ae femane. Li fara’ i marsiani se i vol vivar so sta tera…

    Ma forse calcosa vien vanti… e ne sistemara’ e par ben.
    Beh: i ga barba, magari el turbante e qualcossa che someia tanto aea sintura de chi ea dopara co el alsa i pesi davero pesanti. (Par via dee ernie no..).

    E par che a Mian i sipia pi’ vanti de tuti nialtri. I ga manifesta’ pa verne de pi’ de sti moltoni, cusi’ ori i monta e i fa fioi. E nialtri paghemo. Come MONE.

    A xe na vera disperasion kari toxati.
    BASTA TALIA..!!!
    TALIA BASTA..!!!

  2. luigi bandiera says:

    Calma, il senatur genio..? Credo proprio di no.

    Era originale e sapeva ascoltare i suggerimenti che gli arrivavano dal basso, dai padani e non solo.

    Piu’ di la’ non e’ andato e perche’ non fu genio ma ruspante come tutti noi padani o settentrionali. Per niente ci chiamano polentoni. E per niente noi paghiamo e gli altri no.

    Senza volerlo sminuire ne’..?

    Tant’e vero che mi fece sognare… poi, se fosse stato genio, invece di farmi umiliare mi avrebbe fatto un colpo di telefono e o liberato.

    Sono fatti. Io non invento mai nulla.

    Gia’, la mia storia e’ sicuramente unica e molto strana sebbene che nessuno la conosce… tranne i miei stretti collaboratori che non ricordo piu’ nemmeno i loro nomi da tanti anni trascorsi.

    No. Genio no. STOP.

    E scusassero se oso tanto.

    • Padano says:

      Personalmente la tua storia mi incuriosisce: ti va di raccontarcela?

      • luigi bandiera says:

        Padano,
        de visu si e in qualsiasi momento. Fin che ho memoria sebbene ne ho persi di fatti a causa della vecchiaia e non solo.
        Si parte da prima che la Liga Veneta fosse, diciamo, “rubata” al Franco Rocchetta e o ai veneti.
        Fino a quando giocoforza e per amor proprio, per non essere scemo davvero e o passare per mona, mi fermai almeno come milite (ignoto ovviamente).
        Nei miei scritti c’e’ sempre un po’ dei miei trascorsi da militante…
        Non sono ancora guarito dal male che mi hanno fatto.
        Dovevo essere un alpino padano ma ci rinunciai… la data non la ricordo, direi che le date non le tengo a mente, vado a spezzoni di tempo legati ai fatti.
        Va ben, non insisto se no parte lo sfogo…
        Per contattarmi puoi usare la mia e_mail:
        luigi.xty@gmail.com
        Non ho problemi perche’ sono noto anche in altri ambienti per cui…
        Anche al TSN… per dire, e solitamente uso la 9×21.
        Sto scherzando…
        Va ben, a presto.

    • Paolo says:

      No. Il senatur non è mai stato un genio. Un furbone di prima qualità, si!

      • luigi bandiera says:

        Paolo,
        prendo spunto per dire che c’e’ differenza sostanziale sul modo di esprimersi tra Bossi e Salvini. Sono uno piu’ bravo dell’altro ma non basta perche’ col CARISMA SI COMANDA mai con i voti.
        Si certo, servono per salire sul palco… ma poi se non c’e’ carisma come paga hai fischi. Tenere il palco e’ dura. Palco politico poi l’e’ davvero dura.
        Pero’ noto che di questi tempi la fanno franca, i politicanti intendo, non rendendo niente se non facendo DANNI. Eppoi, sono sempre a pontificare seminando verita’ a mo di sementi che poi non germoglieranno mai. E’ un costo tutto sto seminare invano..!

        E’ molto importante il come ci si pone nei confronti dei cittadini.
        Ci sono personaggi che in poche parole dicono molto ed entrano nell’anima di chi ascolta. Come fa del resto la buona musica.
        Per il modo di espressione che ha avuto Bossi mi ha fatto veramente sognare.
        “Dichiaro l’indipendenza della Padania”, tuonava… detta da Bossi suona come un vero TUONO e ti entra nel cervello; detta da Salvini ti entra ma meno fragorosamente. Perche’ gli manca il carisma anche sulla parola. Sapete, e’ difficile da acquistare sto kax di karisma.

        Per questo paragoni non se ne possono fare ancora: uno e’ di una specie e l’altro di un’altra specie. Se volete paste diverse.
        Come i pulcini di un cardellino, non hanno i colori del padre o della madre.
        Magari cinguettano anche bene ma senza il loro piumaggio, da grandi, non cantano.

        Mattarelum per esempio, a me non dice nulla… non lo sento.
        Puo’ anche cantare il te Deum ma per me e’ come un fantasma.
        Beh, io non lo ho eletto.
        E tanti altri politici che dicono che ci rappresentano… non ci si assomiglia nemmeno e ci rappresentano..?

        Concludo con un augurio per Salvini dato che Bossi ha fatto e credo terminato la sua parte politica. Impegno politico.

        Poi e’ stato sfortunato ad avere quel malore, mio padre mori’ a 63 anni per lo stesso motivo.

        At salüt

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