BERNARDELLI: BOSSI NON FACCIA ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

di GIORGIO CALABRESE

“Che adesso ci vengano a raccontare che Bossi non sapeva nulla di come venivano utilizzati i soldi della Lega è una storia che non sta né in cielo né in terra. Lui, il segretario federale, che solo qualche settimana fa, in occasione di un comizio in Emilia, aveva difeso Belsito come un buon tesoriere, che aveva specificato come i soldi non fossero in Tanzania ma in Norvegia,  che prima di fare ancora operazioni del genere il tesoriere avrebbe dovuto parlare con lui, concludendo che la politica si fa con i soldi e ‘siccome la politica la faccio io, Belsito deve parlare con me per come utilizzare i soldi’. Dunque, mio caro Senatur, sapevi benissimo come Belsito si stesse muovendo ed anzi hai rivendicato pubblicamente che ogni decisione finale dipendeva da te e non da chiunque altro”.

Roberto Bernardelli, ex parlamentare leghista e oggi presidente dell’Unione padana, interviene sulla bufera che sta squassando il Carroccio e non sembra affatto sorpreso di quanto sta emergendo e si indigna di fronte al tentativo di far passare Umberto Bossi come Alice nel paese delle meraviglie.

– Lei ritiene che Bossi sia sempre stato a conoscenza dei movimenti finanziari della Lega, anche dopo la malattia che l’ha colpito?

“Bossi è sempre stato pienamente responsabile di tutte le scelte compiute in nome e per conto della Lega e dunque anche di quelle di carattere finanziario. Ai tempi in cui la cassa era in mano a Maurizio Balocchi, nonostante il personaggio fosse apparentemente più abile e accorto di questo Belsito, il segretario federale era al corrente e condivideva tutte le scelte che venivano compiute dal segretario amministrativo. Non esisteva proprio che potesse avvenire una cosa diversa”.

– E’ convinto che questo schema si sia riproposto anche con Belsito?

“Ne sono certo, perché sta nel carattere di Bossi. E se la malattia lo ha indubbiamente menomato, state certi che sul fronte della cassa le cose non possono essere cambiare. E se non era direttamente il Segretario a conoscere tutti i minimi particolari delle operazioni pe ri motivi che sappiamo, ci sarà stato qualcuno a lui molto vicino a tenere sotto controllo il Belsito. Perché, non bisogna mai dimenticarlo, nella testa di qualcuno, e forse anche dello stesso Senatur, la Lega Nord da tempo equivale alla ditta Bossi&Figli. E oggi fa sorridere il tentativo di scaricare ogni responsabilità sulle spalle del tesoriere dimissionario: ma pensano ancora di riuscire a prendere in giro tanta gente, fatta forse eccezione per qualche militonto”.

– Questa sua valutazione presuppone che da tempo lei consideri il Carroccio non più un movimento politico con precise finalità, ma solo un partito familistico interessato alle carriere. E’ così?

“Che la Lega abbia esaurito da molto tempo la sua spinta ideale è sotto gli occhi di tutti da anni. Così come è evidente che si sia trasformata in un poltronificio. Tuttavia bisogna distinguere fra la grande maggioranza dei militanti, che hanno creduto in un sogno e ora si trovano disillusi, con un pugno di mosche in mano ed esposti al pubblico ludibrio per le colate di fango, per non dire di altro, da cui rischiano di essere sommersi, e la dirigenza arrivista, responsabile insieme a Bossi del tradimento del sogno, e che oggi dovrebbe essere chiamata a rendere conto di come sono state utilizzate le tante decine di milioni di euro di finanziamento pubblico proprio alle migliaia di iscritti che nel corso degli anni hanno sacrificato passione, tempo e denaro per la causa leghista. Una causa che oggi è finita letteralmente a puttane”.

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2 Comments

  1. Radimiro says:

    Comunque c’è in questo momento c’è una grossissima differenza come votanti tra Lega Nord e Unione Padana. Non sono minimamente due soggetti vicini e quindi con tutto il rispetto quest’ultimo attualmente non puo’ a mio avviso aspirare a sostituirsi alla Ln e prima di poterlo fare deve ancora percorrere “parecchi anni luce” e soprattutto evitare scissioni al proprio interno. La caretteristica di questi piccoli movimenti è proprio questa, già sono minuscoli e con queste frizioni interne, vedi anche Veneto Stato, evidentemente desiderano “essere microscopici” !

  2. Franco says:

    Condivido l’analisi di Roberto.Non poteva non sapere, visto chei suoi unici interessi erano e sono quelli personali.

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