Berlusconi&Santoro, i Lemmon&Matthau del teatro Italia

di TONTOLO

Io che son Tontolo ma non tontolon, lo sapevo fin da prima che si consumasse il confronto-scontro che la partecipazione di Berlusconi alla trasmissione di Santoro sarebbe stato l’evento mediatico di questa campagna elettorale. E così è stato. Dopo oltre trent’anni di peripatetismo nel mondo dei giornali e della comunicazione, non ci voleva un genio per immaginare che a Servizio Pubblico sarebbe andato in onda il confronto fra due consumati attori del tubo catodico, una sorta di Jack Lemmon & Walter Matthau in salsa italica. La loro performance di ieri sera a Servizio Pubblico è stata quella tipica di due grandi gigioni dello schermo, insuperabili da un certo punto di vista, ai quali poco importa in fin dei conti di ciò che dicono, ma giocano tutto sulla capacità di stare in video, anzi di bucarlo per il semplice fatto di essere lì in scena, con uno che sostiene l’altro ed anzi si rimandano la palla a vicenda, in una corsa dove i reali contenuti poco importano, o quantomeno vengono molto, ma molto dopo.

Santoro ha dimostrato che lui di Vespa se ne fa un baffo, anzi una scureggia, nel momento in cui, cioè da subito, ha fatto capire al pubblico che, in rapporto,  le partecipazioni del Cavaliere nel salotto di Porta a Porta altro non sono che delle incredibili ronfate. E ha sancito che il talk show televisivo di carattere politico in Italia è lui e nessun altro. L’ex premier, invece, non avendo neppure per un secondo accarezzato l’idea di andarsene (chi scommetteva su questa possibilità, non ha mai capito nulla di questi due), sapeva benissimo che avrebbe esaltato se stesso e la sua straordinaria capacità di dire tutto e il contrario di tutto solo per il fatto di poter duettare con un degno co-protagonista.

E anche il passaggio un po’ noioso della sequela delle condanne di Marco Travaglio è stato un consumato siparietto, concluso dalla straordinaria mossa di spolverare la sedia su cui era seduto poco prima il giornalista, per dire al suo vero avversario (che non era Santoro, appunto): stai lì buono che tanto tu in questo palcoscenico sei solo una comparsa.

Chapeau. Nonostante Berlusconi mi stia proprio sugli zebedei, non ho difficoltà a dirmi ancora ammirato sulla sua capacità, a 76 anni, di rimanere in scena per tre ore con l’intensità e la presenza dimostrate ieri sera. E di questo deve dire grazie a Santoro, che non c’era bisogno della prova di ieri sera per confermare che rimane il più bravo. I due restano insuperabili a promuovere se stessi. Del resto nun gliene può fregare de meno. O meglio: noi siamo noi e voi non siete un cazzo!

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2 Comments

  1. marco says:

    è esattamente l’impressione che ho avuto io. era una serata incentrata sui due ego. noi siamo noi e voi non siete un cazzo.

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