Berlusconi: vi soffocheremo di tasse, ma con moderazione

di CLAUDIO ROMITI

In un videomessaggio ripreso da tutte le tv nazionali, Silvio Berlusconi ha lanciato l’ennesimo appello al popolo dei cosiddetti moderati. Appello immediatamente scimmiottato dal suo ultimo delfino politico Toti. L’idea è sempre quella che il Cavaliere e le sue truppe cammellate ripropongono da vent’anni: fare argine alla marea dilagante della sinistra, grillini compresi, turandosi il naso e votando la coalizione di centro-destra.  Ovviamente trattasi dell’ennesima mistificazione la quale è, occorre sottolinearlo, presente in modo assolutamente speculare anche nel fronte avverso.

In realtà, chiunque sappia far di conto e non porti spesse fette di mortadella sugli occhi dovrebbe aver oramai capito che sul piano sostanziale non esiste alcuna differenza di rilievo tra i vari partiti e movimenti che si contendono la guida politica dell’Italia. Negli ultimi due decenni, infatti, abbiamo assistito ad una sorta di continuismo statalista, caratterizzato da una crescita evidente e senza soluzione di continuità di almeno tre elementi di base: competenze pubbliche, spesa dello Stato e pressione tributaria allargata. Portato inevitabile di un sistema democratico fondato sull’esproprio feroce delle risorse private e sulla sua susseguente redistribuzione a pioggia, finora nessuna forza politica è stata minimamente in grado almeno di invertire tale tendenza.

Per tale motivo questo ennesimo appello ai moderati appare come  la solita, grottesca manifestazione di puro markenting elettorale, priva tuttavia di alcuna speranza di concretezza. Dopo aver sperimentato la tragica mancanza di gambe delle chiacchiere espresse dall’uomo di Arcore, solo un cieco e insensato atto di fede potrebbe convincere i tanti delusi che lo votavano in passato a tornare sui loro passi. Errare è umano, perseverare è berlusconiano.

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8 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Berlusca non ha futuro.
    Per averne dovrebbe studiarsi le imprese di Ron Paul, suo coetaneo.
    E copiarlo in tutto.
    Berlusca non ne ha semplicemente la capacità.

  2. Marcaurelio says:

    I moderati se sono intelligenti voteranno il Cavaliere.
    Il Cavaliere è un grandissimo e toglierà le tasse un pò a tutti.
    Non vi fate abbindolare da questo tipo di articoli.
    Date retta a me Berlusconi è un generoso e vi farà stare bene tutti.
    Padani sveglia votate Forza Italia o in subordine NCD o Lega Nord o Fratelli d’Italia tutti partitini subalterni ma fedeli al Cavaliere.
    I comunisti e i grillini sono la rovina di questo nostro bel Paese.

    • Marta says:

      COL CAZZO!
      Anzi nel mio caso neanche con QUELLO.
      Comunque, l’infelice giorno che mai mi dovessi pensare di votare l’ILLUSIONATONUMERO UNO D’ITALIA, sarà anche il giorno che piuttosto mi farò amputare mani e anche i piedi piuttosto di mettere croci devastanti su una scheda elettorale.
      Ma tutto sommato mi sento anche serena su questo, infatti il cavaliere NON PUO’ ESSERE VOTATO!

    • pippogigi says:

      Se c’è uno che non può essere votato da un padano è Berlusconi. Da anni ci prende in giro sia con la riduzione della pressione fiscale (è dal 1994 che ci conta questa storiella), che per il misero federalismo solidale (non parliamo di indipendenza..) che della sua totale inattività di fronte alla crisi. Io il Berlusconi degli Studi Settore, della multa Ue per le frequenze televisive di Rete4, dell’aumento della pressione fiscale, delle 20.000 aziende chiuse nell’ultimo anno del suo governo, degli italiani (e padani) ricchi perché avevano tutti un cellulare, dei ristoranti pieni me lo ricordo bene.
      Che vada a godersi la latitanza (perché una volta indipendenti se lo acchiappiamo gli facciamo pagare tutti i danni e la galera, età o salute che sia, non gliela leva nessuno) con qualche diversamente vergine in qualche isola tropicale e la smetta di venderci padelle, materassi e frottole varie.

  3. pippogigi says:

    Il Pdl da vent’anni chiede di essere votato se no vanno al potere i comunisti, il Pd da vent’anni chiede di essere votato se no governa Berlusconi (ecco perché Berlusconi nonostante la condanna è ancora li e non in galera….) in realtà da vent’anni governano insieme (facendo la staffetta, uno aumenta il debito pubblico, l’altro le tasse) e gli ultimi governi ne sono la prova.
    Briatore l’altra sera ha detto una frase che condivido “quelli che vanno a Roma rimbecilliscono”, la Lega ne è un esempio. Ecco la Lega è una terza componente del teatrino italiano, prende i voti di chi vuole l’indipendenza e poi se ne scorda, vota tutte le porcate che gli vengono messe sotto il naso, anche quelle dichiaratamente antipadane.
    Detto questo quali sono le conclusioni?
    La prima è che gli indipendentisti mai e poi mai dovranno scendere a Roma, finirebbero infettati dalla palude romana a sarebbe un implicito riconoscimento della legalità dell’occupazione italiana.
    La seconda è quella di votare il M5S e non la Lega. Il M5S se prenderà il potere provocherà un caos tale per cui per noi sarà più facile far valere i nostri diritti e poi vorrei vedere con che faccia ci negherebbero un referendum per l’indipendenza, per esempio. Non che io sia favorevole al referendum, far votare immigrati italiani e coloni italiani sarebbe come far votare ai pedofili una legge antipedofilia….

  4. Mister Libertarian says:

    Mi sono chiesto come mai negli anni Ottanta c’era in Italia un fortissimo movimento di protesta antistatalista, antiburocratica e antifiscale, che si è manifestato soprattutto nel consenso a Forza Italia e alla Lega Nord, mentre oggi questo tipo di protesta manchi completamente.

    La rivolta, incanalata soprattutto dal Movimento 5 Stelle, infatti ha adottato una posizione piuttosto statalista.

    Come mai?

    La mia risposta è questa: negli ultimi vent’anni il colossale inasprimento fiscale e aumento della spesa pubblica ha distrutto quasi completamente, anche dal punto di vista numerico, quel “popolo delle partite iva” che costituiva lo zoccolo duro dell’antistatalismo.

    Si è dunque verificato un fatto assai singolare: due partiti che hanno governato per parecchio tempo in questi ultimi vent’anni, Forza Italia e la Lega Nord, hanno volutamente distrutto la propria base sociale ed elettorale con le loro scelte di politica economica.

    Non so però il motivo per cui l’hanno fatto. Probabilmente per ragioni d’interesse di breve periodo (conquistare il massimo del potere e dei privilegi di casta), oppure per ragioni ideologiche (la prevalenza delle idee ultrastataliste di Tremonti).

    In ogni caso credo che per loro sia stato un suicidio.

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