Berlusconi-Salvini, le finte e le mosse per non perdere Milano o il Paese…

di ANGELO GIORGIOGOVERNO: SALVINI, LEGA RESPONSABILE MA SAREMO MENO EDUCATI

A Milano il termometro che misura la temperatura “politica” è ormai alle stelle. Tra annunci, smentite, passi indietro e incontri, il sistema politico è in fibrillazione. La corsa alla carica di primo cittadino della capitale economica del Paese è di fatto iniziata. E tra i protagonisti principali, il ruolo del leone lo gioca il duo Berlusconi-Salvini.

Prima annunciando una sorta di tandem, poi programmando una serie di incontri ristrettissimi. Ma che cosa si “nasconde” davvero dietro i contatti sempre più frequenti tra il leader lumbard e il presidente di Forza Italia?  La poltrona di sindaco: ovvio e fin troppo semplice. Quello che è meno semplice e che non trova i due “alleati” uno in fianco all’altro, è che entrambi ambiscono a quella poltrona per sé o comunque per un uomo del proprio partito. Così, come in una lunghissima partita a scacchi ogni pedina che si muove non lo fa in una logica di breve periodo, ma di lungo o lunghissimo. Per quanto lungo posa essere visto l’avvicinarsi dell’appuntamento con le urne.

E siccome entrambi sanno giocare a scacchi ecco che al momento la strategia è quella della distensione, si parla di tandem, di binomio, di coppia vincente. Insomma di quello che dice tutto e niente perché nessuno dei due è intenzionato a fare un minimo passo indietro.

Da parte sua il segretario federale del Carroccio accarezza il sogno che ha da quando per la prima volta ha varcato la soglia di Palazzo Marino e che ha di fatto annunciato allo stesso consiglio comunale il giorno del suo abbandono alla politica milanese quando ha detto che a Milano sarebbe tornato da sindaco.

L’altro, galvanizzato dalla vittoria in Liguria di un suo fedelissimo, è convinto di potere fare il bis e di mettere il cappello sulla politica meneghina. Ma, ricordano i fedelissimi di Salvini, la vittoria in Liguria non è merito “esclusivo” di Fi bensì di una coalizione che ha trovato proprio nel carroccio un importante sostenitore.

E allora che succede? Difficile a dirsi. Di sicuro la vicenda Del Debbio è sintomatica. Salvini, che vorrebbe fare il sindaco di Milano ma che si vedrebbe bene anche Premier è attendista e davanti alla possibilità di perdere la guida del capoluogo lombardo prepara il terreno sostenendo (senza però esagerare) un nome in quota Forza Italia che non gli sarebbe del tutto indigesto: Del Debbio appunto. Lo stesso nome sostenuto dalla Santanché che ha però rischiato di essere fatto fuori dai giochi a causa di una spaccatura interna agli azzurri divisi tra i suoi sostenitori e chi, invece, non vede proprio bene un candidato sindaco “amico” del segretario leghista.

Così lo stesso Del Debbio, capita la morsa nella quale stava andando a finire ha fatto un passo indietro, come a dire: ‘io ci sono ma faccio un passo indietro perché so che ci sono nomi migliori del mio’. Mossa politica eccellente: da un lato si è sfilato senza però uscire dal novero dei candidati, dall’altro si è tolto dall’abbraccio mortale nel quale stava andando a finire.

E Salvini? Al momento resta alla finestra, continua a lanciare il nome di Del Debbio, forse per creare scompiglio in Fi e riproporre così la sua candidatura all’ultimo. Ma l’ex Cavaliere sembra avere capito il gioco dell’alleato e così rilancia la strada degli incontri per arrivare a un candidato condiviso.

Ma è chiaro a tutti e due che molto è in mano a Renzi. Entrambi sanno che se il premier continuerà sulla strada annunciata della diminuzione delle tasse e dell’abolizione dell’Imu lo farà solo per prepararsi la strada verso la rielezione e allora sia Salvini che Berlusconi dovranno scegliere in fretta se scommetter sulla poltrona da sindaco di Milano o da Premier. Tutto non si può avere.

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