Berlusconi riesuma Forza Italia 2.0, il sistema non vuole riformarsi

di FABRIZIO DAL COL

Berlusconi ha sciolto le sue riserve e sarà della partita per le prossime elezioni politiche anche senza la nuova legge elettorale. Infatti, in questi giorni l’ex premier ha deciso di riesumare Forza Italia in quanto convinto che nella realtà di oggi, la sua vecchia creatura, contrariamente al Pdl, potrebbe ancora spopolare in tutta Italia e raccogliere quei milioni di voti che non è invece più in grado di raccogliere il partito nato dal “predellino”, un partito a suo modo di vedere troppo diviso e non più proponibile. Ancora non è sicuro, ma i bene informati si dicono sicuri che domani il grande “capo” si presenterà in pompa magna dal mitico Vespa per annunciare un nuovo miracolo: riformare interamente lo Stato. Se il Cavaliere deciderà, come in passato è sempre stato, di affidarsi allo studio di “Porta a Porta” per presentare la presunta ventata di novità necessaria a riprendersi i voti perduti, c’è da pensare che stavolta, oltre ai pochi fedelissimi, non in molti sembrano disposti  a crederci. Tuttavia, si fa un gran parlare di facce nuove e di parecchi giovani pronti a seguire il Cav nella nuova sfida, ma soprattutto si parla del particolare non trascurabile 2.0 che dovrebbe essere aggiunto al vecchio partito Forza Italia. Fatte le debite considerazioni ed immaginando di andare a votare con il Porcellum, Berlusconi avrebbe fatto i conti di poter portare circa un’ottantina di parlamentari dentro il Parlamento. Tutto ciò, in virtù di un “patrimonio” del 12% circa di elettorato che, a suo dire (ma anche confortato dai sondaggi di Alessandra Ghisleri) rappresenta un pacchetto di voti “assolutamente personale” e non collegabile ad alcun partito. Voti che Berlusconi si è convinto essere suoi e che, dunque, può usare solo per sé nella prossima legislatura, anche per non avere più alcuna “zavorra” come lo sono stati in passato prima Fini, poi alcuni transfughi del Pdl e, infine, i colonnelli di An Gasparri e La Russa che “hanno distrutto definitivamente il Pdl, che ora è morto”. Nonostante tutto l’ex premier, pur consapevole di perdere per strada la nutrita componente di Comunione e Liberazione e una buona parte di sostenitori che vorrebbero le primarie del PDL, ha però deciso di tirare dritto per la sua strada.

Nel frattempo, con l’attivismo messo in campo in questi giorni dagli ex An che sono già con un piede fuori della porta, la scissione del PDL è già nei fatti e l’idea è quella di formare una nuova compagine con il nome “centrodestra italiano” facente capo all’ex ministro Giorgia Meloni. Tuttavia, in quella che dovrebbe essere la nuova mappatura della politica italiana, con tutto questo bailamme in corso, complici anche i sondaggi, sarà inevitabile che sorgano come funghi  nuove liste, nuovi movimenti e nuovi partiti che inevitabilmente si alleeranno poi con le coalizioni più grandi . Ciò comporterà, come sempre è accaduto in passato, che tutte queste nuove componenti politiche continueranno a nascere in parlamento invece di costituirsi dalla società civile. Ciò che emerge già chiaro in questa fase politica, è il sistema che non vuole riformare sé stesso e, come sempre è accaduto in passato, anche questa volta avrà il sopravvento su quel cambiamento che a parole invocano tutti, mentre nei fatti preferiscono mantenere dello status quo. Una situazione che, se confermata, da un lato non farà altro che frantumare ancora di più il voto rendendo così ingovernabile la coalizione che vincerà le elezioni, mentre dall’altro tutti coloro che non intendono rinunciare a ricandidarsi, potranno riciclararsi in queste nuove compagini politiche.

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    Parlo da presidente di club Forza Italia della prima ora.
    Acqua sotto i ponti ne è passata molta e se prima per Berlusconi io ed altri ci spellavamo le mani in applausi, lo abbiamo visto, “lui”, imbarcare di tutto e di più nella zattera che avrebbe dovuto traghettarci ad una Repubblica Democratica, ignorando ogni sentore di noi suoi sostenitori che le cose le vedevamo da un diverso punto di osservazione ed i suoi “imbarcati” li conoscevamo bene.
    Abbiamo visto elezioni date per perse da questi figuri e da lui solo, contro tutti, portate alla vittoria.
    Figuri che una volta accomodatisi sugli scranni vellutati, hanno ripreso ad agire sottobanco per se ed i loro clientes augurandogli una fine naturale o con la longa manus della magistratura, per non avere alcun vincolo nemmeno formale.
    Con la mia stima personale per l’uomo e la convinzione che agisca in buona fede per il bene dell’Italia, non vedo come gli si possa dare ancora fiducia.
    Carpe diem, Berlusca!

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