Berlusconi: passo indietro e non escludo Monti leader dei “moderati”

di REDAZIONE

”Non escluderei Mario Monti come leader del raggruppamento dei moderati”. Lo ha affermato stamattina Silvio Berlusconi. Monti ha sempre gravitato in questa area, ha tra l’altro detto aggiungendo di aver avuto contatti con altre personalita’ e che ci sono diversi nomi nella lista dei possibili leader. Un passo indietro per unire i moderati? “E’ una linea assolutamente coerente con tutto cio’ che e’ stato fatto da quando nel ’94 ho deciso di lasciare il ruolo di imprenditore per scendere in campo. Anche allora c’era l’ipotesi che l’Italia fosse consegnata alla sinistra”, dice Silvio Berlusconi, intervenendo alla trasmissione ‘La telefonata’ di Belpietro su canale 5. L’ex premier ricorda di aver gia’ fatto un passo indietro rinunciando al suo ruolo di Capo del governo. “Il mio appello e’ rivolto a tutti i moderati che rappresentano la maggioranza degli italiani e non si riconoscono nella sinistra, guidata dalla Cgil, dalla Fiom e da Vendola”, aggiunge il Cavaliere.

Anche Gianfranco Fini potra’ rappresentare il centrodestra? “Quando i moderati devono presentarsi in campo e fare massa occorre che tutti i moderati stiano dentro questo centrodestra, anche sottrarre il voto di un piccolo partito e’ una cosa che non si deve fare”, risponde Silvio Berlusconi a Belpietro. “Non bisogna lasciare spazio alla sinistra. E’ conveniente e quasi obbligatorio che i moderati devono stare insieme”, sostiene ancora il Cavaliere.

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3 Comments

  1. romain says:

    come si fa a considerare il tassatore Monti come un moderato? un moderato non porta il carico fiscale al 55%, un moderato non ripristina un’imposta patrimoniale odiosa come l’Imu sulla prima casa dopo che l’Ici era stata abolita (qualcuno lo ricorda?), un moderato non aumenta a dismisura l’imposta sui carburanti chiamandola accisa….e così via

  2. ingenuo39 says:

    Bisogna essere fiduciosi, come diceva quel marinaio che mentre stavano navigando nella cacca e la nave stava affondando a chi gli chiedeva “come và”, lui rispondeva “fin qua tutto bene”

  3. Cari amici, l’editoriale va aggiornato con la vera notizia del giorno.
    Monti vuole eliminare le regioni.
    “Stiamo pensando a un intervento chirurgico sul titolo quinto della Costituzione per aggiustare alcune cose”, aveva annunciato mercoledì scorso il ministro Filippo Patroni Griffi alla commissione Affari Costituzionali, alla Camera. Versione poi confermata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà.
    Una riforma che potrebbe cominciare già oggi, quando la legge sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri.
    I tempi sono strettissimi: per cambiare la Carta serve un doppio passaggio in Parlamento, tra Camera e Senato. E serve la maggioranza qualificata dei due terzi, altrimenti scatta il referendum confermativo.

    Morale, moriremo tutti sotto il giogo romano, PDL complice.

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