Berlusconi è tornato: spara balle mentre il Pd fa da zerbino

di FABRIZIO DAL COL

Com’era prevedibile, mentre agli occhi dei suoi elettori Berlusconi spingeva per l’abolizione dell’Imu, nelle “ segrete “ stanze di un governo già nato fallito studiava la nuova imposta che graverà anche su chi fino a quest’anno non ha pagato la tassa erede dell’Ici. Ora il governo sta studiando una soluzione che permetta di abolire l’Imu e accontentare il PdL di Silvio Berlusconi, e come è già sempre accaduto in passato con tutti i governi del Cav, sarà abolita senza abolirla, facendo così redistribuire il peso fiscale sulla platea di contribuenti più ampia, ovvero quella platea dove è logico si incassi di più: i più poveri. Tutto cambia affinché nulla cambi, ed ecco che con un gioco di illusionismo e prestidigitazione degni del celebre Houdini,  potrebbe comparire una nuova tassa da chiamare Imposta Case e Servizi (ICS) e dovrebbe contenere al proprio interno anche la Tares, la nuova tassa sui rifiuti (anch’essa rinviata a dicembre, come l’Imu, guarda caso), la tassa su servizi come l’illuminazione stradale e forse l’imposta di registro sulle compravendite.

Evviva, mr. B detta la linea e chiedendo anche la presidenza della convenzione, ovvero quella nuova istituzione che dovrebbe sostituirsi all’assemblea costituente, è riuscito ad ottenere ciò che voleva: il diniego dell’ala riformista del Pd, in cambio di una nuova tassa in sostituzione dell’IMU. Il governo, ovvero l’esecutivo in carica in cui partecipa defilato il Pdl, starebbe infatti studiando anche una “riformetta” del catasto, che dovrebbe abbassare le aliquote sul carico degli immobili della periferia rispetto a quelli del centro, mentre l’eliminazione dell’addizionale Irpef comunale allevierebbe il peso fiscale dei lavoratori dipendenti. Tuttavia questo ambaradam avrebbe anche un costo, ovvero una patrimoniale sugli immobili con valore catastale superiore al milione e mezzo di euro.

Vediamo allora di riassumere la situazione di contingenza in corso: sospendere la rata IMU di giugno costerà 2 miliardi se non di più; bloccare l’1% di aumento dell’Iva a luglio ne costerà di più perché nel frattempo, causa crisi, se ne sarà incassata di meno; rifinanziare la cassa integrazione in deroga costerà ancora di più perché da qui in avanti aumenterà ancora la richiesta. Un totale che potrebbe sfiorare i 10 miliardi, che potrebbero però essere trovati in via provvisoria tirando in ballo la Cassa Depositi e Prestiti, ovvero quel solito ente pubblico sempre pronto ad anticipare denari che non sono suoi, ovvero i denari dei Cittadini. Si tratterebbe di un anticipo? Forse, il condizionale è però d’obbligo dato che “per il bene del Paese” ci si può attendere ancora di tutto: gli italiani, infatti, saranno costretti a tirar fuori questi quattrini a fine anno, appena sarà stabilita la nuova ICS. In altre parole, addio (per chi ancora ce l’ha) alla tredicesima del 2013 che finirebbe già fumata per la nuova l’imposta in sostituzione dell’IMU. La speranza di pagare meno per molti lavoratori dipendenti e locatori, è al momento solo una speranza, ma che potrebbe anche tramutarsi in triste realtà. Gli effetti di questo opportunistico gioco politico, infatti, rischiano di essere dannosi quanto demenziali ma come sappiamo, pur di garantirsi il consenso necessario a vincere le prossime elezioni, i partiti potrebbero  inventarsi anche di peggio.

Nel frattempo che la politica si è inventata il falso problema dell’Imu, c’è chi ancora crede di risolvere le questioni  in ballo attraverso l’uso della finanza “ creativa”, quando invece l’Italia non può più permettersi manovre allegre e guidate dall’interesse di parte. Questione di ragioneria? Affatto: rimanere sotto il 3% del rapporto deficit/pil e uscire dalla procedura d’infrazione comporterebbe infatti lo sblocco di 12 miliardi che l’Italia potrebbe usare per gli investimenti. Attenzione però, per sblocco si intende l’utilizzo dei fondi fermi nel famoso patto di stabilità, e l’abolizione e la restituzione dell’Imu sulla prima casa, se non sostituite da un’imposta di uguale importo, rischiano in definitiva di diventare un costo di 20 miliardi, ai quali andrebbero aggiunte le altre misure anti-crisi come la rinuncia all’aumento dell’Iva, il finanziamento della Cig in deroga, i crediti d’imposta per le assunzioni (costo: 2,5 miliardi), la proroga dei precari nella P.A. (poco meno di un miliardo) e il fondo Pmi contro i rubinetti chiusi delle banche.

E se al “sparaballe” B non importasse un bel fico secco di tutte le problematiche finanziarie da risolvere e  invece la sua unica priorità fosse solo quella di prepararsi per la prossima campagna elettorale?

 

 

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3 Comments

  1. Marta says:

    Vi invito a riascoltare la canzone di Bertoli “Italia D’oro” cantata a Sanremo nel lontano 1992, ascoltate cosa dice e poi ditemi cosa è cambiato.

  2. Marta says:

    Se Berlusconi riesse ad avere la presidenza de la convensione e son pronta a scometare che el ghe riesse, spero solo che qualche fortuito talebano riessa a metare na bela bomba soto i culi dei parlamentari na volta par tute, parchè saria massa scandaloso che uno pien de procesi, posa evere la possibilità, oltre che de entrare in parlamento ( che di per se stesso il fatto xe xà scandaloso e vomitevole) anca presiedere una convensione che gà el compito de modificare la costitusione. Par el resto Ambra Catambra ………Vedo………..Prevedo………… e ……….Stravedo che al posto dell’Imu se farà una Manovrina per raccogliere i soldi come classico dei classici, dalla scuola, dalla sanità e dalle pensioni. ( ma no dala sanità privata, dale scole private e dalle pensioni d’oro.

  3. Diego Tagliabue says:

    Ma vi scaldate ancora per questi?

    La politica di Fallidagghia (di destra o di sinistra) è sempre e solo in funzione del parassitismo statale (politici, statali, parastatali ecc.), che sono la MAGGIORANZA in Fallidagghia!

    L’unica differenza consiste nel colore della maglietta dei parassiti, ma la sostanza non cambia.

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