Berlusconi: alla Lombardia va già il 72% delle tasse. La profezia di Oneto: ne vedremo delle belle in Lombardia

di GILBERTO ONETO

L’altra mattina a Radio Padania  Maroni ha spiegato come saranno impiegati i molti miliardi che resterebbero in Lombardia trattenendo il 75% delle tasse: abolizione dell’Irap e del bollo sull’auto e una copiosa serie di altri benefit e investimenti in infrastrutture.

Le sera stessa Berlusconi era ospite di Lilli Gruber a “Otto e mezzo” e, invece di confrontarsi con competenza – come tutti si sarebbero aspettati – su tecniche di lifting, marche di silicone e progressi della chirurgia estetica,  i due si sono lanciati in una acrobatica intervista su temi della politica.

A un Berlusconi particolarmente tonico, la Gruber a un certo punto ha chiesto: «Lei insieme alla Lega ha fatto anche un accordo sulle tasse, perché la Lega vorrebbe creare questa Macroregione che include le regioni del Nord e prendere per sé il 75% delle tasse riscosse dallo Stato. Allora lei è d’accordo su questa – diciamo – ipotesi della Lega?  Bisogna anche vedere se è costituzionale».

Risposta di Berlusconi:  «Questa è una ipotesi a cui siamo già molto vicini perché calcolando tutti i costi che vengono sostenuti nelle regioni del Nord dallo Stato centrale, tutti i servizi che sono a carico dello Stato centrale, già adesso siamo al 71-72%.

In una rivisitazione completa di quegli 800 miliardi che sono la spesa annuale dello Stato c’è certamente modo, riducendo questi 800 miliardi, di far sì che il Nord possa contare su un introito pari al 75% di quello che è chiamato a versare. Questo 25% invece non ricompreso andrà tutto a favore delle regioni meno fortunate, delle regioni del Centro-Sud».

Gruber: «Quindi, insomma, è realizzabile questa proposta?»

Berlusconi: «Abbiamo esaminato questa cosa con i nostri presidenti delle regioni del Sud. Li abbiamo trovati concordi su questo punto».

Sembra la commedia degli inganni, il gioco dell’incomunicabilità pelosa.

Nella stessa trasmissione mattutina Maroni ha anche detto di fidarsi degli accordi scritti che Berlusconi sottoscrive perché finora li ha sempre rispettati. Si vede che tutti gli altri accordi precedenti non li aveva messi nero su bianco perché alla gran parte delle persone normali non sembra proprio che li abbia rispettati davvero o che lo abbia fatto con levantina furbizia: come la devolution approvata in Parlamento e poi silurata nel referendum, o come il cosiddetto federalismo fiscale approvato con massacrante lentezza e mai dotato dei decreti attuativi. Il solo patto che sembra rispettare con granitica caparbietà è quello stipulato dal notaio con Bossi e che – secondo i più maligni – gli avrebbe in qualche modo consegnato il controllo della Lega.

Questa volta si lancia con grande abilità e sicurezza nel giochino delle tre carte – appreso nelle sue appassionate frequentazioni canore e sentimentali alle pendici del Vesuvio – e ci viene a raccontare che non è neppure vero che il Nord (e dagli con i punti cardinali!) ci rimetta dal patriottico sodalizio col Tacco. Siamo tutti pistola noi che ci crediamo derubati, sono scemi quelli che fanno i conti, capiscono poco anche la Fondazione Agnelli, Ricolfi, la CGIA di Mestre e tutti quelli che non si sono resi conto che la deprivazione e il salasso sono solo “percepiti”. Che insomma bisogna smetterla di prendersela con le regioni “meno fortunate”. E poi si tratta tutto al più di una manciatina di miliardi, roba che – con quel che da lui alla ex moglie in alimenti – potrebbe graziosamente pagare di tasca sua. Così fa contenti i suoi e fa stare zitti quei rompiballe dei padanisti.

É il solito grande Berlusconi che elargisce certezze: «Il Nord trattiene già il 72% delle tasse!»,  «Ruby è nipote di Mubarak!».

Ne vedremo delle belle.

(da lindipendenzanuova.com del gennaio 2013)

Print Friendly

Recent Posts

Leave a Comment