Berlusca, come il Mastro Don Gesualdo deve difendere la sua “roba”

di GIANLUCA MARCHI

Dove eravamo rimasti? Che al vertice europeo di Cannes dell’autunno scorso l’allora premier Silvio Berlusconi era stato pressoché scansato da tutti e quasi umiliato. Il messaggio era stato chiaro: per come sta conciata l’Italia, vi conviene mettervi sotto l’ala protettrice del Fondo monetario internazionale e compagnia bella se non volete andare in default. “Io farmi commissariare insieme al Mio Paese? Giammai” concluse il Cavaliere, che preferì dimettersi e dare spazio al governo tecnico del professor Monti. Da quel momento  si sono costruite tante fantasie, a cominciare dall’uscita definitiva di scena dell’Uomo di Arcore, magari alimentate dalle sue stesse dichiarazioni, quelle del tipo “non mi ricandiderò più a premier”, alle quali credono solo i tonti, visto che manco lui ci crede veramente a quel che dice.

La realtà è che Berlusconi non può uscire di scena. O meglio, sarà costretto ad uscirvi solo con i piedi in orizzontale, magari solo a 120 anni come gli aveva fatto credere il suo amico don Luigi Verzè, che tuttavia non ha fatto in tempo a godere dell’elisir di lunga vita. Non può uscire di scena perché altrimenti non sarebbe più Berlusconi e non lo può fare – qui sta il motivo più vero – perché deve proteggere la sua “roba” , intesa come la intendeva il Mastro Don Gesualdo di verghiana memoria.

Prendiamo in esame le due interpretazioni più credibili fra quelle in campo per spiegare la sua sesta candidatura a premier alle politiche del 2013. La prima: il Cav non accetterà mai di uscire di scena sconfitto e umiliato come è successo a Cannes da parte soprattutto della “culona” Merkel e da quello stronzo di Sarkozy (che intanto se l’è presa in quel posto…), lui deve essere un vincente sempre e comunque e perciò deve cancellare dalla sua memoria, e da quella degli italiani, quella triste scena. Gli eventi internazionali potrebbero dargli una mano. Su cosa scommette, presumibilmente, Berlusconi? Su un aggravamento estivo della crisi finanziaria che colpisce l’Eurozona e la moneta unica fino a rendere inutili gli strumenti fin qui faticosamente messi in campo dalla Ue e dalla Bce. Insomma, il contagio dei mercati sarà tale da travolgere, oltre ai Paesi già commissariati, anche Spagna e Italia, il che vorrebbe dire l’implosione dell’Euro e buonanotte suonatori. A quel punto il Berlusca, che nel frattempo avrà continuato a sostenere “lealmente” il governo Monti, potrà dire: “vedete, cari concittadini, che il motivo della crisi non ero affatto io; anche se me ne sono andato, tutto è saltato per aria lo stesso nonostante vi abbiano spremuto come limoni, e dunque io non ho colpe”. In uno scenario di macerie europee, dove la paura dei singoli la farebbe da padrona, il Cavaliere potrebbe riaccreditarsi come l’uomo della provvidenza e convincere l’Italia spaurita a ridargli le chiavi del potere per condurla chissà dove e comunque fuori dal buco nero dove l’avranno precipitata i tecnici e i banchieri. E’ un po’ fantapolitica, ma forse neppure tanto, e tuttavia diversi osservatori tendono ad accreditare questo scenario come possibile.

Seconda interpretazione, a mio modesto avviso la più plausibile. Come nel 1994 Berlusconi scese in campo prima di tutto per difendere le sue aziende oberate da migliaia di miliardi di vecchie lire di debiti, così oggi è spinto a ricandidarsi premier dalla medesima ragione: difendere il proprio impero, che non è più così in spolvero come qualche anno fa. Per chi lo conosce nell’intimo, sa che non c’è molla più forte che possa far scattare in azione l’Uomo di Arcore. Il fatto è che fino a quando è stato premier, o anche capo dell’opposizione ma in servizio permanente, tutto ciò che lui ha creato in fatto di aziende ha funzionato più o meno a meraviglia. Da quando invece è invalsa la credenza che potesse uscire di scena, qualcosa ha cominciato a scricchiolare, complice anche la crisi internazionale, ma soprattutto la perdita della rendita di posizione di essere sempre e comunque l’uomo solo al comando. Da un paio d’anni Fininvest, la cassaforte di famiglia, non distribuisce più utili e non è poco per uno che era abituato a vedersi consegnare annualmente  120 e più milioni di euro di dividendi. Ma sono soprattutto Mediaset e Mondadori che soffrono: per carità, nulla in confronto alle sofferenze bancarie del 1994, ma il crollo della pubblicità sta mettendo a dura prova i bilanci dei due colossi e investimenti cospicui come quelli di Mediaset Premium non stanno ancora dando i ritorni attesi. Per di più al crollo generalizzato della pubblicità (salvo per La7, ohibò) dovuto alla crisi economica, si è aggiunta la quota percentuale degli inserzionisti che hanno voltato le spalle al Biscione perché il suo “padrone” non sta più a Palazzo Chigi e, dunque, non c’è più bisogno di tenerselo buono. Inoltre la nuova Rai di Tarantola e Gubitosi potrebbe essere meno attenta a non pestare i piedi a Mediaset, quel canchero di Murdoch dispone di risorse infinite per tenere alto il livello concorrenziale di Sky, ci manca poi che quegli sceicchi riccastri del Qatar mettano le mani su La7 e l’azienda di Cologno si troverebbe assediata da concorrenti famelici. Dunque, urge riaffermare la propria presenza in politica, evitare come la peste che il partito creato a proprio uso e consumo venga sfilato da altri e anche se nel 2013 si dovesse perdere la corsa a Palazzo Chigi poco importa: Berlusconi tornerebbe seduto al tavolo del potere, con tutti gli annessi e connessi.

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15 Comments

  1. Baro says:

    la prima che ha detto …
    è quel che succedera’ , altro che fantapolitica …. nei prossimi mesi , la Grecia uscira’ dall’euro , per forza , la Spagna è in avvitamento progressivo e si schiantera’ …
    e quegli incapaci di Monti , Grilli e Passera saranno presi a calci nel cool ….
    la politica del tassa e basta produrra’ solo disastri e un uomo della provvidenza o arriva a tirarci fuori dall’euro e dall’europa , o facciamo fallimento …
    alternative ZERO ….

  2. Salvo says:

    Quanti voti gli avete dato a Berlusconi voi Leghisti?

    vi siete dimenticati chi chiamava B. “il mafioso di Arcore?”

    Vero è che è andato sempre pro-nord, ma i disastri li ha fatti dappertutto.

  3. biavardi says:

    Ma Berlusca ha in giro una armata di fallimentari come questo tipo qui che vorebbe difendere le province e manco ce l’ha fatta! Ma dove vanno? Leggere per capire pure certe ‘amicizie’ leghiste…;

    http://www.ienesiciliane.it/politica/5358-catania-giuseppe-castiglione-dovra-dire-addio-ai-sogni-di-gloria-da-presunto-statista-a-provinciale-bis.html

  4. Giancarlo says:

    Articolo ineccepibile. Al netto dell’alone grottesco che accompagna il personaggio e che ha fatto la fortuna di comici e imitatori del regno, finché è durata, il nucleo duro della faccenda è questo: la roba. E, dedicato appena un pensiero a come è stata acquisita parte di questa roba, vedi Mondadori e Rete4, non si sa se fa più rabbia o malinconia pensare a come la questione settentrionale, sacrosanta agli inizi, sia stata orrendamente sporcata non solo dalla Lega ma anche dai “liberali” che si sono intruppati dietro il Nostro. Basti pensare agli editoriali-ricamino del Corsera, andato avanti per anni con il bilancino, un affettuoso rimbrotto alla destra e una dotta lezioncina alla sinistra, un buffetto a Silvio perchè non facesse il bricconcello e si mettesse a fare le Riforme-di-cui-ha-bisogno-il-Paese, il ditino alzato verso Prodi e poi Bersani perché non avevano fatto i compiti a casa e non erano diventati abbastanza riformisti, moderati, liberali ecc.ecc.

  5. Unione Cisalpina says:

    errata korrige
    … konti korrenti spartitori del malloppo Merdaset messo in piedi dal nostro intraprendente siciliano meneghino, alla Kraxi

  6. Unione Cisalpina says:

    bene … ekko un artikolo ke spiega, kiarisce e dà informazioni di kontorno ke spesso sono dimentikate o poko konosciute ma ke nel komplesso e kosì artikolate, fanno kapire le kose…

    propendo senz’altro x la 2a soluzione o spiegazione ke dai, cirka la “ridiscesa in terra di deo kabaret”

    dietro lui xò viaggiano anke interessi korporativi mafiosi kostitutivi delle sue aziende… rikordiamoci dei 36 konti korrenti spartitori del malloppo Merdaset messo in piedi nostra intraprendente siciliano meneghino, alla Kraxi …

    il problema giudiziario del Berlusca non va dimentikato nè la lotta di potere mafioso/ekonomiko ke kondiziona (attraverso la partitokrazia e sue politikerie) l’indipendenza della magistratura (dal Konsiglio Superiore giù giù sino alle Prokure tutte… ed anke alle altre “alte” autorità di polizia) divisa tra referenti di cosa nostra ed altre lobby (potentati finanziari/bankari ed ekonomici, mafiosi e non) ke ne korrodono la loro imparzialità e kuindi lealtà al popolo e kostituzione stessa… x kuel ke vale kuell’italika fekale “karta”… igienika.-

    x noi cisalpini rai, merdaset, la7 e Murdoch sono solo gestori ostili alla nostra Gente … fatti e strutturati da italiani propugnatori del levantismo unitarista antifederalista ed antipadano, spudoratamente razzistiko (guardate i programmi e kontenuti, i volti, menti kostruzione identitaria e voci,… persino nel doppiaggio dei film ke trasmettono),
    lobby ekonomike e finanziarie mafiose siciliane e/o dell’establishment ed ebraike, interessate alla difesa della loro identità e sistema mondiale di espansione ekonomika)

    PS – x favore, aver nominato ebrei non è a sfondo razziale, ma ekonomiko nei fatti e gestionale -programmato, pianifikato e kuindi kosciente e voluto- specialmente ne la7 e Murdoch)

    • Salvo says:

      Sky,mediaset,La 7,Rai sono antipadani, antifederalisti…

      Sono network nazionali e, seppur malvolentieri, non devono disturbare più di tanto la maggioranza degli Italiani.

      Nelle Tv, in particolare nei Tg, il Sud c’è solo per parlare di arresti di mafiosi, emergenza rifiuti,ecc… cioè tutte le volte che si può dare un’immagine negativa di quei luoghi.

      Per il resto, il Sud viene spesso ignorato,anche in tv.

      Poverini…bene dicono a Napoli.Vi piace chiagnere e fottere.

      • Unione Cisalpina says:

        Salvo sei una komika… 😀 kome si konviene, del resto, agli italiani …
        nel merdione italiano non c’è nulla di positivo … purtroppo … e poi non ribaltare il motto socio_politiko kè l’essenza del vostro essere e modo di vita… ha origine e koncepimento da voi… altre sono le nostre logike … fattene una ragione.

        • Unione Cisalpina says:

          tutta la > kombrikkola < amministrativa ed operativa in video e voce, i programmi e le fiction, testi, kameramen e montatori, kommentatori, kortometraggi, inkieste e spot turistici aggratis, etc tutto è dedikato alla vostra italia…

          non ci sono attori, volti, voci, annunciatrori/trici, programmi meteo, telenovelas, inkieste e trasmissioni d’intrattenimento ke, liberi da voi (ke tutto okkupate e sekuestrate- in stile mafioso… sempre ed ovunkue… e pure il pubbliko invitato negli studi, sempre kafone romanesko o vitelloniko) parlino di Padania e dei cisalpini e tu hai la sfrontatezza di venire kuà a prenderci in giro…
          kiagni e fotti, appunto…

          • Veritas says:

            Salvo, veramente e proprio di recente, le radio nazionali (forse non la TV) ha dato notizia di due grossi finanziamenti, uno per la Puglia ed uno per l’Irpinia…. pensa in po’….
            Quanto alla Lega, che ti sta tanto sullo stomaco, non ricordi quando tutta la Sicilia ha votato pder il Berlusca??

          • Salvo says:

            OMG, cervello troppo fine…

            sei sprecato per questo sito(di leghisti ed ex).

            Come va la creazione della Kiesa protestante celtica padana?

            Facci sapere, i fedeli padani fremono….

  7. sciadurel says:

    perfetta analisi, il problema che ancora una volta gli sciagurati (ciulaPadani) risponderanno

  8. DOLFINI BRUNO says:

    L’ITALIA REPUBBLICANA NATA DALLA COSTITUZIONE DEL 1948 (nata da un referendum truccato : in realta’ la maggioranza era per la monarchia) E’ UN VAGO RICORDO.ED ECCO IL CAV. BERLUSCONI CHE E’ ” UN RE SENZA REGNO,CHE HA PERDUTO LA REGINA DEL SUO CUORE ….vedi Neil Sedaka, egli è ” IL RE DEI PAGLIACCI”.La canzone di Neil Sedaka si adatta perfettamente al suo stato attuale. Quindi la favoletta del Berluskaiser non regge piu’. Ripeto che i suoi compari Sig.r Napolitano e Sig.r Monti si affannano al capezzale di una REGINA CHE NON C’E’ PIU’. TUTTO TEMPO SPRECATO : E’ NECESSARIO ANDARE SUBITO AD ELEZIONI PER UN’ASSETTO POLITICO ED AMMINISTRATIVO DELLA NOSTRA PENISOLA E PER IL NOSTRO POPOLO AL QUALE MANCA VERAMENTE “IL PANE SULLA TAVOLA” !!!
    Saluti e lacrime (tante lacrime)

  9. Mauro Cella says:

    C’è una cosa da aggiungere. Il crollo nella raccolta pubblicitaria di Mediaset, che sta mettendo a seria prova i bilanci del gruppo milanese, è solo dovuto parzialmente alla situazione economica.
    Il primo reale motivo è dovuto ad un radicale cambio di strategia dei cosidetti “Big Spenders” i grandi gruppi come Volkswagen, Unilever, Sony, Procter & Gamble etc che spendono cifre enormi in pubblicità ogni anno. Questi gruppi vedono la pubblicità televisiva come sempre meno efficace e quindi stanno scegliendo altri mezzi.
    Il secondo reale motivo è che questi gruppo vedono il declino nel potere di Berlusconi e agiscono di conseguenza. In tutti i paesi del mondo i grandi gruppi sono abituati a “pagare il pizzo” per potere lavorare. Questo “pizzo può prendere varie forme”: contributi elettorali al sistema politico, assunzione di lobbysti, contributi ai gruppi ambientalisti, fino ad arrivare alle vecchie bustarelle. In Italia parte del “pizzo” era fare pubblicità sui giornali e sulle TV di Berlusconi.

    E’ indubbio che per Berlusconi tornare al centro del riflettore significhi aspettarsi che i “Big Spenders” tornino ad inondare i suoi gruppi editoriali di denaro. C’è un problema però.
    Per quanto la gente sia veramente stupida sempre più dei suoi elettori si stanno accorgendo che senza il supporto totale di Berlusconi il Governo Monti, uno dei più odiati nel Dopoguerra (curioso, visto che fino a qualche mese fa pendevano tutti dalle labbra dei professoroni, ma è un’altra storia) sarebbe già tornato a casa. Aumenti di accise, controlli asfissianti, l’IMU… tutti passati grazie alle mani alzate degli uomini e delle donne del PdL e senza un solo mormorio di disapprovazione.
    Tanti di loro le prossime elezioni torneranno a casa (colla loro brava pensione, ovviamente) e con la loro scomparsa finiranno i sogni di gloria del Cavalier Berlusconi. E per fortuna.

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