Berlino teme il Nord. E Renzi ammette: Veneto, Lombardia ed Emilia più forti della Germania. E’ la questione settentrionale

di GIULIO ARRIGHINIfoto 1

Scusi, caro premier, lei ha ufficialmente ammesso che ci sono due Italie e che quella del Nord batte quella della Merkel. Lei ha detto: “C’e un dramma Mezzogiorno ed è un dramma pazzesco”. I dati dicono che “Veneto, Lombardia ed Emilia stanno ripartendo” e nei prossimi anni marceranno “più forti delle regioni della Germania. Ma ci sono due italie, quella a sud di Roma è una Italia che soffre con delle eccezioni. La Basilicata non è la Calabria, la Puglia non è la Sicilia, ma il problema esiste”. Al videoforum di Repubblica tv, Renzi riconosce che ci sono aree del paese con diverse necessità. Ma non va oltre. Dalle sue parole si capisce solo che vuole ancora una volta concentrare i suoi sforzi sul Sud, e lasciare che il Nord, con il peso della stessa pressione fiscale e senza alcun riconoscimento di autonomia, debba farsi carico di tutto.

La Germania è il rivale? Allora si lasci al Nord di poter competere senza che nessuno imponga limiti di bilancio e di investimento, per perequare l’inadeguatezza della politica di gestione del mezzogiorno.

Ma il punto è che la Germania sa meglio di Renzi che la Padania o come la si voglia chiamare, Nord, macroregione del Nord… o questione lombardoveneta… esiste, eccome. E allora, ci sia consentito di rammentare al premier smemorato questo servizio apparso su una prestigiosa rivista tedesca lo scorso inverno, di cui avevamo dato notizia. La questione settentrionale esiste, per Berlino, perché sa che i veri competitor sono al Nord e non da Roma in giù. A questo punto ci si chiede: chi rappresenta questa fame di rappresentanza? E’ solo questione di campi rom e immigrazione o c’è dell’altro? A quando la presa d’atto che solo con una rete europea di forze indipendentiste, si potrà scardinare da dentro il sistema italico? Ed ecco il servizio, a suo tempo proposto da Benedetta Baiocchii. Buon ripasso, presidente.

(Giulio Arrighini, segretario Indipendenza Lombarda)

 

Per Berlino la questione settentrionale è ancora aperta, la spinta indipendentista è viva e ha due protagonisti: il Veneto e la Padania. Ma non lo dice il partito bavarese, lo scrive e documenta il periodico della sinistra tedesca. Come a dire, i compagni non tradiscono il sentire del popolo. Nell’ultima uscita del periodico “Compact”, viene dedicato un intero reportage sugli indipendentismi in Europa. Catalani…. presenti! Baschi… presenti! Scozzesi… presenti! Bretoni… ops.. assenti! Si vede che la loro voce sta diventando flebile, forse colpa dell’oscuramento lepeniano in voga. Poi, ancora… Veneti… presenti! Padani… presenti. Almeno sulla carta.

A disegnare una geografia delle indipendenze è il mensile Compact, edito dall’area del partifoto 8to di sinistra Linke, nato dalla fusione tra il Partito della Sinistra e il movimento Lavoro e Giustizia Sociale – L’Alternativa Elettorale di Oskar Lafontaine, ex leader del Partito Socialdemocratico, oggi quarto partito tedesco. A guidare l’iniziativa editoriale il già responsabile della comunicazione del partito.

In Germania, la questione del Nord è ancora viva. L’eco è sostanziale, le istanze hanno ancora un peso e non sono morte e sepolte. In Italia parlare ancora di Padania è come rispolverare i dinosauri del museo. Il Veneto pronto al referendum è una questione da corte costituzionale, per Berlino è una delle vertenze indipendentiste più aperte in Europa. E lo riconosce persino la sinistra.

E all0ra i casi sono due: o i tedeschi sono fuori dal tempo e vivono nel passato, sono male informati, oppure è a Roma e nei mezzi di comunicazione italiani che la questione del Nord è superata dal renzismo e, persino, dallo stesso nuovo corso salviniano, che ha accantonato le frecce indipendentiste per accaparrarsi il consenso del centro e del sud.foto 6

Restano i fatti. In Germania uno “stato” del Nord è preso in considerazione, a Roma e al Nord (Italia), è roba superata. O, almeno, così conviene far credere.

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3 Comments

  1. Berlino non ha nulla da temere dal Nord, gigante economico e nano politico (da sempre).

  2. Maleventum says:

    Ma lo sapete che in Padania i nuovi imprenditori si chiamano “Mohamed” ?

  3. Michela says:

    Ma dove la vedono la ripresa delle Regioni Padane? Sono state devastate da anni, ridotte a un deserto, de-industrializzate, umiliate e derubate da uno stato di predoni. Ormai è troppo tardi. A meno di una rivolta salutare.

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