Bergamo capitale dell’intrallazzo, non certo della cultura

di STEFANO SALVI*

Bergamo sarà sempre Capitale dell’intrallazzo e delle banche, cioè Cultura del Capitale non certo Capitale della Cultura. Con queste parole terminavo l’articolo del mese scorso anticipando per filo e per segno lo scoppio degli scandali della Bergamo “Bene”, della Bergamo “Bianca” e della Bergamo “Cattolica” che con grande stupore, meraviglia e sconcerto apprende di essere anch’essa una città identica alle altre, dove accordi sottobanco, tangenti, mazzette, la fanno da padrona senza guardare in faccia a nessuno. In tutto questo lo stupore è mio, perché non capisco come ci si possa meravigliare degli scandali emersi quando è proprio questo “Mondo Cattolico”, messo sotto accusa dalle inchieste milanesi, che spadroneggia a suo piacere in questa città da almeno un cinquantennio. Lo stupore di cui parlavo non è altro che la sana, imperturbabile, comune ipocrisia che caratterizza da anni l’atteggiamento dei “Benpensanti” della città.

Per essere definitivamente chiari, non ce l’ho con il “Mondo Cattolico” a prescindere, ma con quelle persone che, facendosi vanto di farne parte, lo hanno saccheggiato, depredato, umiliato, rendendolo un comunissimo comitato d’affari. “Il Comitato d’Affari” senza il quale, in città e provincia, non si muoveva e non si muove foglia. E’ arrivata l’ora di aprire definitivamente le finestre. E’ arrivata l’ora che il badile della Procura di Milano, che fin qui ha solo sfiorato certi comportamenti, affondi senza paura, e quando ciò avverrà si leverà una puzza insopportabile, ma almeno sarà fatta pulizia.

La Procura di Bergamo in tutto questo dov’è? Se dagli “amici” degli “amici” non arrivano denunce, è impossibilitata ad affiancare i colleghi milanesi; infatti si è creata anche a Bergamo una sorta di omertà che ripara i propri e gli altrui intrallazzi e finché non si avrà il coraggio di spezzare questo “Cerchio magico”, saranno sempre e solo le altre Procure a farci sapere quello che a Bergamo succede sotto la cenere, ma di cui ogni bergamasco pensante è ben consapevole.

Per testimoniare quanto sopra, vorrei ricordare che:

– La “Compagnia delle Opere” è una Associazione tra imprenditori che fa capo al movimento di Comunione e Liberazione.

– La sezione di Bergamo era presieduta, fino a pochi giorni fa, da Rossano Breno, già sindaco di Mornico al Serio e sempre fino a pochi giorni fa anche consigliere di amministrazione della Ubi Banca -Banca Popolare di Bergamo- e della Camera di Commercio di Bergamo.

Indagato per corruzione dalla Procura di Milano.

Prima di Breno, il presidente della C.d.O. di Bergamo era Guglielmo Alessio, determinante era negli anni scorsi il ruolo di Alessio nella fondazione “Maddalena di Canossa” che gestisce a Bergamo la scuola IMIBERG in via S.Lucia, polo scolastico di Comunione e Liberazione, con scuola dell’infanzia, elementari, medie e superiori.

Indagato dalla Procura di Padova per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche dal Fondo sociale europeo per corsi di formazione (nel campo dell’istruzione) “fantasma” giustificati da fatture emesse per prestazioni, ma mai eseguiti.

Attualmente, il presidente della IMIBERG è Ettore Ongis, fino a pochi mesi fa direttore de “L’Eco di Bergamo”. IMIBERG é il “quartier generale” di Comunione e Liberazione e della C.d.O. a Bergamo; vi fanno riferimento, oltre a Ongis, Rossano Breno e  Marcello Raimondi.

Marcello Raimondi, assessore regionale all’ambiente, avrebbe favorito l’imprenditore Locatelli  accelerando l’iter amministrativo per l’approvazione di una discarica ad uso dell’imprenditore per rifiuti tossici e pericolosi, in particolare amianto. Il Locatelli pare si sia rivolto a Breno e Raimondi per le necessarie autorizzazioni e sembra che per averle abbia pagato Breno e Raimondi e abbia anche eseguito importanti lavori gratuiti per 1milione di euro a favore dell’istituto IMIBERG.

Indagato per corruzione dalla Procura di Milano.

Per meglio capire il “Sistema” di Comunione e Liberazione è fondamentale sapere che nel 2006 la Regione Lombardia, nella persona del suo presidente Roberto Formigoni, ciellino D.O.C., bandisce un concorso per 31 dirigenti senza la necessaria pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che avrebbe garantito la possibilità di avere tra i concorrenti persone veramente idonee e preparate a quei ruoli. I posti vengono invece assegnati agli “amici degli amici”, ovviamente quasi tutti facenti parte di Comunione e Liberazione. Partono immediatamente dei ricorsi da parte dei non ammessi che hanno avuto i seguenti esiti:

-2008 T.A.R. della Lombardia sentenzia nullo il concorso del 2006 per la non pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi certifica l’illegalità dei 31 dirigenti ad occupare quei posti.

-2009 Il 3 aprile il Consiglio di Stato sentenzia nullo il concorso del 2006 per la non pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi certifica l’illegalità dei 31 dirigenti ad occupare quei posti. Il 3 agosto Formigoni, non contento, promulga una legge regionale per la quale i bandi di concorso lombardi possono non essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

-2010 Corte di Cassazione di Roma sentenzia nullo il concorso del 2006 per la non pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi certifica l’illegalità dei 31 dirigenti ad occupare quei posti.

-2011 Corte di Cassazione di Roma sentenzia la “Palese Illegittimità” della legge promulgata da Formigoni il 3/8/2009. Come si evince da quanto sopra Formigoni, passo dopo passo, ha perso su tutta la linea e i 31 dirigenti, che sarebbero dovuti essere licenziati immediatamente, viste le tre sentenze, godono ottima salute e occupano tranquillamente e abusivamente i loro 31 posti da dirigente, che sono costati all’erario, cioè a noi, 14milioni di euro e per quanto riguarda il valore totale annuo delle retribuzioni vi rimando alla tabella qui sotto.

TABELLA-Elenco Dirigenti Regionali da concorso annullato (Aggiornato al 1.10.2012)

*In collaborazione con Bergamo Up

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5 Comments

  1. Flit says:

    Mi sembrano argomentazioni del tipo:

    “io rubo meno di altri….”.
    “perché arrestano me che ho rubato 100 e non loro che han rubato 165….?”,
    “perché fan più retate al Nord che al sud ?”.

    Discorsi da ladri !

  2. ginobili says:

    Ma in tutto questo uno come Carrara della Rai parlamento , esempio di specchiata onestà e raffinato giornalismo, perchè non picchia lì una delle sue inchistone che fanno tremare i palazzi?

  3. Pierluigi says:

    Stupiscono però due cose. Gli attacchi alla regione Lombardia ed a Begamo in particolare, regione, città e provincia comunque ben amministrate e senza deficit di bilancio da anni se non da sempre, vengono attaccate dalla magistratura atesta bassa, mentre altere regioni,provincie e comuni del sud, perennemente con deficit miliardari, non vengoino sfiorate neanche per sbaglkio dalle inchieste della magistratura.Le rare inchieste verso il sud trovano sempre assoluzioni, cjhissà come mai..(Puglia,ecc.). La seconda è simile alla prima, oinfattio “0” inchieste nelle regioni rosse sul sistema dell coop rosse.Se qualcuno protesta viene condannato(vedi il sig Caprotti proprietario e presidente di Esselunga). CL eCdO sono sicuramente il contraltare delle Coop rosse, ma come mai accade tutto contro il nord e la Lombardia ora?Perfino mafia e ‘ndrangheta sono colpa dei bergamaschi,nonostante è stata sicuramente la mentalità del sud a crearle,matenerle ed esportarle in tutto il mondo,sulle gambe di siciliani,calabresi e napoletani, noncon bergamaschi,bresciani o veneziani. Pensiamo anche a queste cose prima di autoflagellarci tutti (certo,eliminando le nostre mele marce):

  4. caterina says:

    da quello che leggo mi sembra che CL abbia copiato alla grande il sistema delle Coop rosse dell’Emilia R, e chissà cose c’è nel mio Veneto… per questo ha presa il M5S, per azzerare tutto, perchè non è certo la magistratura che lo farà perchè si muove a seconda degli input che le arrivano da chissà chi.
    Non se ne può più! Veneto indipendente, sennò non c’è salvezza:

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