Beppe Grillo batte un colpo: “E se l’Italia domani si dividesse”

di BEPPE GRILLO*

E se domani, alla fine di questa storia, iniziata nel 1861, funestata dalla partecipazione a due guerre mondiali e a guerre coloniali di ogni tipo, dalla Libia all’Etiopia. Una storia brutale, la cui memoria non ci porta a gonfiare il petto, ma ad abbassare la testa. Percorsa da atti terroristici inauditi per una democrazia assistiti premurosamente dai servizi deviati(?) dello Stato. Quale Stato? La parola “Stato” di fronte alla quale ci si alzava in piedi e si salutava la bandiera è diventata un ignobile raccoglitore di interessi privati gestito dalle maitresse dei partiti. E se domani, quello che ci ostiniamo a chiamare Italia e che neppure più alle partite della Nazionale ci unisce in un sogno, in una speranza, in una qualunque maledetta cosa che ci spinga a condividere questo territorio che si allunga nel Mediterraneo, ci apparisse per quello che è diventata, un’arlecchinata di popoli, di lingue, di tradizioni che non ha più alcuna ragione di stare insieme? La Bosnia è appena al di là del mare Adriatico. Gli echi della sua guerra civile non si sono ancora spenti.

E se domani i Veneti, i Friulani, i Triestini, i Siciliani, i Sardi, i Lombardi non sentissero più alcuna necessità di rimanere all’interno di un incubo dove la democrazia è scomparsa, un signore di novant’anni decide le sorti della Nazione e un imbarazzante venditore pentole si atteggia a presidente del Consiglio, massacrata di tasse, di burocrazia che ti spinge a fuggire all’estero o a suicidarti, senza sovranità monetaria, territoriale, fiscale, con le imprese che muoiono come mosche. E se domani, invece di emigrare all’estero come hanno fatto i giovani laureati e diplomati a centinaia di migliaia in questi anni o di “delocalizzare” le imprese a migliaia, qualcuno si stancasse e dicesse “Basta!” con questa Italia, al Sud come al Nord? Ci sarebbe un effetto domino. Il castellodi carte costruito su infinite leggi e istituzioni chiamato Italia scomparirebbe. E’ ormai chiaro che l’Italia non può essere gestita da Roma da partiti autoreferenziali e inconcludenti. Le regioni attuali sono solo fumo negli occhi, poltronifici, uso e abuso di soldi pubblici che sfuggono al controllo del cittadino.

Una pura rappresentazione senza significato. Per far funzionare l’Italia è necessario decentralizzare poteri e funzioni a livello di macroregioni, recuperando l’identità di Stati millenari, come la Repubblica di Venezia o il Regno delle due Sicilie. E se domani fosse troppo tardi? Se ci fosse un referendum per l’annessione della Lombardia alla Svizzera, dell’autonomia della Sardegna o del congiungimento della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige alla Francia e all’Austria? Ci sarebbe un plebiscito per andarsene. E se domani…

*Tratto da http://www.beppegrillo.it/

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42 Comments

  1. AVOCADRO DEL CEPU says:

    Allora io non so se lo fate apposta o cosa a dire balle sulla storia dell’indipendenza degli stati esteri, ma la dovete finire, o dite le cose come stanno, con tanto di documenti, o comincio a pensare che ci sia un bel po’ di gente in malafede… per l’ENNESIMA volta, lo specchietto degli stati recentemente divenuti indipendenti, NEMMENO UNO l’ha fatto senza un qualche tipo di scontro, a parte quelli che avevano la possibilità PER LEGGE PRECEDENTE.

    Sudan – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese
    Kosovo – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Kosovo
    Serbia e Montenegro – previsto per costituzione
    Timor Est – guerra http://www.dirittinegati.eu/?p=760
    Palau – concessa dagli Stati Uniti http://it.wikipedia.org/wiki/Palau_(stato)#Storia
    ANP – guerra (ancora in corso)
    Eritrea – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_indipendenza_eritrea
    Rep. Ceca e Slovacca – prevista per costituzione
    Rep. Jugoslave – guerra (sì anche la Slovenia) http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_dieci_giorni
    Ex URSS – prevista per costituzione
    Namibia – guerra http://it.wikipedia.org/…/Guerra_di_indipendenza_della…
    Irlanda – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_irlandese
    Iraq – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_anglo-irachena_del_1941
    Siria – sfrutta la WWII http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Siria
    India – lotta civile http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell'India
    Romania – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_indipendenza_rumena
    Corea – guerra http://it.wikipedia.org/…/Corea_sotto_il_dominio…

    Avanti sono curioso di sentire le smentite. “Slovenia no problem” sì diglielo ai morti, o chi ha rischiato la pelle negli scontri a fuoco…

  2. pippogigi says:

    Dopo averci pensato su la cosa la vedo in questo modo:
    1) con questa uscita Grillo obbliga i giornali a parlare del M5S, la stessa cosa la faceva la Lega negli anni novanta, quando era sistematicamente ignorata da giornali e Tv (quante similitudini tra la Lega degli inizi e il M5S di adesso)
    2) L’italicum, la nuova legge elettorale, è stata studiata, con ammissioni pubbliche di alcuni parlamentari, solo per far fuori il M5S. L’italicum prevede un premio di maggioranza per chi raggiunge il 37% di voti anche in coalizione.

    Il M5S è dato al 25% nei sondaggi. Gli stessi sondaggi lo davano al 18% quando invece raggiunse il 25% alle ultime elezioni. Facile pensare che il M5S sia in realtà attorno al 30% nella realtà. Gli manca un 7% di voti per arrivare al 37%. La lega è data al 4%, alleati potrebbero attirare, specie in Padania, voto del centro destra e centro sinistra, astensionisti e perché no indipendentisti.

    Occorre dire che ultimamente la Lega sembra aver ritrovato in parte la purezza dei primi tempi, lasciamo perdere le mutande di Cota o cosa combina Maroni, ma Salvini sembra fatto di un altra pasta. A Roma la Lega spesso vota come il M5S, non da la fiducia, è contraria alle leggi porcate, è favore all’impeachment verso Napolitano e nel suo programma ha delle posizioni contro l’euro e l’europa vicine e compatibili con quelle del M5S.
    Ricordando che la Lega vent’anni faceva e diceva le stesse cose che oggi dice il M5S può darsi che i due gruppi si stiano annusando a vicenda. Personalmente io, come indipendentista, rifiuterei qualsiasi accordo con chi non sia esplicitamente a favore dell’indipendenza della Padania. L’uscita di Grillo forse è stata una dichiarazione per far capire a Salvini (non a certi leghisti poltronari) che sull’indipendenza il M5S potrebbe essere favorevole.
    La Lega ha sempre più problemi a rimanere in accordo con Berlusconi al nord.
    Non so, io sarò un ottimista, ma potrebbe essere il primo mattone di un radioso futuro per la Padania, vediamo cosa accade e se ho ragione.

    • Dan says:

      Il M5S potrebbe anche avere il 51% ai sondaggi ma dal momento che non si riesce a capire cosa passa seriamente per la testa di Grillo e Casaleggio (neanche a sto punto se è roba loro o se sono altri camerieri di qualcun altro) è semplicemente impossibile trarre delle conclusioni e fare dei progetti.

      Come tutti quanti, ciarlano del sesso degli angeli ma non si spingono oltre.

      La gente è stufa e di questo passo confluirà di nuovo all’interno di formazioni estremiste che per retorica non sono seconde a nessuno ma nel bene e nel male qualcosa realizzano anche.

  3. indipendentista says:

    I veri ‘grullini’ sono tutti quei militonti che in questi anni hanno snobbato il M5S quando in Padania oltre la metà degi pentastellati ha avuto una esperienza in Lega e tutti l’hanno votata almeno una volta. Non ho mai compreso inoltre lo snobismo di molti ex leghisti che scrivono quì contro Grillo. Ora le chiacchiere stanno a zero. E’ almeno 2 anni che c’è una emigrazione dalla “Lega” verso i 5S, sia di elettori che di militanti (soprattutto storici), in alcune province veri e propri travasi. I belleriani, già dati irrimediabilmente sotto il 4 dagli ultimi rivelamenti seri, dopo le dichiarazioni pro-indipendenza di Grillo possono pure fare harakiri. Ma forse gli sarà più facile riempirsi le mutande verdi delle ultime mensilità nel tanto odiato euro e andare a raggiungere in gommone attraverso il Mar Nero il compagno mutandista-leninista Yanukovych. Scherzi a parte, Gordo & c. sanno che questa volta è davvero finita la pacchia. C’è sempre il tesoretto da 45 milioni da spartirsi allegramente fra pochi intimi e relative concubine prima di portare i libri in tribunale. La grande bellezza belleriana. Per fortuna c’è ancora qualcuno a denunciare certe porcherie: http://www.beppegrillo.it/2014/03/quei_31_dirigen.html Insomma, basta euro, sì: a Salvini, Borghezio, Fontana, ecc

    • Luca l'Insubre says:

      Aspetteremo allora che Grillo si prodighi nel realizzare l’Indipendenza come ha fatto con le sue posizioni anti immigrazione clandestina ed anti euro. Tutte parole d’ordine per fregare i militonti di cui sopra, salvo poi approvare l’esatto contrario in parlamento. “se l’avessimo messa nel programma elettorale avremmo avuto percentuali da prefisso telefonico”, ecco il perchè di tutte queste sparate di Grillo. Interessano i voti, poi le cose che si fanno sono il contrario, ma pazienza. La colpa è dei Salvini. Padania Paese di pecore.

  4. Luca l'Insubre says:

    Grillo ha visto che la Lega sta recuperando qualche timido consenso e fa queste sparate esclusivamente per estirparla. Non illudetevi che abbia anche solo pensato lontanamente una delle parole scritte nell’articolo; il suo obiettivo è e rimane la neutralizzazione di tutte le forze politiche attuali, per prenderne il posto. Una bordatina anche alle più deboli quindi ci sta, visto che stanno rialzando un po’ la testa. La differenza tra le farneticazioni no euro del comico in tempi di campagna elettorale ed invece l’approccio di Salvini al tema, supportato da professori universitari che lo seguono nel suo tour e con il cartello europeo dei partiti euroscettici, è tangibile, diamo a Cesare quel che è di Cesare… Per questa ragione Grillo corre ai ripari rilanciando sui temi leghisti: perchè troverà qualche pollastro disposto a credere che “questi col 25% lo riusciranno a fare”, dimentichi che “questi col 25%” sono in larghissima parte meridionali che si son votati tutti i provvedimenti di elargizione danarosa verso il Meridione, con buona pace di leghisti, ex leghisti, indipendentisti, autonomisti, federalisti eccetera.
    La galassia dei vari gruppi autonomisti non ha ancora capito una cosa: finchè si sta tutti divisi criticando questo o quello perchè io son più purista dell’altro, non si va da nessuna parte. Zero. Nel frattempo siamo qui ad assistere al centrosinistra che governa col centrodestra, mentre all’opposizione c’è il centrodestra con la sinistra. Destra e sinistra che inciuciano verso il bipartitismo all’americana, mentre avanza un partito che vorrebbe farli fuori tutti per diventare l’unico. Tutti grandi esempi di rappresentatività e democrazia. Bisogna FARE CARTELLO, TUTTI. E mandarli affanculo sì, con il loro Stato e tutto quanto. “Vaffanculizzatori” compresi.

  5. ROBERTO LAMAGNI says:

    QUESTA E’ UNA GRANDE NOVITA’.. USCITA DIRETTAMENTE SUL BLOG DI GRILLO.. COMUNQUE LA SI PENSI FARA’ MOLTO RUMORE SU UN ARGOMENTO CHE ORMAI ERA RELEGATO A UN PARTITO.. partito non movimento.. DEL 3/4%.. SPERIAMO CHE SI POSSA TORNARE A SPERARE..

  6. Gianfrancesco says:

    fa piacere che grillo dica certe cose, peccato solo che dica “e se” e non dica “è ora che” o “sarebbe giusto che”!

    Se restiamo nel mondo delle ipotesi non andiamo molto più in la di quanto ha fatto la dirigenza leghista negli ultimi anni, che ha fatto credere di pensare all’indipendenza ma in realtà ha fatto poco, anzi nulla.

    credo che sia solo una boutade elettorale per accattivarsi la simpatia di leghisti ed ex leghisti, una gara con Salvini a chi la spara più grossa in vista delle europee.

    se poi veramente Grillo dovesse fare un passo in questa direzione perde 4/5 del movimento: avete fatto caso che tutti i grillini che parlano in tv sono meridionali? Pensate che siano d’accordo a dividere l’Italia?

    • Veritas says:

      La penso anch’ io come te, Gianfrancesco, perchè Grillo ha già cambiato idea due volte e per motivi importanti per cui questa sue “uscita” piena di “se” mi sembra sia stata fatta
      UNICAMENTE per illudere quei sostenitori della Lega Nord che ultimamente si sono un po’ raffreddati e convincerli a votare per il suo movimento.
      Ho notato anch’io che la maggioranza dei suoi rappresentanti hanno accento meridionale per cui ne perderebbe sen’altro un gran numero.
      .

    • Dan says:

      Ma non deve neanche dire “è ora che”.
      Grillo è stato votato dalla gente perchè ha fatto intendere una cosa molto semplice.
      Ha fatto capire che o avrebbe avuto la maggioranza o si sarebbe presentato da questa ed avrebbe imposto la propria visione a costo di bloccare il paese.
      Fino adesso non ho visto il comico schioccare le dita e far convergere i famosi 8 milioni di voti che a suo dire “esigono rispetto”.

      Gli unici che ho visto esigere rispetto fino adesso sono tutti questi clandestini che loro sì, non ci pensano due volte, a bloccare le strade soprattutto nelle città del sud fino a quando non vengono accontentati nelle loro assurde pretese. Ma questi Grillo non l’hanno mica votato. Verrebbe da dire primitivi invece hanno solamente le idee chiare, cristalline.

  7. Con Carlo Cattaneo per la:
    ”Repubblica Federale di Lombardia” Stato indipendente
    (federale perché formata da Cantoni(ex Province) e loro Comuni)
    Lo scritto che segue, può essere di utilità per qualunque regione d’Italia e d’Europa
Gli Stati Europei di grandi dimensioni, oggi costano troppo per varie ragioni, l’Italia in questo è all’avanguardia. Bisogna creare una rete di Piccoli Stati indipendenti confederati che confluiscano in una Unione Confederale Europea. 
Secondo il mio parere bisogna da subito portare a conoscenza dei cittadini l’eventuale Costituzione, Codici civile e penale che si vogliono adottare, ed importante quanto riguarda la fiscalità, del nuovo Stato: Repubblica Federale di Lombarda. 
Anche in Lombardia ci sono cittadini con un credo liberal-socialista, che pensano che lo Stato debba gestire poco o nulla, e la gestione di servizi e la realizzazione di infrastrutture vadano gestite dalla cittadinanza con cooperative private locali, mentre vi sono gli statalisti che vorrebbero uno Stato che provveda a produrre e gestire la grande maggioranza della fornitura di beni servizi, comprese infrastrutture. Chiaramente i due diverse orientamenti divergono tra loro è sono poco conciliabili e sono trasversali negli orientamenti politici della popolazione rispetto alle vecchie suddivisioni di: sinistra, centro e destra. Mentre i primi appartengono ad un’area moderata di tradizione liberale-socialista, ed in essi sono presenti tutti i ceti sociali. Gli statalisti invece appartengono all’ala massimalista della sinistra, residuato “filo bolscevico”, e della destra di orientamento fascista o simile. Questo non è un problema di poco conto. Comunque tutti si devono rendere conto che gestire uno Stato di piccole dimensioni sia più controllabile e perciò sicuro, sempre partendo dal Comune, passando ai Cantoni(alias Province) per quanto i Comuni non possono fare, sino allo Stato Federale(nel nostro caso della Lombardia, il quale si confedererà, non appena possibile, prima con una Confederazione d’Italia e poi con la Confederazione degli Stati Uniti d’Europa.
Oggi possiamo quasi interamente copiare, apportando piccole variazioni: 1)la Costituzione della Repubblica Federale Svizzera; 2)i suoi codici; 3)il suo sistema fiscale, sottoponendoli poi all’approvazione della popolazione lombarda tramite referendum senza distorsivo quorum. 
A quel punto si può costituire lo Stato indipendente di Lombardia, in esilio(per esempio in Svizzera), formata da 12 Cantoni(alias Province) con capitale Milano, che parteciperanno a un direttorio di 14 membri, uno per ogni provincia, per un totale di 12, più altri 2 per la capitale Milano. La ”Unione Federale di Lombardia” in esilio dovrà organizzarsi per subentrare all’attuale regione dello Stato Italiano, non appena sarà possibile, nel frattempo terrà contatti con tutta la popolazione, e loro associazioni per comunicare in modo trasparente le azioni che si intraprenderanno e prendere da loro consigli e suggerimenti.
    Per raggiungere l’obbiettivo della nuova Repubblica federale di Lombardia , forse sarà opportuno che seguendo le leggi in vigore le province Milano, Brescia e Bergamo, avendone i requisiti divengano “Regioni”, così come lo potranno fare le altre province lombarde per superare il milione di abitanti richiesto dalla normativa, con le unioni di: “Como, Lecco e Sondrio”, “Varese e Monza-Brianza”(potrebbe unirsi anche Novara se vorrà), “Pavia, Lodi, Cremona e Mantova”; Con dette sei Regioni lombarde, il potere creare lo Stato indipendente di Lombardia, risulterà semplificato. In questa fase, ma ancor più nelle successive, bisognerà porre la massima attenzione per non permettere a lobby e criminalità organizzata di prendere in mano il potere, che è di sola spettanza della popolazione.
Il “Lumbard”, una così chiamata “moneta locale”, con scadenza annuale o biennale, vincolata alla scelta più conveniste tra Euro e Franco Svizzero, andrà da subito fatta circolare, che Banche Cooperative Cantonali(provinciali) all’uopo costituite, ne conterranno la circolazione, che avverrà tramite apposite cards o buoni cartacei. Così facendo la circolazione di denaro sarà rapida e con costi bassissimi. Le imprese, per lo più società cooperative, verranno finanziate dalla catena di stakeholder (da ogni livello della catena sino al cliente compreso, per la produzione di beni e servizi), o da consorzi di catene di stakeholder.
L’importante è che il nuovo Stato si ispiri a questi paradigmi : “Solidarietà, Cooperazione e Merito”, dove cittadine/i partecipino attivamente all’attività sociopolitica e lavorativa, ispirandosi ed agendo con: “Amore, Creatività, Cura”.
    Un compito importante, che si potrà da subito attuare in Lombardia, è quello di fornire un miglioramento dell’istruzione extra scolastica, per ampliare il livello di conoscenze della popolazione, senza indottrinamenti, ma rendendola capace di aprire nuovi orizzonti e favorire la maturazione di un evoluto senso critico.
    Cerchiamo di realizzare oggi, dopo oltre cento cinquant’anni, i propositi di: Carlo Cattaneo, bocciando l’unità di una Italia raccogliticcia che, malauguratamente, Cavour volle dare in mano ai neofiti ai Savoia di Carignano.

  8. anthony says:

    il post sul blog di Grillo non e’ stato scritto da Grillo ma con molta probabilita’ da matteo incerti, un tempo in Lega un tempo collaboratore della Padania. Oggi lavora a Palazzo Madama per il 5 stelle. Molti post nel blog di grillo che parlano all’elettorato leghista sono probabilmente scritti da Incerti, lo stile sembra il suo. Nel blog di Grillo scrivono piu mani. Ma il punto e’ che la Lega ha portato o ripreso il progetto di Miglio in modo poco chiaro e confuso…….. ora a ridosso delle europee Grillo e I suoi tirano fuori questo…….ma vediamo…… devono elaborare su come fare…….e nel frattempo Grillo non si e’ ancora espresso se e’ pro o contro l’euro.

    • gianluca says:

      anche se fosse stato scritto da Incerti, quel che conta è che Grillo ci mette la firma. Poi col tempo vedremo se son solo specchietti per le allodole

      • anthony says:

        Concordo Gianluca ( Marchi? se si I miei complimenti belli I tempi quando eri direttore della Padania) non importa che sia Incerti, anzi se Incerti ha nel suo cuore ancora una fiamma federalista magari porta questa fiamma nel 5 stelle. Vero pero’ che quando ho conosciuto la base del 5 stelle, che non mi e’ dispiaciuta, per quanto variegata e mista, ma e’ giusto che sia cosi, Il 5 stelle mi ha dimostrato di presentere un abisso tra la “dirigenza” e l’elettorato. Esempio sull ‘euro vedo che gli elettori di grillo hanno capito da tempo che l’euro e’ un problema ma Grillo e la dirigenza…. tirano fuoril il discroso referendum che nel caso dell’euro non puo’ essere fatto, per tanti motivi. Mentre una posizione chiara pro o contro euro ancor Grillo non l’ha messa nel suo programma. Ora il post di oggi e’ stata un spruzzo se vuoi…… vediamo dove va a finire…….se il 5 stelle e’ disposto a collaborare senza fare abbracci elettorali, ma ha collaborare con altre forze su un progetto comune……… vediamo , devono darsi una mossa le europee sono ormai alle porte. Vediamo anche se la sua base appoggia questo e crede in questo progetto di macroregioni fino in fondo.

    • Dan says:

      Ma non era grillo quello che non voleva gente riciclata da altri partiti ? Adesso li recupera fuori dai giornali di partito ?

      Sempre più coerente

    • Sandi Stark says:

      A caval donato non si guarda in bocca, un piccolo passo per Beppe Grillo, un grande passo per l’umanità.

  9. dado says:

    La penso anch’io in parte così.. la vera novità nel programma del movimento, la più rilevante e anche la più temuta per diverse ragioni da politici, burocrati e tecnocrati è quella dell’applicazione della democrazia diretta …solo così è possibile scavalcare i politici che siedono a roma, i loro accordi e compromessi, le lobby e le ma fie e le pressioni da queste esercitate ..l’unica via rimasta (tra le pacifiche) anche perchè il principio di autodeterminazione dei popoli (un tempo caro ai leghisti) possa trovare compimento

  10. Giacomo says:

    il furbacchione cerca i voti dell’ex base leghista in vista delle europee…
    peccato che poi nei fatti il suo movimento sia contrario all’indipendenza dei territori (in Veneto hanno votato contro)..

  11. bepi says:

    La soria la fanno le idee non gli uomini. Anche la testa di Grillo- complice forse la sua fluente chioma- ha captato dall’etere quest’idea che si sta diffondendo sempre più prepotentemente. Siamo a una svolta epocale, prendiamone atto.

  12. Albert Nextein says:

    Domani siam tutti morti.
    Grillo compreso.
    L’oggi a chi lo lasciamo?
    A quella brava gente di politici che infestano e distruggono tutto quel che toccano?

    Qualcuno invii a Grillo qualche testo libertario.
    Almeno, dopo averne letto qualcosa, smetterà di sognare.

    • Veritas says:

      Già, Albert, avrai notato che il premier Renzi, ultimamente, ha piu’ d’una volta descritto l’attuale situazione del paese con la parola “pantano”.
      Ma da quanti anni questa parola è stata pronunciata in ambiente leghista, dopo essere stata pronunciata dal Bossi?
      E loro se ne accorgono adesso…..

  13. FRANCO says:

    Finalmente Grillo ci dice “come” realizzare le cose, condivisibili, che sempre ha detto. E’ un passo in avanti che potrebbe dare un senso e una reale prospettiva agli 8 milioni di voti che ha raccolto.

  14. arcadico says:

    Tutte le componenti antitetiche al sistema attuale possono produrre anticorpi utili a sanare questo strano Paese!

    A proposito di antitetico … la Lega è ancora quel movimento utile a poter vivere e lavorare in quel Paese Civile che auspichiamo ?!?

  15. FRANCO says:

    Se continua di questo passo Grillo potrebbe ottenere più credibilità. Inizia a dirci “come” si deve fare per ottenere quel cmbiamento che fino ad ora ha solo illustrato. Sarebbe il modo corretto , quello della divisione dell’espressione geografica, di utilizzare gli 8 milioni di voti che ha mobilitato.

  16. Belin, o se adesciou…! Mejo tardi…Aloa, ghe semmo! Perdonate la cattiva traslitterazione del mio genovese…Bene, allora si vada avanti insieme.

    Quando da punti di partenza affatto differenti si giunge a conclusioni affatto condivise, non resta che passare all’azione. Non c’è piu’ tanto altro da dire.

    • AVOCADRO DEL CEPU says:

      IL TRATTATO DI LISBONA LA VERA MORTE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DI OGNI RIVENDICAZIONE LEGHISTA, SECESSIONISTA E INDIPENDENZA DEL VENETO; DIMENTICAVO L’HANNO VOTATO IN PARLAMENTO PURE I LEGHISTI !!!!

      QUANDO L’INTELLIGENZA DI CERTI INGEGNERI & AVVOCATI ARRIVA PURE A NON CAPIRE IL TRATTATO DI LISBONA. Porteghe altre 30.000 firme a Barroso….el ve speta !!!

      UN MOTIVO IN PIU’, PER IL QUALE L’EUROPA NON FAVORIRA’ MAI, L’INDIPENDENZA DEL VENETO, SE NON DOPO UN FALLIMENTO TOTALE !!

      Il Trattato di Lisbona (di seguito chiamato il Trattato) non è una Costituzione europea, ma ne mantiene esattamente tutti i poteri. Esso non è neppure un trattato in sé, visto che nella realtà si tratta di una colossale mole di modifiche apportate ai due trattati fondamentali della UE, che sono: il Trattato dell’Unione Europea (TEU) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU). Ad essi viene aggiunto il Trattato di Nizza del 2003. Ogni singolo articolo del Trattato, inclusi gli annessi e i protocolli, assume una forza enorme, spessissimo sovranazionale, cioè più potente di qualsiasi legge nazionale degli Stati membri della UE.

      Il potere al super Stato, e gli Stati odierni esautorati.

      Il Trattato crea le basi legali per la nascita di un grande Stato unico europeo con poteri sovranazionali a tutto campo, cioè con leggi che saranno superiori a qualsiasi legge degli Stati membri (dichiarazioni 17 & 27). Questi poteri del nuovo super Stato d’Europa saranno estesi a 68 nuovi settori dove oggi gli Stati singoli hanno la possibilità di veto, che sarà perduta. Il Trattato sottolinea il ruolo subordinato dei Parlamenti nazionali nella nuova Europa, dove essi dovranno fare gli interessi dell’Unione prima che i propri (Art. 8c, TEU). Nel Consiglio Europeo, che sarà la sede della presidenza del nuovo super Stato, i partecipanti di ciascuna nazione dovranno rappresentare l’Unione presso gli Stati membri, piuttosto che rappresentare gli Stati membri presso l’Unione come accade ora. Essi poi, dovranno “interpretare e applicare le loro leggi nazionali in conformità con quelle dell’Unione”. La Commissione Europea assieme al Consiglio dei Ministri sarà l’esecutivo del super Stato d’Europa. Vi sarà come oggi un Parlamento e la Corte di Giustizia Europea sarà il sistema giudiziario.

      Nel capitolo immigrazione le cose staranno così: la nuova Unione avrà frontiere esterne comuni, e deciderà a maggioranza chi potrà entrare e risiedere nei nostri territori, mentre i singoli governi perderanno il potere di decidere su ciò. Di nuovo, nessuno di noi cittadini potrà influenzare i criteri di quelle politiche, che potranno essere troppo permissive oppure disumane.

      Si comprende già da questi primi aspetti del Trattato in quale misura drastica i poteri che oggi appartengono ai governi e ai Parlamenti che eleggiamo saranno trasferiti al nuovo super Stato europeo. Non è eccessivo dichiarare che siamo sulla strada per rendere Montecitorio e Palazzo Madama delle marginali rappresentanze di facciata. Le uniche aree dove ancora i Paesi europei manterrebbero autonomia decisionale sono la politica estera comune e la sicurezza. L’europarlamentare danese Jens-Peter Bonde ha dichiarato: “Non ricordo un singolo esempio di legge nazionale che non potrà essere influenzato dal Trattato di Lisbona”.

      Cittadini… di che?

      Siamo italiani, tedeschi, olandesi o spagnoli, ma col Trattato diventeremo “in aggiunta” cittadini del super Stato d’Europa (Art. 17b.1 TEC/TFU). Attenzione qui: finora, le regole della UE stabilivano che noi eravamo cittadini europei “come corredo” alla nostra cittadinanza nazionale. Il termine “aggiunta” è usato nel Trattato per esprimere una doppia nazionalità a tutti gli effetti, con però un gigantesco ma: dovete sapere che i diritti e i doveri di questa nostra nuova nazionalità saranno superiori a quelli stabiliti dalle nostre leggi nazionali in ogni caso dove vi sia un conflitto fra di essi, e questo per la sancita superiorità delle leggi dell’Unione rispetto a quelle nazionali e persino rispetto alle nostre Costituzioni. Al di là del merito, è inquietante sapere che potremmo essere obbligati a fare cose non previste dalle nostre leggi, senza aver avuto alcuna voce in capitolo, come al solito.

      In campo internazionale.

      Il Trattato creerà uno Stato superiore agli Stati membri esattamente come gli Stati Uniti sono superiori ai singoli Stati americani. Esso avrà il potere di firmare accordi internazionali con altri Paesi del mondo, e questi accordi saranno vincolanti su ogni Paese membro anche se i suoi parlamentari sono contrari, e avranno precedenza sulle sue leggi. Avrà il potere di entrare in guerra come Europa e senza l’autorizzazione dell’ONU, lasciando ai singoli Stati il solo potere di “astenersi costruttivamente” (che significa poi collaborazionismo), e imporrà inoltre agli Stati membri un aumento delle spese militari. Il Presidente della nuova Unione non sarà eletto dal popolo come negli USA, ma potrà rappresentarci nei rapporti con Paesi cruciali come l’America, la Russia o la Cina, che non dialogheranno più con i nostri attuali governi su una serie di importanti affari internazionali.

      http://www.portaldiritto.com/il-trattato-di-lisbona-e-la-vera-morte-della-costituzione-italiana.htm

  17. Dan says:

    E se domani affacciandoci ad una finestra vedessimo un invisibile unicorno rosa volare in cerchio e fare un paio di capriole a mezz’aria ?

    E se domani salutassimo il nostro cane e questo ci rispondesse a tono recitando dante ?

    E se domani atterrasse un ufo e incontrassimo gli alieni ?

    E se domani scoprissimo che questi alieni sono i nostri cani, che provengono da zeta reticuli e che c’è una guerra galattica tra l’Impero Bassotto ed il principato di Pitbull ?

    E se domani la gente si stufasse non solo di questo stato ma pure di quel parolaio perditempo di beppe grillo ?

    Un anno fa questo signore ha raggranellato 8 milioni di voti per dare inizio ad un vero e proprio rovesciamento del tavolo ed a tutt’oggi lo troviamo ancora lì a giocare sul blog come un nerd brufoloso qualsiasi.
    Noi le rivolte sia fiscali che violente le possiamo solo prevedere ed annunciare a vuoto, lui avrebbe potuto metterle in pratica da molto tempo.

    Non l’ha fatto, segno che ha altri interessi rispetto a quelli che ci viene a raccontare

    • pippogigig says:

      Non riesco a capire il perché di queste dure parole. Grillo ha fatto l’errore che fece la Lega a suo tempo: scendere a Roma. Roma è una palude che ingoia ed immobilizza chiunque vi entri e cerchi di cambiare le cose. Perfino quando i soldi finiranno, tutto sarà andato in malora oppure avremo finalmente la libertà a Roma saranno ancora li a discutere di leggi elettorali, di come finanziare i terremotati del Belice e salvare il bilnacio della città di Roma.
      Però Beppe Grillo, che sono convinto che ci legga, ha detto delle cose che neppure la Lega di Salvini ha detto finora….
      Lo ho detto e lo ripeto, il M5S è l’unico che ci permetterà di andarcene o di fare un referendum per l’indipendenza, è nel loro programma il referendum propositivo ed hanno ben altri numeri rispetto alla Lega. A Maggio, alle elezioni europee faranno il pieno di voti, penso sia il caso di iniziare a discutere con loro invece che sprecarlo con la Lega, vent’anni di errori e nessun risultato penso possano bastare.

      • Dan says:

        Il perchè di queste dure parole ?

        Lo sai perchè quel povero cristo di Preiti è andato a sparare ed ha rovinato per sempre quel carabiniere ?
        Perchè una settimana prima il nostro caro Grillo, pur avendo la maggioranza dei voti, era stato estromesso dal governo: c’era la folla a Roma, sarebbe bastato un segnale, uno solo e adesso non saremmo qui in questo pantano di merda.
        Ci saremmo liberati di questa classe politica di arraffoni e di mafiosi, adesso saremmo in pieno rilancio economico invece guarda dove siamo.
        Seguilo un po’ il blog di grillo, fallo per diciamo un mesetto o due.
        Un giorno annuncia la rivoluzione e la ghigliottina.
        Tempo 48 ore (quando se la prende comoda) e si rimangia tutto blaterando di pacifismo e di atteggiamenti gandhiani e se va bene non ha mai guardato bene le facce dei tizi che accompagnavano quel sant’uomo, l’unico veramente disposto a restare pacifico.
        E intanto la gente continua a suicidarsi…

        Per quanto mi riguarda o si da una svegliata o può seguire tutti gli altri nella pozza della calce

        • Unione Cisalpina says:

          non c’è dubbio … rinunci alle elezioni politike europee ed italiane e si cimenti solo nelle amministrative Territoriali…
          ma tant’è … sono merdionali nel kuore …

        • nik says:

          Concordo con Dan. Ho seguito con attenzione per circa due anni il blog di Grillo e ha detto tutto e il contrario di tutto. A volte c’erano farneticazioni vetero comuniste a livello Pol Pot, tipo quella di costringere la gente nei campi di lavoro…La sua posizione, e la formazione “politica” dei suoi è socialista-centralista-super statalista.
          I grillini CREDONO nel fare tante leggi. Credono nell’Italia. Credono nel governo.
          Questa è una manovra per fregare voto ai no Euro. Grillo, ma soprattutto Casaleggio, sono pro euro. Devono disarmare il lavoro che hanno fatto Borghi e Salvini.

          • Unione Cisalpina says:

            …Devono disarmare il lavoro che hanno fatto Borghi e Salvini.

            NO vogliono kopiare la lega nella sua strategia ciarlatana… promettere di fare ciò ke alla gente piace e poi farsi i propri kazzi …

        • indipendentista says:

          E’ che i belleriani e i militonti a 3 narici hanno sempre avuto un’invidia tutta particolare per Grillo che riempe le piazze come le riempiva la Lega (quando non era ancora “Lega”) negli anni ’90. Figuriamoci ora che apertamente apre ai secessionismi.

      • Aquele Abraço says:

        La descrizione dell’itaglia fatta da Grillo (che credo sia una visione cui è giunto di recente) è vera ed efficace e se ne prospetta un disfacimento, è perché forse nemmeno lui crede più nella sua riformabilità. Il sarcasmo di Dan, pseudonimo di uno sconosciuto che da un lato invita gli altri a compiere sfaceli per rovesciare con la violenza l’establishment e dall’altro compiange la sorte di un suo servitore, è molto sospetto. Anch’io uso uno pseudonimo, ma non invito a imbracciare i fucili e fare le barricate, per questo ho sempre diffidato di tale Dan.

        • Dan says:

          Il servitore come lo chiami te è comunque una persona e tra tanti che si meritavano una pallottola quel giorno, lui era parecchio in fondo alla lista, anzi se quel ciarlatano di un comico avesse fatto il proprio dovere sette giorni prima, probabilmente non se la sarebbe presa nessuno quella pallottola tranne i veri colpevoli della situazione.

          Quello sospetto invece sei te che inviti alla calma, evidentemente stai soppesando i pro ed i contro e sei giunto alla conclusione che hai qualcosa da rimetterci se salta lo status quo, come i cari leghisti secessionisti ed i grillini stessi.

          • Sandi Stark says:

            Parlatene bene, parlatene male, importante è che si parli della fine dello Stato del Male.

          • Aquele Abraço says:

            Non è questione d’invitare alla calma per un presunto interesse personale, sono pacifista e democratico comunque. Adesso che si prospetta una convergenza M5S e Lega per ottenere democraticamente l’indipendenza, certi tuoi discorsi, voglio essere chiaro, che già puzzavano di sobillazione da parte di un consumato infiltrato sotto mentite spoglie, magari proprio quelle di un servitore del sistema, adesso sembrano indicare più che altro preoccupazione e rabbia per un evolvere imprevisto della situazione.

            • Dan says:

              Ma dove la vedi l’evoluzione ?
              Io vedo ancora una volta un giro di poltrone.
              Vedo ancora una volta presa per il culo la fascia produttiva della popolazione da parte di minchioni nullafacenti.
              Ancora una volta vedo ripetersi il solito copione di menzogne da parte di chi vuole salire in alto.
              Ogni giorno non si fanno altro che promesse solo che invece di irretire persone indifferenti sedute a tavola dopo una giornata di lavoro, si prendono in giro famiglie dove più nessuno lavora mentre le bollette non smettono di fluire.
              Ogni giorno qualcuno si impicca a causa di equitalia, altri si danno fuoco, qualcuno si spara e mentre c’è si porta dietro la famiglia.
              Si scrive stato assassino ma si legge “politici assassini”, “contaballe assassini”.
              E’ ora di finirla, di reagire, di riprendere ciò che è proprio.
              Parassiti, sanguisughe e venditori di fumo vanno estromessi dalla società e chiusi in una cava con una catena alla caviglia a spaccare pietre finchè hanno fiato in corpo.

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