Benzina: l’Italia ha la fiscalità più alta d’Europa

I dati ufficiali della Commissione Europea sui prezzi dei carburanti del 20 agosto (l’ultimissima disponibile) confermano che l’Italia ha la fiscalità più alta sulla benzina (1,064 euro/litro, comprese le addizionali regionali) ed il secondo prezzo più alto (1,847 euro/litro) dopo la Svezia. Lo stacco del prezzo industriale, cioè del prezzo al netto di tutte le imposte, è azzerato, ossia corrisponde (-0,001 euro/litro) alla media dei 17 Paesi di area monetaria euro, un dato che scende addirittura a -1,6 centesimi/litro se si considera che la Commissione non tiene conto delle addizionali regionali di accisa su questo prodotto, che valgono sulla media nazionale (tra le regioni che non applicano addizionali e quelle che la applicano da un minimo 2,6 ad un massimo di 5,0 centesimi/litro) circa 1,6 centesimi/litro.

Sui ventisette Paesi dell’Unione, inoltre, il prezzo italiano e la fiscalità sul prodotto gasolio si classificano al terzo posto (dal più alto al più basso), preceduti da Regno Unito e Svezia. Lo stacco del prezzo industriale per il gasolio e’ superiore di 6 millesimi di euro/litro sempre rispetto alla media dei 17 Paesi di area monetaria euro. E’ il dato che emerge dalla elaborazione della Segreteria Nazionale di Figisc ed Anisa Confcommercio, le due associazioni di categoria dei benzinai, rispettivamente della rete ordinaria e della rete autostradale, sui dati pubblicati oggi pomeriggio dalla Commissione Europea, aggiungendo anche che nel giro di due settimane (ossia dalla rilevazione del 6 agosto a quella del 20 agosto) i prezzi sono aumentati in Italia di +0,061 euro/litro per la benzina, contro una media dei 17 Paesi di area euro di +0,071 euro/litro, e di +0,051 euro/litro per il gasolio.

Un dato, prosegue l’elaborazione della Segreteria Nazionale di Figisc ed Anisa Confcommercio, perfettamente corrispondente alla media dei predetti 17 Paesi; dati da cui bisognerebbe detrarre gli aumenti di imposte decretati dal Governo italiano in data 11 agosto 2012, che valgono 0,005 euro/litro: in sostanza gli aumenti italiani sono stati inferiori di un importo tra un minimo di 0,5 ed un massimo di 1,5 cent/litro, a seconda dei prodotti, da quelli della media comunitaria.

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8 Comments

  1. Infatti chi può evade all’estero in più modi come ampiamente descritto in articoli precedenti (forza evasori et similia)

  2. Ego says:

    La Gran Bretagna almeno ha optato per una tassazione alta con imposte indirette (es. IVA e accise) e bassa con le imposte sui redditi.
    L’Italia invece si contraddistingue per i suoi livelli record sia per le imposte indirette che per le dirette, in barba a qualsiasi politica fiscale.
    Cioè si arraffa a più non posso fin che si può.

  3. Lorenzo says:

    Io vivo in Friuli e ho uno sconto di 21 centesimi al litro.
    Tenete conto anche di questo, dovete pagare anche per noi friulani.

    • Salice triestino says:

      Io a Trieste forse ancora di più, ma ormai sono anni che faccio regolarmente benzina in Slovenia, a 10 minuti da casa, e senza andarci apposta perchè ci andrei comunque.
      Risparmio circa 12-15 euro a pieno.
      Ai distributori subito oltre confine c’è sempre l’assalto di macchine di Triestini che vanno a fare benzina.

  4. Albert Nextein says:

    Ho risolto.
    Mi sono collegato al sito dell’unione petrolifera.
    C’è un quadro aggiornato al 31 luglio che afferma che la componente fiscale è pari al 58%,per un valore assoluto di circa 1,070 €.
    Per la benzina.

  5. Albert Nextein says:

    Ho sommato le accise indicate nella figura.
    A me risultano 0,393.

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